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Colori, suoni e sapori dal sud del Marocco

Essaouira con le sue mura color sabbia, gli edifici bianchi contro l’azzurro del cielo, le porte turchesi riccamente decorate, il blu dell’oceano che si infrange lungo il litorale sabbioso e sugli scoglie è una città che sembra uscita da un depliant sulla Tunisia o da una foto demodè delle isole Cicladi.
Si trova invece nel sud del Marocco, 3 ore di auto a nord di Agadir. E’ sicuramente la più bella città marocchina sulla costa atlantica, ancora autentica e per fortuna trascurata dai gruppi dei tour organizzati. Perdersi nelle sue stradine, attraversare il souk, sostare al porto sono esperienze capaci di mandare in fibrillazione tutti e cinque i sensi.

Dall’altro lato dell’Atlante, alle porte del deserto, è la vista invece a venir ipnotizzata dalle poche ma splendide kasbah che si incontrano lungo la via per Ouarzazate. Ci si guarda intorno e tutto ha le tonalità del rosso, quel rosso noto come rosso Marrakech. Eppure questa città è lontana decine di chilometri e a separarci da essa ci sono il verde, l’ocra, il marrone, il rosso e il grigio antracite dell’Atlante, che dai suoi 2.000 metri di altezza regala panorami mozzafiato.

nella kasbah Ait Benhaddou

Arrivando alla kasbah Ait Benhaddou, una ventina di chilometri prima di Ouarzazate, e visitando il palazzo Glaoui nella kasbah Taourirt si ha subito l’impressione del già visto, tanto questi edifici in terra e fango, cesellati come merletti, sono parte integrante del nostro immaginario collettivo di mondo arabo. Ci hanno fatto sognare al cinema, li abbiamo visti riprodotti migliaia di volte su giornali e riviste, sono l’icona della promozione turistica di questa regione, popolano la nostra fantasia ogniqualvolta leggiamo Ben Jelloun o Fatima Mernissi. Eppure trovarseli davanti, lì, in mezzo al nulla … è un’emozione che non si può descrivere a parole.

Come non si possono descrivere i profumi e i sapori della cucina maghrebina e delle sue innumerevoli spezie.
Il nostro primo viaggio in Marocco l’avevamo fatto 10 anni fa con un tour operator: ogni pasto era sciacquato nella mediocrità e ad ogni boccone ci si chiedeva chissà se domani toccherà a me stare male tutto il giorno? Ma dopo l’esperienza di questi pochi giorni trascorsi mangiando ai tavoli di locali spesso piccolini e mai riportati sulle guide in nostro possesso, mi sento di consigliarvi di provare assolutamente le specialità locali.
Che non sono solo cous-cous, tajine e tè alla menta …

chiosco a Jemaa el Fna
macelleria a Essaouira

E basta passeggiare tra i vapori di piazza Jemaa El Fna a Marrakech per rendersene conto. Certo, potranno non piacervi le lumachine in umido, certe brodaglie o l’accostamento di sapori dolciastri in cibi che nella nostra cultura sono tradizionalmente salati. Oppure la visione della carne esposta lungo le strade potrebbe farvi diventare immediatamente vegani.

Ma credetemi che gli spiedini di agnello, le grigliate di pesce, le insalate incredibilmente speziate e colorate, la tajine di cammello e fichi secchi, il cous-cous di verdure con qualche acino di uva passa, il vasto assortimento di dolci a base di miele e frutta secca e la dolcissima frutta esposta sulle bancarelle, non solo sono alla portata di tutti i palati (e assolutamente di tutte le tasche!), ma sanno regalare quel tocco in più ai ricordi del vostro viaggio in Marocco. E senza nessuna sgradevole sorpresa a fine giornata o la mattina seguente.

chioschi di pesce a Essaouira
fragole al mercato

Quel mix di sapori fa parte dei ricordi non-visivi del nostro viaggio alla stessa stregua dei suoni e delle melodie che ci hanno accompagnato lungo tutto il nostro percorso. Dal richiamo del muezzin, che scandisce lo scorrere della giornata, alle musiche orientali sparate dalla radio della nostra macchina; dal vociare concitato delle donne e dei bambini, ai richiami dei venditori ad ogni angolo di strada; dalle voci dei cantastorie ai flauti degli incantatori di serpenti a Jemaa El Fna.

Naturale che anche il nostro giovane compagno di viaggio rimanesse incantato da tutto ciò, no??? Eccolo all’opera in diversi momenti del viaggio …

nel ristorante vicino alla kasbah Ait Benhaddou
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8 commenti su “Colori, suoni e sapori dal sud del Marocco

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  4. Farah
    4 marzo 2014

    Andrò in Marocco tra poco più di un mese e leggere articoli come questo stimola tutti e 5 i sensi. Non vedo davvero l’ora di partire e ti ringrazio perché inconsapevolmente mi hai dato quella puntura di eccitazione da partenza che non guasta mai! 🙂

    • viaggiebaci
      7 marzo 2014

      bene bene … sono certa che ti piacerà moltissimo!
      Non so che giro farai, ma se sei al sud, ti consiglio una notte nel riadh che ho descritto in un altro post: fantastico!

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Questa voce è stata pubblicata il 7 luglio 2011 da in Marocco con tag , , , , , , , .

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