Viaggi e Baci

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Rough Guide: guide a 5 stelle

Ormai non ho più dubbi: le Rough Guide sono le mie guide preferite.
Le ho scoperte casualmente nel 2005, dietro suggerimento di un’amica inglese, mentre stavo iniziando a pianificare il viaggio in Turchia e mi sono trovata davvero bene.
L’anno successivo avevo scovato un’isoletta in Grecia di cui volevo avere maggiori informazioni, e guardando tutte le altre guide in commercio in Italia non l’ho trovata nemmeno nominata. Nella Rough, invece … si!
Da quel momento sono diventate le mie fedelissime compagne di viaggio.

Sono complete, piene di descrizioni dettagliate dal punto di vista storico artistico, mai banali, con tanti suggerimenti per scoprire luoghi autentici e poco battuti del paese che si visita.
Unica pecca: non avendo un gran successo in Italia, le riedizioni non sono annuali e quindi alcune informazioni pratiche (tipo orari di apertura) potrebbero aver subito delle modifiche. Oppure potrebbero esserci alberghi e ristoranti aperti ultimamente che la guida non riporta. Ma, personalmente, penso che per queste informazioni ci sia internet e per quanto riguarda i ristoranti si possa anche seguire il proprio fiuto …

La conferma della superiorità delle Rough Guide l’ho avuta proprio in questi giorni.
Iniziando a programmare il viaggio in Danimarca ho scoperto che la casa editrice italiana traduce solo quella su Copenaghen e non sull’intero paese, perchè la destinazione è poco richiesta e quindi non ci sarebbe un mercato adeguato. Così mi sono dovuta per forza prendere qualcos’altro.
Dopo aver passato quasi un’ora in libreria a confrontare le 4 guide disponibili, ho optato per la tanto adorata Lonely Planet. E …

Ok! Non voglio dire che sia la peggior guida in commercio: non è vero e avrei contro interi eserciti di turisti-fai-da-te. Però è effettivamente un po’ limitata, con un sacco di commenti simpatici e curiosità ma poche informazioni approfondite. Inoltre ho l’impressione che ci siano solo le mete più gettonate e che l’interesse per i must da vedere e le principali attrattive turistiche superi decisamente quello per destinazioni minori che un viaggiatore curioso e indipendente vorrebbe poter visitare. Con mio stupore scopro che l’edizione in mio possesso è del 2008, un po’ datata se si considera che il punto forte di questo editore è proprio l’aggiornamento costate del suo prodotto. E se si considera che alcune pagine sono proprio inutili (non penso di aver bisogno di una lezioncina su come ci si comporta a tavola, sul tipo di regalo da portare se invitati a casa di un danese, e cose del genere), capirete perchè il mio giudizio non può superare un 7e 1/2!

E voi, con quale guida viaggiate abitualmente?

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8 commenti su “Rough Guide: guide a 5 stelle

  1. Benedetta
    10 settembre 2015

    Sono tornata dalla Danimarca, io avevo la RG in inglese ed è stata perfetta. A supporto uso la rough guide per le info disponibili. La LP ormai mi ha delusa, troppe info arraffazzonate e non sempre veritiere, oltre a posti indicati chiusi da anni 😦

    • viaggiebaci
      10 settembre 2015

      Eh, purtroppo la penso come te, dopo essere stata per anni una fan delle LP ora ho giurato di non comprarne più una. Piuttosto opto anch’io per la versione inglese della RG.
      Grazie per aver condiviso la tua idea

  2. Pingback: Quale guida mettere in valigia? | Viaggi e Baci

  3. Chiara
    16 settembre 2013

    Cavolo Monica…più vado a ritroso nel tuo blog più scopro un sacco di cose in comune…anche a me piacciono tanto le Rough Guide e per un lungo periodo le ho sostituite alle Lonely…però mancano le fotografie, almeno nelle guide che ho io (prese tra il 2005 e il 2007). Per le capitali europee però devo sempre associarle alle guide verdi del touring…per certi aspetti quelle sono le migliori secondo me. Nelle Lonely Planet ultimamenete trovo un sacco di errori…a volte mi viene il dubbio che chi le scrive sappia di cosa sta parlando….

    • viaggiebaci
      16 settembre 2013

      Nelle mie ci sono solo un paio di foto all’inizio, tipo una ventina. ma siccome io inizio a studiarle a casa, quando una descrizione mi incuriosisce poi cerco la foto su internet e se mi convince scatta l’asterisco a bordo pagina …
      Ora però è cambiato l’editore e non ho ancora provato le nuove versioni: vediamo che sorpresa ci riserveranno 🙂

  4. Palmy
    16 aprile 2012

    Da poco ho pubblicato un post sull’argomento… la mia scelta cade sulle guide routard… devo dire anzi che nell’ultimo viaggio fatto, qualche settimana fa in Toscana con 66 ragazzi di scuola media la Rough mi ha lasciata molto perplessa, per via delle spiegazioni eccessivamente cervellotiche dei monumenti, senza curiosità. chicche, pareri spassionati che trovo invece deliziosi sulle Routard…

    • viaggiebaci
      16 aprile 2012

      beh! forse per ragazzini delle medie le Rough Guide sono troppo impegnative, ma per degli adulti curiosi di scoprire più a fondo la località, le trovo ideali.
      Mi segnali il link al tuo articolo, così vengo a leggerlo? Grazie

  5. trippando
    8 marzo 2012

    concordo sulle rough guides…anche a me piacciono parecchio, soprattutto se non so nulla di dove andrò. per le capitali, la lonley è comoda e da un sacco di inidicazioni su dove dormire e mangiare…e poi c'è il buon vecchio touring…indispensabile per le città d'arte…

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Questa voce è stata pubblicata il 12 luglio 2011 da in guide turistiche con tag , .

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