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un riadh nella kasbah di ouarzazate

Riadh in arabo ha tre significati: è un nome di persona e vuol dire il calmo, il tranquillo; è la capitale degli Emirati Arabi e significa il giardino del paradiso; in Marocco indica la tipica casa araba, con giardino interno su cui affacciano le varie stanze e grande terrazzo sul tetto.
Da alcuni anni è molto di moda alloggiare in una di queste vecchie residenze ristrutturate, soprattutto se si visita Marrakech, la cui medina è tutto un brulicare di questa nuova forma di ospitalità.
Noi abbiamo fatto questa esperienza a Ouarzazate, l’ultima città importante alle porte del deserto.
Devo ammettere che era uno dei sogni messi in valigia e che il suo avverarsi è stato uno dei momenti più belli ed emozionanti dell’intero viaggio. Soprattutto perchè è capitato un po’ per caso e in una delle location più suggestive del sud marocchino.

Lungo la strada leggo sulla guida dell’esistenza di due riadh all’interno della kasbah e convinco il mio Riadh, assai titubante, e il resto della truppa ad andare a darci un’occhiata. Per raggiungerlo seguiamo le indicazioni di un farmacista e ci incamminiamo lungo stradine strette e polverose, che si attorcigliano come fili di lana nel gomitolo rosso della città vecchia.

in cammino verso il Riad Roise Noir

Bussiamo inizialmente al Dar Kamar, bellissimo, ma un po’ sopra al nostro budget e decisamente più caro della media nazionale. Il ragazzo che ci accoglie è gentilissimo e, capito il problema, ci accompagna nell’altro, poco distante.
E’ lui a mostrarci un paio di camere e … non mi sembra vero! Vedo che lo sguardo di Coccinello Pazzerellosi fa accondiscendente ed è fatta …. dormiremo qui! Urrà …

Le camere sono una diversa dall’altra e quando torniamo con i nostri bagagli scopriamo con piacere che la proprietaria (si, proprio una donna!) ha deciso di darci delle camere più spaziose di quelle viste inizialmente. Pavimenti in cotto, tappeti ovunque, arazzi alle pareti, mobili in legno intarsiato, lampadari in rame cesellato, biancheria ricamata a mano, porte a ferro di cavallo, catenacci come serratura. Nulla è sfuggito alle cure delle magiche mani che hanno dato nuova vita a questo posto.

la porta del bagno nella nostra camera

Basta scambiare due parole con la proprietaria per scoprire che le mani magiche sono proprio le sue e per rendersi conto che forse è proprio lei la rosa nera che è fiorita in questo paradiso terrestre. Già! perchè è lei l’arredatrice della casa e anche la realizzatrice dei tappeti che sono esposti un po’ ovunque e che si possono acquistare prima di partire. Una donna sorridente, che è riuscita a riscattarsi dalle limitazioni della sua condizione femminile e a dare nuove speranze e opportunità a una quindicina di altre donne, tutte divorziate come lei e con figli da mantenere, che fanno parte della cooperativa artigianale da lei fondata un paio di anni fa.
Emoziona sempre incontrare delle persone speciali, e questa donna lo è sicuramente.

la terrazza sul tetto dove viene servita la colazione
uno scatto artistico del piccolo Samir

Trascorriamo la notte abbracciati dal silenzio, interrotto solo alle prime luci dell’alba dal richiamo del muezzin. Le pareti rosse, ottenute impastando la terra di questo meraviglioso angolo d’Africa, ci separano da tutte le preoccupazioni del mondo lì fuori. Le vederemo nel massimo del loro splendore al nostro risveglio, non appena saliamo in terrazza per la colazione. Una colazione a base di dolcissima spremuta d’arancia, pane arabo ancora caldo, marmellata fatta in casa, e fagottini di pane ripieni di un saporito intruglio speziato.

a colazione solo prodotti freschi … slurp!

Tutto intorno a noi la città rossa al suo risveglio. Poco più in là, le pareti ricamate del Palazzo del Glaoui e all’orizzonte il riverbero del sole su uno specchio d’acqua che si intravede tra le palme. Sulla cima di minareti e camini, grandi nidi di cicogne. Le stesse che ci hanno tenuto compagnia in questa notte indimenticabile.

Aggiungi didascalia

Special place perchè: è un’autentica abitazione marocchina e vi permette di soggiornare all’interno di una di quelle case in terra rossa che vedete in molti film ambientati nel mondo arabo; la proprietaria è una donna marocchina divorziata che, grazie alla sua voglia di riscatto, ha intrapreso due attività imprenditoriali da  sostenere e incoraggiare
Informazioni pratiche:
Il riadh si chiama Rose Noire e si trova all’interno della kasbah di  Ouarzazate. Tutti i dettagli sul sito dell’albergo

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8 commenti su “un riadh nella kasbah di ouarzazate

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  5. Francesca
    13 luglio 2012

    Non ci crederai ma abbiamo dormito nello stesso riad!!! Bellissimo come del resto lo è tutto il Marocco che ha rapito una parte del mio cuore;-))

    • viaggiebaci
      13 luglio 2012

      daiiiiiiiiii … non ci credo!
      Ma allora il mondo è davvero piccolo 😉
      E’ un posto meraviglioso, il Marocco più autentico

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