Viaggi e Baci

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Danimarca: un paese da favola

Un paese assolutamente a misura d’uomo.
Un paradiso per i bambini, anche quelli che arrivano da oltre confine.
Grandissimo senso civico, che si traduce in rispetto per i propri simili (non solo quelli di oggi, ma anche per le generazioni passate e future) e l’ambiente.
Un luogo dove il concetto di low cost sembra essere tabù. Ma che offre gratuitamente alcuni servizi e in cui, con un po’ d’astuzia e buona volontà, è possibile fare una vacanza senza doversi indebitare per anni.

BENVENUTI IN DANIMARCA!
Il paese delle favole, del Lego, dei vichinghi, dei castelli, dei travestimenti, delle piste ciclabili, delle grandi distese di grano, delle centinaia di isole con spiagge di sabbia finissima e molto altro ancora …
Ma forse è meglio procedere con ordine, giusto per rimanere in sintonia con uno dei principali imperativi morali dei suoi abitanti.
So già che questo è solo il primo di una bella serie di post con cui vi racconterò le nostre avventure nella terra dei Vichinghi. Prima di iniziare, però, vorrei condividere con voi le impressioni generali di questo nostro primo viaggio in un paese scandinavo. Impressioni assolutamente positive, anche se restano alcune incognite che in 15 giorni non siamo riusciti a svelare … chissà se potrete aiutarci voi!

Da quando sono rientrata non faccio che ripetere a tutte le amiche-mamme che la Danimarca è un vero paese di cuccagna per i bambini e le prove che vi porterò saranno davvero numerose. Per ora accontentatevi di queste due foto

piccolo postino e giovane artista all’opera nei musei danesi

e di sapere che Samir continua a raccontare a tutti le attività che ha avuto modo di sperimentare. Perchè in Danimarca non ci sono solo Legoland e aree gioco in ogni paese, condominio e ristorante, ma TUTTI I MUSEI, siano essi di arte contemporanea, di geologia marina o di storia antica, hanno un’ala dedicata ai più piccoli dove la parola d’ordine è VIETATO NON TOCCARE. E’ strano in Italia sentire un bambino chiedere insistentemente quando andiamo al museo (cosa che il mio ha fatto per tutta la vacanza), ma credetemi che lì i musei sono frequentatissimi da famiglie con bambini di tutte le età e molti offrono sconti alle famiglie con tre o più figli.
Le aree dedicate ai bambini sono sempre in tema con quanto esposto nella collezione permanente e spesso permettono non solo di manipolare materiali legati a quanto visitato, ma anche di travestirsi a tema. Così, se visitate il Museo delle Poste e Telecomunicazioni di Copenaghen, vedrete il vostro cucciolo giocare a fare il postino danese alle prese con cassette postali, timbri, bilance e decine di buste da recapitare ai personaggi più famosi del paese in un villaggio appositamente ricostruito. Se invece siete in un museo d’arte, potrà cimentarsi a fare il giovane artista con moltissimi materiali creativi a disposizione.
Anche i parchi giochi all’aperto presenti in ogni attrattiva sono a tema: enormi tronchi d’albero dalle forme  bizzarre su cui arrampicarsi, al Geo Center di Moen; giostre di inizio novecento e giochi da cortile dei tempi della nonna al Den Gamle By di Arhus; cavalli in legno per tornei medievali e mattoni con cariola al villaggio medievale di Nykoebing. Solo per fare alcuni esempi …

Ciò che più colpisce è che spesso i musei non sono luoghi morti, ma spazi vivissimi in cui i danesi di oggi si travestono a tema e riportano in vita le attività dei loro avi. Il tutto dopo aver studiato, restaurato e riprodotto con tecniche e materiali filologicamente corretti, i resti del passato.

Così, per capire com’era la vita negli oscuri secoli del Medioevo, basta entrare in una casa del villaggio medievale, pranzare a lume di candela e con cucchiai di legno in una taverna, assistere ad un torneo o alla messa in azione di catapulte gigantesche.
Questo è solo un esempio, ma posso garantirvi che per ogni periodo storico, dalla preistoria al secolo appena terminato, i discendenti dei Vichinghi sono riusciti a creare luoghi in cui è possibile vivere come una volta, facendo le stesse attività dei loro avi.

Ammetto che inizialmente la cosa è entusiasmante al massimo e per i più piccoli lo è fino all’ultimo giorno. Ma personalmente, dopo aver scattato centinaia di foto, ho iniziato a sentire nostalgia per quei “bellissimi” musei di provincia che in Italia espongono poche opere, ma rigorosamente vere e ovviamente immobili, magari con qualche dito di polvere incorporato. Dopo ogni visita a questi luoghi, uscivo chiedendomi cosa rispondono questi figuranti al vicino di casa che chiede cosa fai nella vita? o cosa scrive un bambino nel tema Il mio papà … Perchè il più delle volte li vedi impegnati a lavare piatti senza acqua corrente, a tingere lana con l’ausilio di grandi calderoni fumanti, a dormire su letti di paglia, a pulire cavalli camminando nelle stalle scalzi, a fare ai ferri canticchiando nenie vicino alla gabbia di un canarino!
Però non nego che questa MANIA DEL TRAVESTIMENTO è contaggiosa, tanto è vero che dopo aver ripercorso la vita di Hans Christian Andersen nella sua città natale, ci siamo divertiti anche noi ad indossare i panni dei suoi personaggi …

i miei uomini al Museo Andersen di Odense

Forse potrei catalogare questa attenzione particolare a tutto ciò che è passato sotto la voce GRANDE RISPETTO, atteggiamento che i danesi dimostrano per tutto ciò che li circonda.
A iniziare dai loro simili, verso i quali nutrono la più sincera fiducia. Questa fiducia incondizionata anche verso gli estranei l’avevo già percepita con un sorriso prima di partire, quando mi è arrivata un’e-mail in cui il padrone di casa mi informava che non sarebbe stato a casa nei giorni in cui avevo prenotato: avrei trovato la chiave sotto il vaso vicino alla porta e potevo lasciare i soldi sul tavolo prima di partire. Il tutto senza avere nessun’altra informazione su di me, se non il puro e semplice nome di battesimo.
Nella vita di tutti i giorni rispetto e fiducia si concretizzano in un gran senso di sicurezza. Non abbiamo mai avuto dubbi su dove parcheggiare la macchina, che aveva spesso oggetti in vista da quanto era piena. Non abbiamo mai provato irrequietezza passeggiando per le città, nemmeno quando erano deserte o superaffollate. Abbiamo dimenticato gli ombrelli in un museo in pieno centro a Copenaghen e due giorni dopo li abbiamo ritrovati in biglietteria.
Ma forse l’immagine più esplicativa di quanto il concetto di furto sia estraneo alla mentalità di questa popolazione lo potete constatare da queste foto

Cosa sono? Si vede proprio che non siete mai stati in Danimarca!
Nei paesini, anche quelli turistici, e in campagna è il modo più comune per acquistare un chilo di verdura o un souvenir del luogo. Sono piccoli carretti posizionati agli angoli delle strade: la merce esposta è già pesata e prezzata; a voi non resta che sceglierla e lasciare quanto dovuto nell’apposito salvadanaio (spesso una semplice scatola in cartone con una fessura) messo in bella mostra.

Nei confronti dell’ambiente questo rispetto si manifesta in parchi e giardini curatissimi e sempre molto puliti, come d’altronde lo sono le strade e tutti i luoghi pubblici, toilette comprese.
L’AMORE PER LA NATURA E LA VITA ALL’ARIA APERTA è stata una delle prime impressioni che ho avuto navigando in internet mentre organizzavo il viaggio e non ha fatto che essere confermata dai bellissimi parchi che spesso circondano le residenze reali, dalle aree verdi pubbliche e dai giardini delle abitazioni in cui abbiamo soggiornato.

Saeby: particolare di un parco pubblico

Vita all’aria aperta + rispetto per l’ambiente. Il risultato non può essere che BICICLETTA, il mezzo di trasporto prediletto dai Danesi. Nel nostro immaginario collettivo è l’Olanda il paese delle biciclette, ma credetemi che la Danimarca la supera per numero di mezzi in circolazione ed estensione/efficienza della rete ciclabile, presente in ogni angolo del paese, dalle sperdute strade di campagna alle grandi arterie di Copenaghen, dove vive un terzo della popolazione.

Nel corso di due settimane, a questo proposito, ci è capitato di vedere davvero di tutto. Parcheggi per bicicletta nel mezzo della campagna, segnalati con cartelli appesi agli alberi. Parcheggi nei pressi delle fermate degli autobus e delle stazioni ferroviarie con migliaia di bici ordinatamente sistemate su rastrelliere a due piani. Adulti e bambini pedalare sotto diluvi universali rigorosamente senza ombrelli: in caso di pioggia tutti usano semplici mantelline con cappuccio. Ristoranti dotati di biciclette con carrello coperto per la consegna dei pasti a domicilio. Musei che offrono il collegamento con la stazione ferroviaria a bordo di ciclo-taxi gratuiti. Senza citare il fatto che a Copenaghen e nelle grandi città le biciclette si possono prendere in prestito per tutto il tempo necessario semplicemente inserendo un paio di monetine nelle apposite rastrelliere, che vengono poi rese non appena si riconsegna la bicicletta in qualsiasi altra rastrelliera della città. Un po’ come da noi per il carrello al supermercato!

Fin qui, gli aspetti positivi di un paese e una popolazione da cui noi Italiani avremmo davvero molto da imparare.
Ora invece ecco le tre domande a cui non sono ancora riuscita a dare una risposta …

1. Cosa fanno i danesi dopo le 5 del pomeriggio?
Dopo tale ora nei giorni feriali e in ogni momento della giornata durante il week-end, tutte le città si svuotano e non vedi più anima viva in giro. Così si presentano le strade di ogni città appena chiudono uffici e negozi …

2. Quale sarà il tempo oggi?
Vi avviso che è inutile guardare le previsioni del tempo perchè sarà comunque diverso da quello che vi aspettavate. Tanto che un bel giorno ci siamo guardati i piedi e ci siamo ritrovati così …

3. Può davvero uno smorrebrod  costare in media sui 10-15 euro?
Per capirsi sto parlando di quello che nei menu trovate descritto come “open sandwich”, che tradotto altro non è che una fetta di pane nero di circa 10 x 5 cm farcita con ingredienti di vario genere. Eccone un esempio. Ma attenzione: ogni pezzo costa quanto vi ho detto, non l’intero piatto …

Se qualcuno saprà aiutarmi a risolvere questi enigmi, la riconoscenza sarà eterna …

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10 commenti su “Danimarca: un paese da favola

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  2. acasadiclara
    23 agosto 2014

    i tre quesiti sono rimasti irrisolti anche per noi. al primo c’è una sola risposta : scompaiono!!! e vanno a casa a mangiare poi vanno a dormire (e allora che se ne fanno delle lunghe sere nordiche? boh).. A copenaghen invece vanno tutti a correre al parco, dopo avere già cenato ovviamente. Al secondo quesito abbiamo risposto così: non c’è previsione per il tempo di domani perchè accadrà di tutto. e non c’è scampo per il povero europeo del sud abituato a tempo stabile, bello o brutto ma stabile (anche se l’estate 2014 ha rivoluzionato le nostre abitudini) . bisogna evidentemente fare come loro, vestirsi a caso e avere sempre la giacca nella borsa. così si vive tranquilli (accostamenti di colori, stili di moda, etc etc scordateveli, come ho già detto bisogna vestirsi a caso, tanto prima o poi piove) . Al terzo non c’è proprio risposta. Certi prezzi non sono giustificabili e rimane un mistero. Infatti dopo la danimarca siamo andati 6 giorni in germania, dove abbiamo tirato un sospiro di sollievo!

    • viaggiebaci
      25 agosto 2014

      Mi Dio!!! Se in Italia ha piovuto ogni giorno, non voglio immaginare in Danimarca …
      Per fortuna che la Ale alla fine ha deciso di cambiare meta! Lei voleva farla in bici e tenda, con il rospetto di 4 anni al seguito … 😉

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  6. coccinella monella
    7 settembre 2011

    che bello sapere che in fondo abbiamo sempre gusti simili ;Dma ti rendi conto se ci incontravamo là??? Lo scorso anno mi è successo con un'amica a Dubrovnik, quest'anno con una coppia di amici nell'isola di Moen … chissà che l'anno prossimo non sia tu la mia più bella sorpresa dell'estate.Un suggermiento: visitatela entro i 9-10 anni dei bimbi e non ve ne pentirete. Se servono idee e suggerimenti … sono qua!

  7. Laura
    6 settembre 2011

    …e pensare che quest'estate volevamo andarci anche noi, ma poi all'ultimo momento abbiamo optato per Baviera+Austria! Ma se non è il prossimo anno, sarà quello successivo, questo è sicuro. Comunque, considerando che a Norimberga abbiamo scoperto un piccolo ma bellissimo museo sensoriale pieno di esperimenti a misura di bambino, che nella Selva Bavarese le piste ciclabili si sprecavano e che in Austria c'è lo stesso sistema basato sulla fiducia per la distribuzione dei quotidiani…direi che abbiamo fatto vacanze simili 😉 Laura

  8. coccinella monella
    1 settembre 2011

    ma tu sei riuscita a risolvere uno dei tre misteri che sono stati il tormentone del nostro viaggio???

  9. Anonymous
    1 settembre 2011

    fantastico resoconto!ti invidio per aver visto anche paesini e campagna (noi l'abbiam vista solo dai tanti treni presi con l'interrail)non ho visto la frutta già pesata senza operatore, ma ti credo sulla parola (e un gestore di B%B "sulla fiducia" come il tuo l'abbiam trovato a Ystad, Svezia).concordo anche sul Paese a misura di bambino, e aggiungo che i musei così "sensoriali" aiutano a capire e a non annoiarci anche noi adulti!Simo

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Questa voce è stata pubblicata il 27 agosto 2011 da in Danimarca con tag , , , .

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