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Il capitano Jens Munk

Di Thorkild Hansen (Ordrup 1927 – Caraibi 1989) non ne avevo mai sentito parlare, anche se poi, leggendo la quarta di copertina, mi sono resa conto che almeno un suo titolo, Arabia Felix, mi era familiare. Però a lui ci sono arrivata veramente per caso, nonostante la lunga ricerca e le diverse consultazioni con amici lettori alla disperata ricerca di un libro di narrativa scritto da un danese o ambientato in Danimarca.
Quando visito un paese straniero, mi piace essere accompagnata da qualcuno che lo conosce e ascoltare storie che me ne facciano scoprire sfaccettature diverse da quelle che vedo con i miei occhi. Ma mentre la letteratura scandinava è di gran moda in questi anni, sulla Danimarca tutti sembrano ricordarsi solo la Blixen, Amleto e Il senso di Smila per la neve. Quindi questa scoperta fortuita è stata doppiamente una bella sorpresa: non solo è un bel romanzo storico, ma aiuta a comprendere, più o meno indirettamente, molti aspetti del paese e dei suoi abitanti.

L’autore è quasi maniacale nelle ricerche di archivio e nel tentativo di fornirci un resoconto dettagliatissimo della vita di un capitano della marina reale danese vissuto ai tempi di re Cristiano IV, ma bastano pochi giorni in Danimarca per rendersi conto di come questa cura filologica e questo amore per la ricerca storica, archeologica e archivistica siano parte del Dna nazionale. Idem dicasi per il tentativo di riportare in vita i personaggi del passato, con tutti i loro usi e costumi, e di farli sentire vivi a chi si appresta a conoscerli oggi. Non c’è isola che non abbia almeno un museo in cui i reperti storici del luogo siano affiancati da personaggi in costume che si comportano e interagiscono come si soleva fare nell’epoca in questione.

Jens Munk, il protagonista del libro, è figlio naturale (ma non illeggittimo) di un nobile decaduto e questa condizione segnerà tutte le svolte fondamentali della sua vita. Una vita movimentatissima, con continui colpi di scena e segnata da un destino che talvolta riserva ricchezze e fortune, ma spesso offre bastonate, anche gratuite. Impossibile non ammirare quest’uomo che ha sempre la forza di rialzarsi in piedi e ricominciare da capo, anche quando tutto è perduto. 
Il titolo ce lo presenta come capitano, anche se questo è solo uno degli innumerevoli compiti che svolge al servizio di sua maestà, di altri nobili e talvolta di se stesso. Ma è proprio questo ruolo, unito a quello di esploratore alla ricerca del passaggio a Nord-Ovest, ad offrirci uno splendido affresco sulla storia della Danimarca di ieri.

Oggi è uno stato pacifico con una superficie inferiore a quella dell’Italia settentrionale, ma nel medioevo i vichinghi erano signori incontrastati del mare e intrattenevano rapporti commerciali con Groenlandia e Nord America, mentre a cavallo tra Cinque e Seicento (il periodo in cui è ambinetata la vicenda) tutti i paesi nordici pagavano tasse spropositate per attraversare le sue acque, che bagnavano gran parte del Nord Europa, e il suo re megalomane ambiva a un dominio marittimo planetario.
E’ sufficiente effettuare una visita guidata al museo delle navi vichinghe di Roskilde, guardare alcuni quadri dei pittori della scuola di Skage o trovarsi in un giorno di brutto tempo (e non sto dicendo di tempesta!) sulla riva di una delle sue isole per comprendere quanto dura potesse essere la vita di un uomo di mare, mozzo o capitano. E Jens Munk ha svolto entrambi questi ruoli in condizioni spesso estreme, offrendoci nei suoi diari di bordo uno spaccato realistico sulle condizioni a bordo delle navi, siano esse baleniere, fregate, navi commerciali o della marina reale.

Leggendo non si smette mai di imparare e questo libro ne è una conferma, anche se la pigrizia mi ha spesso impedito di andare a cercare il significato di termini tecnici marinareschi e la localizzazione di baie, isole e stretti sperduti tra i ghiacchi alla deriva dal circolo polare artico. Certo è che le storie relative alla caccia alle balene, alla ricerca di passaggi a nord-est e nord-ovest per raggiungere il continente asiatico, ai danni provocati dallo scorbuto, alla figura di Cristiano IV di Danimarca, agli usi e costumi in voga nella Copenaghen del tardo rinascimento, mi hanno davvero appassionata.

Finito: 29 agosto 2011
Consigliato: a chi visita la Danimarca per la prima volta, agli appassionati di biografie storiche, agli amanti di avventure al limite delle possibilità umane

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4 commenti su “Il capitano Jens Munk

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    20 dicembre 2011

    Il titolo ce lo presenta come capitano, anche se questo è solo uno degli innumerevoli compiti che svolge al servizio di sua maestà, di altri nobili e talvolta di se stesso.

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Questa voce è stata pubblicata il 31 agosto 2011 da in Danimarca, i miei libri con tag , , , .

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