Viaggi e Baci

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Everyman

Solo arrivata alla fine del libro, pensando a come avrei potuto iniziare a mettere nero su bianco le profonde emozioni che ha scatenato in me, mi sono resa conto che non mi ricordavo il nome del protagonista, pur ricordando quello del fratello, della figlia, delle tre mogli e di alcuni altri personaggi incontrati tra le pagine. E solo in quel momento ho realizzato che questa amnesia non era un brutto scherzo della mia memoria, ma solo l’ennesimo colpo di genio della creatività di Philp Roth.

Il protagonista di questo romanzo, infatti, è semplicemente Everyman, ogni uomo.

Il suo nome è scolpito in lettere bianche su una copertina nera, nera come la morte. Quella morte che è l’incipit e la fine di queste intense pagine e che fa capolino in varie sembianze nel corso della vita di ogni uomo, Everyman appunto.
Una morte a volte diabolicamente esibita, con un cadavere trasportato dalle onde a inquietare gli allegri bagni di un fanciullo. Altre pudicamente velata, con i medici intenti a confabulare dietro il velo che cela il cadavere del paziente che ci dorme accanto. Spesso ingiusta, quando arriva prematuramente a toglierci l’affetto delle persone che amiamo. Il più delle volte crudele, con quel gusto orrido di farsi aspettare per anni, anni di completa solitudine. Oppure di arrivare dopo mille sofferenze, quando non siamo più in grado di gestire il nostro corpo e stentiamo a riconoscerci in questo ammasso di ossa e carne trasportato da un letto a una clinica e viceversa.

In Everyman c’è tutto questo. E molto di più.
Ci sono la nostalgia per l’infanzia perduta e i rapporti innocentemente umani; l’ammirazione illimitata per una persona che ci è stata modello di vita, come può esserlo un padre esemplare o una moglie fedele e rispettosa; gli errori che inevitabilmente si fanno vivendo, con tutti i conflitti a corollario; l’amore che viene e poi se ne va, lasciando rancori e figli da gestire; l’invidia per chi non si vede crollare pezzo a pezzo, racchiuso in un muro di profonda solitudine.

Un romanzo intimo, di quelli che ti penetra dentro e non ti lascerà mai più. Forse perchè Everyman lo sei anche tu.

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Questa voce è stata pubblicata il 10 settembre 2011 da in i miei libri, Uncategorized con tag .

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