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Il museo delle navi vichinghe a Roskilde

Oggi è il primo giorno di scuola e quest’anno, alla materna, il mio piccolo è dei grandi. Ammetto che ognuno di questi passaggi è sempre commovente per il cuore di una mamma, forse perchè scandisce chiaramente le tappe verso la completa autonomia. Non meno commovente, comunque, di vederlo a fine giornata, tutto orgoglioso, cercare nella tasca del grembiulino un foglio stroppicciato per rispondere alla domanda cosa avete fatto di bello oggi?

la nave dei vichinghi by Samir

E mentre papà scambia quel triangolo azzurro per un ombrellone, io non ho dubbi: è una nave vichinga!!! E non manca proprio nulla: c’è pure la medusa marrone con tre tentacoli (a ricordarci quelle arancio-marroncine che abbiamo incontrato in diversi litorali) e una grande croce rossa a indicare il luogo del tesoro.

E’ una di quelle navi che Samir ha a lungo contemplato nel di libro di saghe vichinghe che gli abbiamo regalato in occasione del nostro viaggio in Danimarca e che abbiamo poi avuto la fortuna di ammirare e veder costruire al Museo delle Navi Vichinghe di Roskilde.

Museo delle Navi Vichinghe di Roskilde

Un museo che, oltre a fornire dettagliate informazioni storiche e archeologiche sull’argomento, offre un’esperienza sensoriale difficile da dimenticare, soprattutto per l’intelligenza pragmatica di un bambino.
E’ impossibile, infatti, resistere alla tentazione di trascorrere un’intera giornata in un luogo che ci accoglie con una vasca d’acqua in cui galleggiano modellini di navi in legno, che bambini di ogni nazionalità spingono e rovesciano tra schizzi e risate.

battaglia navale al Vikingeskibsmuseet di Roskilde

L’occasione per la costruzione di questo museo è stata fornita dal ritrovamento di alcune navi affondate volontariamente in epoca vichinga nel fiordo di Roskilde per bloccare due delle tre vie di accesso marittimo all’antica capitale danese. La terza via, ripiegando su se stessa verso nord, era conosciuta solo dai locali e non rappresentava quindi una fonte di pericolo per i discendenti di Aroldo Denteazzurro in caso di scorrerie nemiche.
Ci sono voluti 25 anni dal momento del ritrovamento dei resti archeologici all’allestimento finale del museo, ma il risultato è davvero sorprendente. I resti di cinque navi, che erano solite solcare le fredde acque del Mare del Nord, sono ora esposti in una sala con una grande parete in vetro che si affaccia sul fiordo che le ha custodite per ben 900 anni.

Seguendo uno dei tour guidati in inglese si possono apprendere le diverse caratteristiche delle navi, alcune usate per scopi mercantili, altre per lunghe traversate marine o imprese di guerra, altre ancora per permettere la fuga di nobili irlandesi. Si scoprono dettagli quali l’utilizzo di oltre tremila chiodi per ogni imbarcazione, le modalità di lavorazione del legno senza l’utilizzo di seghe, le tecniche utilizzate per l’isolamento idrico dello scafo e la colorazione delle vele, la composizione dell’equipaggio, i tempi di percorrenza marittimi, la dura vita di bordo. Si capisce soprattutto come tutta la vita e l’economia di un villaggio vichingo fosse finalizzata alla costruzione di imbarcazioni che per secoli hanno permesso il dominio, gli scambi commerciali e i saccheggi su entrambe le sponde dell’Atlantico. Ben prima della scoperta, gridata ai quattro venti, fatta da Cristoforo Colombo …

Informazioni curiose, direte voi. Ma ben poco adatte agli interessi di un bambino in età prescolare. Certo! Se non fosse che ai lati della grande sala espositiva c’è una sala cinematografica dove viene proiettato un filmato sulla ricostruzione di una delle imbarcazioni esposte e il suo utilizzo per raggiungere Dublino con le stesse modalità di navigazione medievali, e condizioni metereologiche non certo raccomandabili. E poi una sala con la ricostruzione di una nave in cui grandi e piccini possono salire per fingersi antichi vighinghi, travestiti di tutto punto e circondati dalla merce trasportata all’epoca. Pelle d’orsi polari comprese. E poi un angolo …

lezione di runico!

dove divertirsi a trascrivere il proprio nome utilizzando i caratteri runici!

Ma il bello per un bambino è all’esterno, dove intorno ad uno spiazzo quadrato si affacendano maestranze che costruiscono, oggi, navi vichinghe utilizzando i materiali e le tecniche in voga allora.
C’è il fabbro, con fuoco, incudine e grosso martello, intento a forgiare decine di chiodi giganteschi. C’è il carpentiere, all’opera con assi di legno, sagome, puntelli, chiodi e martello.

fabbro e carpentiere all’opera

C’è chi vernicia le imbarcazioni già terminate e chi intreccia centinaia di metri di cordame di vario tipo, mostrando come si fanno diversi tipi di nodi marinareschi.

Aggiungi didascalia

E al centro di tutte queste attività c’è lei …

Una nave vichinga in fieri, che quando arriviamo noi è solo agli inizi, ma la cui chiglia ci dà chiara l’idea di come sarà nei mesi a venire. Perchè le barche che qui si costruiscono poi verranno varate, messe nel porticciolo del museo e utilizzate per far provare ai visitatori l’ebrezza di navigare su una vera nave vichinga. Non come ospiti illustri comodamente seduti, ma come mozzi agli ordini di un vero capitano …

Causa tempo instabile, o almeno così dice Coccinello Pazzerello, noi conserviamo questa esperienza per la prossima volta e ci rifugiamo sotto una tettoia a decorare un autentico scudo vighingo, con tanto di decorazione tratta da modelli originali e nome in runico dell’intrepido vichingo Samir.

decorazione del nostro scudo vichingo

Uno scudo che esibiremo orgogliosi nella foto di rito a bordo della più grande fregata della flotta vichinga di Roskilde.

l’emozione di salire su una vera fregata vichinga

Maggiori informazioni su orari, biglietti d’ingresso e programma sul sito del Vikingeskibstmuseet:  www.vikingeskibsmuseet.dk/en

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8 commenti su “Il museo delle navi vichinghe a Roskilde

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