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A bottega da un ceramista

Alcuni giorni fa ci eravamo lasciati con la promessa che vi avrei svelato i segreti della prima opera in ceramica del mio piccolo Samir, il cui estro artistico, come in tutti i bambini, è sempre pronto a dare il meglio di sè.

il retro della prima opera in ceramica decorata con tecnica raku da Samir

Vi invito quindi a seguirmi tra gli scaffali, i torni e i vasi di colore della Bottega del Tornio di Marostica. Scoprirete, passo a passo, come si crea un oggetto in ceramica con l’antica tecnica Raku.

Il primo step è quello di scegliere l’oggetto che si desidera decorare. E credetemi che non è un momento da sottovalutare …

la mamma dice cose strane, tipo che sono un elefante in uno zoo di cristallo

Sugli scaffali si trova un po’ di tutto: vasi, ciottole, piatti, croci, portafotografie, lastre, svuotatasche. Decine di oggetti, di ogni forma e dimensione. Tutti fragilissimi e, forse anche per questo, così irresistibili agli occhi (e alle mani!) di un bambino. Occhi innocenti che riescono a trovare in ognuno di loro mille, buffe, possibilità di utilizzo …

chissà se questo vaso può essere anche un cannochiale???

Scelta l’oggetto che fa per voi e trovata la giusta postazione di lavoro, è la volta di decidere quali colori utilizzare.
Il mio piccolo artista non ha dubbi: la voglio fare di TUTTI i colori.
E, così, eccolo alle prese con secchi di colore più grandi di lui. Un po’ incredulo sul fatto che, prima della cottura in forno, l’oro possa essere così nerastro e il verde rame così simile a un grigio.
Ma l’avete capito che stiamo parlando di un’esperienza magica, no?!?!

che belli questi grandi secchi di colore

Magica come la pompetta che utilizziamo al posto del classico pennello, riempiendola e svuotandola un’infinità di volte.

non so se l’avete capito: voglio usare tutti i colori

Di bianco, di arancio, di verde, di azzurro, di rosso, di oro, di nero e … chi più ne ha, più ne metta.
L’impegno è grande, gli occhi non si staccano un’attimo da quel ghirigori di linee e puntini, lo schema compositivo sembra giocare a nascondino tra i meandri della mente.

questa pompetta è un vero portento

Non ho dubbi: sarà un’opera astratta!

est voilà! il capolavoro è pronto

Arriva poi il momento più lungo, quello della cottura in forno.

ma quanto deve stare lì dentro?

Samir freme, non vede l’ora di stringere tra le mani il suo capolavoro e di scoprire se il nero si è trasformato veramente in oro.
I primi minuti trascorrono lenti come ore e, visto che ne dovranno passare parecchi, devo assolutamente trovare il modo per distrarlo un po’.
Ma lui questo problema non se lo pone nemmeno, tante sono le novità che lo circondano. A cominciare dal casco del maestro Toniolo, indossato il quale è più facile sentirsi nei panni di un vero ceramista.

così mi sento un vero ceramista

E che dire della possibilità di rientrare nel laboratorio e provare a modellare l’argilla con le proprie mani? Gli strumenti del mestiere sono tutti a nostra completa disposizione …

questa è arte! altro che il didò …

La prima idea è quella di creare un dinosauro, poi arriva quella del castello e di un cucco a forma di uccellino, subito dopo la voglia di usare il tornio per fare un vasetto.
Lo lascio sbizzarrirsi e ne approfitto per curiosare le opere degli altri partecipanti a questo laboratorio aperto, molti dei quali sono dei fedelissimi che si ritrovano qui ogni mese per dar forma al loro estro creativo. I risultati sono davvero sorprendenti …

alcuni degli oggetti realizzati dagli altri partecipanti

Così facendo, il tempo vola via in un baleno ed è già ora di aprire il forno.

riuscite a vedere dov’è la mia ciottola?

Mentre cerchiamo curiosi il nostro pezzo, le operazioni intorno a noi si svolgono a ritmo serrato. Ogni minuto è davvero prezioso per il risultato finale.
Superata la temperatura di 900° C, gli oggetti vengono estratti rapidamente dal forno e depositati in una specie di grande camino per essere lasciati bruciare sotto uno strato di segatura.

la nostra è quella in alto a sinistra

E’ lì che intravediamo per pochi secondi la nostra ciottola, prima che venga completamente ricoperta di polvere nera e avvolta da fumi incandescenti. Pochi minuti più tardi sarà sottoposta ad un brusco abbassamento della temperatura sotto un getto di acqua fredda. Sono questi forti sbalzi termici a determinare l’effetto crepatotipico di questa lavorazione artigianale.

E … voilà!
La magia è perfettamente riuscita.
Le parti bianche non decorate sono diventate nere, molte tinte hanno cambiato colore, il bordo grigiastro si è trasformato in oro e quella che per me non poteva che essere arte astratta …

agli occhi orgogliosi del suo creatore è un cammello con quattro zampe e un cavaliere sulla groppa con una lunga lancia.
Riuscite a vederlo anche voi???
Wow! allora quest’arte fatta di semplice argilla, acqua e fuoco è davvero MAGICA!

Informazioni utili: la Bottega del Tornio si trova a Marostica, in via Milano 10. Se desiderate visitarla per semplice curiosità o per acquistare i bellissimi oggetti realizzati dal maestro Toniolo, potete prendere appuntamento telefonando al numero 0424 470 920.
Ogni ultimo sabato del mese la bottega apre le porte a tutti gli spiriti creativi che vogliono sperimentare la tecnica Raku. Pur non essendo un laboratorio didattico per bambini, il maestro Nico e suo figlio Andrea sanno mettere a proprio agio anche i piccoli artisti, svelando loro tutti i trucchi del mestiere.
E se desiderate fermarvi in zona per il week-end, potete richiedere all’Albergo Due Mori la tariffa speciale riservata ai provetti ceramisti.

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3 commenti su “A bottega da un ceramista

  1. Pingback: Piccoli ceramisti crescono | Tips 4 Italian Trips

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