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Danimarca: diario di viaggio – 1° parte

Continuo a ricevere da parte vostra richieste su un resoconto completo del viaggio in Danimarca fatto ad agosto.
Ammetto che al rientro ero così entusiasta dell’esperienza fatta e così carica di emozioni che avrei potuto scrivere decine di post dettagliatissimi. Ma, come ben sapete, quando si rientra a casa si è subito sommersi da migliaia di cose da fare e il tempo a disposizione è davvero poco. Soprattutto se il materiale da selezionare è tanto, come in questo caso.
Mentre mi riprometto di riuscire in futuro a descrivere un po’ più nel dettaglio almeno le attrazioni principali e i special place che ci hanno ospitato, nei prossimi giorni mi impegnerò a ripercorrere il viaggio tappa per tappa. In maniera un po’ sommaria, certamente, ma con notizie utili e spunti interessanti per chi sta iniziando a pianificare ora il viaggio nel paese delle favole.

sotto le bandiere di Legoland

Come molti di voi già sanno, quest’anno ci siamo mossi con la nostra macchina e questo, alla fine, si è rivelato un sistema vincente per riuscire a contenere un po’ i costi in un paese in cui tutto è tremendamente caro e per vivere la Danimarca in modo low-cost.

Se state sgranando gli occhi all’idea di percorrere 1.400 km  in auto con un bimbo di 5 anni solo per raggiungere il paese che vi ospiterà e che avete intenzione di visitare interamente, beh! sappiate che non siete gli unici …
Ma credetemi che basta sapersi organizzare, pianificare bene le tappe, avere con sè una valigetta di giochi e attività ben fornita, essere disposti a cantare, guardare, raccontare, e la cosa non è poi così tragica come può sembrare a prima vista. Anzi, ogni passaggio di confine sarà fonte di grandi emozioni e nuove scoperte, a cominciare dalla forma e i colori della bandiera nazionale.

la bandiera della Danimarca in mezzo a campi di grano

Ok, non serve che me lo chiediate. Prima o poi scriverò due righe anche su come affrontare un lungo viaggio in macchina con bambini piccoli.

Ma ora veniamo al dunque …

Personalmente consiglio di affrontare il viaggio in 2 o 3 giorni, senza considerare questo una perdita di tempo, ma vivendolo come una bella occasione per poter dare una sbirciatina anche ad altri paesi.
Noi l’Austria l’abbiamo attraversata facendo solo brevi tappe tecniche, ma ci siamo poi concessi il lusso di un’intera mattinata a Rothenburg ob der Tauber, dove eravamo arrivati già la sera precedente.

Rothenburg ob der Tauber

Per la maggior parte di noi italiani è una località sconosciuta, mentre in Germania è considerata una delle principali destinazioni turistiche del paese lungo la Romantic Strasse.
Credetemi che è un vero gioiellino e che da sola varrebbe un viaggio oltreconfine.
Se vi piacciono i borghi medievali circondati da mura ancora percorribili, le case a graticcio che si affacciano su viuzze acciotolate, torri e cattedrali che da secoli sorvegliano i tetti della città, allora è la meta giusta per voi.

Certo, non è una destinazione tranquilla e fuori dai percorsi del turismo di massa, ma se avete la fortuna di arrivarci la sera e poter fare una passeggiata durante le ore notturne, sarete sicuramente conquistati dalla sua atmosfera magica e surreale.
I bimbi resteranno invece ipnotizzati davanti alle vetrine illuminate, una specie di grande presepe in miniatura con centinaia di ricostruzioni in legno dei vari edifici e attività cittadine.

particolare di una vetrina a Rothenburg ob der Tauber

Se visitate la città di giorno, siate preparati ad entrare in ognuno di essi: il vostro piccolo vi ci trascinerà dentro con tutte le sue forze. E allora vi ritroverete davanti a miriadi di casette in legno, figurine nelle pose più strane, orologi a cucù, corazze, armature medievali e via discorrendo. La vostra unica via di salvezza sarà quella di chiarire subito che la regola del giorno è “guardare ma non comprare” e di coinvolgerli in tutto ciò che di interessante la città ha da offrire. A cominciare dalla passeggiata sul camminamento di ronda delle mura medievali fino alla visita alle prigioni e agli strumenti di tortura che si trovano sotto al Municipio.

Prima di ripartire alla volta del Grande Nord, un piccolo consiglio su dove andare a mangiare.
Kartoffelstube, subito fuori la porta medievale di Rodertor, è un ristorantino informale molto popolare tra i locali. Tutti i piatti sono a base di patate e quindi troverete sicuramente qualcosa di adatto ai gusti dei vostri piccoli. Samir è rimasto a tal punto estasiato dalla zuppa di patate che ci siamo dovuti ritornare 15 giorni dopo, sulla via del ritorno!
Sopra la stube ci sono alcune camere spaziose e pulite che possono essere un’ottima base di appoggio per visitare la città a piedi.

Essendoci fermati a Rothenburg fino a dopo pranzo e avendo già prenotato da casa l’alloggio in Danimarca per la notte seguente, una volta saliti in macchina abbiamo puntato dritti a nord, senza più tappe intermedie. Nonostante questo, avendo trovato parecchio traffico e molti cantieri nei successivi 700 km, siamo arrivati a destinazione a notte inoltrata.
Vedendo le foto su internet, mi ero già immaginata l’appartamento Skifter Huset di Bandholm come uno di quei posti speciali che restano a lungo nel cuore. Ma solo al mio risveglio, alle prime luci dell’alba, mi sono resa conto di trovarmi nel bel mezzo della quintessenza della campagna danese, con il Mare del Nord che fa capolino all’orizzonte.

Skifter Huset, il nostro alloggio sull’isola di Lolland

Siamo a Lolland, una delle oltre 450 isole che compongono l’arcipelago danese.
L’abbiamo scelta come prima tappa del nostro tour non solo perchè raggiungibile in meno di mezz’ora dal porto di Puttgarden, in Germania, ma perchè vicina a una delle attrazioni che maggiormente possono colpire la fantasia di un bambino di 5 anni che da grande vuole fare, tra le altre cose, il cavaliere.

Sto parlando del Middelaldercentret di Nykoebing, che ho già descritto tempo fa.
Se solo riuscite a immaginarvi cosa possa voler dire per un bambino di quest’età vedere dei cavalieri in carne e ossa, assistere a un torneo medievale in un’arena che ricorda quella di Robin Hood, veder azionare delle catapulte gigantesche e dei veri cannoni con polvere da sparo, entrare in buie case di legno in cui si svolgono mestieri ormai scomparsi da secoli … beh! allora questo centro medievale sarà sicuramente una delle vostre tappe.
Inutile dirvi che mentre assisteva alle varie prove del torneo, Samir si è girato dicendomi mamma! mi sembra di essere in un sogno

Purtroppo a Lolland ci siamo fermati solo per una giornata, ma dopo aver dato un’occhiatina a varie brochure, posso suggerirvi di fermarvi qualche giorno in più, perchè ha diverse cose da offrire.
Idem dicasi di Moen, dove ci siamo fermati due notti presso l’accolgiente B&B Bakkelund, ricavato all’interno di una vecchia fattoria circondata da immense distese di grano e gestito da una coppia simpatica e ospitale.

B&B Bakkelund sull’isola di Moen

L’isola offre una delle maggiori attrattive naturalistiche del paese: immense scogliere di gesso ricche di fossili formatisi milioni di anni fa.
Sulla cartina le trovate indicate come Moensklint, al termine della strada che conduce al versante  orientale dell’isola.

le grandi scogliere di gesso di Moen Klint

Per raggiungerle bisogna fare quasi 500 scalini di una scala in legno che si addentra nel bosco per poi sbucare nel bel mezzo di questa meraviglia della natura, ma credetemi che ne vale veramente la pena. Se vi piace camminare, potete passeggiare lungo il lato destro della spiaggia per poco più di 1 km, risalire le uniche altre scale che troverete e raggiungere il parcheggio attraversando un ambiente boschivo molto bello e con suggestivi scorci sul mare sottostante.
Credetemi che i più piccoli non si lamenteranno della fatica, tanto sono presi dallo scovare fossili che possono poi portarsi a casa, dal lanciare sassi neri in acque incredibilmente bianche e torbide, dal sprofondare in sabbie mobili e dal colorarsi tutti con gesso assolutamente naturale …

i primi fossili scoperti dal mio speleologo
mamma! ma queste sono sabbie mobili …
che bello colorarsi con il gesso!

Se siete sorpresi dalla presenza di così tanti ciottoli neri lungo la spiaggia, non dovete far altro che visitare il modernissimo Geo Center che si trova vicino al parcheggio. L’evoluzione geologica che ha portato alla creazione di questo meraviglioso angolo del pianeta è spiegata con sofisticati sistemi informatici, giochi interattivi per bambini, esposizione di incredibili reperti fossili, microscopi a disposizione dei più piccoli e un bellissimo filmato 3D sulla formazione della Terra, con tanto di dinosauri di tutte le specie che si avvicineranno a voi fino quasi a sfiorarvi il naso.
E’ uno dei musei scientifici più belli e moderni che mi sia mai capitato di visitare e piacerà sicuramente anche ai vostri bimbi. Per farvi un’esempio della capacità danese di far appassionare i bambini ad attività scientifiche e culturali, provate a dare un’occhiata all’allestimento del parco giochi esterno all’edificio …

giganteschi reperti in legno come parco giochi del Geo Center

Molti danesi scelgono quest’isola come meta balneare (non ci crederete, ma c’è gente che fa il bagno in mare!), ma la maggior parte dei turisti stranieri viene qui solo per le scogliere.
Personalmente vi consiglio di fermarvi un giorno in più per poter vivere almeno altre tre affascinanti esperienze:

1. una bella passeggiata a Liselund Park, uno dei più grandi e meglio conservati giardini romantici dell’intero paese 

scorcio del Liselund Park

Romantico perchè progettato secondo le regole del giardino paesaggistico inglese di inizio Ottocento, ma mai termine fu più azzeccato se considerate che è stato voluto come pegno d’amore da un marito follemente innamorato della moglie Lise.

2. la visita alla Moen Bolcher, una fabbrica artigianale di caramelle nel capoluogo dell’isola

Samir e il lecca-lecca gigante creato con le sue mani alla Moen Bolcher

Impossibile non trovarla. Basta seguire il proprio fiuto, tanto è intenso il profumo di zucchero che esce dalla sua porta …
Pagando un paio di euro potrete non solo visitare il laboratorio e seguire tutte le fasi di produzione delle caramelle, ma anche indossare un bel paio di guanti e mettervi al lavoro per creare il vostro lecca-lecca preferito.

3. un paio di ore di relax eco-friendly nell’unica città danese in cui è proibito circolare in automobile

una casa a Nyord

E’ Nyord, sull’omonima isola raggiungibile attraversando un ponte nell’estremità settentrionale di Moen. Un pugno di case bianche dai tetti in paglia incredibilmente ricoperti di muschio che conducono a un piccolo porticciolo. Le strade sono deserte, il silenzio assoluto, i giardini ben curati e la tranquillità il bene più prezioso per chi ha scelto di vivere qui.

Mi fermo qui, prima di rimetterci in viaggio alla volta di Copenaghen.
Ma rimanete connessi: anche la prossima tappa sarà ricca di scoperte incredibili e inaspettate per i nostri piccoli compagni di viaggio.

piccoli esploratori crescono
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5 commenti su “Danimarca: diario di viaggio – 1° parte

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