Viaggi e Baci

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Danimarca: diario di viaggio – 3° parte

Arrivati a Koege sotto un diluvio universale, la lasciamo con un timido raggio di sole.
Ma le previsioni del tempo per i prossimi giorni non sono per nulla allettanti.
A quanto pare ci siamo beccatti l’agosto più piovoso dal dopoguerra … che ci dobbiamo fare?!?!
Certo non rinunciamo ai nostri programmi e nemmeno cediamo alla tentazione di comperare un ombrello in più …

diluvio a Copenaghen

Un segno di incredibile ottimiso o un tentativo di allinearsi alle abitudini dei locali: giudicate voi!
Fatto sta che in Danimarca siamo gli unici ad avere un ombrello di misura normale, sempre riconoscibilissimo in tutti i portaombrelli. I danesi si muovono con degli affari della misura di un francobollo (chiamarli ombrelli sarebbe un insulto alla loro dignità) e spesso anche senza quelli. Se cadono solo poche gocce (quelle che farebbero scappare noi italiani da una spiaggia assolata a gambe levate, tanto per capirsi) non si scompongono minimamente; se piove a dirotto, si limitano ad alzare il cappuccio. E ai loro figli fanno fare lo stesso.

Quindi, se mi posso permettere un consiglio, per il vostro pupo portate solo un bel paio di stivaletti in gomma e una mantellina impermeabile: si divertirà un sacco!
Ovviamente in borsa dovrete avere un cambio adeguato, perchè da queste parti il tempo cambia continuamente e nell’arco di una stessa giornata vi troverete ad attraversare le quattro stagioni.
Guardate un po’ come ci siamo ritrovati a spasso un bel giorno …

che tempo farà oggi? mah …

Ma ora bando alle ciancie … Copenaghen ci aspetta!

Copenaghen

Con tre notti consecutive nello stesso luogo, questa è stata una delle tappe più lunghe. Avendoci però inserito anche il tour dei castelli più a nord e considerato il brutto tempo, non siamo riusciti a godercela in tutto il suo splendore. Per cui è già tra i posti dove vorrei assolutamente tornare!

Anche perchè è riuscita ugualmente a sorprenderci con un paio di bellissime sorprese, una delle quali è nelle lista dei TOP 5 FAVOURITE PLACES di Samir …

Un francobollo al Museo delle Poste e Telecomunicazioni di Copenaghen

Mi riferisco al Museo delle Poste e delle Telecomunicazioni nel pieno centro della città.
Ci siamo entrati veramente per puro caso, cercando un riparo gratuito dalla pioggia improvvisa. Della serie, non tutti i mali vengono per nuocere!
Non penso sia segnato in nessuna guida, ma credetemi che oltre ad essere un museo interessante e nostalgico, è un luogo che farà andare in visibilio tutti i bimbi che stanno attraversando la fase del giochiamo a fare

E qui ovviamente non c’è scelta. Si gioca a fare il postino!
Un mestiere che non è mai stato nominato dai vostri figli nei loro da grande farò …?
Non preoccupatevi.
Dategli una giacca rossa con cappello nero, le chiavi di una vera cassetta postale e un  intero paese mignon in cui andare a distribuire buste, plichi e pacchi e … il gioco è fatto!!!
Non vorrà più uscirne. O insisterà talmente tanto che ce lo riporterete il giorno dopo, come abbiamo dovuto fare noi.
Non voglio però svelarvi nulla di più, perchè a questo luogo dedicherò sicuramente un post monotematico.

Le guide vi indicheranno sicuramente l’Experimentarium come uno dei luoghi migliori dove andare con i bambini,

le nostre mani in una attrazione dell’Experimentarium – Copenaghen

ma personalmente vi consiglio di risparmiarvi il costosissimo biglietto d’ingresso per qualcos’altro.
Se è la prima volta che entrate in un museo moderno dedicato alla scienza, alla fisica e alla tecnica o se vi andate con ragazzi tra gli otto e i quindici anni, ne uscirete entusiasti.
Ma se avete già visitato la Cité des Enfants a Parigi o il Museo della Scienza e della Tecnica a Londra, potreste rimanere un po’ delusi dalla grande confusione che vi regna e dal senso di spaesamento che prova dopo pochi minuti un bambino in età prescolare.

Tutt’altra storia invece è il cambio della guardia davanti a Palazzo Reale (anche qui capitati casualmente a causa del maltempo!)

Copenaghen – cambio della guardia davanti a Palazzo Reale

e il Louisiana Museum a Humlebaek, una trentina di chilometri a nord della capitale.

una delle installazioni della mostra “Living” al Louisiana Museum

Vi vedo già con gli occhi sgranati a chiedervi se sono pazza a portare un bambino di 5 anni in uno dei templi mondiali dell’arte contemporanea.
Ma se aggiungo che c’è una Children’s Wing di 500 metri quadri dove i piccoli artisti, dopo essersi ispirati ai capolavori dei grandi maestri delle avanguardie contemporanee, possono dar libero sfogo al loro estro creativo con ogni tipo di tecnica e materiale, allora forse forse riesco a stuzzicare la curiosità anche dei più convinti museo-allergici.
Vi basti sapere che è piaciuto anche a Coccinello Pazzerello …

Attenzione però. Anche nei giorni in cui il museo è aperto fino alle 22.00, l’area bimbi chiude alle 17.00. Quindi non fate come noi che, dopo avergliela promessa fin dal mattino, ce la siamo tenuta per ultima e poi … aiutooo! ci siamo dovuti sopportare mezz’ora di piagnistei del nostro piccolo genio incompreso.

E cosa gli abbiamo fatto fare, allora?

Beh! Semplicemente l’abbiamo lasciato libero di gustarsi le opere d’arte esposte (ricordatevi che in Danimarca non esistono cartelli non toccare),

Louisiana Museum

di ubriacarsi di euforia allo stato puro rotolandosi giù per i pendii erbosi che collegano i diversi livelli del museo,

che bello rotolarsi giù dai pendii erbosi del Louisiana

di gustarsi un’ottima zuppa al ristorante interno (buffet buono, ricco e relativamente economico), con vista panoramica su opere d’arte e l’infinito del mare.

al ristorante del Louisiana Museum

Inutile negarvi che è questo uno dei miei TOP 5 del viaggio in Danimarca e che quindi lo consiglierò instancabilmente a chiunque progetti una visita, anche di pochi giorni, a Copenaghen.
Oltre alle opere esposte e alla bella mostra temporanea Living, dedicata alle varie tendenze dell’abitare, ciò che mi ha letteralmente stregato è stato il profondo legame tra architettura, arte e natura

un’ala del Louisiana Museum immersa tra il verde del bellissimo parco
è il mare lo sfondo naturale di molte opere esposte al Louisiana Museum
magica fusione di arte, natura e architettura al Louisiana Museum

Per non parlarvi dello stupore provato al nostro arrivo vedendo due persone scendere da una specie di risciòguidato da un giovane biondo e atletico, che fa continuamente la spola tra il museo e la stazione ferroviaria. E’ un servizio offerto gratuitamente dal museo a tutti i visitatori che lo raggiungono con i mezzi pubblici da Copenaghen e non fa che confermare la grande sensibilità ecologica di questo magnifico paese.

Copenaghen è un’ottimo punto di partenza per visitare anche altre celebri attrazioni della Selandia: dal Museo delle Navi Vichinghe di Roskilde ai castelli situati nel nord dell’isola.

Se avete poco tempo a disposizione, quello che vi consiglio di visitare assolutamente è il Frederiksborg Slot a Hilleroed. Posizionato in riva a un lago, è stato voluto da re Federico II, che qui fece nascere anche suo figlio. Mi riferisco a Cristiano IV, uno dei monarchi più noti della storia danese, che lo elesse a sua dimora principale. Ora appartiene al magnate della birra Carlsberg, ma con i suoi giardini barocchi e le varie torrette con il tetto in rame è il classico castello delle fiabe.

Frederiksborg Slot a Hilleroed

Imperdibile anche la fortezza di Helsingoer, nel punto più stretto dell’Oeresund. Il suo vero nome è Kronborg Slot, ma grazie all’Amleto di Shakespeare è nota a tutti come castello di Elsinore.

Samir marcia sul sistema difensivo del Kronborg Slot a Helsingoer

Merita arrivare fin qui non solo per il castello, ma anche per provare l’ebrezza di trovarsi a un tiro di schioppo dalla Svezia

lo stretto di Oeresund con la Svezia all’orizzonte

e passeggiare tra le stradine pittoresche della cittadina.

una casa a Helsingoer

Meno interessante invece il Fredensborg Slot (letteralmente, castello della pace) nella minuscola cittadina omonima. E’ la residenza estiva della famiglia reale, ma non dovete credere alla guida che elogia  parco e giardini, perchè sono parecchio trascurati. Immagino che i Giardini Riservati siano il non plus ultra del giardinaggio danese: peccato però che siano aperti in piccola parte solo a luglio, quando la famiglia reale è qui in vacanza.

il Fredensborg Slot visto dai giardini sul retro

Se vi ho fatto venire voglia di trascorrere un bel week-end a Copenaghen, non scrivetemi per sapere dove alloggiare. Tutti gli alloggi della capitale sono estremamente cari e noi ci siamo dovuti accontentare dell’Urban B&B che, pur non essendo male, non mi sento di consigliarvi al 100%.
La posizione è molto buona (anche se parcheggiare sotto casa costa una follia) e le camere sono davvero spaziose (il che significa poter far giocare i vostri bimbi), ma manca passione da parte del proprietario, che risiede altrove e compare solo al mattino per delle pulizie sommarie.
Altri posti che avevo preso in considerazione sono un ostello centralissimo e dal design invitante e il B&B Villa Sleep un po’ più in periferia, che purtroppo non aveva posto per tutte e tre le notti. Provate e poi fatemi sapere …

Se invece volete qualche suggerimento su dove andare a mangiare, vi consiglio di provare i famigerati smorrebrod da Aamanns, in Oster Farimagsgade 10: la scelta è ampia e la qualità superba. A pranzo è un localino moderno dove concedersi una pausa informale, la sera diventa ristorante a tutti gli effetti.

gli smorrebrod biologici da Aamanns

Oppure potete seguire la tendenza danese più in voga del momento e concedervi un pasto salutista e vegetariano al 42° Raw nel cuore della città, di cui vi ho già parlato tempo fa.

Da Copenaghen è tutto, passo la linea ai due MUST di ogni viaggio in Danimarca: i Vichinghi e Hans Chrisitan Andersen, protagonisti della prossima puntata

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12 commenti su “Danimarca: diario di viaggio – 3° parte

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  6. dm
    11 luglio 2013

    come mi piace l’architettura del Nord Europa 🙂 la Danimarca mi ha sempre affascinato, prima o poi un giro devo farmelo.
    Buona giornata,

    Daniela
    http://blogpercomunicare.blogspot.com/

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  9. Monica Facchini
    1 dicembre 2011

    XDviaggiare insegna sempre un sacco di cose e da questo viaggio ho imparato a non farmi cambiare i programmi dal tempo!Quando penso che qui in Italia se solo si prevede una piogerellina in tarda mattinata siamo capaci di chiamarci tra noi dicendo "rimandiamo al prossimo week-end" … ora mi viene da ridere!!!

  10. simo
    1 dicembre 2011

    Dimenticavo: anch'io consiglio a tutti il Louisiana (fantastico) e il castello di Kronborg (affascinante).

  11. simo
    1 dicembre 2011

    sottoscrivo tutto!!!io ho beccato 3 giorni di pioggia quasi continua e anche noi eravamo le uniche dotate di ombrello/mantella.rarissimamente ho visto i danesi scomporsi per l'acqua, e il colmo è stato vedere una scolaresca dell'asilo portata in giro dalle maestre: i bambini avevano quasi tutti gli stivali di gomma e la mantellina… ma con il cappuccio giù!!!LI TEMPRANO FIN DA PICCOLI… MICA BAMBOCCIONI COME NOI :)))

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