Viaggi e Baci

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"Jezabel" di Irene Nemirovsky

Ho scoperto Irene Nemirovsky, una scrittrice ucraina di inizio Novecento, solo pochi mesi fa e so già che non potrò più farne a meno.
E’ stato amore a prima … pagina!
Più leggo i suoi romanzi e più mi piace, la dipendenza nei confronti del suo bel scrivere si rafforza ad ogni libro che arriva sul mio comodino.

Con Suite Francese mi aveva a dir poco incantata.
Con Jezabel la delicatezza del suo stile e la capacità di penetrare come un bisturi affilato fino in fondo all’animo femminile raggiungono altezze vertiginose.

Ogni sua parola è come il tocco di un pittore post-impressionista: perfetta per dimensione, azzeccata nel tono, ineguagliabile per intensità cromatica.
Il suo posto è e non potrebbe essere altrove. Il suo senso è quello e non esistono sinonimi capaci di sostituirla. Il suo rapporto con tutto ciò che viene prima e verrà dopo è di una profondità così leggera da trarre in inganno anche le menti più sensibili.
Per gustarla fino in fondo devi accostarla alle altre, seguire il lento fluire della descrizione. Arrivare fino al punto. Prendere la giusta distanza e lasciarti, poi, ipnotizzare da quella forma che piano piano avanza dal bianco della pagina.
A quel punto, come d’incanto, tutto acquista un senso. Nulla è più lasciato a ciò che, fino a pochi istanti prima, sembrava puro caso e tu ti ritrovi spiazzato davanti a tanta meraviglia.

Personalmente non sono affetta dalla paura di invecchiare, ma scoprire i risvolti che questa può provocare nell’animo di una donna bellissima, sempre amata e adulata da tutti, invidiata dalle donne per il suo fascino irragiungibile e corteggiata da ogni uomo per la sua essenza fuggevole, mi ha davvero fatto accapponar la pelle.

Il colpo di genio per arrivare a capire chi è veramente l’uomo che ha assassinato a mente fredda e perchè la troviamo davanti a un giudice nelle prime pagine del libro, mi ha colto a narrazione già inoltrata, lasciandomi letteralmente senza parole.
Un po’ come quando un insieme di puntini giallo-arancio si trasformano improvvisamente in un tramonto in una tela pointilliste …

Allo stesso modo mi ha sorpreso la capacità della protagonista di riuscire a nascondere la sua vera età fino all’ultimo, costringendosi a vivere in una gabbia dorata fatta di bugie e menzogne. Una gabbia in cui la solitudine è riuscita a penetrare ugualmente, lasciando al di là delle sbarre quegli affetti e quei valori che l’avrebbero potuta salvare nel momento più difficile della sua vita.

Ma, come soldi portano soldi, le bugie esigono altre menzogne per potersi reggere in piedi e il risultato è sempre lo stesso. Anche se spesso non così tragico e sofferto come quello descritto nelle pagine delicatissime e dolenti di questo libro.

Consigliato a chi non sa resistere alla penna della Nemirowsky, a chi ha paura di invecchiare e sarebbe disposto a tutto pur di non doverlo fare, a chi ama una scrittura fatta di leggere pennellate capaci di far emergere dalla profondità del bianco le mille sfumature dell’animo umano.

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Un commento su “"Jezabel" di Irene Nemirovsky

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Questa voce è stata pubblicata il 5 dicembre 2011 da in i miei libri, Uncategorized.

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