Viaggi e Baci

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Il mio campione è cintura arancione

Da sabato ho in casa un piccolo campione, con tanto di cintura arancione!
L’orgoglio di mamma e papà è alle stelle e la soddisfazione (n.d.r.o incredulità? giudicate voi dalla foto!) per il traguardo raggiunto è dipinta sul volto del giovane atleta …
esami di karate 2012: consegna di cintura e diploma

Colgo quindi l’occasione di questo piccolo grande successo sportivo per rispondere ad alcune domande che mi sono state fatte in varie sedi, da amici e genitori, circa le arti marziali. Non si sa mai possa servire anche a qualcuno di voi.

A chi mi chiede incuriosito come mai ho scelto il karate per mio figlio (è ovvio che, avendo iniziato a 4 anni, la scelta non può essere stata sua), rispondo che è stato un po’ un caso. Sempre se il caso esiste, ben inteso!
Erano anni che desideravo avvicinarmi alla pratica del Tai-Chi e che nel telefonino avevo registrato il numero di un paio di scuole bassanesi dove era possibile apprenderlo, ma non mi ero mai decisa a chiamarle. Finchè un giorno, in panificio, trovo un depliant pubblicitario in cui si parla anche di Karate Ludico da fare insieme, bambini e genitori.
L’idea mi piace subito, ma Samir ha solo tre anni e preferisco aspettare ancora un po’. Così inizio solo io con il Tai Chi e nel giro di pochi mesi vengo rapita dalla bellezza e profondità di questa disciplina.
La scuola è ottima, l’ambiente amichevole e informale, i maestri tecnicamente molto preparati e sempre capaci di infondere entusiasmo in chi li segue. Ben presto capisco che quello che vi si insegna ha un grande valore, anche al di fuori delle quattro mura della palestra. Non mi riferisco solo all’aspetto di autodifesa, ma soprattutto al modo in cui si può imparare ad affrontare la vita.
Così l’anno dopo le tesserine Shinpo diventano due!

Per quanto riguarda il Karate Ludico, posso garantirvi che l’idea di diventare Ninja e Samurai affascina moltissimo i bambini in età prescolare, che vedono in queste figure mitiche degli esempi di forza positiva.
Alcuni mi hanno chiesto se non è un modo di istigare i minori alla violenza: ho semplicemente risposto di assistere a un combattimento per verificare di persona come sia profondo il rispetto per l’avversario. Si inizia sempre con un saluto e si conclude allo stesso modo …
Certo, si usano calci, pugni e altre forme di autodifesa. Ma considerando come sta andando il mondo, non penso sia un male fornire a nostro figlio i modi per difendersi in caso di pericolo. L’importante è ricordargli sempre quello che non mi stancherò mai di ripetere a Samir: non devi mai essere tu il primo ad attaccare, ma se qualcuno ti attacca, impara a difenderti.

riscaldamento in vista dell’esame di karate per il passaggio di cintura

So che alcuni potrebbero non essere d’accordo su quest’ultimo punto, ma vi invito ugualmente a riflettere su alcuni altri aspetti che le arti marziali stimolano in questa fase di sviluppo del bambino:

il rigore richiesto durante gli allenamenti: la fila deve essere perfettamente dritta; la posizione sempre composta; quando la maestra parla, si ascolta in silenzio. Poi non importa se l’esercizio verrà eseguito in maniera tecnicamente ineccepibile: questo dipende solo dall’età, dagli anni di pratica ed è comunque sempre oggetto di continuo miglioramento

il rispetto per le cinture più alte, che sono sempre le più vicine al Maestro e le prime ad iniziare ogni forma di attività, saluto compreso. Essendo le cinture colorate, anche i più piccoli possono imparare facilmente i gradi. Ma soprattutto possono sperimentare sul campo che il rispetto lo si conquista con l’esperienza, la bravura e la fatica. Età, corporatura fisica e marca della divisa sono assolutamente secondari

il valore dell’esame, come prova individuale per verificare le abilità acquisite. All’esame si può partecipare solo se si sono seguite costantemente le lezioni e se ci si è comportati bene nel corso dell’anno. Imparare fin da piccoli a superare delle prove per poter andare avanti e procedere di grado, mi sembra una degli insegnamenti più utili per la vita che verrà

il mondo animale come esempio da imitare e quindi, implicitamente, da rispettare. Per chi non lo sapesse, tutte le arti marziali si ispirano agli animali, spesso assai diversi tra loro per dimensioni e forza, come la tigre, il serpente, l’airone, la mantide, ecc

Con queste riflessioni non intendo, ovviamente, convincere nessuno circa la bontà delle arti marziali nell’educazione dei nostri cuccioli. Spero solo di essere stata utile a quei genitori ancora titubanti se assecondare o meno il desiderio dei propri figli di avvicinarsi a questa disciplina millenaria.

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4 commenti su “Il mio campione è cintura arancione

  1. Elena
    1 febbraio 2014

    Monica, sapevo già che le arti marziali sono una disciplina bellissima, io stessa ho fatto tre anni di Viet Vo Dao e mi erano piaciute moltissimo, e leggendo il tuo post sono ancora più contenta di averlo iscritto, esattamente per i motivi da te descritti. Lui ha sempre fatto nuoto ma quest’anno non sono più riuscita a farglielo fare per ovvi motivi logistici. Il Karate volevo già farglielo fare l’anno scorso, ma per la teoria di non caricarlo troppo non l’avevo iscritta.
    Ora sono 3 lezioni che fa e già mi parla di quello che fa, mentre per il nuoto non raccontava molto anche se lo vedevo, e un’altra cosa che mi piace è l’educazione e il rispetto che hanno subito avuto gli altri ragazzi nei suoi confronti.
    Senti invece il Thai Chi com’è?

    • viaggiebaci
      3 febbraio 2014

      Cncordo in pieno su ogni tua parola e sono contenta che si trovi bene …
      Il Tai Chi? Difficile spiegarlo in poche parole … A me sta dando tanto, veramente tanto, sia sotto l’aspetto fisico che mentale. Se hai una buona scuola nella tua città, la cosa migliore forse è andare a provarlo 😉

  2. Pingback: La foto della domenica … e la medaglia del coraggio! « Viaggi e Baci

  3. MaestraLaura
    12 febbraio 2012

    sono assolutamente d'accordo con te!le arti marziali non istigano assolutamente alla violenza ma sono invece consigliatissime per chi ha bambini molto "attivi" che spesso non sanno incanalare nel modo giusto le loro energie. Il rispetto delle regole, dell'autorevolezza del mastro, la condivisione nel gruppo e le prove individuali sono mezzi davvero efficaci per tirar fuori da un bambino il meglio di sè! complimenti al tuo piccolo-grande campione!!!

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Questa voce è stata pubblicata il 7 febbraio 2012 da in pensieri e parole con tag , , , .

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