Viaggi e Baci

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Al Carnevale di Venezia

 

Forse pochi di voi sanno che nel 1797, con la fine della Serenissima, termina anche la storia del Carnevale di Venezia.
I nuovi dominatori temono troppo questa festa e non è difficile capirne il perchè. Nei sette secoli precedenti, già la Repubblica si era vista costretta a emettere leggi severissime per arginare i rischi impliciti nella possibilità di nascondere il proprio volto dietro una maschera per ben sei settimane all’anno, tanto durava all’epoca il Carnevale.

Ma certe tradizioni, si sa, continuano a vivere nel cuore della gente e la storia spesso si diverte a giocare con i numeri.
Sette, nove …Nove, sette … Sette O nove … Nove O sette … Nove E sette … Sette E nove …
E alla fine eccolo lì!
E’ il 1979.
L’anno che riporta in laguna l’allegria, la spensieratezza, la voglia di mascherarsi e divertirsi che il 1797 sembrava aver mandato in esilio definitivamente. Dai cassoni escono tabarro e bauta (n.d.r. gli accessori classici della maschera veneziana) e pian pianino si inizia a ripensare alla Festa delle Marie e al Volo della Colombina, o Volo dell’Angelo a seconda delle edizioni. E poi feste nei palazzi, spettacoli nei campielli, musica lungo le calli, giocolieri dietro l’angolo e risate a volontà.

All’epoca avevo sette anni e ben altri pensieri per la testa. Ma i miei genitori non mi ci hanno mai voluta portare. Nemmeno quando, crescendo, ho iniziato a chiederglielo io.
Troppa gente …
Ci si perde …
Molti finiscono in acqua …
Non sai che confusione …
Ogni anno una scusa diversa!

E così sono cresciuta con un’unica certezza: MIO FIGLIO CE LO PORTERO’
Certo, ho dovuto aspettare che passasse il tempo del passeggino e dei sonnellini pomeridiani, ma alla fine eccoci qua ….

Non ci hanno fermato nemmeno le temperature glaciali di questi giorni, la bufera di neve che ci ha accolti al nostro risveglio e la possibilità, non così remota, di rimanere bloccati in treno lungo il percorso.
Anzi!  L’idea di poter vedere Venezia ricoperta di bianco, con i canali e la laguna ghiacciata, ha reso ancor più allettante questa allegra follia.
E se è vero che la fortuna bacia gli audaci, noi siamo stati premiati con una stazione deserta e abbondanza di posti a sedere in treno, Piazza San Marco vivibilissima, la magia dei canali ricoperti di ghiaccio, maschere a nostra completa disposizione e un bel cielo azzurro nel pomeriggio …

Inutile dirvi che ai miei non ho detto nulla fino al giorno dopo … e vi lascio solo immaginare quale possa essere stato il commento quando lo hanno saputo!
Inutile, anche, dirvi che è stata una giornata memorabile e che è una di quelle esperienze da fare assolutamente almeno una volta nella vita.
Penso lo sappiate già! Ma se ancora non l’avete mai fatta o siete indecisi se valga la pena farla o meno, date un’occhiata a queste foto …

 

Samir si è divertito a posare con i personaggi più incredibili

e trovare dei vichinghi in Piazza San Marco ci ha fatto venire un’incredibile nostalgia delle vacanze in Danimarca. Dopo lo scatto ci hanno detto di non essere vichinghi, ma terribili Unni con tanto di Attila in carne ed ossa. Poco importa: a noi la nostalgia è rimasta lo stesso!

Se vi state chiedendo come mai Samir non è in maschera, la risposta la potete trovare guardando la colonnina di mercurio
Ma se vi ho fatto voglia di andare al Carnevale di Venezia e l’unico ostacolo sono le temperature polari di questi giorni, non temete. Prossimamente vi parlerò di un luogo cult della città dove i vostri leoncini potranno divertirsi un sacco, in un ambiente coperto e riscaldato:

Ai più temerari dedicherò invece l’esperienza del nostro primo giro in gondoleta, altro must di una gita a Venezia fatta come Doge comanda

Quindi … be connected!

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5 commenti su “Al Carnevale di Venezia

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  5. MaestraLaura
    21 febbraio 2012

    splendide immagini!

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