Viaggi e Baci

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Tata Lucia e le buone maniere in vacanza

Le vacanze sono un’ottima occasione per fare famiglia e rinforzare il proprio progetto educativo, dice Tata Lucia all’inizio dell’incontro con le mamme e i papà che affollano la sala del Museo della Marineria di Cesenatico.
Ma poi, prima di affrontare le  tematiche abituali di cui vi avevo già parlato alcuni mesi fa, mette subito i puntini sulle i. Per gli adulti le vacanze sono un modo per fuggire dal quotidiano e cercare novità, i bambini questa necessità non la sentono minimamente. Anzi. Amano a tal punto la routine da fondare la loro sicurezza nel ripetersi abitudinario di gesti e rituali nel corso della giornata e della loro infanzia.

La Tata va avanti e inizia a dispensare consigli e pillole di saggezza antica. Io la seguo affascinata, cogliendo delle frasi che faccio mie e che ora voglio condividere con voi. Sono frasi dette in contesti diversi e non sempre inserite in un discorso sulle vacanze. Ve le ripropongo in grassetto, con accanto le mie riflessioni di mamma-con-la-valigia e l’esperienza maturata in questi anni al fianco di un baby-viaggiatore.
Ho anche una domanda per lei, che mi frulla in testa da 6 anni, ovvero dalla prima vacanza con Samir. Riuscirò a fargliela soltanto alla fine di tutto, quando è seduta nella hall del Hotel Valverde in attesa del taxi che la riporterà in stazione.

Tata Lucia a CesenaticoBeh! forse è meglio fare un passo indietro e proseguire con ordine.
Partendo magari da quel bisogno di routine da parte del bambino che mi riporta subito al nostro viaggio in Grecia, quando Samir aveva 15 mesi. Tre settimane di vacanze, suddivise in quattro tappe. Ad ogni cambio di alloggio, una notte da incubo! Fatica ad addormentarsi e 3-4 risvegli nel corso della notte. Poi, dal giorno dopo, tutto di nuovo normale. Alla terza tappa l’abbiamo capito da soli: il cambio di ambiete gli procurava ansia. Un’ansia che si manifestava all’ora della nanna e che aveva bisogno di 48 ore di dimestichezza con la novità per essere autonomamente gestita.
L’anno prima, all’età di 3 mesi, l’avevamo portato in Tunisia e questo problema non c’era stato. Lo scorso anno, all’età di 5 anni, abbiamo fatto il tour della Danimarca cambiando alloggio ogni due giorni e l’ha vissuta come una splendida avventura. Nel mezzo un paio di viaggi all’estero con solo due cambi di casa. Non so dire quindi se è un fatto legato all’età o se viaggiando ha imparato a tenere sotto controllo quest’ansia. Sta di fatto che quello che ha detto la Tata trova riscontro nella mia esperienza dei primi viaggi fatti insieme.
Mi piacerebbe conoscere a tal proposito l’esperienza di chi si muove in camper, quindi con un ambiente domestico che non cambia nonostante il variare di ciò che li circonda …

reception hotelSul fare famiglia non ci piove proprio. Non capisco quei genitori che, quando finalmente hanno la giornata intera da dedicare ai loro bimbi, li lasciano dai nonni per andare da soli dall’altra parte del globo. O li mollano ad orario continuato al Mini-Club per starsene tranquilli sotto l’ombrellone. Certo, un week-end da soli fa bene e può salvare la vita di coppia. E anche delle ore tutte per sè sono un vero toccasana. Ma tutta la vacanza??? No! non ci riuscirei mai …
In vacanza c’è più tempo per tutto: per giocare insieme, per mangiare tranquillamente, per leggersi un bel libro, per inventarsi una storia, per coccolarsi più a lungo prima del risveglio o della buonanotte, per condividere una scoperta e un’emozione, per risolvere conflitti che abitualmente tralasciamo, per ritrovarsi nelle piccole grandi cose della quotidianità. Perchè rinunciare a tutto ciò?

giochi in spiaggia con bambiniIl progetto educativo non va in vacanza, asserisce poi la Tata. Anzi, è il momento buono per approfondirlo.
Condivido, ma con qualche distinguo …
I suoi tre figli sono sempre andati a dormire alle 7.30, anche in vacanza. Il mio normalmente va a letto alle 8.00, ma quando siamo in vacanza siamo soliti fare un po’ più tardi. Le regole di casa si rispettano gran parte dell’anno, ma come tutte le regole sono fatte anche per essere infrante. Almeno di tanto in tanto. E la vacanza mi sembra l’occasione migliore per farlo. Andare a dormire un’ora dopo, concedersi un gelato in più o un panino da MacDonald sono azioni che non rovinano la vita a nessuno e non distruggono quanto si è cercato di costruire nel resto dell’anno. Se debitamente contestualizzate e limitate nel tempo, queste esperienze fanno capire il senso dell’eccezione. Aggiungendo un non so che di eccezionale a dei giorni già magici di per sè.

La magia delle vacanze nasce dalle forti emozioni che vi si possono provare. Come ricorda Tata Lucia le emozioni sono alla base della conoscenza, quella vera, che non si dimentica. Sentendola pronunciare queste parole, ho rivisto davanti a me gli occhi scintillanti di Samir quando si è girato dicendomi Mamma, mi sembra di essere in un sogno! In realtà eravamo solo in un’isoletta della Danimarca, all’interno di un centro medievale ricostruito in tutto e per tutto. Era da poco terminata la dimostrazione di lancio con le catapulte e stavamo assistendo ad un vero torneo medievale, con tanto di cavalieri in armatura scintillante e dame ad arrossire sugli spalti. Un’emozione bellisima anche per me. Provate ad immaginare per lui, a 5 anni, in piena fase cavalleresca …
Di esempi del genere potrei farvene in gran quantità, almeno una decina per ogni viaggio. Ma non serve andare lontano o essere ricchi per provare emozioni di tal fatta. Basta saperle cogliere intorno a noi e dare modo al bambino di viverle fino in fondo.

giostra medievaleSpesso queste emozioni servono anche da verifica di concetti astratti appresi precedentemente. E’ un po’ quello che la Tata cercava di far capire ai suoi figli ogni qualvolta, uscendo da Milano, indicava loro le prime cime innevate dicendo Guardate quanto sono grandi le montagne! Ora che sono cresciuti, ci ridono sopra con i nipoti; ma girare il mondo serve anche a questo. A dare una giusta proporzione e consistenza alle cose raffigurate sui libri, viste alla Tv e apprese intelletualmente.
Per fare questo, a mio avviso, il genitore deve avere tre doti fondamentali.
In primis
la capacità di cogliere, far notare e, se necessario, spiegare al bambino tutto ciò che di nuovo si presenta ai suoi occhi. Nuovo nel senso di diverso dall’abituale. Insegnare ai propri figli a cogliere la diversità, a capirla e soprattutto a rispettarla è una delle più grandi lezioni di vita che il viaggio può offrir loro.
Poi, avere pazienza e lasciare al figlio tutto il tempo necessario per scoprire le novità che è stato in grado di cogliere da solo. E per novità intendo anche un ragno che si arrampica sulla ragnatela o un fossile scoperto nella pavimentazione a 100 metri dal negozio di scarpe verso cui ci si sta recando. Sono attività che si possono fare tutti i giorni, ma che la vacanza, grazie al cambio di ambiente, offre a volontà.
Infine, essere consapevoli che per esplorare ci si deve sporcare. Sempre. Anche, e soprattutto, in vacanza. Non si può impedire ad un bambino di fare una capriola in spiaggia perchè la sabbia va nei capelli, di toccare la terra e il fango se si va in fattoria, o di rotolarsi sulla neve altrimenti ci si bagna. Sono queste le emozioni che cementificano la conoscenza …

giocare con il fangoLa Tata suggerisce, quando si è al mare, di prendere un bastoncino, una pietra e una piuma e lasciare il bambino libero di sperimentare come si comportano nell’acqua. Ottima idea! Ma, aggiungo io: lasciatelo libero di entrare in contatto con tutto ciò che di non-pericoloso c’è intorno a lui e vedrete che di esperimenti saprà inventarne più di Einstein. Molti appariranno sciocchi ai nostri occhi, ma non lo sono affatto per lui.
Per fare questo è necessario che la mente del bambino sia libera di spaziare, seguendo percorsi mentali non predefiniti, e la Tata non si lascia certo sfuggire l’occasione per ribadire di spegnere la TV e il computer, almeno in vacanza. Inutile dire che condivido in pieno e che non capisco la necessità di portare questi marchingegni con sè, nemmeno se il viaggio da fare in macchina è molto lungo. C’è un finestrino con il mondo intero che sfila sotto ai nostri occhi … a cosa serve lo schermo di un PC, l’i-phone o una mini-TV? Il viaggio in auto è di per sè una splendida occasione per stare insieme in famiglia, per fare nuove scoperte e, perchè no?, mettere alla prova la propria creatività inventando nuovi giochi per uscire dalla noia.

finestrino del trenoCome in altre occasioni, la Tata suggerisce di sostituire il digitale con un bel libro, da leggere tutti insieme nel corso della giornata. Lo fa portando a supporto delle ricerche mediche che confrontano le parti celebrali in azione durante la lettura e le poche utilizzate di fronte ad uno schermo e suggerisce di iniziare a leggere dai primissimi mesi di vita. Come ben sapete, adoro leggere e lo faccio quotidianamente insieme a Samir. Da alcuni mesi, nella sezione Mamma, mi leggi del blog, ho iniziato a raccogliere libri per bambini con tematiche inerenti le possibili mete ed attività da fare in vacanza. Ce n’è una anche con i libri da portare al mare. Mettere un libro in valigia, non solo aiuta a far passare il tempo nei momenti di attesa (ristorante, aereo, ecc), ma è anche un ottimo modo per prepararsi a ciò che si visita, trovare risposte a cuiriosità e ricordare la vacanza una volta rientrati a casa. Ne abbiamo preso uno a Parigi, quando Samir aveva 3 anni, che guardiamo ancora spesso e credetemi che, grazie alle sue bellissime illustrazioni, molti luoghi della città sono ancora ben impressi nella sua mente.

Anche attraverso le pagine di un libro si può educare al bello, ma lo si può fare ancora meglio guardando ciò che madre natura ha allestito per noi in ogni angolo del pianeta. Oppure soffermandosi davanti al vetro istoriato di una cattedrale gotica, al capolavoro di un artista contemporaneo custodito in un museo o all’opera di un artigiano.
Tata Lucia ci parla di questo concetto raccontandoci un episodio della sua vita privata e ricordando la madre, vedova di guerra, che la portava nei prati della periferia milanese per raccogliere mazzi di fiori selvatici da mettere a tavola. Viaggiando con Samir mi è spesso capitato di vederlo fermarsi di colpo, puntare il ditino e dire guarda che bello! L’ultima volta l’ha fatto davanti ad una lastra astratta di ceramica raku, aggiungendo quella linea rossa ci sta proprio bene. Un gusto estetico che ha lasciato sorpresa pure me …

bambini e arte contemporaneaPrima di lasciarci, dà anche qualche consiglio pratico su come divertirsi in spiaggia senza disturbare i vicini. Uno di questi prevede di tracciare un cerchio grande intorno all’ombrellone e spiegare al bambino che deve giocare entro quell’area. Per i più grandicelli, invece, suggerisce di delimitare lo spazio di azione e movimento con dei nastrini colorati da appendere agli ombrelloni dei vicini.
Personalmente penso che già durante tutto l’anno i nostri bimbi siano costretti a vivere e giocare in spazi ristretti. Ecco perchè in vacanza preferisco le spiagge libere e mi impegno al massimo per trovarne di deserte anche ad agosto. Certo, bisogna portarsi tutto appresso e per raggiungerle bisogna camminare: ma non abbiamo detto di lasciare i nostri figli liberi di giocare con quello che trovano in natura e che un vero baby-viaggiatore è anche un buon camminatore?

Grecia spiagge deserte ad agostoE ora la domandona finale, quella fatta in privato sui divanetti dell’albergo che ci ha ospitato per questo evento …
Ricordo che a Bassano aveva detto che i suoi consigli sono quelli che qualunque nostra mamma e nonna ci darebbe seguendo la logica del buon senso. Ecco, io ho iniziato a viaggiare con mio figlio quando lui aveva pochi mesi e l’abbiamo sempre portato con noi in giro per l’Europa e il Nord Africa. A mia madre, che continua a ripetermi di lasciarlo con lei così noi ci divertiamo di più e lui non è sbalottato a destra e a manca, ho sempre risposto “un bambino, soprattutto se molto piccolo, sta bene anche in capo al mondo, se è vicino alla sua mamma”. Lei che ne pensa?

Cosa vi aspettate come risposta?
Pensateci un attimo e poi, se volete, scrivetelo nei commenti prima di leggere quanto segue …

Tata LuciaFatto?
Bene! e allora ecco cosa mi ha detto:
Con i miei tre figli ho sempre viaggiato molto, facendo anche 5.000 km in auto per raggiungere la penisola calcidica in Grecia. L’importante è che la vacanza non diventi fonte di stress per i bambini. Noi ci muovevamo con la roulotte e li facevamo dormire in macchina mentre mio marito guidava durante la notte. Al mattino, appena arrivavamo in un posto, io correvo al mare con loro e mio marito si riposava. Sono state bellissime esperienze e le ricordiamo ancora tutti.
Avrebbe avuto altro da dire, ne sono sicura. Ma è arrivato il taxi e ci siamo dovute salutare …

Ora mi piacerebbe aprire con voi uno scambio di opinioni e sapere cosa ne pensate di quanto detto fino a qui.
Lo spazio qui sotto è tutto a vostra disposizione …

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25 commenti su “Tata Lucia e le buone maniere in vacanza

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  2. twins(bi)mamma
    3 luglio 2013

    bellissimo post mi piace da morire questa frase: non serve andare lontano o essere ricchi per provare emozioni di tal fatta. Basta saperle cogliere intorno a noi e dare modo al bambino di viverle fino in fondo. ho stampato questo post voglio leggermelo dopo con la calma necessaria e acquisire preziose informazioni…grazie…adoro quella tata….

  3. silvia
    19 giugno 2013

    Viaggiare, per me e mio marito, è sempre stato di importanza vitale, come l’aria per respirare. Una cena al ristorante in meno, magari, ma guai a rinunciare al nostro viaggio estivo. Poche semplici regole: NO villaggi turistici, NO viaggi organizzati, NO amici o parenti, ESTERO.
    Poi sono arrivati i bambini: passata la paura dell’inizio, e fatte un paio di pallosissime estati spiaggiati, l’anno scorso (Checco anni 3, Paio 1) siamo stati in Lapponia. E’ stata un’esperienza meravigliosa, per tutti i motivi che tu descrivi così bene in questo blog. Quest’anno andremo a Barcellona. L’anno prossimo stiamo programmando di rifare il nostro viaggio di nozze in Francia insieme ai bambini.
    Sono d’accordo con Tata Lucia, ed anche con te sul trasgredire alle regole: se non lo facciamo in vacanza, quando?
    Aggiungerei una cosa. Anche nei nostri viaggi di coppia noi abbiamo sempre preferito la conoscenza del posto, della gente, delle abitudini, dei cibi, all’accumulo di posti visitati da spuntare sulla mappa. Non siamo mai stati tipi da solo una notte in una città, ma ci siamo sempre fermati almeno 3-4 notti, per poter assaporare il più possibile l’atmosfera del luogo dove eravamo e per poter vivere, un pochino, come degli autoctoni (non come turisti).
    Con i bambini questo è ancora più importante, secondo me. Non serve portarli in 10 città, ne bastano due, ma così capiranno che ci si può sentire a casa ovunque…

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  7. marisa dal ben
    13 marzo 2013

    tutte le vostre parole ed esperienze di mamme sono state anche le mie…ancor oggi i miei/nostri figli(uno ha 36 anni ed è papà di una bellissima bimba e l’altra mia figlia ha 32 anni) viaggiano. Quando rientrano dai loro viaggi e ci ritroviamo per un pranzo insieme, ci raccontano quanto le esperienze e le cose viste quando erano piccoli assieme al loro papà e la loro mamma siano state meravigliose e che vogliono trasmettere a loro volta ai loro figli quella curiosità, interesse, quel pizzico di spirito di avventura. Il tutto condito con delle piccole regole . Noi siamo ex camperisti ed abbiamo viaggiato in lungo e in largo in Europa…..nelle nostre varie visite ai diversi Paesi abbiamo incontrato anche delle difficoltà, alle quali abbiamo fatto fronte, restando calmi, cercando di non ingigantire le varie situazioni che si creavano ed emozionandoli nello scoprire che non sempre tutto va come uno può immaginare ma che tutto si può aggiustare. Ricordo che nostro figlio a 18 anni alla sua prima vacanza con il camper assieme degli amici..al suo rientro ci ha detto…beh! le più belle vacanze le ho fatte con voi!!

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  13. acasadiclara
    4 giugno 2012

    ciao anche per la nostra famiglia ogni viaggio è sacro e si fa insieme. solo io (mamma degenere) da quando io e le mie amiche abbiamo compiuto 40 anni facciamo un we all’anno (48 ore) insieme da qualche parte (mi perdonate?). per il resto ogni viaggio è dedicato e costruito insieme ai nostri figli. Ogni viaggio viene pensato per la famiglia e declinato in parte su di noi, in parte su di loro (se io voglio andare a vedere un museo, si va a vedere quel museo, dopo c’è un gelato e un parco per tutti, tanto per fare un esempio). Non potrei mai viaggiare più a lungo di un week end senza la mia famiglia. I miei figli sono felici e ogni estate ce ne andiamo in giro per l’europa (per il momento l’extra europeo costa troppo per noi). Ma come ho già detto altrove non è il luogo che fa bello un viaggio, o almeno non solo. Ma è lo spirito di avventura , è il come viaggi più che il dove. Quando saranno un po’ più grandi e magari non viaggeranno più con noi, mi dispiacerà, ma per il momento non potrei far loro regalo più grande che portarli con me in viaggio!

    • viaggiebaci
      4 giugno 2012

      Condivido ogni tua parola, anche quella sui week-end da soli una volta all’anno. Ho iniziato a farlo anch’io lo scorso anno per frequentare uno stage di Tai Chi e mi ha dato energia per andare avanti fino adesso …

  14. Ogni promessa è un debito!!
    la frase con la quale introduci il post, la voglio condividere nel gruppo viaggi perchè racchiude tanto! Sul bisogno di routine, mi trovo molto d’accordo con la tata infatti ho sostituito i viaggi itineranti, per i primi anni della loro vita, con viaggi slow.
    Sul fare famiglia sono “troppo” d’accordo. Per me non esiste vacanza senza le mie figlie e questo a volte rende scontento mio marito. Il progetto educativo va in vacanza? Per le regole principali di comportamento e rispetto assolutamente no per le concessione assolutamente si!! La vacanza è strappo alla regola altrimenti che vacanza è??
    Che dire delle emozioni alla base….frase da incorniciare!
    Come dici tu, i viaggi servono a dare vita a qualcosa di cui abbiamo solo parlato, letto e sentito. I bambini hanno bisogno di sperimentare, toccare con mano, vedere da vicino, ascoltare e odorare. Io personalmente ho dovuto imparare (ancora non ne sono pienamente capace) a rallentare a sacrificare la mia “smania” di far tutto per lasciare a loro i tempi giusti per far tutto questo.
    Che dire sul lasciare i giochini “tecnologici” a casa…lo dico da sempre, non servono e sono deleteri. In questo non ho vie di mezzo, sono sicuramente facilitata dal fatto di avere due femmine ma viva i giochi improvvisati, giocare con qualsiasi cosa incontriamo per strada, viva la fantasia! Sui libri…ormai mi conosci e mi segui e sai che li chiamo “mattoncini che aiutano a crescere”.

    • viaggiebaci
      4 giugno 2012

      Giorgia, queste tue parole non sono che la conferma definitiva di quanto siamo in linea noi due, anche se non ci siamo mai viste (ancora!)
      Per la frase della Tata, riportala pure, ma ricordati di citarla … onde evitare probllemi!

  15. Pingback: Viaggiare è imparare. A vivere « Viaggi e Baci

  16. io non ho ancora figli (te l’ho già detto, vero?) quindi non posso esprimere un parere basato sull’esperienza personale, però posso dirti che, se e quando ne avrò, vorrò portarli sempre con me alla scoperta del mondo, sperando che si appassionino quanto la sottoscritta al viaggio!!! P.S. guardo sempre tata Lucia, cerco di fare tesoro dei suoi consigli fin da ora!!!

    • viaggiebaci
      1 giugno 2012

      ma lo sai che io ho scoperto la tata mentre ero in gravidanza e dopo aver partorito non ho quasi più avuto modo di seguirla? ;D
      Sul fatto che i tuoi figli ameranno viaggiare, non ne ho dubbi … madre “semper certa est”!!! 😉

  17. mela
    31 maggio 2012

    Su una cosa sono d’accordissimo e cioè che mai e poi mai lascerei che mia figlia vivesse un momento così bello come le vacanze con qualcun altro, anzi già faccio il conto alla rovescia per le due settimane di luglio che passeremo insieme 🙂
    Su certe cose però sono d’accordo in parte, sempre perchè ognuno poi deve fare i conti col proprio “cucciolo” e la mia proprio gestibilissima non è… per cui non pretendo che giochi sotto il suo ombrellone ma preferisco scegliere un bagno attrezzato con giochi per bimbi e seguirla lì in riva al mare dove fra scivoli e casette lei si diverte e fa amicizia e pazienza se la mia abbronzatura del rientro sarà solo sulle spalle 😀
    stessa cosa per gli spostamenti, lei non ama molto gli spostamenti lunghi (adesso che ha 2anni e mezzo un po’ di più) e non essendo mai stata una dormigliona (no neanche in macchina purtroppo…) ho sempre preferito fare viaggi che richiedessero un tempo di spostamento di massimo due ore oppure l’aereo che lei prende abitualmente da quando aveva 5 mesi e gli piace (sempre voli di un’oretta eh…). Insomma come hai detto tu bisogna sempre un po’ mediare tra quelle che sono le “regole della tata” e quello che piace ai nostri “cucciolotti” ma lasciarli a casa no, non ne vedo proprio il motivo.

    • viaggiebaci
      31 maggio 2012

      hai perfettamente ragione: ognuno conosce i propri cucciolotti e quindi sa qual è il modo migliore perchè la vacanza sia divertente e rilassante anche per loro. Io, ad esempio, non ho mai fatto viaggi con più di 2/3 ore di fuso orario, perchè so benissimo che mio figlio è così abitudinario negli orari che sconvolgerli vorrebbe dire rovinare la vacanza a tutta la famiglia …
      Abbrozatura sulle spalle??? Penso sia il minnimo comun denominatore di tutti i genitori fino ai 5/6 anni di età dei bambini … 😉

  18. viaggideirospi
    31 maggio 2012

    Pelle d’oca..perchè condivido ogni parola scritta…Papà Rospo è più ansioso di me ed è cresciuto con la cultura del vestito della domenica che non si doveva sgualcire per cui era vietatissimo sporcarsi, non si doveva giocare con il fango etc…ovviamente per lui è più difficile concedere al rospettino un bel salto in una pozzanghera…ma ci sta lavorando!!!
    Ci sono momenti della vita di ogni genitore in cui riprendersi un momento di coppia, toranre a fare i fidanzatini… fa bene, ma fatto sempre con buon senso e con le giuste valutazioni. In questo momento, se poetssi regalarmi una giornata solo Rospo e Rospa farei i salti di gioia…ma credo che cmq il chiasso gioioso di Rosporico mancherebbe da morire.
    Ci son genitori che abitualmente lasciano i figli ai nonni, alla baby sitter etc.. per una serata, un we, una vacanza…ognuno vive la genitorialità a proprio modo e bisogna saper accettare la diversità, ma il fare tutto insieme ha un altro sapore!!!

    Come dice mio marito “i Rospi si muovono in branco”

    • viaggiebaci
      31 maggio 2012

      Concordo cara Rospa e mi piace il vostro motto di famiglia.
      Ovviamente fa benissimo concedersi un week-end di coppia, come è sacrosanto avere del tempo tutto per sè, sia in vacanza che nella vita di tutti i giorni. E ti dirò di più: lo scorso anno Coccinello e Samir sono andati da soli per una settimana al mare. Risultato: ha fatto benissimo a tutti e tre!
      Per il discorso sporcarsi … lo so, per certe persone è duro da accettare! Ma se ai bambini piace un sacco, ci sarà un motivo, no?

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Questa voce è stata pubblicata il 30 maggio 2012 da in viaggiare con i bambini con tag , , , .

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