Viaggi e Baci

di viaggi, di libri e altre passioni

Viaggiare è imparare. A vivere

Oggi raccolgo l’invito di Tiziana che dal blog Learning is experience ci chiede di descrivere un viaggio che è stato occasione di apprendimento. Come in altre occasioni simili, svolgerò i compiti per casa focalizzando l’attenzione sul mondo dell’infanzia, ma questa volta lascerò a Samir il semplice compito di testimonial fotografico e assumerò io il ruolo di protagonista principale delle avventure narrate.
Scelgo questa speciale angolazione di ripresa, perchè gli insegnamenti che si apprendono viaggiando da bambini sono spesso così intimi e lontani dal nozionismo del mondo adulto, che non sarei in grado di dire ora che cosa, fra tutte le novità che Samir ha appreso in viaggio, resterà nella sua mente e influenzerà le scelte della sua vita futura.
Le mie foto di allora non sono digitali e giacciono in scatoloni a un centinaio di chilometri da dove scrivo. Ho pensato così di lasciare al visino fotogenico di mio figlio il compito di illustrare le emozioni provate nei paesi che mi hanno visto viaggiatrice-bambina-e-adolescente e che in questi anni ho rivisitato insieme a lui.

All’inizio degli anni Settanta, viaggiare non era una consuetudine e farlo con bambini al seguito, quasi una rarità. Vacanza, per chi poteva permetterselo, era sinonimo di soggiorno nella stessa spiaggia e stesso mare, a poche ore di macchina dalla propria città e possibilemente nei mesi di giugno e settembre.
Io rientro nella categoria dei fortunati, visto che ho iniziato ad andare a Bibione all’età di due mesi e ho continuato fino al raggiungimento della maturità. I miei genitori nella categoria dei fortunatissimi, ovvero di coloro che un paio di volte all’anno lasciavano i figli a nonni e baby-sitter per salire su un aereo e visitare paesi stranieri, dalla Russia comunista alle rovine di Machu-Picchu. Ho già detto altrove cosa penso di questa abitudine e non lo ripeterò qui.

mare Grecia per bambiniSolo all’età di nove anni sono riuscita a fare il grande passo. Ci sono volute settimane di preghiere, promesse e giuramenti, ma alla fine ce l’ho fatta. A bordo di una Fiat 131 rossa sono partita insieme ai miei genitori alla volta di Bretagna e Normandia. Passando per i castelli della Loira che, visitati in età da principesse, ricordo ancora come se li avessi visti ieri.
Questo per me è stato IL viaggio.
Quello che in qualche modo ha modellato la mia vita.
Per la prima volta ho sentito l’idioma di una lingua incomprensibile, assaggiato nuovi sapori, scoperto monete diverse dalla nostra cara vecchia Lira, visitato castelli, musei, siti archeologici ed abbazie.
E’ qui che mi sono rivista leggendo le parole di Tiziana. Fare un viaggio, spostandosi nello spazio, diventa l’occasione per tornare indietro nel tempo.
Carnac, con migliaia di menhir allineati in campi enormi. Un piccolo museo con frecce, bracciali e suppellettili dell’età della Pietra e del Bronzo, che mio padre cerca di spiegarmi con parole semplici, ma cariche di mistero. E poi la guida che ci accompagna nella visita all’abbazia di Mont Saint-Michel e che di tanto in tanto mi sorride.
Per anni ho sognato di fare l’archeologa, a scuola aspettavo l’ora di storia, a 11 anni ho letto il libro di Schliemann sulla scoperta di Troia, oggi sono anche guida turistica e non c’è viaggio senza sosta in qualche luogo carico d’antichità.

Side _ tempio di ApolloDue anni dopo è stata la volta di Londra, da sola con mio padre. Viaggio in pullman attraverso l’Europa e camera con vista sul Tower Bridge. Siamo in un viaggio organizzato, ma lui chiede spesso all’accompagnatore di poterci staccare e rivedere per cena. E mentre le signore del gruppo vanno da Harrod’s e guardano la città dai finestrini, noi siamo tra i quadri della National Gallery e camminiamo ore e ore per le vie della capitale. Ad ogni passo assorbo la diversità del paese che ci circonda, delle abitudini, delle facce e delle architetture, per citare ancora Tiziana.
E’ qui, ad un incrocio, che vedo venirmi incontro due uomini come non ne avevo mai visti. Pelle abbronzata, veste lunga e kefiah bianca in testa. Mi fermo paralizzata, tipi così all’epoca non si vedevano nemmeno in TV. Pochi passi e, dall’altra parte della strada, appaiono due bellissime donne avvolte in sari coloratissimi. Sulla fronte un piccolo pallino rosso. Mi fermo a bocca aperta, tra l’estasiato e lo spaventato. Mio padre mi prende per mano e mi dice non fissarle così. Solo allora mi accorgo di essere l’unica ad aver notato la loro presenza. Tutti gli altri, intorno a me, camminano come se lì non ci fossero due creature arrivate da un altro pianeta. E’ normale, mi spiega mio padre. Gli inglesi sono abituati a convivere con i discendenti di tutti i sudditi dell’ex-impero britannico.
E’ questa promiscuità che mi cattura e mi affascina durante il mio primo viaggio in Inghilterra. Torno a casa con una richiesta che fa accapponar la pelle a mia madre. Ho solo 11 anni, ma voglio poter tornare l’estate successiva a Londra come ragazza alla pari. Voglio viverla dal di dentro questa città fatta di mille sfaccettature e un’incredibile varietà di culture. Il permesso non mi viene concesso, ovviamente. Ma ottengo la promessa di una vacanza studio al termine della terza media. Sarà solo la prima di quella lunga serie di vacanze all’estero che mi condurranno passo a passo sulla via dell’autonomia e del distacco dalla mia famiglia d’origine.
Da 16 anni convivo con Coccinello Pazzerello. E’ nato a Tunisi, è musulmano (un po’ atipico, se devo essere sincera) e le nostre culture si sono combattute per secoli. Ma in casa nostra regna il rispetto per entrambe, si festeggia il Natale e il Ramadam e quando mi chiedono come alleveremo nostro figlio, rispondo sarà lui a scegliere, in casa c’è posto anche per un buddista.

LondraPassano gli anni e continuano i viaggi in famiglia.
Dovrò aspettare la maggiore età prima di poter partire con lo zaino in spalla in compagnia di un’amica. Destinazione: un ostello nel cuore di Parigi. In tasca il biglietto del treno a data aperta e i soldi necessari per fermasi nella capitale francese … finchè non li avremo finiti. Mi ritrovo circondata da una città che non mi aspetto. Diversissima dalla mia amata Londra, ma ugualmente affascinante. Le chiese, i palazzi, i musei sono pieni di opere straordinarie. Camminiamo dall’alba al tramonto e non ci lasciamo sfuggire un solo monumento tra quelli segnalati sulla mitica guida del Touring. A pranzo mangiamo baguette vuote con contorno di albicocche, sedute sulle panche di un parco. E’ risparmiando sul cibo che sognamo di poterci concedere due giorni in più. E ce la facciamo.
Sono questi i giorni in cui vedo per la prima volta i quadri di Monet, Renoir, Van Gogh e Gauguin. In cui capito per caso dentro al Museo Rodin pur non sapendo chi possa essere costui. Davanti a quei colori scintillanti, a quelle ombre colorate, a quelle figure tormentate che cercano di uscire dalla materia voglio saperne di più. Ma la guida che ho in mano fornisce solo i nomi degli artisti, le date e i titoli delle opere. Niente sulla vita, le idee, i sentimenti di quegli uomini che, a cavallo tra Otto e Novecento, hanno rivoluzionato la storia dell’arte occidentale.
Dice Tiziana che capita anche che un viaggio accenda la curiosità, il desiderio di approfondire la storia che sta dietro ciò che vediamo. Per me quel viaggio è stato Parigi. A 18 anni. Per la prima volta senza i miei genitori.
Torno a casa e la tanto detestata Storia dell’Arte diventa una materia così interessante che qualche mese dopo mi iscriverò a Conservazione dei Beni Culturali a Udine. Ci sono tre possibili indirizzi e fin da subito non ho dubbi che il mio sarà quello di arte contemporanea.

Parigi _ Museo del LouvreEcco ciò che i viaggi dell’infanzia e dell’adolescenza hanno insegnato a me.
Mi hanno insegnato a vivere.
Mi hanno indicato una via.
Mi hanno fatto capire che viaggiare è imparare a conoscere, rispettare e, quando possibile, amare le diversità.
Ecco perchè viaggiare con i bambini è la più bella scuola di vita che possiamo offrir loro.
Questo non lo dice Tiziana. E’ il motto del mio blog.

Ti potrebbero interessare anche:
Viaggiare è camminare … anche con i bambini!
Giochiamo al medioevo
Il Sentiero del Silenzio
In vacanza nel regno della Chimera

Annunci

32 commenti su “Viaggiare è imparare. A vivere

  1. Pingback: Come organizzare un viaggio NON organizzato | Viaggi e Baci

  2. Pingback: #NeVadoFiero, ovvero le cose che rifarei a occhi chiusi | Viaggi e Baci

  3. Pingback: Disavventure in viaggio | Viaggi e Baci

  4. Nemi
    11 ottobre 2013

    Sono una ragazza di (quasi) vent’anni che ama viaggiare, mi piace molto il tuo blog e questo articolo mi ha scaldato il cuore! Viaggiare segna inevitabilmente la vita di ognuno di noi, ti tempra lo spirito e l’anima, ti accresce come persona, ti forma e ti cambia per sempre!

  5. Pingback: Estate 2013: la grande svolta | Viaggi e Baci

  6. Pingback: Viaggiare è un rischio, ma io non mi fermo | Viaggi e Baci

  7. Pingback: A proposito di porte che si chiudono e portoni che si aprono … | Viaggi e Baci

  8. Pingback: botta-risposta e … un grazie di cuore | Viaggi e Baci

  9. Pingback: In valigia: cosa tengo e cosa butto di ogni viaggio | Viaggi e Baci

  10. Pingback: La “mia” architettura dei miei viaggi | Viaggi e Baci

  11. Pingback: io e il mio blog: pensieri di fine anno e … un invito a voi per quello che comincia! « Viaggi e Baci

  12. Pingback: Letterina a Babbo Natale. Da una mamma … « Viaggi e Baci

  13. Pingback: Come eravamo (e come viaggiavamo) nei mitici anni Settanta « Viaggi e Baci

  14. ile atzori
    17 settembre 2012

    ti hanno già ringraziata e riempita di complimenti…ma permettimi di lasciarti anche i miei: come ti ho scritto, poco fa, su facebook, ho letto questo post con le lacrime agli occhi. è stupendo…non trovo altre parole per descriverlo…stupendo…per la profondità dei pensieri, le emozioni, le parole con cui lo racconti…stupendo… :°)

  15. Pingback: Il bello dei viaggi NON organizzati « Viaggi e Baci

  16. Pingback: Un anno da travel blogger « Viaggi e Baci

  17. Pingback: Cromo-mondo: i colori dei nostri viaggi « Viaggi e Baci

  18. aldo facchini
    11 giugno 2012

    Sono il papà dell’autrice di viaggiebaci e mi sento responsabile e gioisco…per tutte le cose scritte! Ora a 68 anni sono in pensione e mi trovo a Roma da qualche giorno ospite di quell’altro figlio romano…Quante volte sono stato a Roma per congressi, corsi di studio ed esami! Ma sempre cercavo di fermarmi un giorno in più per andare a caso nei sotterranei di qualche chiesa o catacomba perchè nelle cantine e nelle soffitte si trova sempre qualcosa di interessante! Come ieri al mercatino delle pulci di Porta Portese… stavo per acquistare un’opera in 16 volumi di agricoltura francese scritta nell’800 ! Nonno Aldo

    • ile atzori
      17 settembre 2012

      la ammiro, e la stimo. per quello che ha insegnato a sua figlia, e per ciò che lei è diventata 🙂

  19. Tamerice
    4 giugno 2012

    Caspita, non so da dove arrivano, ma ho i lucciconi….
    Comunque oltre tante riflessioni, mi hai suscitato un sacco di curiosità su di te. Urge secondo – rilassato – incontro 😉

  20. carlafamily
    4 giugno 2012

    Concorderò sempre che portare i figli anche piccolissimi con noi nei nostri viaggi è la miglior scuola di vita che possiamo offrire loro.
    Quando saranno cresciuti forse ritorneranno per rivivere meravigliosi ricordi e avranno così tanto da scoprire in altri luoghi. C’è così tanto da conoscere che una vita (anche 1000) non bastano.

    • viaggiebaci
      4 giugno 2012

      Già! per quanto il mondo si sia drasticamente rimpicciolito negli ultimi 50 anni, è sempre troppo grande per una vita sola!
      Sai che io sui castelli della Loira non ci sono più tornata per paura di rovinare i bellissimi ricordi di quella vacanza all’estero con i miei?

  21. Ciccola
    4 giugno 2012

    Che bello questo racconto. Io non ho avuto la tua stessa fortuna, sono cresciuta in una famiglia che ha cercato di tenermi legata a sè fin quando ha potuto. Niente viaggi, niente curiosità per il mondo. L’unico ricordo legato a un “viaggio” è stato quando papà per farmi contenta mi ha portata a Sanremo. Forse è per questo che appena ho potuto mi sono messa in viaggio. Ogni viaggio per me è una scoperta e un regalo prezioso, e anche se ho iniziato a fare queste esperienze da grande io guardo i posti nuovi con gli occhi (e l’entusiasmo) di una bambina.

    • viaggiebaci
      4 giugno 2012

      guardare il mondo con gli occhi di un bambino è una cosa bellissima, Ciccola!
      Io tendo a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno (e non mezzo vuoto) quando è riempito a metà e considero questa tua ultima frase come l’aspetto positivo del tuo non aver viaggiato da piccola. Oltre al fatto che, sono sicura, farai bellissimi viaggi insieme ai tuoi bimbi, ora o quando li avrai …
      Inoltre tocchi un punto delicato in me, che spesso mi chiedo se portando così spesso mio figlio in giro per il mondo non gli tolgo il sapore della scoperta e delle novità in un’età in cui sarà in grado di apprezzarle e ricordarle. E’ una cosa su cui rifletto da quando è nato, ma alla fine ho optato, e continuo a optare, per i viaggi. Chissà …

  22. leggerti è un vero piacere!

  23. viaggideirospi
    4 giugno 2012

    Siete spettacolari!!!

  24. profpalmy
    3 giugno 2012

    Grazie di questo racconto così circostanziato e dettagliato dei tuoi viaggi come esperienza. Mi hai ricordato quella poesia in cui Ungaretti descrive la sua vita riandando con la memoria i fiumi che l’hanno toccata (il Serchio, il Nilo, la Senna, l’Isonzo)… Grazie di aver partecipato! Tiziana

    • viaggiebaci
      3 giugno 2012

      Non so se l’hai letto, ma se ti piace Ungaretti, devi legge “il coraggio del pettirosso” di Maggiani, libro bellissimo

Mi piacerebbe ricevere una tua cartolina, ma puoi lasciare il tuo commento anche qui:

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Vuoi seguirmi anche sui social? Ehm …

Instagram
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: