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Il Palio dea Caretera de Marostega

L’Italia è il paese dei palii, ma ammettiamolo … c’è palio e palio!
Ci sono quelli  iper-gettonati, con pedigree medievale, capaci di attirare migliaia di turisti da tutta Europa, di far lievitare il prezzo degli alberghi e di ricavarsi un trafiletto nei magazine più prestigiosi del pianeta.
E poi ci sono quelli che nascono dopo, quasi per gioco, profondamente sentiti nella città in cui si disputano e … poco più. Sono quelli genuini e senza grossi sponsor, dove tutto il paese si dà da fare senza altro scopo che quello di divertirsi e tutti corrono in piazza a tifare per la propria squadra. Quelli in cui portare i bambini senza il rischio di perderli tra la folla o vederli schiacciati dalla ressa, con la garanzia di avere un posto in prima fila e fargli provare l’ebbrezza di indossare i panni dei campioni.
Inutile dire che sono questi ultimi i miei preferiti

Caretera de Marostegae che è in questa categoria che rientra anche la Caretera de Marostega. Un palio nato a metà degli anni Cinquanta ad opera di un gruppo di ragazzi decisi a trasformare in sfida goliardica quello che era un gioco molto diffuso tra i ragazzini delle contrà del paese scaligero. Con tutta l’incuranza del pericolo che è tipica della loro età e del dopoguerra.

Caretera di Marostica 2012 Perchè a Marostica la sfida era adrenalina allo stato puro.
Senza alcuna sfilata da rievocazione storica e con i brividi che la discesa dal Castello de Sòra a quello de Soto poteva scatenare nei partecipanti e in chi era lì a tifare per loro. Il tutto a bordo di 4 tole de legno inchiodae, governate da una cordicella al posto del volante e da un bastone di legno al posto dei freni.
La sfida non ha fatto in tempo a superare lo scadere del decennio perchè l’asfaltatura della strada, nel 1959, l’avrebbe resa davvero troppo pericolosa. Ma il sogno di lanciarsi a tutta velocità dalla cima del Pausolino è rimasto nel cuore dei giovani di allora che, con l’inizio del terzo millennio, hanno escogitato nuovi e più sicuri carretti da far sfrecciare lungo la strada esterna alle mura medievali.

Palio dea Caretera di MarosticaChi ha provato a percorrerla in auto sa come sono fatte quelle curve, chi l’ha percorsa a piedi sa quanto tira la salita e chi assiste al palio è ben consapevole del rischio che si cela ancor oggi tra quei tornanti. Ma nessuno vi rinuncia e ogni anno aumenta il numero degli sfidanti che si contendono il palio e i premi per la “contrà più festaiola” e per il “careto più bello”.
E indovinate un po’ chi ha vinto quest’ultimo nell’edizione 2012?
E’ Cricchetto il più acclamato dai bambini di tutte le età. Al suo passaggio la folla si scatena, ancora ignara dei venir bagnata da spruzzi d’acqua tirati a tradimento …

Cricchetto alla Caretera di MarosticaSamir quest’anno era eccitatissimo all’idea della sfida già dal momento in cui sono comparsi gli stemmi dei borghi e delle contrà sulle mura vicino al Castello Inferiore. Un giorno me lo ritrovo con in mano una bandiera fai-da-tè realizzata per il suo amato Borgo Panica, che sabato sera scopriamo non partecipare alla gara. Ma la delusione dura poco. Cartina alla mano, inizia a cerchiare gli stemmi per i quali fare il tifo e incorniciare in un quadrato quelli che mamma, devono perdere!
Poi arriva la simpatia di uno dei membri di contrà Ravanne, che lo fa salire sul carretto durante la sfilata inaugurale, e in casa c’è un nuovo eroe. D’ora in poi il tifo è tutto per lui …

O almeno fino al termine della gara! Quando l’equipaggio di Borgo Giara gli concede l’onore di vestire i panni del vero pilota,

di mettersi alla guida di un carretto

pilota caretera Marosticae di spingere un amichetto fino alla postazione della squadra sui bordi della grande scacchiera di Piazza Castello.

L’entusiasmo per questo inaspettato gran finale è così contaggioso che, appena arriva a casa, si mette subito all’opera …

progettando quello che sarà lo stemma e il careto con cui sfiderà l’intera città di Marostica nella Caretera 2013!
Vi aspettiamo a fare il tifo, eh?!?!

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7 commenti su “Il Palio dea Caretera de Marostega

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  5. carlafamily
    13 giugno 2012

    Fortissimo Samir, e che operosità.
    Fortissimi anche i giovani che hanno dato inizio a questo palio, fantastici anni ’50.
    Me li immagino già con tutto il loro entusiasmo e anche la delusione di veder qull’antipatico asfalto. Però! non hanno mollato e ora ci si diverte ancora grazie a loro.
    Bellissimi questi angolini d’Italia!

  6. Vaty
    13 giugno 2012

    che palio e che campione!!!!

  7. Diana
    13 giugno 2012

    Davvero un palio molto carino! Queste tradizioni sono meravigliose, grazie per averne parlato! Ti abbraccio, a presto

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Questa voce è stata pubblicata il 12 giugno 2012 da in around Marostica con tag , , .

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