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A scuola … nello stagno!

vita nello stagnoLo so: esistono gli zoo, gli acquari, le fattorie didattiche, le biosfere e anche le case delle farfalle e le dimostrazioni di falconeria. Tutti luoghi in cui i bambini impazziscono di gioia e imparano un sacco di cose nuove, a cominciare dalle dimensioni reali degli animali che sono abituati a vedere nei libri o in TV. Ma volete mettere l’emozione di poter osservare un animale all’opera nel suo vero ambiente naturale?
A noi è capitato con le mucche al pascolo sulle Alpi, con i paguri sugli scogli in Croazia e con i pesciolini nel mare della Turchia. Ogni volta è stata un’esperienza memorabile, ma mai come quella che ci è capitata il giorno dopo la fine della scuola materna sul laghetto di Roana, nell’Altopiano di Asiago.

lago di Roana

A dire il vero, nonostante il nome e la piccola zona balneabile, il Laghetto è più simile ad uno stagno che a qualsiasi altra cosa. Lo dimostrano gli animali che l’hanno scelto come habitat naturale. Come le coppie di libellule che passano l’intera giornata a rincorreresi tra l’erba e il cielo per poi planare a filo d’acqua. Talvolta in modo così azzardato da rimetterci le ali …

libellula

e la pelle, offrendo a noi la possibilità di un incontro davvero ravvicinato.
Il bello di questa giornata, come spesso succede, arriva per caso e quando meno te lo aspetti. Nella fattispecie, ci piomba addosso come un fulmine a ciel sereno mentre stiamo sperimentando il percorso a piedi nudi dell’Acropark e Samir cade nello stagno grazie ad un bambino che, perdendo l’equilibrio sui tronchi che delimitano il percorso, pensa bene di aggrapparsi a lui.

bagno nello stagno

E’ grazie a questo tuffo fuori programma, talmente fuori programma che non abbiamo con noi nemmeno un cambio di vestiti, che Samir nota degli strani animaletti neri che scodinzolano tra le pietre nell’acqua semi-stagnante della riva. Non ha la più pallida idea di cosa possano essere e ovviamente li scambia per pesciolini. Nella foto qui sotto se ne vedono due: uno seminascosto dall’apertura del barattolo, l’altro nell’angolo in alto a destra.

girini

Inizialmente è titubante e li guarda con curiosità danzare in quelle due dita d’acqua. Non riesce a credere che quei piccoli cosini neri, che scopre chiamarsi girini, un bel giorno si trasformeranno in ranocchie, raganelle e rospi. Lui è abituato alle rane che si trasformano in principi, non a questa vera magia della natura …
Volgendo lo sguardo poco più in là ci accorgiamo che ce ne sono a centinaia. E in diverse fasi di sviluppo!

a caccia di rane

Da questo momento in poi perdiamo il senso dello scorrere del tempo. Non ci interessa più nulla. Non il sole che inizia a nascondersi dietro al bosco, non il fatto che sia già ora di cena, e tanto meno i vestiti bagnati che sembrano non volersi asciugare. L’attenzione di tutti noi, e dei bambini che man mano si avvicinano per vedere cosa stiamo combinando accovacciati sulla riva, è letteralmente calamitata da queste strane forme di vita.
In breve il piccolo contenitore di plastica con lenti di ingrandimento, che ci eravamo portati da casa con la speranza di catturare qualche insetto, non basta più e sono costretta a cedere la vaschetta dell’anguria.

rane e giriniSuperata la paura iniziale, non c’è più niente che possa fermare le manine del mio piccolo entomologo, pronte ad esibire al capannello di bimbi curiosi che ci circondano il risultato delle sue ricerche.

girini

Peccato che la foto sia sfocata e non permetta di cogliere i particolari di questo girino arrivato quasi al termine della metamorfosi. Ma in quest’altra, ahimè! ancora sfocata,  è possibile intravedere qualcosa in più, a cominciare dalle lunghe gambe posteriori.

A causa della scarsa luminosità non sono riuscita a fotografare il bel rospo che si nascondeva immobile all’ombra delle canne, ma credetemi che ha destato curiosità e meraviglia in tutti i bimbi. Grazie a lui le tappe della metamorfosi erano lì al gran completo davanti ai nostri occhi e le domande non han tardato ad arrivare. Quanto impiegano a trasformarsi? Cosa mangiano? Da dove crescono le zampe? Quante dita hanno? e via discorrendo …
Così il giorno dopo ho scaricato da internet un paio di disegni da colorare e una semplice descrizione delle caratteristiche biologiche e comportamentali di questi anfibi, che hanno completato le scoperte e osservazioni fatte sul campo:
– dalle uova deposte in acqua e avvolte in una sostanza gelatinosa nascono i girini, che nell’arco di 2-3 mesi si trasformano in rane, rospi e raganelle
– alla fine della metamorfosi la rana assorbe al suo interno la coda del girino, sviluppa zampe per saltare e per respirare non utilizza più le branchie ma i polmoni
– i girini si nutrono di insetti e larve in movimento, come le rane che usano la lunga lingua appiccicosa per catturarli e poi li ingoiano interi
– le zampe posteriori sono più sviluppate di quelle anteriori e servono per saltare e muoversi nell’acqua
– la femmina di solito è più grande del maschio (cosa che diverte molto i bimbi!)
gracidare è il verso emesso dai maschi per attirare le femmine, gonfinado dei sacchetti d’aria nelle guancie
– le rane dai colori sgargianti sono spesso velenose: il colore è una forma di avviso di periccolosità per i predatori

rane da colorare

Che ne dite, vi è piaciuta questa bella lezione appresa viaggiando?
Come dico sempre, non occorre andare dall’altra parte del mondo per scoprire cose nuove. Spesso basta spegnere la TV e fare mezz’ora d’auto per imparare un sacco di cose interessanti.
Viaggiare non è solo uno spostamento del corpo nello spazio, ma una predisposizione della mente a cogliere la novità e saperla godere. Ecco perchè ho deciso di utilizzare questa elettrizzante lezione all’aperto per partecipare all’iniziativa Impariamo Viaggiando promossa da Tiziana di Learning is Experience e Valentina di The Family Company, a cui vi invito a partecipare entro il 18 settembre perchè sono curiosissima di sapere che cosa avete imparato dai vostri viaggi.

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P.S.: inutile dire che questo post lo dedico con tutto il cuore alla mia amica Alessandra di I Viaggi dei Rospi, con la speranza di poterla portare presto a fare quattro salti in questo stagno …

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24 commenti su “A scuola … nello stagno!

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  10. nonno aldo
    13 luglio 2012

    molti pensano che i girini siano quelli con la maglia rosa al giro d’Italia…
    e invece scopri che sulla riva del lago di Roana ci sono le varie fasi di sviluppo di rospi, rane e raganelle e che non serve nemmeno pagare il biglietto per vedere questo zoo di vita anfibia…E una ragazzina mi ha detto che ci sono anche salamandre e tritoni nel bosco dell’acropark!!!

  11. Tiziana
    12 luglio 2012

    Ogni giorno una nuova scoperta, la vita è una meravigliosa avventura agli occhi dei bimbi. E grazie a voi ora so di più anch’io sul mondo dei piccoli anfibi.

    • viaggiebaci
      12 luglio 2012

      mi credi se ti dico che anche per me è stata la prima occasione di vedere i girini dal vivo?

  12. Palmy
    11 luglio 2012

    Che giorni pieni! A stento riesco a curare la pubblicazione dei miei post… e le cose belle degli altri blog mi sfuggono… ma tutto sommato è naturale che d’estate si rallenti un po’ il ritmo normale degli impegni per lasciare spazio ad altro… ma questo non posso perdermelo… bellissimo reportage! Comunque si può partecipare anche più di una volta…

  13. Palmy
    11 luglio 2012

    Che giorni pieni! A stento riesco a curare la pubblicazione dei miei post… e le cose belle degli altri blog mi sfuggono… ma tutto sommato è naturale che d’estate si rallenti un po’ il ritmo normale degli impegni per lasciare spazio ad altro… ma questo non posso perdermelo… bellissimo reportage! Comunque si può partecipare anche più di una volta!

    • viaggiebaci
      11 luglio 2012

      grazie Palmy per la bella idea che avete avuto … non vedo l’ora di vedere il risultato finale. Già i primi partecipanti hannofatto un ottimo lavoro, mi immagino quindi l’enciclopedia finale …

  14. paroladilaura
    11 luglio 2012

    bellissime scoperte, poi io ho un passione per laghetti e stagni e ci passerei le ore e i miei figli come me!

    • viaggiebaci
      11 luglio 2012

      allora segnalo in agenda perchè con il parco avventura lì vicino, il bosco e l’area balneabile è un vero paradiso per i piccini

  15. The Family Company
    11 luglio 2012

    Monica, sapevo che mi avresti sorpresa!!! Grazie! Questo è proprio ciò che chiamo viaggio! Ennesima sintonia… Ti abbraccio cara.

  16. Alberto Cosma
    11 luglio 2012

    le mille facce della vita non possono che incuriosire anche un adulto….è vero, non serve andare lontano nè in luoghi rinomati per passare belle vacanze o scampagnate….conta lo spirito e la compagnia…

  17. viaggideirospi
    11 luglio 2012

    Ma è da ROSPI questa storia!!!!!! me felice!!!

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