Viaggi e Baci

di viaggi, di libri e altre passioni

Il bello dei viaggi NON organizzati

Amo viaggiare in massima libertà. Senza nessuno che pianifichi l’itinerario al posto mio, che mi dica dove dormire e a che ora andare a mangiare. Senza appuntamenti prefissati e itinerari studiati fin nel minimo dettaglio. Solo con un paio di luoghi irrinunciabili in wishing list e una vaga idea di cosa voler vedere tra l’uno e l’altro. Idea che può essere modificata strada facendo, fino a venir completamente abbandonata oppure divenire il filo conduttore dell’intero viaggio.
Per questo, prima di diventare mamma, ero solita prenotare solo l’aereo e una notte in albergo. Lasciando tutto il resto alla casualità del momento, ai desideri che sorgono on the road, ai consigli della gente del luogo, a un cartello che incuriosisce più degli altri, alla magia di luoghi che, prima di partire, pensi non abbiano nulla da offrire e poi ti incantano a tal punto che non li vorresti più lasciare.

Lurs

Lurs, minuscolo villaggio delle Alpi Provenzali, ci conquista subito il cuore

Ma per viaggiare così bisogna avere lo spirito giusto.
Essere disposti a considerare l’imprevisto come un’irrinunciabile occasione di arricchimento, personale e culturale.
Vivere il viaggio con molto tempo a disposizione. Per perdersi lungo la strada, ritrovarsi in luoghi impensabili, tornare indietro o proseguire per ore e ore prima di trovare qualcosa degno di attenzione.
Sapere che si può perdere mezza giornata alla ricerca di un alloggio e che alla fine bisogna accontentarsi di un letto pulcioso nel cuore dell’Anatolia o di una suite fin troppo lussuosa alle porte del Sahara.
Rinunciare ad orologio e ritmi quotidiani per godersi ogni attimo della vacanza, consapevoli che un pasto può essere posticipato o saltato.
Accontentarsi di quel che viene servito con un sorriso, perchè capita che in quel ristorantino sperduto nessuno parli inglese e il piatto lo si debba scegliere puntando il dito alla cieca sul menu.

vacanze dis-organizzate

finalmente una vacanza in libertà, tra i paesini e i campi assolati della Provenza

Ecco perchè con l’arrivo di Samir ho dovuto in parte modificare lo stile dei miei viaggi. O almeno di quelli che facciamo ad agosto.
Con un bimbo in fase di allattamento devi essere sicura che il cibo non sia solo piccante e speziato e che in camera ci sia il condizionatore se la temperatura media supera i 40 gradi. Poi devi aver la certezza di avere un tetto sopra la testa prima che faccia notte, di trovare un ambiente pulito dove il piccolo possa muoversi e toccare ogni cosa, di percorrere un itinerario che non ti obblighi a passare la giornata intera in auto.
E così arriva il momento del viaggio organizzato …
Non da altri, ma da te!
Non parlo del viaggio che trovi nei cataloghi dei tour operator, ma del viaggio-fai-da-te dove, prima di partire, passi notti intere a pianificare ogni cosa. Prenotando anticipatamente gli alloggi, studiando le distanze e i tempi di percorrenza tra una località e l’altra, verificando che in loco ci sia qualche attività anche per il tuo giovane compagno di viaggio, e via discorrendo.

Intanto sogni il momento in cui anche ad agosto potrai concederti il lusso di una vacanza come quella in Portogallo e Turchia, decise all’ultimo minuto e  pianificate strada facendo.
Poi un bel giorno lui compie 6 anni. Qualche mese dopo ti alzi e ti accorgi che fra due settimane sarà il fatidico 3 agosto e non hai ancora deciso la meta delle prossime vacanze. Forse è il tuo inconscio che ti ha spinto ad arrivare fin lì senza mai rispondere a quella domanda che tante volte ha cercato di far capolino fra le mille idee e impegni che frullano nella tua testa: e quest’anno, dove si va?
Beh! a dire il vero una meta è nei tuoi sogni da 10 anni (Minorca …) e su un’altra stai gongolando già da un po’ (Provenza!).
E se ci andassimo quest’anno?

guide turistiche Provenza

il viaggio lo programmiamo giorno per giorno, a colazione

Così su due piedi sembra quasi impossibile. Due mete che tutte le guide sconsigliano ad agosto e dove la prenotazione è quasi obbligatoria.
Ma forse un sistema c’è …

Chiamiamo una coppia di amici e chiediamo se ci prestano una canadese, giusto per avere un tetto in caso non si trovi proprio nulla lungo il percorso fino a Barcellona. Per Minorca cercheremo in internet un appartamento.
Gli amici dicono sì, ma la canadese è già occupata: resta una bella tenda a due camere, di quelle che ti serve mezza giornata per tirare cordicelle e piantare picchetti.
Ok, no problem! Basta cambiare programmi: la tenda la usiamo 15 giorni a Minorca (così accontentiamo alla grande Samir) e in Francia cercheremo tra i grossi hotel di catena (bleah!), che qualche camera libera ce l’avranno sicuramente, no?!
Ma poi scopriamo che a Minorca esiste un’unico campeggio e, aspetta che ti aspetta, quando 5 giorni prima della partenza ci decidiamo finalmente a prenotare, scopriamo che è disponibile solo dal 13 agosto in poi.
E ora che si fa?
Beh! se nulla è organizzato, il traghetto non è ancora prenotato e, lavorando in proprio, ci si può prendere una settimana di vacanza in più, il modo per prendere due piccioni con una fava lo si trova sicuramente. Basta saper rinunciare alle comodità dell’albergo e ai lussi dell’appartamente e avventurarsi per la prima volta in una vacanza TUTTA in tenda.

Risultato: tra domenica e lunedì prenotiamo il traghetto e due campeggi, lasciando le notti intermedie nelle mani del Fato. Giovedì si aprono valigie ed armadi e venerdì mattina si parte all’avventura. E visto che ci siamo, invece di fare due volte la Genova-Marsiglia, decidiamo pure di passare per Torino e le Alpi Francesi, in modo da abbinare la pausa-tecnica alla visita al Museo Egizio. Così un altro sogno di Samir diventerà realtà.

Museo Egizio di Torino

cambiando itinerario, ci scappa pure la visita al Museo Egizio di Torino

La prima sera arriviamo a Sisteron e – come da copione! – non c’è un letto libero a pagarlo d’oro. Mentre decine di turisti si godono leccornie seduti sui tavolini all’aperto che affollano stradine acciottolate e piazzette, noi iniziamo a telefonare a tutti gli indirizzi che troviamo in un depliant appeso fuori dall’ufficio turistico chiuso da ore. Finchè finalmente uno ci offre una camera tripla per 50 Euro. La prendiamo al volo, senza chiedere altro. Il trattamento sarà proporzionato al prezzo pagato, con tanto di bagno in comune, asciugamani striminziti e rotolo di carta abbandonato sotto il letto da chi ci ha preceduto! Ma in fin dei conti è solo una notte e quel che ci aspetta nei prossimi giorni val bene una notte in topaia …

Arena Nimes

la tappa notturna a Nimes ci regala la colazione nei pressi dell’Arena

Al ritorno, stremati nel cuore della notte, ci andrà meglio con l’albergo di Nimes. Un fuori programma che la mattina seguente ci dà modo di fare due passi in città alla ricerca di cappuccino e brioches. Ovviamente non abbiamo i biglietti per la corrida che ancora si svolge nel grande anfiteatro romano. Non siamo riusciti a vederla nemmeno ad Arles, visto che la visitiamo nel giorno sbagliato.
In compenso, però, ci ritroviamo nella città di Van Gogh proprio nel giorno in cui è possibile assitere ai combattimenti tra gladiatori. Un’esperienza che ci regala l’emozione di ritrovarci a quattr’occhi con leggendari personaggi dell’antichità e aggiungere un nuovo tassello nel tempo che separa gli amati dinosauri dagli onnipresenti cavalieri.

gladiatori romani

Arles ci sorprende con uno spettacolo di lotta tra gladiatori che rende indimenticabile la nostra visita nella città di Van Gogh

In nove giorni in Provenza vediamo un solo campo di lavanda in fiore. Il mese giusto per scattare le stupende foto che ci hanno fatto sognare per anni, e che qui si vedono ovunque, è luglio.

Provenza, campi di lavanda

la lavanda in fiore la sogniamo guardando cartoline appese ovunque

Chi ha avuto modo di leggere bene le guide turistiche lo sa già. Noi non ce ne facciamo un gran cruccio e ci godiamo il viola dei fiori selvatici che ci danno il benvenuto in Camargue. Una delle zone umide più estese d’Europa, che inizialmente non intendevo visitare. Ma una mattina a colazione, come terza opzione, lancio l’idea della terra dei tori e dei cavalli bianchi e un’ora più tardi siamo diretti a sud, verso Mas Thibert e le Salin de Giraud. E’ la zona meno turistica di questo splendido parco regionale, ma non per questo meno bella.

Camargue

visto che la lavanda fiorisce a luglio, noi ci godiamo il viola selvaggio della Camargue

Il resto della settimana lo trascorriamo passeggiando tra paesini di pietra, rovine di ville romane, castelli medievali e dimore papali. Finchè non ci capita in mano un depliant che stuzzica la golosità di mamma e pupo e ci costringe a cercare nella cartina dove sia questa misteriosa Uzès.
Beh, dai … non è poi così lontana! Possiamo fare una capatina anche fin laggiù prima di rientrare in campeggio a impacchettare tutto per la partenza del giorno dopo.

Haribo a Uzès

Museo delle Caramelle Haribo: la tappa più golosa delle vacanze

Peccato che nessuno ci abbia avvisato che d’estate il Museo delle Caramelle Haribo è uno dei luoghi più visitati della Francia meridionale e che la coda è 10 volte più lunga di quella per entrare al Palazzo dei Papi di Avignone. Ma una volta arrivati fin lì, che si fa? Non si tonerà mica indietro a mani vuote, vero?!?
Tanto la cena stasera sarà a base degli ottimi formaggi che ci avevano tentato il giorno prima e che poi erano finiti nel frigo dei nostri amici camperisti, miseramente sconfitti dal profumo della grigliata che ci ha accolto al rientro in campeggio dopo la visita a Gordes e Roussillon.

formaggi francesi

dopo un’accurata selezione, questi formaggi francesi si vedranno miseramente sconfitti dal profumo di una misera grigliata … sigh!

Perchè il bello dei viaggi NON organizzati è proprio questo!
Poter cambiare idea in qualsiasi momento. Programmare la giornata a colazione, ben sapendo che entro sera si sarà fatto anche altro. Decidere di fermarsi quando si è stanchi o dove qualcosa attira la nostra attenzione. Cercare idee tra guide e riviste, per poi seguire solo il proprio fiuto.

artista in Provenza

chissà se indovinerete mai cos’ha catturato l’attenzione del nostro artista in Provenza …

Sognando, alla fine, un momento di assoluto relax tra le tiepide acque delle isole Baleari …

ciambellone

e per finire un po’ di meritato relax tra le acque cristalline di Minorca

Anche voi amate viaggire così?
Oppure l’idea di non aver tutto programmato nel dettaglio vi fa sentire come noi tra le rovine del castello di Le Baux de Provence?!?!

Le Baux de Provence
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47 commenti su “Il bello dei viaggi NON organizzati

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  5. signorafornelli
    30 luglio 2014

    Siamo noi!!!!!!!!!! Assolutamente come voi per il fai da te..poco o non organizzato! E ti dirò di più! Ora noi siamo in 4 a viaggiare e quest’anno con bimba di 4 anni e mezzo e bebè di 6 mesi siamo stati in Danimarca. Avevamo organizzato un po’ il viaggio più che altro per le nottate e una volta li l’itinerario è stato stravolto! Non ce l’abbiamo fatta è più forte di noi! E i bimbi seguono e si adattano meglio di quanto pensiamo noi!

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  19. colorsontheroad
    31 agosto 2012

    Che bel racconto di viaggio! Mi ritrovo molto in quello che hai scritto circa la filosofia del viaggiare, per me è sempre stato inconcepibile pensare ad un viaggio organizzato, ho sempre amato i viaggi zaino in spalla, ostelli e improvvisazione! Da quando ci sono P. e M. (7 e 5) alcune cose sono un po’ cambiate, abbiamo cercato un compromesso e abbiamo fatto delle bellissime vacanze in tenda alternando esplorazioni a relax, ma ora vedo che anche loro sono pronti per qualcosa di più, viaggiare con loro è entusiasmante, sono curiosi e si adattano a (quasi) tutto: credo che molto dipenda dall’abitudine all’imprevisto e alla sorpresa. In una cosa però sono un po’ diversa da te: una volta decisa la destinazione mi piace molto godermi anche la fase di studio, leggo leggo e ancora leggo…certo però che se la destinazione è decisa pochi giorni prima tocca improvvisare…

    • viaggiebaci
      31 agosto 2012

      Ops … forse mi è sfuggito qualcosa nello scrivere! O magari non conoscendoci non hai potuto cogliere dietro a questa frase – una meta è nei tuoi sogni da 10 anni (Minorca …) e su un’altra stai gongolando già da un po’ (Provenza!) – anni di studio alle spalle 😉
      Sono una lettrice compulsiva e non esiste viaggio su cui non mi documenti alla follia. In questo caso avendo deciso definitivamente le mete pochissimo prima della partenza non ho avuto modo di leggere molto, ma sulla Provenza avevo già letto 2 guide intere negli ultimi 3 anni e su Minorca visto decine di siti internet nelle estati precedenti. Per cui ci assomigliamo anche in questo ;D
      Anzi! di solito mi porto pure un romanzo scritto da uno scrittore nato in quel paese o ambientato lì. E certe volte è una faticaccia immane poterne trovare uno all’altezza del viaggio che hai in mente …

      • colorsontheroad
        1 settembre 2012

        Ecco allora ci assomigliamo proprio in tutto il fronte viaggi 🙂 Quest’estate noi abbiamo dovuto contenere tempi e costi causa trasloco…ma il prossimo anno conto di seguire la tua strada e raggiungere la meta che sogno da un po’…

        • viaggiebaci
          1 settembre 2012

          immagino sia un segreto che ci svelerai a suo tempo, vero???
          Non vedo l’ora di scoprirla … 😉

  20. vaty
    31 agosto 2012

    bentornata carissima Monica!
    che emozione leggerti e che bello che la pensiamo in maniera quasi identica!!!!
    Però, confesso che da quando c’è sofia non abbiamo più fatto viaggi così.
    ultimamente, devo avere tutto prenotato e talvolta me ne pento perchè solo lo spirito di avvenuta può regalarti le emozioni più intense!!!
    mi mancano i viaggi cosi e, chissà, magari l’anno prossimo che sofia avrà 4 anni, potremmo anche buttarci!! sinceramente lei si adatta ovunque e il viaggio è diventato una passione anche per lei.
    grazie a te.. chissà!
    ti abbraccio forte mamma e amica speciale.
    vaty

    • viaggiebaci
      31 agosto 2012

      grazie cara Vaty!
      come ho detto, anch’io ho rinunciato per un paio d’anni a viaggiare così dopo la nascita di Samir, ma aver potuto riprendere mi ha riempito di gioia. Certo, lui è anche abituato a viaggiare e dover stare un’ora in più in macchina non lo turba più
      di tanto, quindi magari sono fortunata. Oppure è solo questione di abituarli fin da piccoli e tu mi sembri sulla buonissima strada. Non vedo l’ora di legger le tue avventure in Grecia

  21. viaggideirospi
    31 agosto 2012

    Cara Amica,
    bentornata! Ti sento davvero stra carica e ne sono immensamente felice!!! Hai vissuto le nostre vacanze del cuore, quelle dove ci si perde seguendo il profumo di salsiccia in un vicolo o a litigare in auto perchè abbiamo letto male la cartina….sai che siamo poco avvezzi al navigatore…
    Le vacanze e i viaggi fatti così ci mancano in modo incredibile, ma sai che il non farle, non è legato al fattore bimbo.
    Sento sempre + allineamento e spero davvero di abbracciarti a brevissimo!!
    Aspettiamo impazienti le alter foto e tutti i tuoi meravigliosi racconti!!!
    Arles e Avignone ci sono rimasti nel cuore!!

    • viaggiebaci
      31 agosto 2012

      Anch’io non vedo l’ora di abbracciarti, cara!
      Anche a noi Arles e Avignone sono piaciuti, ma ci sono altri aspetti della Provenza che mi sono piaciuti ancora di più. Sarà mica che invecchio e preferisco la campagna alla città, vero?!?!?

  22. acasadiclara
    30 agosto 2012

    noi ancora per quest’anno abbiamo affittato delle case e dei B&B (2 case e 2 &B& per l’esattezza) ma poi di giorno in giorno ci siamo inventati cosa fare, in base alla voglia, al tempo atmosferico, a se per caso passiamo di lì facciamo questo ma poi siamo passati da un’altra parte e abbiamo fatto altro. una grotta e un museo li ho dovuti prenotare da casa però altrimenti non saremmo mai entrati oppure avremmo fatto ore di coda e invece ci tenevamo molto. per il resto stiamo per comprarci una tenda e quindi manca poco che anche noi partiremo all’avventura! direi che è un bellissimo modo di viaggiare!!! ciaooooo

    • viaggiebaci
      30 agosto 2012

      beh! se consideri anche noi abbiamo prenotato i due campeggi, seppur solo un paio di giorni prima di partire. Però i programmi li facevamo di giorno in giorno e seguendo l’onda dei desideri del momento, il tempo, la stanchezza e via dicendo. Nei prossimi giorni scriverò anche della tenda … chissà che ti possa esser d’aiuto!!! ;D

  23. profpalmy
    30 agosto 2012

    volevo dire certo, non verto 🙂

  24. profpalmy
    30 agosto 2012

    Io invece amo organizzare! Mi piace studiare il luogo che andrò a visitare incastrando nei giorni a disposizione tante e tante cose, di cui molte so che non riuscirò a vedere… ma poi, una volta sul luogo mi piace anche cambiare idea e lasciare dei pomeriggi o delle giornate non programmate per potere affidarmi alla ventura. Verto, è una forma di imprevisto molto ridotta, ho sempre prenotato l’albergo da casa, ma lo faccio più per non “perdere tempo” che per ansia. L’idea della tenda però mi affascina molto e dopo il tuo racconto la prenderò seriamente in considerazione… Perché la tenda mi permetterebbe di avere comunque una soluzione senza dover passare ore a cercare una sistemazione. Un’altra cosa: riconosco il torero di Nimes, il cui fondoschiena mi è rimasto impresso (:-D) e riconosco la Camargue, e Le Baux… a proposito hai visto scendendo da là la splendida Cathedrale d’Images?

    • viaggiebaci
      30 agosto 2012

      certo che si e ne parlerò prestissimo (almeno spero, visto la miriade di post in programma!)
      anche a me piace studiare la destinazione e informarmi prima della partenza, ma lasicare spazio agli umori del giorno e a ciò che nessuna guida scrive è una cosa sacrosanta in ogni viaggio.
      Lo scorso anno in Danimarca avevamo pianificato tutto e prenotato tutti gli hotel, ma anche lì alla fine abbiamo cambiato programma su due piedi e gli ultimi giorni abbiamo rivoluzionato tutto. Forse è proprio scritto nel mio DNA

  25. mammastudia.blogspot.it
    30 agosto 2012

    i viaggi non organizzati sono la cosa migliore… ma con bimbi piccolini un minimo di organizzazione ci vuole come hai detto tu.. 😉

    • viaggiebaci
      30 agosto 2012

      si, soprattutto se si viaggia in alta stagione. anch’io sono stata domata nei primi anni, ma già due anni fa quando siamo andati in Marocco a febbraio senza organizzare nulla lo spirito libero si è rifatto sentire alla grande e sono stati giorni meravigliosi

  26. Tiziana
    30 agosto 2012

    Bentornata/i. Non so che dire se non.. bellissimo! Aspettavo il tuo primo racconto e come sempre, sai descrivere così bene che mi fai entrare nella tua storia, vedendo, ascoltando, odorando (il profumo di quei fiori della Camargue) Viaggiare senza programmare è un modo che mi attrae tantissimo, durante la progettazione ogni volta ce lo raccontiamo come se dovesse accadere ma poi un minimo di programmazione copre tutto il viaggio. Come dice Liliana fuori stagione è sicuramente più facile ma tutto dipende dalla predisposizione di ognuno di noi. A me piace tantissimo programmare con mappe, guide, itinerari, percorsi, per poi compiacermi di ritrovare quel sito, quella strada, quell’avvenimento, proprio là dove l’avevo previsto che fosse, quando ero a casa. Ciò non toglie che mi piacerebbe tantissimo fare come voi: andare dove porta il vento.
    Ma la macchina che avete usato è quella della seconda foto? Mitica!

    • viaggiebaci
      30 agosto 2012

      Ai miei maschietti sarebbe piaciuto tantissimo, ma non ci sarebbe stato nemmeno un terzo di tutto quello che ci serviva … ;D
      Anche a me piace tanto la fase che anticipa il viaggio, dove mi informo, leggo, comparo e … sogno! Ti dirò che negli ultimi 3 anni mi ero letta ben 2 guide sulla Provenza e quindi non sono partita senza sapere nulla. Ma il piacere di decidere giorno per giorno cosa si fa e dove si và è incomparabile. Per esempio, abbiamo saltato Aix-en-Provence che volevo tanto visitare per via di Van Gogh, ma abbiamo scoperto Le Baux en Provence e Vaison La Romaine che meritano tantissimo e di cui vi parlerò presto.

  27. Federica
    30 agosto 2012

    La vacanza on the road é di sicuro la più affascinante.
    Anche noi piace molto viaggiare senza troppo pianificare anche se non proprio come te, qualche riferimento in più ce lo abbiamo sempre.
    I consigli di viaggio con il piccoletto li custodirò dato che sono in attesa di un bimbo e la testa vola già alla nostra prima vacanza tutti e tre insieme!!!
    Un kiss

  28. Annalisa
    30 agosto 2012

    Che bel resoconto e che belle vacanze che hai fatto! Con i miei genitori facevamo più o meno come voi (http://gua-sta.blogspot.it/2012/06/ricordi-di-vacanze-lontane.html). Io sarei ancora disposta a viaggiare così, ma ho un marito abituato in tutt’altro modo, senza il minimo spirito di adattamento e nessuna voglia di guidare anche in vacanza…

    • viaggiebaci
      30 agosto 2012

      ti ho risposto nel blog e ho anche condiviso su FB, perchè è un post bellissimo, sia per le foto che per le riflessioni che fai
      Diciamo che io sono fortunata: il mio si è sgaloppato quasi 5.000 km senza mai passare il volante a me, che odio guidare ;D

  29. miprendoemiportovia
    30 agosto 2012

    è sempre bello leggere delle organizzazioni o no dei vostri viaggi con bimbi al seguito 🙂 siete le mie guru, un caro abbraccio a tutte sono contenta di avervi ritrovate!

    • viaggiebaci
      30 agosto 2012

      dai, dai, che si ti dai da fare poi inizi a dispensare consigli anche tu e ti diverti il triplo … ;D

  30. carlafamily
    30 agosto 2012

    Ciao Monica, ti rispondo subitissimo… noi abbiamo sempre viaggiato così, con bimbi al seguito e ho esattamente condiviso e rivissuto tutto ciò che hai scritto. Ho ricordi che ancora oggi mi esaltano e che mi fanno sorridere ( alcuni mi fanno proprio piangere e altri proprio ridere).
    I figli ora sono grandi e amano “muoversi” senza vincoli ma con ben chiaro nella mente ciò che vogliono vedere e sapere ed è proprio quello che noi abbiamo trasmesso loro. vedere, sapere, imparare, conoscere anche in un viaggio imprevedibile e pieno di inconvenienti stradafacendo. Sono sicura che si sono arricchiti la vita. Il tuo bellissimo Samir mi ricorda i miei ragazzi quando avevano la sua età.
    Ok, ora mi fermo qua altrimenti mi perdo nei “meandri” dei ricordi…

    • viaggiebaci
      30 agosto 2012

      bellissimi ricordi Carla, che adoro sentire anche per ore …
      magari un giorno ci incontriamo e li condividiamo, che ne dici???

  31. una donna con la valigia
    30 agosto 2012

    ciao Monica, bentornata 🙂 sì anche a me piace viaggiare così, ma solo in bassa stagione, quando so che bene o male un albergo lo trovo da qualche parte. Noi ultimamente facciamo così: quando abbiamo deciso la prossima tappa, mentre siamo in giro, uno guida e l’altro inizia a guardare su internet dove potremmo alloggiare e poi fa alcune telefonate. A seconda della lingua ci si capisce più o meno bene, ma poi all’arrivo nel luogo in cui abbiamo deciso di pernottare almeno non dobbiamo girare per 3 ore per trovare un alloggio; se uno ha pochi giorni a disposizione è veramente una inutile perdita di tempo.
    Se invece i giorni sono di più.. beh allora ci si può anche perdere un pò.. 🙂 bello il giro che avete fatto, ciao 🙂

    • viaggiebaci
      30 agosto 2012

      si, se i giorni sono pochi il tempo va ottimizzato al massimo. Ma il piacere di arrivare in una località e decidere lì su due piedi che ti piace e vuoi trascorrerci la notte non ha prezzo. Come è impagabile la soddisfazione di iniziare la ricerca di un alloggio e trovare alla fine quello che ti conquista il cuore dopo averne girati alcuni troppo pulciosi, poco affascinanti o fuori dal tuo budget. O almeno, per me è così … ;D

  32. lilianamonticone
    30 agosto 2012

    Già sai che sono un caso disperato! Neppure il diventare mamma mi ha minimamente rallentato dal non organizzare nulla. Anzi… forse l’ha pure aumentato in maniera esponenziale! E’ bellissimo improvvisare con una figlia, per quanto piccola! Ancora di più che farlo in due!

    Il nostro vantaggio è il viaggiare fuori stagione, quindi difficilmente non si trova posto. Al massimo può capitare di rischiare di dormire in macchina, in pieno inverno oltre il circolo polare artico, perchè è tutto chiuso!

    Ma un po’ di adattamento non ha mai fatto male a nessuno e, crescendo, impareranno ad affrontare ridendo anche i contrattempi che forse forse… è poi la ricetta di una vita felice!

    • viaggiebaci
      30 agosto 2012

      Condivido in pieno Liliana, e lo sai già! Ma tu hai la fortuna di viaggiare fuori stagione, dove prima o poi un posto lo trovi, a costo di andare avanti per altri 200 km. Chi, come me, è costretto ad agosto, quando ha bimbi piccoli piccoli deve mettere la testa sulle spalle ed essere sicura di avere una camera con aria condizionata se lo porta a 3 mesi in Tunisia … ;D
      Fuori stagione è tutta un’altra storia, ma noi lì ci muoviamo al massimo per 3-4 giorni … sigh!

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