Viaggi e Baci

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Come eravamo (e come viaggiavamo) nei mitici anni Settanta

Adoro le vecchie fotografie in bianco e nero. Quelle con la patina del tempo addosso, gli angoli ingialliti, la carta che sa di antico, i volti che ti guardano da un’epoca che se n’è andata lasciando abiti ridicoli e ambienti demodè in eredità su grossi album di famiglia.
Nella nuova casa ho uno solo di questi album e non mi è sembrato vero poterlo riprendere in mano per accontentare Laura che dal suo blog ci chiede di condividere queste immagini sul web. Le foto che vi sono raccolte le conosco a memoria e non ho dubbi su quali pagine aprire per ricordare come eravamo e, soprattutto, come viaggiavamo nei mitici anni Settanta.

L’auto con cui ci muovevamo nei week-end e durante le vacanze estive era la Mini Minor che il papà aveva ricevuto da una zia nel 1968, come regalo di laurea. Un’auto piccola piccola, in cui c’era sempre posto per un amico in più e una valigia in meno rispetto a quelle con cui siamo soliti muoverci oggi.

mini minor

a bordo della mitica Mini Minor

La meta classica dei week-end era la casa dei nonni a San Foca, in Friuli.
Una vecchia casa contadina, con tanto di stalla, fienile, pollaio, orto e grande corte in cui correre liberi e spensierati. Non importa se lì il bagno è rimasto nel curtif fino alla fine degli anni Settanta e se al posto della carta igienica si usavano pezzettini de Il Popolo debitamente tagliati e piegati per l’occorrenza. Ci si andava per la vendemmia, l’uccisione del maiale, la raccolta dei fagioli, il pranzo con i cugini.
I laboratori didattici e i musei della tradizione contadina ancora non esistevano: le mani nella farina si mettevano per aiutare la nonna a fare i gnocchi e il trattore si guidava insime al nonno per andare nei magredi a raccogliere le more.
Di pericoli ce n’erano ovunque, ma nessuno sembrava farci più di tanto caso.

vacanze dai nonni

i week-end a casa dei nonni

D’estate si andava al mare. A Bibione, prima che la costa adriatica venisse completamente cementificata. Solo a giugno o a settembre, perchè andarci con i bambini ad agosto era cosa da pazzi.
Il bagno si faceva 2 volte al giorno: alle 11 del mattino e alle 4 del pomeriggio. Rigorosamente 2 ore dopo i pasti e prima della merenda. E a mezzogiorno tutti a casa, per un pranzo a più portate e sacrosanta pennichella. Già! perchè c’era da recuperare l’alzataccia all’alba per la passeggiata di rito fino al faro nelle ore in cui l’aria è più ricca di iodio.
Che l’acqua fosse salata lo si sperimentava di persona, che la sabbia negli occhi facesse male idem, e che allontanandosi dalla mamma ci si perde lo si capiva dalla marea di annunci fatti dagli autoparlanti nel corso della giornata.

Bibione anni 70

dai 2 mesi ai 18 anni Bibione è stato sinonimo di mare in casa nostra

Poi capitavano le notti fuori casa perchè i genitori andavano in giro per il mondo. Da che età? Beh! io la prima volta che sono rimasta da sola con i nonni per un po’ di giorni avevo 2 mesi. Non ricordo molto di più, se non le avventure nella Mosca della Guerra Fredda che i miei hanno più volte raccontato.
Con il passare degli anni ai nonni si è affiancata Lilli, la nostra super tata. Era la figlia dei mezzadri del conte Pancera di Zoppola e casa sua ci ha ospitato in un sacco di occasioni che ricordo ancora con molta nostalgia. Già arrivarci era un’avventura! Prima in treno fino a Cusano e poi in biccicletta lungo stradine sterrate tra i campi di mais. Lei è venuta a lavorare in casa nostra all’età di 16 anni e si è presa cura di due mocciosi, una di 2 anni e l’altro di pochi mesi, senza aver frequentato corsi da tagesmutter.
Altro che fattorie didattiche e percorsi sensoriali! A casa sua si correva scalzi sui prati, si raccoglievano pannocchie, si inseguivano cani e gatti, si beveva l’acqua dalla fontana in cortile visto che in casa non arrivava quella corrente.

vacanze in fattoria

vere vacanze in fattoria a casa di Lilli

E d’inverno si andava in montagna, per la settimana bianca in Piancavallo. Insieme ai cugini di Torino e ai nonni paterni, che per anni si sono finti Babbi Natali provenienti dal Grande Nord con slitte cariche di sci, scarponi e bastoncini. Purtroppo di queste esperienze non ho nessuna foto qui, anche se non faticherete ad immaginare quanto potessimo essere buffi in quelle morbidose tute da sci.
Mi faccio perdonare regalandovi un’ultima chicca, direttamente dalla prima pagina dell’album di famiglia …

nonni

i miei nonni nel viaggio di una vita

Sono i miei nonni.
Angelo e Olga, quelli materni, il giorno del loro matrimonio. Era il 18 febbraio del 1933 e fuori aveva appena nevicato. Mia nonna non se l’è più dimenticato quel viaggio a piedi di 3 km e mezzo con i piedi a macerare nelle strette scarpette bianche ricevute in prestito per l’occasione. Il suo viaggio di nozze! Dalla casa natale a quella patriarcale del marito …

Mario e Luciana, quelli paterni, molti anni dopo il fatidico sì pronunciato a Bologna  il 21 luglio del 1941.
Nonostante si siano sposati all’inizio della guerra, riescono a concedersi una breve luna di miele a Venezia accompagnati dai parenti.
Più tardi le possibilità di viaggiare non mancheranno, ma il nonno ha paura dell’aereo e preferisce cogliere al volo l’occasione del terremoto in Friuli per comperare una roulotte nuova di zecca che sarà ben presto la gioia dei suoi nipotini.
La nonna, invece, ama viaggiare e non si lascia sfuggire occasione per ampliare il suo bagaglio di conoscenze. Cresce i figli a suon di pane e lingue, mandandoli in vacanza in Svizzera all’età di 6, 10 e 11 anni per imparare il francese e facendo arrivare in casa una balia madrelingua negli anni a venire. Ai nipoti ripete che i soldi meglio spesi sono quelli per leggere e viaggiare … e su questo, in casa Viaggi e Baci, non ci piove!

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31 commenti su “Come eravamo (e come viaggiavamo) nei mitici anni Settanta

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  2. robby
    16 gennaio 2014

    Ciao
    belle fotografie, bello quello che hai scritto.
    La prima macchina che ricorda era la macchina di mio cugino una fiat 127. Poi mio mamma ha preso la fiat 126 e questa è stata l’auto dei miei primi viaggi.

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  11. Antonella
    15 ottobre 2012

    Ciao Monica, non mi sono sentita di lasciarti questa “proposta” sul tuo ultimo post. Ti ho scritto anche da me ma non ero sicura che tu tornassi a leggere. Per quanto riguarda il link del tuo albergo se vuoi puoi darmi un immagine che riporti alla tua pagina da mettere nella parte destra del mio blog, avrebbe sicuramente più visibilità che nei commenti di un post che domani è già sostituito da qualche altra cosa.
    Ciao, a presto.
    Antonella

  12. Antonella
    15 ottobre 2012

    Bellissimo, mi piacciono tanto le vecchie foto e mi piacciono le storie delle famiglie. Ho partecipato anch’io a questa iniziativa, ho pubblicato il post oggi se ti va vieni a vedere, io ho partecipato perchè l’ho visto qui da te quindi la tua opinione mi farebbe piacere. Ciao, a presto.
    Antonella

  13. olga
    27 settembre 2012

    Queste foto hanno un fascino indescrivibile!!!! Una curiosità, chi era il fotografo di quelle dove ci sei tu? …e poi tua nonna si chiama/va Olga ma dai anche la mia, la paterna ed è per questo che porto il suo nome. Ai tempi al sud si usava così…

    • viaggiebaci
      27 settembre 2012

      Penso che il fotografo sia sempre stato mio padre, perchè era lui quello con il pallino della macchina fotografica.
      Mia nonna materna la chiamavamo Olga, ma il suo vero nome era Edwige, anche se nessuno l’ha mai chiamata così!!!

  14. Tiziana
    27 settembre 2012

    Ecco da chi arriva la passione per i viaggi. Amo molto le vecchie foto, sia per la loro oggettiva bellezza, anche chi non era ricco le foto dei tempi andati erano dei piccoli capolavori, sia perché ci raccontano storie di vita vissuta. Ho sempre rimproverato a mia madre di non aver custodito un piccolo patrimonio fatto di vecchie foto. Le ricordo da bambina quando, ogni volta, ci si riuniva tutti seduti al tavolo della sala per riguardarle per l’ennesima volta ed ogni volta mi piaceva farmi raccontare tutto quello che vedevo. Ne sono rimaste poche purtroppo. Ciao tesoro.

    • Tiziana
      27 settembre 2012

      Ma la foto del bimbo in bicicletta è uguale a Samir.
      Bellissima la foto di matrimonio dei tuoi nonni.

      • viaggiebaci
        27 settembre 2012

        Non è un bimbo … sono io! Il maschiaccio della famiglia 😉

    • viaggiebaci
      27 settembre 2012

      anch’io ho questo ricordo, soprattutto legato all’album di nozze dei miei genitori. Alcune persone non le ho mai incontrate di persona, eppure è come se le conoscessi da quante volte me le sono guardate e ammirate

      • Tiziana
        29 settembre 2012

        Ops… siete due gocce. Sarà un detto popolare ma da noi si dice “al masc al madrissa” 🙂

  15. Tamerice
    26 settembre 2012

    Fino alle foto del mare sembra il racconto della mia infanzia, paro paro, avrei potuto scriverlo io se non fosse che lo stile di scrittura me lo sogno. I miei nonni invece devo dire che sono stati molto stanziali a parte la nonna paterna che non saltava mai un’estate a Rosolina Mare 🙂

    • viaggiebaci
      26 settembre 2012

      Invece mia nonna è una vera girovaga, almeno di propensione. Ricordo ancora il suo viaggio in Giappone sul finire degli anni Settanta … e il suo ultimo viaggio risale allo scorso anno, alla veneranda età di 97 anni!!!

  16. paroladilaura
    26 settembre 2012

    Ma che bellissimo post! ero sicura che avresti tirato fuori dei bellissimi ricordi!
    grazie mille di aver partecipato 🙂

    • viaggiebaci
      26 settembre 2012

      Grazie a te per avermi dato l’occasione di rispolverarli!

  17. Cristina
    26 settembre 2012

    Ma che bello!!! Come sai Bibione è ancora sinonimo di mare a casa mia 🙂 Questa iniziativa di Laura è davvero bella e tu l’hai interpretata benissimo. Mi ritrovo in tante cose che racconti e non appena avrò un minuto per recuperare un po’ di foto a casa di mamma scriverò anch’io. I ricordi sono un bene prezioso e anche se le foto si sbiadiscono un po’ è bello rinfrescarli, ripensarli a colori nella memoria.. Poi mi hai fatto pensare… Chissà se con tutta questa mania del digitale, anche i nostri nipoti proveranno la magia di rispolverare le vecchie immagini…

    • viaggiebaci
      26 settembre 2012

      Sai che è una cosa che penso spesso? Soprattutto quando mi accorgo che sono anni che non sviluppo una foto, nonostante Samir me lo chieda spessissimo …
      Non è non volerlo fare, ma solo la difficoltà di trovare il tempo per selezionarle tra le migliaia fatte e la scarsa curiosità di vedele visto che le abbiamo viste ancora prima di scattarle

  18. polimena
    26 settembre 2012

    Ma sei tu nella foto sulla bicicletta? Hai visto cche espressione simile a quella di Samir?

    • viaggiebaci
      26 settembre 2012

      Si, si … sono io!
      E finalmente qualcuno dice che mio figlio mi assomiglia!!!!

  19. Annalisa
    26 settembre 2012

    Che bei ricordi! In alcuni casi coincidono con i miei. Dovrò anch’io riordinare le idee e le foto e scrivere qualcosa di quei mitici anni!

    • viaggiebaci
      26 settembre 2012

      Non vedo l’ora di leggerti!
      Quando guardo mio figlio – che ha già girato tutta l’Europa – e penso a come eravamo noi da piccoli, alle esperienze che facevamo, alle nostre vacanze, sento che, nonostante tutto, forse ha meno di noi …

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Questa voce è stata pubblicata il 26 settembre 2012 da in viaggiare con i bambini con tag , , , , .

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