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In valigia metto le Rough Guide

Poco conosciute in Italia, queste guide sono l’ideale per chi viaggia cercando di evitare le mete più gettonate dal turismo di massa. Le attrazioni principali delle località turistiche sono descritte dettagliatamente, ma sempre sottolineando gli orari e i giorni della settimana in cui sono meno affollate e proponendo delle alternative altrettanto interessanti in zona, anche se spesso sconosciute ai più. Già leggendo le introduzioni ai singoli capitoli, e andando a sbirciare quelle dei luoghi Da Non Perdere elencate all’inizio di ogni sezione, è facile farsi un’idea di dove dirigersi per poter trovare un po’ di tranquillità anche ad agosto.
Spesso vi compaiono musei e paesini che in altre guide non sono nemmeno citati, sempre descritti con lo stile scorrevole che caratterizza l’intera collana. Pochi termini tecnici da addetti ai lavori e molte spiegazioni informali sulla storia, le leggende, i si dice che gli autori raccolgono nei loro giri di perlustrazione.

rough guide
Molto interessanti i box grigi con gli approfondimenti di aspetti meno noti della vita locale, sia presente che passata, e i Contesti che cercano di fornire un quadro di insieme in cui collocare gli aspetti salienti della storia e della vita contemporanea del paese in questione.
Il corredo fotografico a colori è condensato in una ventina di Cose da Non Perdere – suddivise per attività, acquisti, eventi, natura e monumenti – che accolgono il lettore nelle prime pagine e negli Scenari che lo invitano a godersi il viaggio prima di chiudere la guida. Nel resto del libro qualche altra foto a bianco e nero a interrompere lo scorrere descrittivo delle parole.
Le Informazioni Generali si trovano all’inizio della guida, mentre l’elenco dettagliato dei mezzi di trasporto, alberghi, ristoranti e locali notturni è nell’incipit di ogni singola località. Spesso selezionati con un occhio attento al portafoglio e alla distanza dalle fermate dei mezzi pubblici.
Lo ammetto: da quando 7 anni fa ho iniziato ad usarla per la prima volta, dietro consiglio di un’amica inglese, non sono più riuscita a farne a meno e, 9 volte su 10, se un posto mi ispira tra le righe d’inchiostro ho la certezza che poi mi entusiasmerà nella realtà.

Nella mia valigia:
The Rough Guide, Provenza e Costa Azzurra, Vallardi Editore, 2010, pag. 447, € 22,00
– The Rough Guide, Maiorca e Minorca, Vallardi Editore, 2010, pag.336, €18,00
Le guide in mio possesso sono edite da Vallardi, ma da un paio di mesi i nuovi titoli e le ristampe vengono pubblicate da Feltrinelli: ecco perchè il link qui sopra rimanda al sito con il marchio di questo editore.

Mi piace: la presenza di località che in altre guide non vengono nemmeno citate, l’avversione per il turismo di massa e i suoi scempi edilizi e sociali, la struttura contenutistica – sia a livello genereale che dei singoli capitoli – , l’aver dedicato un’intera guida a Maiorca e Minorca mentre in altre collane tutte e quattro le Baleari sono condensate in un capitolo.
Non mi piace: lo scarso aggiornamento dell’edizione italiana, la predilezione per strutture ricettive spartane, la qualità delle foto a bianco e nero

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7 commenti su “In valigia metto le Rough Guide

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  4. patrick
    12 novembre 2012

    Io amo le Routard che hanno lo stesso taglio e sono davvero molto precise. Le Rough guide hanno più foto e sono un po’ più chiare come grafica e per alcuni è importante. Sono davvero buone quinde comunque, confermo!

  5. eyra
    6 novembre 2012

    Wow.. queste non le conoscevo proprio.. e devo dire che mi ispira l’idea di scoprire posti nuovi e ignorati dal turismo di massa!! Grazie di questi utili suggerimenti!!!!

  6. Pingback: In valigia metto le guide Chat@win « Viaggi e Baci

  7. Tiziana
    3 novembre 2012

    Non le conosco e non vedo l’ora di acquistarne una perché ne parlano tutti piuttosto al positivo. E se anche tu la consigli… 🙂

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Questa voce è stata pubblicata il 3 novembre 2012 da in guide turistiche con tag , , , , , .

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