Viaggi e Baci

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Le pietre di Maggie May e del piccolo-grande artista

A poche ore dalla mezzanotte, continuano ad arrivare via e-mail pietre dagli angoli più belli del pianeta, che sto condividendo man mano sulla pagina Facebook e che in parte ritroverete nella mappa del tesoro che verrà pubblicata il 10 novembre.
Prima però di iniziare a preparare il post con le mie pietre, che vista la mole di lavoro accumulatasi nel Ponte uscirà in nottata, voglio lasciare un po’ di spazio a Maggie May.
Una mamma poliglotta che nasce nella via Gluck del Molleggiato. Appassionata di fotografia, libri e viaggi, Maggie riesce a coinvolgere famiglia ed amici in esperienze zaino in spalla e tanta voglia di esplorare.
Da una decina d’anni a loro si unisce anche il piccolo-grande artista, armato di macchina fotografica personale, che si diverte ad immortalare ogni cosa dal suo punto di vista, arrivando a produrre scatti che superano ogni aspettativa. Insieme non perdono occasione di visitare musei, mostre e librerie, partecipare a laboratori di arte, fotografia, robotica, disegno, archeologia e tutto quello che una grande città come Milano è in grado di offrire.
Il motto di Maggie? Prendi il bello di ogni giorno e trova un motivo per sorridere. Sempre.

E ora a lei la tastiera del pc …

Luglio 2011. Siamo in vacanza a Naxos, l’isola delle Cicladi dove la leggenda narra che Arianna sia stata abbandonata da Teseo e abbia poi trovato la felicità sposando Dioniso, dio greco del vino e delle feste. La rivincita di una donna!
Prima di partire, qualcuno mi aveva detto che ricordava i tramonti di Naxos. Ho preso e archiviato questa segnalazione in qualche cassetto della mia mente, un po’ con leggerezza, non so bene come mai. Ma quanto era vero …
Naxos regala a ogni visitatore tramonti indimenticabili, un misto di natura, archeologia, storia e cultura. Il nostro tramonto più bello è indissolubilmente legato alla Portara, l’enorme porta di marmo che risale al 530 a.C. La bellezza di quel tramonto ci coglie impreparati. Il cielo si colora improvvisamente di un rosa-arancione-giallo che solo una natura onnipotente è in grado di creare. Prima di gettarsi nell’orizzonte infinito del mare, il sole si inchina davanti a un monumento grandioso. Rendo l’idea?
Forse.
Se non la rendo io, la rende questa foto.
  Naxos
Tornati a casa, leggiamo la storia della Portara, la cornice che ha reso il nostro tramonto decisamente unico. Scopriamo che nel 530 a.C. il tiranno di Naxos, Ligdamide, ordinò di costruire un grande tempio dedicato ad Apollo sul punto più alto della piccola isola collegata alla città da una lunga e stretta striscia di terra. Il portale doveva essere orientato specularmente al tempio di Apollo sull’isola di Delo. Quel che vediamo oggi è ciò che rimane del grande tempio, che non fu mai ultimato: 4 blocchi di marmo, ognuno dei quali misura 6 metri di lunghezza, che resistono a sole, intemperie e calamità naturali da 2500 anni (anno più, anno meno).

Aggiungo (fuori concorso) il disegno del mio piccolo-grande artista e la foto a Woody, che ha insistito per essere immortalato di fronte alla Portara. Come negargli questo momento di popolarità? Del resto Buzz, a casa, aspetta le foto e sarà contento di vedere che il suo amico Woody si è divertito.buzz a NaxosAgosto 2012. Con il nonno in ospedale, siamo alla ricerca di attività alternative. Decidiamo di approfittare di un’attività per famiglie con bambini che ci porta alla scoperta della Basilica di San Lorenzo a Milano.
Unica richiesta: portare una macchina fotografica.
Sopravviveremo al caldo africano? Portiamo anche l’acqua.
Appuntamento davanti alla Basilica, all’ombra (si fa per dire!) delle Colonne di San Lorenzo. Una statua ci osserva dal centro della piazza. La guida interroga (oh santa polenta!) e chiede se qualcuno sa a cosa corrisponde il numero 313. Un bambino stupisce tutti rispondendo senza esitazione che è l’anno dell’Editto di Costantino, quello della statua (complimenti davvero, noi di Costantino non sapevamo nemmeno che ci fosse una statua a Milano). La guida sottolinea che è anche il numero di targa dell’auto di Paperino, scatenando l’ilarità generale. L’unica faccia basita è la mia, che non distinguo Pippo da Pluto perché sono cresciuta con il Corriere dei Piccoli e i Peanuts (ma vogliamo parlare di Patty Peppermint e Marcie?). Comunque, se lo dice lui, sarà vero.
Scopriamo, cammin facendo, di essere nella “Milano romana” e che il capitello delle colonne è un capitello corinzio. E con i capitelli, il piccolo-grande artista scatta in prima fila e non perde una parola di tutta la spiegazione, fuori e dentro e intorno alla Basilica.
Le foto che più rappresentano questa uscita sono ovviamente sue, visto che si è impossessato dello strumento e non l’ha mollato fino al rientro a casa.

Colonne di San Lorenzo La nostra prima avventura archeologica risale invece al 2006, quando il piccolo-grande artista era ancora alla scuola materna ed eravamo alle prime armi in quanto a scatti e macchina fotografica.
Siamo in vacanza dai nonni, sul nostro amato Lago di Garda. Approfittiamo della bella giornata per visitare Sirmione. Rimaniamo affascinati dalla località, dal lago che qui è decisamente di un azzurro diverso e ci regala la sensazione di essere al mare (e che mare!) e dal castello scaligero con le sue mura e torri merlate.
All’ingresso delle Grotte di Catullo, scatta l’attrazione e ci ritroviamo a vagare tra i resti deserti della villa romana. Nell’euforia, trascino anche il piccolo-grande artista, che si diverte a nascondersi tra le rovine della villa e a farsi fotografare. Le foto mostrano la villa di famiglia di Catullo, che risale all’età augustea (fine I secolo a.C.-inizio I secolo d.C.) ed è l’esempio più grandioso di edificio privato di carattere signorile di tutta l’Italia settentrionale.

Sirmione villa di Catullo
Devo confessare che ho fatto di tutto per far apprezzare alla mia famiglia il gusto del viaggio e la bellezza dell’arte. A volte le mie proposte venivano accolte con musi lunghi e facce annoiate, ma non mi sono mai arresa. Finalmente ho iniziato a raccogliere i frutti ed è stata una grande soddisfazione sentirmi dire che il regalo di compleanno più bello è stato andare a Parigi a vedere i quadri degli Impressionisti. Sono convinta che le esperienze fatte da bambini restino scolpite nella memoria e il tempo passato con i propri genitori sia il regalo più bello.

Stessa lunghezza d’onda, cara Maggie!
Continua così, che il piccolo-grande artista te ne sarà grato per tutta la vita …

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5 commenti su “Le pietre di Maggie May e del piccolo-grande artista

  1. Pingback: A Parigi con il Libro che ha ispirato il viaggio del piccolo-grande artista « Viaggi e Baci

  2. federica
    11 novembre 2012

    io adoro sirmione!!

  3. Pingback: La mappa dei tesori di pietra « Viaggi e Baci

  4. Maggie
    9 novembre 2012

    Grazie di cuore Monica per la considerazione e per l’incoraggiamento.
    Spero che ci conosceremo presto anche di persona!

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Questa voce è stata pubblicata il 5 novembre 2012 da in il senso dei miei viaggi con tag , , , , .

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