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Ad Arles per un’originale lezione di storia romana

I più giungono ad Arles sulle tracce di Van Gogh e noi non facciamo di certo eccezione.

Van Gogh a Arles

Ma poi, dopo un paio d’ore a inseguire i segnali che ci conducono nei luoghi dove Vincent posò il cavalletto in quella manciata di mesi creativi e disperatissimi, non abbiamo più dubbi: la città resterà nei nostri cuori per l’originalissima lezione di storia e cultura romana a cui partecipiamo in modo del tutto inaspettato.
Anche perchè Samir, con l’ingenua sincerità che è tipica della sua età, già alla prima tappa se ne esce con un bel ma perchè dipinge così male questo Van Gogh? e conclude il tour, di fronte al cielo stellato sul Rodano, dichiarando convinto che le stelle non si fanno mica così, hanno sempre le punte mamma mia! E se lo dice lui, noi non osiamo certo contraddire …

La Arles di Van Gogh
Ma torniamo alla storia romana, di cui il nostro baby-viaggiatore fino ad oggi non sa proprio nulla. Se si eccettuano alcune rare puntate di Asterix, per lui il passato è fatto di tanto tempo fa – ovvero quando c’erano i cavalieri o le mummie egizie- e tantissimo tempo fa – cioè l’epoca degli amati dinosauri. In mezzo, il nulla o poco più.
Bene! La giornata ad Arles ci permette di aggiungere un nuovo tassello tra queste due estremità temporali vivendo i monumenti più belli della capitale della Gallia Transalpina.

Teatro di Arles
A dire il vero, di teatri romani ne abbiamo visti di meglio conservati in altre parti del Mediterraneo. Qui restano solo un paio di colonne a contendersi l’attenzione degli spettatori con il campanile della cattedrale di Saint Trophime. Ma mai ci era capitato di veder entrare in scena personaggi così …

personaggi commedia latina
Sono il vecchio avaro e il servo scaltro delle commedie di Plauto, che riaffiorano nella mia mente per la prima volta dopo anni e anni dal momento in cui li ho incontrati, annoiata, sui banchi di scuola.
La guida-animatore parla solo in francese, ma è semplice capire il senso di ciò che narra. Spiega l’architettura del teatro, la sua funzione sociale, la struttura stilistica e contenutistica delle opere rappresentate e poi lascia spazio a loro …

commedia latina

i personaggi della commedia latina e quelli della tragedia di ispirazione greca che tanto appassionarono i Romani, al di qua e al di là delle Alpi.

tragedia latina

Capire cosa succede in scena non è affatto difficile perchè nelle opere rappresentate oltralpe molte parti erano mimate, per dar modo anche ai nuovi sudditi dell’impero di capirne il senso. Il paragone che viene fatto con Willy il Coyote e Beep Beep scatena l’ilarità generale, ma chiarisce tutto. Anche ai più piccoli.
In fin dei conti il teatro fa parte di quella politica di panem et circenses con cui i romani riescono per secoli a mantenere la pace sociale e la fedeltà delle popolazioni sottomesse. E a Samir l’idea di poter andare tutti i giorni a teatro senza spendere tutti i soldini piace un sacco. Che forti questi Romani!
E soprattutto che forte la possibilità di poter sperimentare in prima persona le discipline del Pentathlon classico a pochi giorni dal termine delle Olimpiadi di Londra 2012. Che, per chi non lo sapesse, sono:

1. la corsa – e qui ai bambini non servono tante spiegazioni!

2. il salto in lungo – praticato con l’aiuto di due pesi da tenere in mano e partendo da fermi

salto in lungo olimpiadi antiche

3. il tiro del giavellotto – più facile a dirsi che a farsi

lancio del giavellotto

4. lancio del disco – troppo pesante per le braccia di un bimbo, ma bellissimo da veder praticato da un discobolo capace di far impallidire quello di Mirone

discobolo

5. lotta – idea entusiasmante per i piccoli atleti, anche se già l’alzare lo scudo richiede tutte le loro energie

scudo per lotta romana

All’interno del teatro romano il tempo vola in un batter baleno. Poi, il tempo di un panino, e andiamo a prender posto sugli spalti di Les Arenas, l’enorme anfiteatro romano. Con i suoi 136 metri di lunghezza e i 107 di larghezza, è il più imponente monumento romano della Gallia Transalpina, capace di ospitare fino a 30 mila spettatori.

Arles Les Arenas

L’emozione è alle stelle, perchè fra pochi minuti entreranno in scena loro:

lotta tra gladiatori

i gladiatori in carne ed ossa!

gladiatori

Uno diverso dall’altro. Per elmo, tipo d’arma, scudo di difesa e tecnica di combattimento.
Al loro ingresso il silenzio regna sovrano. Si allineano tra la polvere dell’arena e a un cenno del capo gridano Ave Cesare! Sugli spalti il pubblico esplode in un applauso fragoroso e riammutolisce solo all’ordine di Pugnate!

combattimento gladiatori

Una parola ancora inesistente nel vocabolario di Samir, il cui significato sarà presto lampante. E’ lì, accanto a me, alle 3 del pomeriggio seduto su gradini di pietra sotto un sole cocente e non batte ciglio.

gladiatore romano

Quello che sta accadendo davanti ai suoi occhi supera di gran lunga ogni possibile fantasia. Per timore di dimenticare qualche dettaglio, fra un combattimento e l’altro prende appunti. Lui che non sa ancora scrivere, si affida al disegno per fissare nella mente il ricordo di un’emozione indescrivibile a parole.

disegno gladiatore

Impallidisce sentendomi gridare Mors – anche qui non c’è bisogno di traduzioni! – al termine dell’ultimo combattimento, quando un gladiatore giace ferito sulla sabbia e con un coltello puntato alla gola. Grida Vita con tutto il fiato che ha in gola e salta di gioia quando lo vede rialzarsi e salutare. La foto con lui è uno dei ricordi più belli che ci resteranno di questo viaggio indietro nel tempo.

in posa da gladiatore

Al termine dei combattimenti, i bambini che ne hanno fatto richiesta anticipata, possono scendere nell’arena e, vestiti di tutto punto, esibirsi in combattimenti all’ultimo sangue. Noi non lo sapevamo e la delusione è molta. Cerchiamo di rimediare acquistando un gladio in legno – la spada corta da cui deriva il nome gladiatori – e il fato giunge in nostro soccorso con un gladiatore vero che, invece di posare immobile, sorprende Samir con un attacco a sorpresa.
E il sorriso torna a splendere sul suo dolce visino …

Samir lotta con gladiatori

Informazioni pratiche:
– presso l’Ufficio Turistico è possibile acquistare a 1 € delle brochure con segnalati gli itinerari storici in città: dall’epoca romana a Van Gogh, passando per Medioevo e Rinascimento.

– ad Arles non è conservata alcuna tela di Van Gogh e la famosa casa gialla è stata bombardata durante l’ultima guerra. Seguendo delle icone gialle incastonate lungo le strade della città è possibile recarsi nei luoghi dove ha più volte posato il cavalletto, dall’ospedale dove è stato ricoverato al caffè giallo – ancora in attività – raffigurato nel celebre Il Caffè di Notte.

Arles ponte Van Gogh

– per visitare Teatro e Anfiteatro consiglio il biglietto cumulativo: € 6,50 per gli adulti, gratuito per i bambini. Nel prezzo del biglietto sono comprese le attività che vi ho descritto

– a luglio ed agosto è possibile assistere a degli spettacoli all’interno dei monumenti cittadini: il martedì e giovedì è la volta dei Gioghi Olimpici nel teatro romano (10-12 am) e dei combattimenti tra gladiatori nell’anfiteatro (3-6 pm); il lunedì è dedicato ad attività medievali nel chiostro di Saint Trophime (10-12 am) e negli Alyscamps (3-6 pm)
– se volete assistere alle corse camarghesi – la versione non-violenta della corrida spagnola – segnate in agenda mercoledì, ore 17

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25 commenti su “Ad Arles per un’originale lezione di storia romana

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  2. simoeffe
    2 ottobre 2013

    Ho visitato anche io Arles anche se di corsa ma mi riprometto che la prossima estate sarà necessaria una visita più accurata sulle orme delle tue testimonianze sia fotografiche che diaristiche . Inimitabili le tue esperienze dal vivo sui luoghi che hanno visto scontri veri altro che i gladitori del Colosseo… comparse grottesche Forse bisognerebbe dare uno spunto al Comune di Roma per organizzare dei percorsi simili: abbiamo anche le vestigia di Ostia Antica con un teatro quasi intatto e che viene utilizzato solo per eventi ma non per un regolare svolgimento di spettacoli
    buona settimana
    simonetta

    • viaggiebaci
      2 ottobre 2013

      Cara Simonetta,
      hai letto perfettamente i miei pensieri mentre ero seduta sulle gradinate di arena e teatro. Ci sarebbe davvero da imparare. Per tutti…

  3. leucosia
    13 luglio 2013

    ti ho scoperta tramite la staffetta dei blog e che dire? come benvenuto trovo questo post magico su Arles e tutti i monumenti che visitai a suo tempo, a quando avevo 16 anni! emozioni intense e ricordi del cuore, con l’aggiunta di questi preziosi consigli … che utilizzerò appena il mio piccolo sarà più grande! un bellissimo viaggio nel tempo, grazie davvero!

  4. Vaty
    10 luglio 2013

    un altro dei tuoi post utilissimi! pensavamo di dormire ad Arles per poi andare 2-3 gg in camargue e poi verso avignon e marsiglia. me lo suggerisci come tappa – base per 1 settimana? grazie cara!

    • viaggiebaci
      10 luglio 2013

      Assolutamente no! Arles è una città, d’estate anche molto caotica. Va assolutamente visitata, non c’è dubbio. Ma la Provenza è un’altra. E’ quella dei piccoli paesini abbarbicati sulle colline, delle case in pietra nella campagna …
      Conoscendoti mi sento di dirti di cercare qualcosa in paesini più piccolini e caratteristici e poi di muoverti da lì. Se stai solo una settimana, segna sulla mappa cosa vuoi assolutamente vedere e poi cerca qualcosa al centro delle varie località se non vuoi cambiare hotel tutte le sere. Considera che per Arles ci vuole più o meno una giornata intera e lo stesso per la Camargue, ma volendo si possono fare anche in un’unica giornata (godendosele meno, naturalmente!)
      Se hai bisogno, sono qui …

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  13. The Family Company
    9 novembre 2012

    Qua ci dobbiamo proprio andare! Stupendo racconto Monica!

  14. erdematt
    8 novembre 2012

    Arles è, per un ex fotografo, la città de Les Rencontres, il più mega strafigo incontro raduno momento di esposizioni sulla fotografia del mondo, che si tiene di solito ad inizio luglio. E per lo storico d’architettura, fa piacere che l’arena ora sia utilizzata per spettacoli carini come quello che hai descritto che la Corrida vera e propria che impazzava ancora fino a 11 anni fa, quando col Politecnico di Torino ed il corso di Storia dell’Architettura Antica decidemmo di fare un viaggio proprio nella Gallia Romana, con Orange, Nimes ed Arles, per l’appunto…
    E poi i luoghi di Vincent sono ancora affascinanti, ed anche se non sapeva poi tanto disegnare i colori e l’anima che si trovano in quelle tele sono ancor oggi emozionanti…
    Grazie per avermi fatto rivivere quei posti attraverso gli splendidi occhi di Samir.
    Pace e bene…

    • viaggiebaci
      8 novembre 2012

      E’ vero Ernesto: c’è questo appuntamento mega dei fotografi a cui però non ho potuto nemmeno dare una sbirciatina 😦
      Da storica dell’arte ti dico che i luoghi di Vincent toccano sempre l’anima fin nel profondo, ma mi è piaciutà l’assenza di pregiudizi nell’occhio di mio figlio, che senza peli sulla lingua ha detto come la pensava lui 🙂
      D’altronde, se ci pensi bene, per un bambino il massimo dell’arte è quella perfetta tipo Raffaello, mentre le pennellate di Van Gogh sembrano mal riuscite e il disegno è chiaramente poco curato nel dettaglio …
      Non sai quanto ho faticato a fargli comprendere la frase di Picasso nei momenti in cui siarrabbiava perchè i suoi disegni non erano belli come voleva lui!

      • erdematt
        8 novembre 2012

        Raffaello, infatti…
        Presto lo ritroverai nel quarto capitolo di Viaggiare alternativo su Trippando…

  15. simona
    8 novembre 2012

    Non ci crederai ma il Teatro Romano di Arles era una delle mie scelte per le pietre dei miei viaggi…….. peccato non essere riuscita……. ma sono curiosa di vedere il risultato, sarà magnifico come sempre!

  16. viaggideirospi
    8 novembre 2012

    Ma quanto è avanti Samir… altro che baby viaggiatore, vederlo che disegna quello che vede è degno di un grande artista!!!
    Bellissima tappa Arles!

    • viaggiebaci
      8 novembre 2012

      che dici, per natale gli faccio trovare sotto l’albero la Moleskine??? 😉

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