Viaggi e Baci

di viaggi, di libri e altre passioni

Viaggi alla ricerca di sè nei libri di Monica Nicoliello

Ricevo nuovamente tre foto via e-mail da Monica Nicoliello, questa volta per partecipare a I Libri dei Miei Viaggi. Le parole che le accompagnano sono così belle e sentite che non ho dubbi: anche questa volta condividerò più che volentieri con lei lo spazio del mio blog. Così anche voi potrete sentire la pelle accapponarsi in un crescendo di spiritualità …
Lei la conoscete già, quindi non voglio farvi perdere tempo e le passo subito la tastiera.

Ammetto che i libri non sono per me una compagnia indispensabile durante il viaggio, ma di
sicuro sono stati prima di ogni partenza fonte d’ispirazione, pulci nell’orecchio, semi in attesa
di fioritura. E mi sono sempre lasciata affascinare dalle storie di vita vissuta in paesi lontani o
dietro l’angolo di casa, perché è innegabile quanti film può fare la nostra fantasia con un libro tra le mani…
Non ricordo più dove ho letto che “la mente e i libri funzionano solo quando sono aperti”

quindi, via, apriamo a Monica la biblioteca dei ricordi scegliendo tre libri che più di tutti hanno segnato un po’ le mie scelte, per motivi differenti.

Le vie dei canti, Bruce Chatwin

le vie dei canti

Certo non posso definirlo un libro snello e di facile lettura…ehm! ma superata la diffidenza iniziale del “mattoncino”, per la prima volta mi sono avvicinata all’Australia, dove poi ho avuto la fortuna di andare due volte, in viaggio di nozze e quest’anno con mio marito e mia figlia di 4 anni.
Chatwin
lascia il suo lavoro d’esperto d’arte per dedicarsi agli spazi ampi, come il deserto, e alle popolazioni che li abitano. E’ spinto da un’irrequietezza interiore, è un nomade che – affascinato dalle tradizioni aborigene – decide di realizzare la mappa delle Vie dei Canti.
E cosa sono?
Secondo la mitologia degli aborigeni, gli antenati avevano creato il mondo cantando,
cantare era esistere, le tracce di questi canti sono rimaste come un dedalo di sentieri invisibili che coprono tutta l’Australia, ogni canto è mappa e antenna, ogni luogo ha un valore sacro e le vie
degli antenati sono pressoché ovunque.
Chatwin è stato per me l’inizio di un amore per una terra dove alberi e animali non hanno uguali al mondo, dove i monoliti sono antichi come il vento che li ha modellati, lontana da ogni rotta, abitata da un popolo misterioso come il suono arcaico, basso e vibrante del didgeridoo. Una terra metafora moderna di civiltà, grandi spazi dove tutto è ancora possibile, magari anche ricominciare una vita… cosa che ogni tanto, lo ammetto, ho preso in considerazione!

Il Cammino di Santiago, Paulo Coelho

Diciamolo pure, il più famoso scrittore brasiliano è abbastanza controverso, c’è chi lo definisce un cialtrone semi-spirituale in salsa new-age… ma tant’è i suoi libri ce li abbiamo tutti (o quasi)!
Il Cammino di Santiago racconta il viaggio dell’autore lungo il sentiero dei pellegrini che porta
a Santiago di Compostela, in Spagna. Le prove che deve affrontare, la strada impervia e accidentata, le presenze angeliche e demoniache, lo scetticismo, le amarezze, le scoperte, le
paure di non farcela, diventano una parabola sulla necessità di trovare la propria strada nella vita. Un vero viaggio di rinascita e scoperta di sé e delle proprie potenzialità.
Anche questo libro è stato per me un incipit, un filo sottile che mi ha portato a Santiago di
Compostela due anni fa. Avrei voluto ripercorrere il millenario sentiero a piedi anch’io, ma con
una bambina di quasi 3 anni al seguito onestamente era un po’ dura …
Ho potuto però assaporare
l’emozione grande che si prova in tutto il centro storico e soprattutto quando si entra in piazza Obradeiro, la piazza della Cattedrale di Santiago, l’atmosfera di condivisione, di gioia, la voglia di mettersi in gioco e riscoprirsi come facevano una volta i pellegrini per chiedere una grazia, per adempiere ad un voto, per una ricerca religiosa personale.
Vorrà dire che tra un po’ di anni, quando mia figlia crescerà, raggiungeremo San Giacomo a
Santiago e sarà un cammino ancora più importante, perché fatto insieme.

La via del silenzio, Andrea Schnoeller

L’ultimo libro è per me il più importante, il più vicino…
Perdonate questo crescendo “mistico”, ma la
scelta dei libri mi è venuta così, di getto. Si tratta di un viaggio inteso nel senso più ampio, un viaggio interiore che ho avuto modo di intraprendere dopo la sua lettura e che poi ci ha portato a conoscere direttamente l’autore.
Lui è padre Andrea Schnoller, frate cappuccino che vive al Santuario della Madonna del Sasso a
Locarno e che da tanti anni tiene corsi di meditazione in Svizzera e in Italia. Il suo libro delinea l’inizio di un viaggio per arrivare al punto più profondo di sé, attraverso il silenzio e la meditazione.
La
meditazione come strumento per uscire dalla dispersione, per spegnere il motore, per sederci
e andare in profondità verso quello che dà senso alle cose, fermarsi anche per ascoltare
attentamente quello che ci sfugge – ed è tanto!
E’ così che parecchi anni fa con mio marito ho partecipato a una settimana organizzata da padre Andrea tra Verona e i monti Lessini, in un convento di frati, incentrata totalmente sul silenzio,  interrotto solo dalla sua voce.
Un’esperienza all’inizio scioccante…
Immaginate all’improvviso di essere fuori
dal mondo senza nessuno che parla, 30 persone silenti, anche a tavola. Ci si impara a conoscere attraverso gli occhi, i gesti, i momenti di meditazione, le passeggiate a piedi scalzi nel chiostro insieme, la scoperta di un mondo silenzioso che apre le porte all’interiorità di ognuno.
Quella settimana non è stata l’unica, padre Andrea è diventato per noi una persona di casa
e quando abbiamo deciso di sposarci non poteva essere che lui a farlo. Dal suo convento
abbarbicato tra i monti della Svizzera è venuto a Mantova per celebrare il nostro giorno più bello. Ma questa è tutta un’altra storia …

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6 commenti su “Viaggi alla ricerca di sè nei libri di Monica Nicoliello

  1. Pingback: Luoghi da sogno anche nei viaggi di Monica Nicoliello « Viaggi e Baci

  2. polimena
    29 novembre 2012

    Beh, Chatwin è un libro imperdibile per chi vuole andare in Australia! Mi era piaicuto moltissimo e non posso negare sia stato una delle spinte decisive alla scelta della meta “upsidedown”. Confesso invece che Coehlo non fa per me!

    • monicandflipperfamily
      29 novembre 2012

      ciao polimena, in parte ti capisco… Coelho mi piaceva un sacco all’inizio, ho adorato l’Alchimista e soprattutto Il Manuale del Guerriero della Luce, ma ultimamente mi sembra una macchina da libri e Aleph (viaggio sulla Transiberiana) quasi non sono riuscita a finirlo.
      Mi sa che in questa triade ci stava molto meglio un bel Terzani, altra pasta e altri libri, pure quelli li abbiamo tutti… sarà per un’altra volta!

  3. Tiziana
    28 novembre 2012

    Non conosco le tre opere presentate ma quello legato alla terza esperienza di vita mi ha incuriosito. Una sensazione simile l’ho provata ad Assisi, il forte desiderio di trovare, in solitudine, la mia anima interiore, per me che non sono credente, mi è arrivato a pelle, lo sentivo come un bisogno e non poteva succedere in nessun altro luogo conosciuto, solo ad Assisi. Io però non ho assecondato il mio desiderio. Belle riflessioni.

  4. federica
    28 novembre 2012

    avevo iniziato a leggere il Cammino di Santiago qualche mese prima di mettermi in cammino ma non mi era piaciuto molto e lo avevo abbandonato: prima o poi conto di rileggerlo e magari di rimettermi in cammino 🙂

    • viaggiebaci
      28 novembre 2012

      se devo essere sincera a me Cohelo non piace. faccio parte di quella cerchia ristretta a cui ha fatto accenno Monica 😉

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