Viaggi e Baci

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Il Viaggio nella Memoria fa tappa nella Praga di Monica N.

Appena Monica, Valentina e Alessandra hanno lanciato l’iniziativa Viaggio nella Memoria “per non dimenticare Auschwitz, i campi di sterminio e la Shoa”… mi si è materializzata davanti agli occhi un’immagine, un ricordo netto, breve nella sua crudità come questo racconto.
Durante i miei 4 anni di vita a Praga c’è un luogo della città davanti a cui sono passata mille volte, ma ho avuto il coraggio di entrare una sola volta. E mai più, volutamente.

Praga

All’interno di Josefov, il quartiere ebraico della città in pieno centro storico, sono entrata prima nel cimitero ebraico dove 12.000 lapidi (ma si ritiene che vi siano sepolti oltre 100.000 ebrei) ammassate l’una sull’altra creano un’atmosfera spettrale; il cimitero è stato per oltre 300 anni l’unico luogo dove gli ebrei di Praga potevano seppellire i loro morti, le dimensioni sono rimaste quelle medievali e nel tempo si è sopperito alla mancanza di spazio sovrapponendo le tombe. La densità di lapidi, tardogotiche, rinascimentali, barocche, l’una quasi contro l’altra, disordinate e quasi tutte nella penombra, il silenzio del luogo mi predisposero a quello che mi aspettava dopo.
Da lì si accede alla Pinkasova Synagòga o Sinangoga Pinkas, cuore religioso e memoria per gli
ebrei praghesi. La sinagoga è oggi diventata un monumento agli Ebrei uccisi dai nazisti, sui suoi muri all’interno sono scritti 77.297 nomi, sono le vittime praghesi dell’olocausto, uomini e donne originarie della Boemia e della Moravia, morti nel campo di Terezín.
Dopo l’alluvione a Praga del 2002 il memoriale è stato ripristinato con l’esposizione permanente, al primo piano, intitolata “I disegni dei bambini di Terezín del 1942-44”.
Tra i prigionieri ebrei di Terezín c’erano oltre 10.000 bambini, che all’epoca non avevano ancora 15 anni, e i loro disegni sono l’unico ricordo di coloro che non sono sopravvissuti a questa tragedia.
Non si tratta solo di un ricordo dell’olocausto, ma del tentativo di dare un nome a quelle vittime contrassegnate solo da numeri.

E’ la testimonianza preziosa di Monica Nicoliello, l’amica – ormai non più solo virtuale – che ogni tanto passa di qua a deliziarci con immagini e parole.
Mandandomi il testo per l’e-magazine mi ha scritto che non serve dedicarci un post perchè non vuole approffittare troppo del mio blog. Ma potevo io tenere una simile testimonianza tutta per me?

Monica! manda sempre tutto ciò che vuoi. Questo spazio è un po’ anche tuo: lo sai no?!?

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7 commenti su “Il Viaggio nella Memoria fa tappa nella Praga di Monica N.

  1. ombretta
    2 febbraio 2013

    monica eccomi qui cosi’ ora sono venuta a curiosare:) io poi adoro viaggiare 🙂
    unbacio e a presto

  2. Lali
    29 gennaio 2013

    Grazie Monica!! Da pelle d’oca anche questa tua testimonianza. Ho idea che ne uscirà un lavoro molto denso, ma davvero ricco.
    Grazie!
    Alessandra

  3. Vaty
    29 gennaio 2013

    Ringrazio sia te che Monica per questo post straordinario. Ricordo di aver visto e provato medesime sensazioni .. E proprio l’altro giorno , cercando una foto per il tuo post dei volti, ho rinvenuto una del quartiere ebraico e mi sono affiorati i ricordi del museo , del cimitero e della storia degli ebrei ..
    La memoria e’ importante. Grazie per questo viaggio nella memoria.

    • monicandflipperfamily
      29 gennaio 2013

      E io che mi sentivo inopportuna, forse troppo “piccola” per scrivere su un argomento così importante… nessun bisogno Vaty di ringraziarmi, davvero, è solo una finestra aperta su un breve ricordo.

  4. Tiziana
    29 gennaio 2013

    Il cimitero è davvero impressionante. Quando ho visto tutte quelle scritte sui muri non riuscivo a capire cosa fossero, poi abbiamo capito. Bella testimonianza. Ciao Monica&Monica

  5. monicandflipperfamily
    29 gennaio 2013

    Grazie mille, terrò presente 🙂

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Questa voce è stata pubblicata il 29 gennaio 2013 da in tra città e capitali.

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