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Provenza: 3 luoghi da non perdere

Mai dire mai.

Alpilles

vista sulla campagna provenzale dal castello di Baux-en-Provence

Per una vita intera mi sono chiesta cosa ci trova di bello la gente a fare le vacanze in campagna, finchè un bel giorno non ne ho sentito il bisogno pure io. Prima i week-end lunghi in Toscana, poi la tanto desiderata Provenza. Quel lembo di terra arroventato dal sole e sferzato dal Maestrale che, 20 anni fa, mi aveva accolta per una sola notte sulla via per Barcellona. Giusto il tempo di rendere omaggio a Van Gogh e provare l’ebbrezza di una cavalcata in Camargue.

Vaison-La-Romaine

passeggiando per Vaison-la-Romaine

Ora, invece, è tutto diverso.
O meglio: nulla è cambiato tra le onde di colline che si rincorrono a perdita d’occhio e poi si infrangono contro le pareti rocciose delle Alpilles, le Dentelles e il Luberon.
Ad essere diversa sono solo io. E il mio modo di intendere il viaggio.
Se una volta avrei fatto carte false per visitare grandi città, tuffarmi per ore nelle sale dei musei e perdermi nel brusio della folla, oggi, a chi mi chiede consigli su dove andare in Provenza, non nomino nemmeno Marsiglia, Arles, Avignone e Aix-en-Provence.
Cito a malapena il mercato di Apt, la stra-fotografata abbazia di Senanque, la pittoresca Venasque e la turisticissima Gordes. Tutti luoghi meravigliosi, non c’è dubbio!
Ma il mio cuore è rimasto a …

Vaison-la-Romaine

E’ l’unica cittadina provenzale in cui anch’io mi ritrovo a canticchiare il ritornello di vorrei vivere in Provenza.

Vaison-la-Romaine

Vaison-la-Romaine: prima di arrampicarsi fino al forte, studiamo la via

Per raggiungerlo ci lasciamo alle spalle Carpentras, navighiamo a vista in mezzo a un mare di vigneti, puntiamo il dito verso il Mont Ventoux come i marinai verso il faro che indica la via e, infine, costeggiamo il lato orientale delle Dentelles. Un gruppo di colline e pinnacoli dalle pose così stravaganti da ricordare gli spilli contorti usati per fare i merletti. In provenzale dentelles, per l’appunto.
La città è divisa in due dal fiume Ouvèze: da un lato la città nuova, che abbraccia i resti dell’antico insediamento romano; dall’altro la Haute Ville, che si arrampica fino ai resti di un castello medievale. Un contrasto di stile ed atmosfera che si amplifica ad ogni passo.

Vaison la Romaine scavi archeologici

alla scoperta dell’antica città romana, in parte riemersa tra le case della città nuova

Iniziamo con l’esplorare il museo archeologico e ciò che resta della città romana, considerata la piccola Pompei in terra di Francia. Le terme, il teatro, la palestra, i negozi, le case. Non manca proprio nulla, nemmeno i bagni pubblici, che fanno un gran ridere Samir …

scavi Vaison la Romaine

ehm!!! … mi scappa la pipì, papà …

Poi attraversiamo il vecchio ponte romano e ci addentriamo tra i vicoletti della città medievale. E’ tutto un dedalo di stradine acciottolate, piccole piazze ombreggiate, porte e finestre dai colori pastello intente a spiare silenziose quanti osano arrampicarsi fino in cima alla fortezza del XII secolo, da cui si gode di un bel panorama sulla campagna circostante.

Vaison-la-Romaine

scorcio dell’Haute Ville a Vaison la Romaine, la parte medievale della città

Les Baux-de-Provence

Per fortuna arriviamo nel tardo pomeriggio, quando le migliaia di turisti che l’affollano d’estate sono già sulla via del ritorno. Temendo di essere in ritardo per lo spettacolo audiovisivo dedicato a Van Gogh e Gauguin, ci dirigiamo subito verso la Val d’Enfer. Una valle dalle strane formazioni geologiche, che sembra aver ispirato a Dante i nove gironi dell’inferno e che, nel XIX secolo, è stata il perno dell’economia locale grazie alla scoperta della bauxite, il minerale che al paesino di Baux deve appunto il nome.
Entriamo nella Cattedrale delle Immagini giusto in tempo. Qualche secondo perche gli occhi si abituino al buio delle enormi ex-cave di bauxite che ci accolgono e …

Cathédrale des Images

le cave di bauxite che ora ospitano lo spettacolo di suoni e luci della Cathédrale des Images

Eccoci qui! Spettatori non visti dell’immenso sogno che, poco più di un secolo fa, ha dato vita a una delle stagioni più memorabili dell’arte occidentale. E’ un sogno che ci avvolge con i colori sgargianti di Van Gogh e ci lusinga con le atmosfere esotiche di Gauguin. Che scivola sotto i nostri piedi e fa capolino sopra alle teste, in un andirivieni di rimandi e differenze che cantano l’amicizia, e il suo tragico epilogo, tra un pittore mezzo matto e un artista pronto a salpare per mari tropicali.
Il mio occhio allentato riconosce in ogni pennellata il suo perchè, ma il luogo è troppo magico per limitarsi a rinvangare le nozioni imparate sui libri di storia dell’arte. Così faccio tabula rasa di quanto imparato all’università e mi lascio trasportare dalle emozioni intatte di Samir. Insieme rincorriamo le immagini che scivolano lungo le pareti della cava, disturbiamo ataviche armonie con le nostre ombre, irrompiamo prepotenti a scombinare i delicati equilibri delle tele e balliamo al ritmo dei suoni che accompagnano questa variopinta girandola di forme e colori.

Baux-en-Provence

nella cittadella fortificata di Baux-en-Provence, uno dei luoghi più magici della Provenza

Vorremmo non dover mai tornare alla realtà, ma il rischio che i cancelli della cittadella medievale chiudano è troppo grande per non riportarci con i piedi per terra. Siamo gli ultimi a pagare il biglietto d’ingresso e ci muoviamo controcorrente nell’ascesa verso i resti dell’antico castello. Questo comporta la rinuncia ai duelli medievali, al lancio delle catapulte e alle prove di tiro con l’arco che si tengono nel resto della giornata, ma ci garantisce una preziosa rarità: avere uno dei siti più belli e visitati di Provenza a nostra completa disposizione!

Baux-en-Provence

Baux-en-Provence: le macchine da guerra esposte nel castello

Ce lo gustiamo passo a passo, senza nessuna fretta e immersi in un silenzio surreale mentre intorno a noi le ombre delle Alpilles calano su uno degli angoli più suggestivi della campagna provenzale.

Roussillon

Sognavo di tuffarmi tra i colori del Roussillon da anni.

Roussillon

Roussillon: il Sentier des Ocres

Da quando ho letto delle sue cave in una qualche rivista di viaggio, ho visto le foto dei suoi colori in decine di blog e ho trovato una selezione delle sue 17 sfumature di ocra al mercato di Apt, nostra primissima tappa in terra di Provenza.

mercato di Apt

colori naturali esposti da un’artista al mercato di Apt

Come per tutte le mete a lungo desiderate, il rischio di delusione è altissimo. Ma qui non si avvera. Anzi, resta solo il rimpianto di non aver visto la cittadina sotto i raggi infuocati del tramonto e una voglia immensa di tornarci per visitare ciò che non riusciamo a fare in questa prima occasione:

  • il Conservatoire des Ocres, ricavato all’interno di una vecchia fabbrica d’ocra a Roussillon, che organizza anche laboratori per adulti e per bambini
  • la cava di Broux a Gargas, con i suoi 40 km di passaggi sotterranei a 650 metri nelle viscere della Terra, in parte visitabile con una guida
  • il workshop di arte materica organizzato a Simiane la Rotonde dal marito della signora che abbiamo conosciuto al mercato di Apt, dove il primo giorno si parte alla ricerca dei pigmenti in natura, l’indomani li si lavora seguendo antiche tecniche tradizionali e solo all’ultimo ci si posiziona davanti al cavalletto
Roussillon

Roussillon: l’atmosfera rilassata di una delle più incredibili cittadine di Provenza

Le poche ore a nostra disposizione le impieghiamo a girovagare tra le vie e le piazze del paese: un’incredibile sinfonia di colori, che dal giallo tenue cavalca le tonalità dello spettro fino al rosso sangue. Senza mai sbiadire sotto i raggi del sole.

Roussillon

a Roussillon diverse tonalità di colore naturale rallegrano le case del paese

La vera chicca è la passeggiata lungo il Sentier des Ocres, che imbocchiamo pochi metri prima dell’ingresso al paese. Impossibile descrivere a parole la tonalità esatta della terra che ci circonda: nemmeno le fotografie riescono a rendere giustiza a sì tanta bellezza …

Sentier des Ocres

Il Sentier des Ocres a Roussillon

Inutile dire che Samir e i suoi amichetti non si fanno pregare a lungo da tanto ben di Dio: montagne e sentieri di sabbia rossa, ocra e gialla su cui salire, scivolare, rotolarsi e giocare a più non posso.

Roussillon

un vero tuffo nel colore

E noi ce ne stiamo lì in disparte, sotto i raggi di un sole accecante. Incapaci di gridare non sporcarti e con un immenso desiderio di poter fare lo stesso …
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18 commenti su “Provenza: 3 luoghi da non perdere

  1. Pingback: 10 viaggi da fare con mio figlio prima che diventi grande | Viaggi e Baci

  2. Beat
    24 luglio 2014

    Sto organizzando (all’ultimo minuto!!) un giro in provenza, perciò questi post mi stanno dando tante indicazioni utili! Io però parto con bimbo di 16 mesi…pensavamo di fare comunque brevi tratti in auto… Anche se il giro che stavo vedendo io é un po’ diverso ma ovviamente Apt, roussillon e Aix-en-provence non mancheranno! Ma le strade come sono?…

    • viaggiebaci
      25 luglio 2014

      Ad Aix non siamo stati, ma in generale le strade sono buone, anche se spesso piene di curve.
      Con un bimbo di quell’età puoi fare tranquillamente dei bei giretti … 🙂
      Io ero solita spostarmi sia la mattina che al pomeriggio negli orari dei suoi pisolini, così da non aver problemi in macchina. Poi arrivata a destinazione lo lasciavo libero di correre e saltare a più non posso 🙂
      Buon divertimento! ti piacerà …

  3. Sto prendendo appunti…

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  6. fioly
    4 luglio 2013

    wow, che foto e che posti… e che voglia di andarci!

  7. andrea
    29 maggio 2013

    Meraviglioso questo post,meravigliosa la FRANCIA,che dire della “piccola” Pompei,e di tutte le altre bellezze che SOLO LORO sanno valorizzare in questa maniera.Non ci resta che imparare ………….. anche se temo che vista la testa di chi ci comanda è come fare un buco nell’acqua.

  8. Tiziana Bergantin
    29 maggio 2013

    Oh Monica con questo post non hai fatto altro che aumentare il mio desiderio di andare verso quella. Hai fatto bene a citare queste mete perché non le conosco. Le foto poi.. mamma mia mi unisco al coro per la rotolata sulle dune (meglio di no potrei scatenare uno tsunami di sabbia) 🙂 bacio

  9. federica
    29 maggio 2013

    una parte di provenza che non conoscevo… che bello quest’ultimo posto!

  10. Annalisa
    29 maggio 2013

    Che bei posti! Anch’io vorrei impiastricciarmi nelle colline di sabbia ocra!

  11. Alessandra
    29 maggio 2013

    Sono stata più volte in Provenza e tutte le volte mi sono sentita come a casa. Le tue foto mi fanno venire la voglia di tornarci al più presto!

    • viaggiebaci
      29 maggio 2013

      non dirlo a me … guardo fuori e mi viene da piangere!!!!

  12. profpalmy
    29 maggio 2013

    Le Baux e Rousillon non possono che trovarmi d’accordo, ma io aggiungerei Fontaine de Vaucluse… bellissimo!

    • viaggiebaci
      29 maggio 2013

      Io invece Fontaine de Vaucluse l’ho trovata tremendamente turistico (non che questi due non lo siano, capiamoci bene, eh?!?!), anche se l’atmosfera che vi si respira è molto bella. Ma tutti quei negozietti di souvenir e bar con le stesse pietanze mi hanno dato un po’ su i nervi …
      Ecco, forse Vaison mi ha stregata proprio per questo: essendo un po’ fuori dai classici circuiti non è presa poi così d’assalto e la parte medievale è ancora intatta

  13. ideamamma
    29 maggio 2013

    mi piacerebbe un sacco camminare in quelle dune… che bellezza!

    • viaggiebaci
      29 maggio 2013

      hai proprio ragione Serena, sono la fine del mondo … Ogni duna con una delle 17 sfumature diverse di ocra: sembra di essere in un sogno 😉

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