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Kythira, il top dell’ospitalità in Grecia

Nessuno parte per Kythira, ad agosto, senza aver prenotato l’alloggio. L’assenza di collegamenti regolari con la terraferma rende troppo rischioso partire senza avere la certezza di un tetto all’arrivo. A maggior ragione se si viaggia con un bimbo di 15 mesi sul sedile posteriore.

kythira beaches

una spiaggia a Kythira, deserta anche ad agosto

L’appartamento che prenotiamo on-line nella bianca cittadina della Chora per 1 settimana si rivela decisamente inferiori alle nostre aspettative. L’assenza di una terrazza dove poter stare mentre Samir fa la siesta, le pericolose buche nel giardino comune, la scarsa pulizia dell’ambiente e lo stato pietoso della culla che ci viene consegnata dopo ripetute richieste ci fanno optare, fin dal primo giorno, per la ricerca di una nuova sistemazione.

kythira

il gruppo dei nostri appartamenti a la Chora: molto più belli fuori che dentro

Così, invece di andare al mare, la nostra prima mattinata la impieghiamo a girovagare per l’isola alla disperata ricerca di un alloggio per le 5 notti successive. Quelli che troviamo ancora liberi sono, ovviamente, uno peggio dell’altro. E quelli carini hanno disponnibilità solo per 1 o 2 notti.

Kythira ospitalità (2)

Seguiamo ogni freccia che indica camere e alla fine ci ritroviamo nel giardino di una casa con le tende che sbattono al sole. Ci accoglie una signora di mezza età, con grembiule addosso e mani sporche di farina.
Non parla inglese. Nemmeno tedesco o francese. Solo greco.
Con un sorriso mi invita ad entrare in una cucina che profuma di buono e corre ad aprire il forno.
Si affaccia alla finestra che guarda verso il mare e scorge Samir che gioca sotto il sole cocente. Il no rooms iniziale si trasforma in una mano che afferra il telefono e inizia a chiamare tutto il parentado. Alla fine mi allunga un foglietto e, indicando il calendario, mi fa capire di scrivergli le notti richieste.
Poi alza il pollice e un gran sorriso le illumina il volto solcato da qualche ruga. Ha trovato una casa per noi: forse siamo salvi!
Mi abbraccia, mi bacia, sussurra qualcosa e poi mi riempie un sacchettino con i biscotti che ha appena sfornato. Il suo profumo di buono ci farà compagnia nelle ore a venire …

Ha fissato per noi l’appuntamento con Eleni in una pasticceria di Livadi. Trovare la pasticceria è una mezza impresa e quando arriviamo nessuno conosce la persona che stiamo cercando. Affranti, ci apprestiamo ad uscire quando entra lei, che mi guarda e chiede Monica?
Si, sono io!
E io sono Eleni. Non mi resta che risalire in macchina e seguirla …
Usciamo dalla cittadina, imbochiamo una strada secondaria, poi un’altra e un’altra ancora. Alla fine l’asfalto cede il posto ai sassi e la strada si restringe ancora. Dei ragazzini invitano un paio di pecore a farci passare e Coccinello Pazzerello inizia a guardarmi con sguardo dubbioso.

Arriviamo nel bel mezzo del nulla. Il mare non si scorge nemmeno più. Intorno a noi solo campi bruciati dal sole e la casa, imbiancata a calce, della mamma di Eleni.
L’appartamentino è perfetto. Nuovo, nuovo e arredato con semplice gusto. Un patio ombreggiato da bunganville e melograni ci accoglie in quest’angolo sperduto nel cuore di un’isoletta sconosciuta della Grecia.
Eleni, originaria dell’isola, è emigrata ad Atene da parecchi anni e torna qui tutte le estati a trovare la madre. Si è costruita una casetta per sè alla periferia di Livadi e ora ne sta costruendo un paio ad uso turistico in campagna. Parla un po’ d’inglese, ci chiede le date, ci dice il prezzo e l’affare è fatto. Domani andremo a stare da lei, se …

Kythira apartments

scorcio sul patio della nostra nuova casetta

Eh già! C’è un se.
Dobbiamo comunicare al proprietraio dell’appertamento alla Chora la nostra intenzione di andarcene e, essendo la settimana di ferragosto, non sappiamo se ci lascerà fuggire così facilmente. Quindi spieghiamo la nostra situazione a Eleni e ci accordiamo per risentirci nel pomeriggio con la conferma definitiva. E qui succede il bello …

Il proprietario, storcendo il naso, accondiscende a lasciarci andar via anticipatamente senza farci pagare alcuna penale. Telefoniamo ad Eleni dalla spiaggia per confermare il nostro arrivo l’indomani e quando ribadisco il numero di notti …
Silenzio assoluto.
Lei aveva capito che noi saremmo partiti un giorno prima, ovvero solo 4 notti invece delle 5 che a noi rimangono da trascorrere a Kythira.
Oh, no! e adesso come facciamo???
A quello ho già detto che ce ne andiamo e non intendo fare marcia indietro. E trovare una camera libera in questa settimana, l’abbiamo già capito, è un terno al lotto. Mi sa che ci siamo messi proprio in un bel guaio …
Eleni non ci pensa due volte. Terminate le mille scuse, se ne esce con un bel l’ultima notte vi lascio casa mia.
Giuro. Proprio così!
Mi spiega che per una notte può mandare i suoi due figli a dormire dalla madre – che ne sarà felicissima, dice lei -, mentre lei e il marito troveranno certamente ospitalità a casa di amici. Non so se a voi è mai successo qualcosa di simile e come avete reagito. Da parte mia rimango senza parole …

casa Kythira

particolari di una casa a forma di nave, sulla strada che dalla Chora scende a Capsali

Nei giorni rimanenti facciamo ancora qualche timido tentativo per trovare una sistemazione per l’ultima notte, ma niente da fare. I posti decenti pretendono un soggiorno di minimo 3 notti e noi abbiamo già pagato il biglietto della nave che ci riporterà nel Peloponneso. Quindi non ci resta che accettare e ringraziare Eleni per aver onorato al massimo quel concetto di  ospitalità che per i Greci è sacra da tempi immemorabili. Prima ancora di Ulisse. E che, a quanto pare, in certe isolette non prese d’assalto dal turismo di massa va ancora di gran moda.

Kythira ospitalità

a casa di Eleni, Samir gioca con i giochi dei suoi bimbi

Con Eleni ci rivediamo l’ultimo giorno. Ci apre la sua casa, ci mette a disposizione la sua camera da letto, il suo bagno, la sua cucina e i giochi dei suoi bimbi.
Noi la ricambiamo lasciando a sgocciolare, per tragico errore, il biberon di Samir sullo scolapiatti. Lo scopriremo solo la sera dopo, nella nuova casetta nel Mani. Per i Greci questa è la porta dell’Ade e, a sentir le urla disperate di Samir quando scopre che da quel momento niente più bibe prima della nanna, i vicini ci avranno pure creduto. Ma questa è un’altra storia …

Vorrei tanto potervi indicare un link, un numero di telefono o qualsiasi tipo di contatto utile per provare il top dell’ospitalità in terra di Grecia, ma purtroppo il numero di telefono di Eleni, scritto in un bigliettino impiastricciato di pasta per biscotti, l’ho smarrito poche settimane dopo il nostro rientro a casa. Eppure questa casetta per noi sarà sempre tra gli special places. Quelli che non si scordano più …

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9 commenti su “Kythira, il top dell’ospitalità in Grecia

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  4. Chiara
    5 luglio 2013

    A noi è successa una cosa simile nel 2003 in Croazia…è stato il ns primo viaggio on the road, all’avventura e senza prenotare. Io avevo lasciato l’ultima volta Dubrovnik alla fine degli anni 80 e non immaginavo di trovarla così turisticizzata…Eravamo in 9 amici ed era la prima settimana di agosto: niente da fare. Tutto pieno. La ragazza dell’ufficio turistico deve aver avuto pietà di noi o forse le stavamo simpatici…eravamo un gruppo strambo, chi con le creste da punk, chi un po’ figlia dei fiori…invece sta ragazza ci ha preso a cuore. Ha iniziato a telefonare a destra e a manca e alla fine ci ha mandato da sua zia che avrebbe dormito da sua mamma. La casa era per 6 persone, ma se ci adattavamo ci stavamo in 9. La casa era sul mare, sulla baia di Lapad, vicino a un hotel e a una discoteca distrutte duratne la guerra…nell’aiuola vicino al parcheggio c’erano delle lapidi di morti durante la guerra degli anni ’90…Ma entrare in quella casa è stato un sogno. Ricordo con malinconia la mansarda dove dormivo io, con l’abbaino che dava sul mare, negli scaffali cd dei Clash (avevamo gli stessi gusti io e l’ex abitante di quella camera) e disegni bellissimi alle pareti…anche io ho perso i contatti, ma ricordo quel posto sempre con malinconia.

    • viaggiebaci
      5 luglio 2013

      mi hai fatto venire la pelle d’oca Chiara, sarà anche perchè anch’io conosco Dubrovnik e in quella terra ci ho lasciato il cuore

      • Chiara
        5 luglio 2013

        A chi lo dici…sono incatenata a quei posti, incisi dentro di me… Però l’anno scorso sono tornata per la terza volta a Dubrovnik e non mi è piaciuta…è cambiata tanto. Foese per chi la vede la prima volta è bellissima, ma per chi l’ha vista prima…mannaggia!!!!

        • viaggiebaci
          5 luglio 2013

          come ogni posto dove arriva il turismo di massa e le navi da crociera … purtroppo!

  5. Vaty
    18 giugno 2013

    Mi sono letta bene i post mia cara e quanto sarei tentata ! Anche noi siamo indecisi..
    Quindi voi siete arrivati ad Atene?
    Belle le foto e quella casetta troppo speciale!
    Quel piccolo nanetto di 15 mesi e’ tutto da mangiare.. Ma quanto in fretta crescono?:(

    • viaggiebaci
      18 giugno 2013

      Si, noi abbiamo fatto il volo Venezia-Atene, noleggiato una macchina e poidopo una decina di gg nel peloponneso ci siamo imbarcati per Kythera. I nostri amici invece, avendo solo una settimana a disposizione, sono andati in aereo facendo scalo ad Atene.
      guarda … è un’isola fuori dai classici schemi “greci” e a noi è piaciuta un sacco. Tutti gli amici a cui l’ho consigliata sono sempre tornati contenti. Certo, non è posto per gli amanti della movida e del lusso, un po’ come la Calcidia, immagino …
      Hai ragione sui bimbi: a guardarlo oggi sembra un gigante!!!!

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Questa voce è stata pubblicata il 18 giugno 2013 da in appartamento, Grecia con tag , , , .

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