Viaggi e Baci

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Viaggiare è un rischio, ma io non mi fermo

I fatti di cronaca di questi giorni ci ricordano, in modo tragicamente doloroso, che viaggiare è un grosso rischio.
Lo è sempre stato, dalla notte dei tempi. Ora non ci sono più banditi e belve feroci ad attenderci dietro ai cespugli, ma la possibilità di partire e non far più ritorno è comunque alta.
Incidenti come quello di qualche giorno fa in Spagna e il pullman precipitato domenica in Irpinia fanno clamore per l’alto numero di vittime e le modalità dell’incidente, ma non sono purtroppo gli unici casi di vacanze finite male. Anzi, il numero più alto di tragedie non si consuma nei cieli e nei mari, ma proprio lungo le strade che altri sono soliti percorrere abitualmente.

incidente stradale

il nostro incidente in Provenza, lo scorso anno

Perchè scrivo questo?

Perchè ogni volta che succede qualcosa del genere sento amici iniziare a preoccuparsi per la prossima partenza. Anch’io dovrò fare quella strada oppure cavoli! ho appena prenotato anch’io un treno ad alta velocità sono alcuni dei commenti giunti alle mie orecchie in questi giorni, con toni malcelatamente tranquilli.
Mi sorprende constatare che solo davanti a incidenti di tal portata molti si ricordino di quando sia rischioso viaggiare, mentre a volte mantengono comportamenti scorretti quando sono al voltante della propria auto anche per portare i figli a scuola. Ma, soprattutto, mi sorprende notare come alcuni arrivino a pensare che se una cosa è successa ad altri potrebbe succedere anche a loro solo perchè fanno la stessa strada o prendono lo stesso mezzo di trasporto.

La vita mi ha insegnato a suon di lacrime (ne ho già parlato qui e qui) che ognuno ha un appuntamento prefissato con la morte e che nessun altro potrà andarci al posto mio. Ecco perchè non mi è mai saltato in mente di cambiare la meta del prossimo viaggio quando sento di incidenti come quelli appena successi.
Anzi, il caso di Dario Lombardo, il ragazzo siciliano morto nel treno spagnolo per aver perso l’aereo che doveva portarlo a Santiago di Compostela, mi fa ripensare alla leggenda orientale mirabilmente raccontata dal mio amato Tiziano Terzani:

Un giorno il califfo manda il suo Visir a sentire cosa dice la gente al bazar. Quello va e nella folla nota una donna magra e alta, avvolta in un gran mantello nero, che lo guarda fisso. Terrorizzato, il Visir scappa via. Corre dal Califfo e lo implora: “Sire, aiutami! Al bazar ho visto la Morte. E’ venuta per me. Lasciami partire, ti prego. Dammi il tuo migliore cavallo. Con quello, a tappe forzate, stasera sarò in salvo a Samarcanda”.
Il Califfo acconsente e fa portare il suo cavallo più veloce. Il Visir balza in sella e galoppa via a spron battuto.
Incuriosito, il Califfo va lui stesso al mercato. Nella folla vede la donna dal gran mantello nero e l’avvicina.
“Perchè hai fatto paura al mio Visir?” le chiede.
“Non gli ho neppure parlato”, risponde la Morte. “Ero solo sorpresa di vederlo qui, perchè il nostro appuntamento è stasera a Samarcanda.”

Ecco l’altro motivo per cui sto scrivendo questo post oggi, mentre Pozzuoli e l’Italia si stringono intorno ai feretri di 38 persone.
Sono parole che spero possano arrivare alle orecchie degli amici e familiari che in questo momento si stanno chiedendo perchè? e ricorderanno l’estate del 2013 come quella delle vacanze maledette.
A loro mi stringo in un abbraccio che, forse, può più di mille parole …

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12 commenti su “Viaggiare è un rischio, ma io non mi fermo

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  11. viaggiebaci
    31 luglio 2013

    Ti ringrazio per il bel commento e ti dirò che questo “fatalismo” l’ho usato anche durante la gravidanza quando tutti i medici mi consigliavano di interrompere perchè troppo rischiosa per la mia patologia cardiaca. Io ho risposto che se è arrivato il mio momento non potrò fare nulla per schivarlo e da 7 anni condivido le gioie della vita con mio figlio. Si vede che doveva andare così …
    Coelho non mi piace molto, ma questa frase è stupenda!!!
    ora vengo a curiosare un po’ da te

  12. Daisy Fairydust
    30 luglio 2013

    Sono pienamente d’accordo con le tue parole! Quanto hai ragione! Tante persone magari non viaggiano per paura che accade qualcosa o sul posto succede chissà che… Questo post dovrebbe essere d’esempio a tantissima gente, che come già hai detto tu, si preoccupa di un treno, un pullman o di un viaggio. Ma il destino è già segnato! Quindi inutile sfuggire ad esso. Se eviti un viaggio, magari avrai un incidente proprio dietro l’angolo di casa… Quindi fai benissimo a divertirti e continuare a viaggiare, che è la cosa più bella del mondo. Conosci meglio te stesso e gli altri. E te lo dice una che purtroppo non ha possibilità di farlo. Quindi mi “accontento” di seguire i blog di voi viaggiatori di wordpress. Almeno in minima parte viaggio anch’io! 🙂
    PS. Bellissima la leggenda di Terzani, adoro anch’io lui, ma questa mi mancava! Molto bella! Mi sa che ti cito nel mio prossimo post, come esempio di vita! Mi piace molto ciò che scrivi, e non solo in questo post, anche gli altri. Ed io concludo, invece, con un aforisma del mio amato Paulo Coelho, inerente alla tua leggenda: Se pensi che l’avventura sia pericolosa, prova la routine. E’ letale.
    😉
    PS2. Nel mio profilo PINTEREST, il link lo trovi nel mio blog, c’è una cartella (la prima) che si chiama BARI (è la mia città), e sto fotografando tutti i luoghi più belli, in questi ultimi 2 mesi. Ne sono 37 di “cartoline” quindi spero ti piacciano 🙂 e ne metterò molte altre…
    A prestooooo! Buona serata!

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Questa voce è stata pubblicata il 30 luglio 2013 da in pensieri e parole.

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