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Sono una mamma fortunata … remixed by Jovanotti

Ieri mattina, leggendo su facebook lo sfogo della mia cara amica Alessandra mi sono ritrovata a canticchiare sottovoce – ero al lavoro! – questo canzoncina…

sono una mamma fortunata
perché m’hanno regalato un sogno
sono fortunata perché non c’è niente che ho bisogno
e quando viene sera e tornerò da te – Samir –
è andata come è andata
la fortuna di incontrarti ancora

Sicuramente l’avete riconosciuta anche se ho sostituito mamma al ragazzo del testo originale. Mi è venuto spontaneo farlo e me ne sono sorpresa io per prima. Solitamente, infatti, sono io quella che si lamenta di questa vita votata al lavoro, della reperibilità continua che la mia professione mi impone, dell’assenza di week-end liberi anche per mesi di fila. Eppure oggi mi sono ritrovata a cantarla spontaneamente e, se non fossi stata dov’ero, l’avrei gridata a squarciagola!

Scrive Alessandra:
Riflessioni da lunedì sera, al 6′ giorno di asilo e ufficio.
Ti ho svegliato alle 7.20 per cercare di farti dormire un pochino di più. Alle 8.30 abbiamo varcato la soglia dell’asilo e siamo stati insieme altri 10 minuti perchè non sono capace di andare via, mentre con il musino triste mi dici che ti mancano le vacanze, stare insieme con me e papà.
Totale insieme 1ora e 10 minuti
Ore 18.00 dopo una giornata senza pausa pranzo e 9 ore filate alla scrivania, fuggo a prenderti. Andiamo a fare la spesa, torniamo a casa, mangiamo, doccia (Leo questa sera lo porta fuori papà), ti costruisco la macchinina con il lego – previo libretto istruzioni – perchè ogni promessa è debito e alle 21.00 crolli sul divano. Mentre ti porto a letto riconto le ore passate insieme.
4 ore e 10 minuti di te
Poco, troppo poco. Ma senza troppe lamentele varie e ringraziando per essere una privilegiata, rispetto a chi è in ginocchio davvero… penso che debba attivarmi davvero e costruirci una vita diversa!

Che dire?
Penso non serva aggiungere altro alle parole di questa dolcissima mamma, capace di riassumere in poche righe quello che molte altre mamme provano, pensano e devono affrontare tutti i giorni. Perchè la situazione della mamma che lavora è davvero difficile. Per lei e per i suoi figli. Soprattutto se, come nel mio caso, non c’è alcun sostegno da parte di nonni e zii nell’arco di 150 km.

Se all’estate che sta per finire, Samir – a parte le due settimane dai nonni e le tre in vacanza con noi – ha sempre dovuto alzarsi presto per andare ai vari parchi estivi. Ci andrà anche domani, suo ultimo giorno di vacanza.
Se penso all’inverno che ci aspetta e conto le ore che trascorreremo insieme durante la settimana, la media è di 4 ore e 45 minuti al giorno. Non molte più di Alessandra, dunque … a cui devo però togliere i sabati e le domeniche in cui dovrò per forza andare a dare una mano in albergo.

Eppure, leggendo il suo sfogo stamattina, mi sono sentita fortunata!

barcaggio
Fortunata di poter fare un lavoro che, nonostante tutto e nonostante la routine talvolta letale, mi piace e mi permette di relazionarmi e confrontarmi ogni giorno con persone provenienti da tutto il mondo. Ognuno con la sua vita, le sue idee, la sua cultura e una voglia tutta particolare di gustare l’Italia anche attraverso ciò che gli racconterò.

Fortunata di avere dei collaboratori validi, capaci di aiutarsi l’un l’altro, entusiasti di ciò che fanno e disposti a tutto pur di risolvere i piccoli grandi problemi che ogni lavoro porta inevitabilmente con sè. E’ grazie a loro e alla loro immensa disponibilità se posso continuare ad allevare un figlio e a gestire un albergo da sola, anche quando Coccinello Pazzerello è all’estero per diverse settimane di seguito. Sono loro che mi sostituiscono quando Samir si ammala, quando c’è uno sciopero, quando c’è la festa di classe o il compleanno dell’amichetto. Ed è loro che mi sento di dover ringraziare in primis.

Fortunata di avere un socio/compagno che ha acconsentito di chiudere il ristorante quando è nato Samir per darci modo di trascorrere più tempo insieme a lui e che accetta ben volentieri l’idea di chiudere baracca e burattini di tanto in tanto per trascorrere del tempo tutti insieme in famiglia. Altri albergatori sgranano gli occhi quando diciamo che ogni tanto chiudiamo per un week-end, che ci prendiamo 3 settimane ad agosto e siamo chiusi a Natale. Ma io non rimpiangerò mai i soldi non guadagnati con queste mosse perchè le emozioni e i bei momenti che quei giorni di relax regalano alla nostra famiglia non hanno prezzo.

Fortunata di lavorare in proprio e poter quindi gestire – entro certi limiti – il mio tempo, portandomi magari del lavoro a casa pur di non saltare le due lezioni mattutine di Tai-Chi a cui tengo tanto. Non potrei farle la sera perchè questo significherebbe trovare altri a cui affidare Samir e, viste le poche ore che trascorriamo insieme, non riuscirei mai a farlo per un capriccio personale. Anche se quel capriccio fa bene alla mia salute, fisica e mentale.

Fortunata di avere tutti i giorni 4 ore libere da dedicare interamente a mio figlio. Certo, non sono molte, ma la qualità vale molto più della quantità …
In quelle 4 ore – se si eccettuano le classiche mansioni domestiche per preparare la cena – sono tutta per lui, per i suoi giochi, le sue domande, i suoi impegni sportivi, le ore al parco giochi, gli amichetti da ospitare e le coccole da farci all’infinito sul divano. Sono i momenti più preziosi della giornata e non li scambierei con nulla al mondo.
Sono le ore in cui non mi collego a internet, in cui rispondo al telefono solo per urgenze lavorative o per amici che non sento da tempo, in cui mi faccio da parte – tanto le cose da sbrigare in casa non mancano mai – solo quando vedo che la sua attenzione è catturata da cose più interessanti della mia presenza. C’è stato un momento in cui stavo per rinunciare a tutto ciò e ringrazio Dio per avermi rinsavita in tempo. Prima che fosse troppo tardi, che lui fosse cresciuto e il mio ruolo di mamma divenuto secondario nella classifica delle sue priorità.

Certo la situazione non è facile nemmeno per me. Lavorare in proprio vuol dire vivere nella precarietà di quel che verrà, non dormire la notte se ci sono problemi, mettere la faccia in ogni scelta che si fà, fare straodinari non retribuiti e rischiare giorno per giorno tutto quel che si ha. Però voglio vedere il bicchiere mezzo pieno e invece di lamentarmi come faccio solitamente, oggi ringrazio la vita per ciò che mi ha dato e grido al mondo SONO UNA MAMMA FORTUNATA …

Ad Alessandra invece sussurro dai che ce la farai anche tu! Hai grandi capacità, un sorriso che buca lo schermo, sei molto determinata e stai portando avanti un progetto dalle mille potenzialità. Non arrenderti mai e continua a inseguire il tuo sogno, ma ricordati di custodire e difendere il tempo che dedichi ai rospetti come la cosa più preziosa che la vita ti ha dato.

In fin dei conti
Per l’uomo scalzo, la felicità è un paio di scarpe.
Per l’uomo con le scarpe vecchie è un nuovo paio di scarpe.
Per l’uomo con le scarpe nuove, è un paio di scarpe più stiloso.
E ovviamente l’uomo senza piedi sarebbe contento ad essere scalzo!
Misura la felicità della tua vita guardando ciò che hai e non ciò che non hai!
-Michael Josephson-

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18 commenti su “Sono una mamma fortunata … remixed by Jovanotti

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  2. Pingback: #traveldreams2014: i miei sogni di viaggio per i prossimi 12 mesi | Viaggi e Baci

  3. viaggideirospi
    13 settembre 2013

    Io dico solo Grazie… è bello sapere di essere in tante
    🙂

  4. rssfrancesca
    11 settembre 2013

    bellissimo post, che condivido in pieno. da dopodomani anche per noi cambierà tutto: da tutto il giorno insieme come ora a poche ore al giorno… spero di godermele appieno e di sfruttare ogni minuto per stare bene insieme… 😀

    • viaggiebaci
      11 settembre 2013

      vedrai che sarà così cara Francesca e che riuscirai ad essere molto più produttiva nel lavoro (a proposito ti devo chiamare, quindi a questo punto aspetto la prossima settimana!) e nel pomeriggio potrai coccolartelo come non mai
      in bocca al lupo al tuo piccolo eroe e un grande abbraccio alla sua mitica mamma

  5. tinella
    11 settembre 2013

    Mi piace molto questo post e la forza che ne traspare, sia dalle parole tue che da quelle di Alessandra. Sono una mamma lavoratrice che come voi cerca di coltivare in poche ore il suo pezzetto di felicità coi figli. A volte ci riesco, a volte meno, ma va bene così. Ciao!

    • viaggiebaci
      11 settembre 2013

      Penso sia un po’ la situazione di tutte. L’importante è non demordere e continuare a fare del nostro meglio per donare ai nostri figli tempo condiviso di qualità

  6. Federica
    11 settembre 2013

    Monica bella mi sono commossa.
    la prossima settimana riprenderò a lavoro dopo un anno e mezzo. Questa vita con lui iniziava a piacermi un sacco ed é giá ora di ritagliare del tempo. Mi impegnerò a dare a mio figlio sempre la miglior qualità pur con poco tempo.
    Un kiss mamma fortunata

    • viaggiebaci
      11 settembre 2013

      Quello che stai per affrontare è proprio un bel passaggio Federica e ti auguro tutto il meglio, per te e lui. Vivilo nella maniera più serena possibile e cerca di organizzarti in modo da avere un paio di orette al giorno tutte per voi. Come dici l’importante è curare la qualità del tempo che trascorriamo con i nostri figli, non la quantità …
      non sai quante mamme casalinghe conosco che piazzano i figli davanti a TV o video-game per trovare il tempo di fare altro, tra cui chattare e stare sui social … non so se i loro figli sono molto più fortunati dei nostri!!!

  7. acasadiclara
    11 settembre 2013

    sai qual’è il problema. non che una mamma lavori. e nemmeno che lavori e abbia figli. ma la flessibilità che non esiste. e so di toccare un punto doloroso. nel mio lavoro io soffro la mancanza di questo. della possibilità una volta di fare tardi (se purtroppo è necessario) e il giorno dopo di recuperare le ore. invece faccio tardi e basta, ciao e nemmeno ti dicono grazie. delle ore di lavoro in più non pagate e sempre devolute per la gloria dell’umanità, delle riunioni infinite, del dare per scontato che ti puoi organizzare, del part time che da noi non ha nessuno. e questo siamo comunque fortunate perchè abbiamo un lavoro e allora è una contraddizione in termini. io la soluzione non l’ho ancora trovata e non ho margine di rischio, non posso starmene a casa. non penso che la troverò. il massimo che posso fare è cercare di uscire all’ora giusta tutti i giorni, e già così mi pesa. detto tra noi ci sono lavori e luoghi di lavoro peggiori, e gente che non ha il lavoro, e ho i nonni che mi recuperano i figli fuori da scuola/basket/scout/catechismo/piscina/feste. quindi sono una mamma fortunata….cche mme sto’ a lamentà?

    • viaggiebaci
      11 settembre 2013

      già Clara! Sei una mamma fortunata e non solo per quello che scrivi qui …
      e i tuoi figli sono fortunati ad avere te come mamma …
      Quasi quasi scrivo a Jovanotti e gli chiedo di scrivere “Una famiglia fortunata” da dedicare a tutte le rare famiglie belle come la tua.
      Ti abbraccio

  8. Laura
    11 settembre 2013

    Ciao Monica, è questo che intendevo quando dicevo che sono stanca di fare la dipendente, ed altrettanto stanca di dover chiedere per prendere un giorno di ferie, di doverle fare quando gli altri me lo impongono. E’ vero, lavorare in proprio è diverso, mio marito lo sa bene, ma ormai certezze non ce ne sono più nemmeno da dipendente. Se vogliono lasciarti a casa il modo lo trovano, e per non perdere il posto, fai sacrifici su sacrifici, ore non pagate, magari hai capi arroganti senza famiglia che non capiscono quanto vale il tuo impegno, il tuo tempo….e intanto la vita scivola via, i figli crescono e tu non te ne sei quasi accorta. E non solo non ti sei goduta lui o lei, ma non ti sei gustata il quotidiano per i sensi di colpa di non poter stargli vicino come avresti voluto. Io da ormai 2 anni faccio part time….meno soldi, ma più tempo… e il tempo non ha prezzo…ma mi manca ancora un altro passo…quello di lavorare in proprio….ci arriverò…non so ancora come, ma lo farò…a presto!

    • viaggiebaci
      11 settembre 2013

      Quella del part-time è una bellissima soluzione, peccato che poche aziende lo concedono …
      Comunque anche lavorando in proprio non è che ci sia più tempo per stare con i propri figli, anzi. Per trovarlo devi rinunciare a lavorare e quindi ad incassare, ma come dici tu “il tempo non ha prezzo” e quindi ognuno deve poi fare le sue scelte. Io ho fatto le mie e non me ne pento e spero che presto anche tu possa realizzare i tuoi sogni e sentirti “fortunata”

  9. Natascia
    11 settembre 2013

    bellissime parole che fanno davvero riflettere! complimenti!

  10. londarmonica
    11 settembre 2013

    Un bellissimo post pieno di gratitudine. 🙂 ti auguro una splendida giornata.

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Questa voce è stata pubblicata il 11 settembre 2013 da in pensieri e parole.

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