Viaggi e Baci

di viaggi, di libri e altre passioni

Travel Blogger Destination Italy: riflessioni prima della partenza

Mancano solo un paio di giorni all’inizio del TTG Incontri a Rimini, appuntamento al quale ho partecipato più volte in qualità di albergatrice e guida turistica. Quest’anno, per la prima volta, varcherò la soglia con appeso al collo un cartellino che mi identificherà come travel blogger e immagino la sorpresa di alcuni colleghi nel vedermi in queste – per loro – nuove vesti.

Non sarà la prima volta solo per me, ma anche per un centinaio di colleghi-di-tastiera che hanno accettato l’invito a partecipare all’edizione lancio del Travel Blogger Destination Italy, il nuovo appuntamento ideato dalla principale fiera del turismo B2B in Italia.

logo TDBI2013Ammetto che sono stata a lungo indecisa se partecipare o meno. Un po’ a causa della mia attuale situazione familiare e lavorativa, ma non solo. Queste righe le scrivo proprio per esplicitare a me stessa, prima ancora che agli altri, i motivi di un dubbio amletico che mi arrovella la testa negli ultimi mesi:

to be or not to be an Italian travel blogger?

Ho dato vita a Viaggi e Baci un po’ per gioco, senza quasi nemmeno sapere cosa fosse di preciso un blog. Di certo, due anni e mezzo fa, non immaginavo la potenza persuasiva di questo mezzo di comunicazione e tanto meno sospettavo le mosse che i soliti ignoti (n.d.r. agenzie di comunicazione, esperti SEO, responsabili web marketing, ecc) tramano con i soliti noti (n.d.r. brand più o meno conosciuti) per cercare di incanalare la spontaneità e l’autenticità di giudizio dei viaggiatori con il pallino di internet (questa è, secondo me, la vera essenza di un travel blogger) in quella che rischia di trasformarsi in una grande marchetta 2.0.

All’epoca non avevo – e non volevo avere! – un profilo Facebook e sapevo a malapena cosa fosse Twitter.
Tuttora preferisco il mondo reale a quello virtuale e alcuni mesi fa ho dato un taglio netto – e dolorosissimo! – ad alcune dinamiche da social-network che rischiavano di mettere a serio rischio la mia persona e, indirettamente, la mia famiglia.
Perché, dopo mesi di assoluta cecità, mi sono resa conto di una cosa: blog, facebook, twitter, instagram e compagnia bella creano dipendenza. E’ una dipendenza subdola, da cui ben pochi ti mettono in guardia e di cui, ai nostri tempi, non si parlava a scuola. Si manifesta con ore e ore passate davanti al pc, nottate in bianco per scrivere l’ultimo post, condivisione sfrenata sui social di ogni momento della giornata, anche i più banali. Vedi le migliaia di foto di piedi e tazzine di caffè che ogni giorno circolano in rete …

Non nego che dietro al post scritto in una calda sera di fine giugno 2011 si celassero sogni più grandi, ma quando ho aperto il blog, fondamentalmente, volevo raccontare le mie esperienze di viaggio ed essere uno stimolo per altri genitori a mettersi in viaggio con i propri bimbi.
Da un lato è stato un rispolverare quell’amore per la scrittura racchiuso in un cassetto insieme alla lettera di dimissioni dalla casa editrice in cui ho lavorato dopo il master milanese. Dall’altro un creare qualcosa di nuovo, completamente MIO. Senza alcuna interferenza dall’alto, comunicati stampa da leggere e ritoccare, piani editoriali da accettare senza possibilità di replica, scadenze da rispettare.

Il blog si è rivelato, presto, molto di più. Un’occasione inaspettata per fare nuove conoscenze (scusatemi ma non riesco proprio a chiamarle amicizie, anche se alcune effettivamente lo sono diventate), intavolare discussioni interessanti, confrontarmi con persone che spesso la pensano diversamente, imparare un sacco di cose nuove su un mondo in continuo divenire.

E’ questo che, alla fine, mi sta portando a Rimini in veste di travel blogger: la voglia di riabbracciare persone che stimo, di dare un volto a blogger che seguo con piacere, di scoprirne altri di cui ora ignoro l’esistenza. Insomma, sempre quel desiderio di trasformare il virtuale in reale …

Ma c’è dell’altro. Voglio ascoltare le esperienze di chi condivide la mia stessa passione dall’altro lato delle Alpi o dell’Oceano e confrontarmi a viso aperto con chi ha in mano le chiavi del turismo nostrano. Perché ci sono cose che non mi piacciano in questo mondo del travel-blogging all’italiana e voglio capire se tutto il mondo è paese o se ci sono delle via d’uscita per raccontare in modo diverso una destinazione.

E’ lì, tra le cose che non mi piacciono, che si annidano i tentacoli che mi hanno a lungo trattenuto dall’iscrivemi al TTG appena è uscita la notizia dell’evento, con il risultato di farmi arrivare troppo tardi per alcuni appuntamenti.

Non mi piace il modo in cui vengono attualmente organizzati e vissuti la maggior parte dei blog–tour nel nostro paese.
Non mi piace la preponderanza che l’attività social sta acquisendo agli occhi di chi, pur capendoci poco, ha in mano il portafoglio della promozione turistica italiana.
Non mi piacciono le dinamiche che stanno portando sempre più blogger ad abbandonare il carattere personale e intimo del proprio blog per trasformarsi nell’ennesimo portale dove vige la regola del pubblicare sempre, tutto e ad ogni costo.
Non mi piace la prevalenza del quanto sul come.
Non mi piacciono le catene di Sant’Antonio che si travestono da awards e le classifiche che cercano di dare un peso alle ali degli angeli.
Non mi piacciono le false adulazioni, l’autocelebrazione, l’opportunismo, le condivisioni a tutti i costi, le continue richieste di mi piace, la ricerca spasmodica di visibilità, lo spam senza limite di decenza, il do ut des che sta alla base di molti rapporti intessuti in rete.

Vado quindi a Rimini con la speranza che, guardandoci negli occhi, possa nascere qualcosa di nuovo e di migliore.
Per noi travel blogger.
Per gli enti e le aziende che credono in questa forma di comunicazione (non ho scritto appositamente promozione, pur consapevole che le due cose vanno a braccetto).
Per la nostra povera Italia e il suo ricchissimo patrimonio culturale, ambientale e umano, che si meritano qualcosa di ben più nobile di quanto stiamo ora offrendo loro.

Ci vediamo là …   😉

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11 commenti su “Travel Blogger Destination Italy: riflessioni prima della partenza

  1. Fra Mc
    10 gennaio 2014

    Leggo solo adesso questo post.. e mi ricorda molto una riflessione/post che mi sono “dedicata” per il mio 2014 http://www.findingneverlandtravelblog.com/travel-blogger-viaggiatore-2014/
    Mi rassicura sapere che altri “travel bogger” abbiano questo tipo di dubbi.. 😉

  2. zonzolando
    16 ottobre 2013

    In bocca al lupo per tutto 🙂

  3. Inguaribile
    16 ottobre 2013

    Mi è piaciuto quello che hai scritto, spero di conoscerti al TBDI

  4. Crinviaggio
    16 ottobre 2013

    Bel post! spero di conoscerti domani 😉

  5. Milly Bimbieviaggi
    16 ottobre 2013

    super monica!!!! 😀

  6. Patatofriendly
    16 ottobre 2013

    Sai Monica ho letto questo post con attenzione e voglia di comprendere.
    Come sai il mio blog e’ “in fasce” e questo mondo, che tu puoi osservare in doppia veste di blogger e operatore turistico, cerco di capirlo ma non sempre mi riesce.
    Quello che posso dire e’ che sono felice di rivederti e di trascorrere insieme i giorni di Rimini in cui spero avremo modo e occasione di parlare di tanto, anche di questo post!:)

  7. Annalisa
    15 ottobre 2013

    Ne abbiamo parlato faccia a faccia e sai già che condivido in pieno il tuo pensiero. Mi resta anche il dubbio che tutte sti tour facciano girare solo i blogger e non aumentino il numero dei turisti veri…cioè di quelli che pagano.

  8. freya76
    15 ottobre 2013

    Condivido appieno quello che scrivi sulle motivazioni che ti hanno spinto ad aprire il blog! Il mio è giovane, disordinato ancora cerco di capire COSA vuole essere, ma in definitiva so che è stata la voglia di avere “Una stanza tutta per sé” dopo anni passati a scrivere per altri, fra mille frustrazioni, delusioni, prestazioni occasionali e progetti più anche qualche soddisfazione – certo- che ni hanno spinta nell’anarchico mondo del blog. E anche la voglia di raccontarsi, senza censure, senza, come dici tu, marchette a nessuno! Piena comprensione, dunque! Buona Rimini!

  9. Alla ricerca di Shambala
    15 ottobre 2013

    Purtroppo non viviamo in un mondo ideale e il compromesso esiste anche in questa realtà, che fa gola per alcuni versi e fa storcere il naso per altri. Parlo da ignorante visto che sono l’ultima ruota di un lungo carro.
    Condivido molto di quello che dici, soprattutto sulla dipendenza e la corsa a pubblicare a oltranza, e sto cercando ancora di capire le regole di questo gioco. Spero che il TBDI mi/ci illumini un pò 🙂

  10. michelabocedi
    15 ottobre 2013

    Hai racchiuso nel tuo post i miei dubbi e e le mie perplessità !!! Ci si vede a Rimini!!!

  11. una donna con la valigia
    15 ottobre 2013

    Cara Monica, io non ci sarò, e per gli stessi identici motivi di cui hai saputo scrivere così bene, non ci ho pensato due volte e preferisco andare ad un raduno di viaggiatori che si svolge negli stessi giorni.. Tra il to be or not to be a travel blogger io alla fine mi do sempre questa risposta: I want to be a traveller first, e soprattutto, prima viene la mia vita e poi tutto il resto. E comunque leggerò con molto interesse le tue considerazioni al ritorno. Senza tanti giri di parole, ti stimo molto anche se ancora non ti conosco nella “vita reale”, ciao 🙂

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Questa voce è stata pubblicata il 15 ottobre 2013 da in pensieri e parole con tag .

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