Viaggi e Baci

di viaggi, di libri e altre passioni

Quando la forza delle idee è più forte della crisi di lavoro

Torno da Rimini con tre storie da raccontare.
Sono storie quasi commoventi nella loro disarmante semplicità, di quelle capaci di infondere ottimismo e tanta voglia di andare avanti. Storie di ragazzi qualunque, accomunati dal fatto di aver avuto l’idea giusta in un momento economicamente difficile e di essere saliti sullo stesso palco nei due giorni in cui sono rimasta incollata ad una sedia della fiera romagnola.

TBDI2013

gli appunti di Lara badioli durante il TBDI 2013

Se ti stai chiedendo cosa c’entrano le esperienze di questi giovani con un blog che parla di viaggi con bambini, la risposta è semplice: la fiera in questione è il più importante appuntamento B2B in Italia dedicato al mondo del turismo e Rick, Emma e Nicholas sono dei giovani che sono riusciti ad entrare in questo mondo a testa alta. Nonostante la crisi internazionale e il forte pessimismo che circola sul futuro dei nostri figli.
Li ho ascoltati con gran curiosità, ho seguito ogni loro parola con profonda ammirazione e alla fine ho voluto saperne di più. Per poter raccontare qui le loro storie e condividere con te l’ondata di fiducia e buon umore che mi ha pervaso sulla riviera romagnola.

Rick Mereki e la forza di un’idea

Non so se l’ispirazione per questo post mi sia venuta nei 60 secondi in cui MOVE ha letteralmente ipnotizzato il mio sguardo o durante la breve chiaccherata fata in pullman con Rick Mereki, l’ideatore e regista del video. O forse è nata dalla combinazione delle due cose e dal constatare l’umiltà con cui questo ragazzo parla della sua creatura, uno dei video a più alto impatto virale circolante in rete: 73.500 like e 2.300 commenti su Vimeo, giusto per dare qualche numero.

Rick Mereki

Rick Mereki al lavoro

E’ un video che dura solo 60 secondi e per realizzarlo Rick è partito da Melburne con due suoi amici (uno è il protagonista) e in 44 giorni ha girato 11 paesi in tutti i continenti. Quando gli chiedo dove sono andati di preciso fa fatica a ricordarlo e, arrivato al nono stato, alza lo sguardo al cielo ed esclama semplicemente and somewhere else!
Ne resto un po’ sorpresa, ma forse con 38.000 miglia sulle spalle e 18 voli in così pochi giorni, a distanza di due anni non è poi così semplice ricordare tutti i luoghi dove si è stati …
Però il bello è che, oltre ai 44 giorni di riprese, per realizzare questi 60 secondi di video (più altri due della stessa durata dedicati al cibo e all’imparare) ci sono voluti un mese di preparativi e due per il montaggio. Cioè quasi 5 mesi di lavoro per realizzare un’idea che, nel concreto, il popolo della rete consuma in esattamente 3 minuti.
Se non avete ancora mai visto il video di cui sto parlando, eccolo qui:

Prima di Move, Eat e Learn, Rick girava video musicali per band australiane e per aziende locali. Dopo il successo ottenuto on-line ha iniziato ad occuparsi anche di viaggi e il suo nome è sempre più noto tra i film-maker che circolano in rete.
Ora mi chiedo: quanti genitori italiani saluterebbero con un sorriso un figlio quasi trentenne che ha trovato uno sponsor per fare il giro del mondo e girare un video di 60 secondi da condividere su Vimeo?

Emma Taveri e un cervello che ritorna: a Brindisi!

Si parla spesso di cervelli in fuga e quasi mai di chi torna a lavorare al servizio del proprio Paese. Forse perchè non fa notizia o è qualcosa che collide con quel senso di autosvalutazione tanto in voga tra noi italiani. Oppure perchè molti giovani tornano in Italia solo dopo aver constatato che nemmeno all’estero è facile fare fortuna se non si hanno le competenze giuste e sono consapevoli a casa la porta è sempre aperta.

Emma Taveri

Emma Taveri, l’ideatrice di TBDI2013; credits: Laurence Norah

 Emma ha 29 anni, un diploma linguistico e una laurea in Economia del Turismo. È nata a Brindisi, da mamma tedesca e papá italiano. Nel suo sangue scorre una forte dose di stacanovismo di matrice nord-europea e quel calore e simpatia tipici delle regioni meridionali. Un mix esplosivo per una ragazza che ha iniziato a lavorare a 13 anni nell’agenzia marittima dei genitori e ha continuato a fare lavoretti anche negli anni dell’universitá. Finchè non si è fatta notare per la sua dedizione e buona volontá dagli organizzatori di una fiera turistica romana, che guarda caso è lo stesso TTG che, a distanza di qualche anno, l’ha ricontattata per affidargli la realizzazione della prima edizione di #TBDI2013, l’evento in cui ho avuto modo di ascoltare la sua esperienza.

Nel mezzo un soggiorno di quasi 3 anni nella capitale inglese, dove lavora per Tripadvisor e un TO del gruppo TUI. Qui impara un metodo di lavoro che in Italia è ancora tabù: non importa quante ore stai in ufficio a far finta di lavorare, ma i risultati che riesci a fornire al termine della scadenza prefissata per il compito che ti è stato assegnato.
Poi arriva il no alla richiesta di un permesso per partecipare al BTO e la profonda insoddisfazione di non potermi prendere i miei spazi per il mio paese. In pochi mesi Emma molla tutto un’altra volta. Ma questa volta è per tornare a casa e per mettere le competenze acquisite nel campo del destination marketing a servizio della sua terra: Brindisi e quell’angolo di meridione in cui molti hanno smesso di credere. Da molto, forse troppo tempo.
Nasce così BrindisiIsMyDestination, un destination blog che in pochi mesi si fa notare tra gli esperti del mestiere e riesce a portare in questa non-destinazione turistica italiana blogger da tutto il mondo.

BrindisiMyDestination non è il classico “destination blog”. E’ un sogno che si avvera, una tappa cruciale nel tuo cammino professionale e uno stimolo per molti giovani a credere nelle risorse della propria terra d’origine. Ci racconti com’è nata l’idea e che risultati ha prodotto finora nella tua vita e nella comunità in cui hai scelto di tornare a vivere?

Brindisi is MY Destination: la mia destinazione, di Emma che torna in Italia; di chi deciderà di venire a visitarla; di chi ci vive e se ne sta innamorando nuovamente.
Io sono appassionata di marketing territoriale e rientrando a Brindisi avevo voglia di fare qualcosa che connettesse ciò che amo alla mia meta. Se dovevo vivere qui, volevo che fosse “speciale”. Così appena rientrata ho messo in atto ciò a cui pensavo da un po’.

Ciò che sto notando qui a Brindisi è la positività che un progetto come il mio riesce a trasmettere a chi in questa terra ancora ci vuole credere. Il riscontro ad ora è stato ottimo, e la cosa più bella per me è incontrare ragazzi che mi dicono che gli do speranza.

Terminata l’università a Roma sei stata anche tu un cervello in fuga. Perchè hai scelto Londra? Quali opportunità ti ha offerto la capitale inglese e come hai superato le difficoltà di trovare un lavoro che non fosse il solito fare la cameriera nei pressi di Trafalgar Square?

Per motivi molto meno “professionali” di quanto si possa pensare. Lo ripeterò all’ infinito, per me la vita e le destinazioni sono fatte di persone. Ho scelto Londra perchè da tempo volevo fare un’esperienza all’estero, ma in particolare perchè c’era la mia migliore amica ed il mio ex ragazzo aveva intenzione di trasferirvisi. Così ho mollato tutto e sono partita.
Londra offre tutto e niente. In tanti vi si trasferiscono pensando che sia tutto semplice e che anche trovare lavoro sia una passeggiata. In realtà dipende molto dalle ambizioni che si hanno. E’ semplice trovare lavoro da cameriere in un ristorante italiano, ma senza esperienza e/o motivazione non si si va lontano.
Io avevo trovato un lavoro per il World Travel Market già dall’Italia. Ho fatto un’esperienza di due mesi in questa azienda e poi ho passato un paio di mesi a mandare cv senza successo. Il mio era solo uno dei tanti cv di ragazzi stranieri. Nel frattempo, per migliorare la mia posizione, avevo iniziato un corso di Business English, avevo cominciato a scrivere su un blog di destination marketing ed ho curato moltissimo il mio account Linkedin. Proprio attraverso Linkedin un bel giorno è arrivata la proposta di lavoro da parte di Tripadvisor …

Quali suggerimenti ti senti di dare ai giovani che si affacciano oggi, in piena crisi economica, al mondo del lavoro?

Io potrei essere il perfetto esempio da non seguire. Ho lasciato un ottimo posto di lavoro in una grande azienda inglese (il famoso tempo indeterminato) per lanciarmi nel vuoto, in un paese in crisi e senza alcuna certezza. Però sono felice.

E quindi, se posso permettermi di dare dei consigli (dal basso, da una ragazza che ancora ha tanta strada da fare) dico che ciò che dobbiamo rincorrere è la serenità. E non possiamo trovarla in un posto fisso o in uno stipendio da paura. La troviamo nella realizzazione dei nostri sogni, nella possibilità di coltivare delle passioni e di trasformarle nel nostro lavoro.
E’ importante dare sempre il massimo, impegnarsi e migliorarsi sempre. Ci sono persone che tutto questo lo notano, e sono pronte a darti una chance. A me è successo così. E sono incredibilmente felice di aver avuto la fortuna di incontrare persone serie e generose che mi hanno dato delle opportunità, premiando la mia tenacia e la mia voglia di imparare.
In mancanza di “posti fissi” quindi, il mio consiglio è di re-inventarsi, di crearsi un lavoro, di studiare questo mercato in continua evoluzione e specializzarsi il più possibile, seguendo ciò per cui siamo portati. Di essere aperti alle nuove esperienze, anche e soprattutto all’estero. E quando si ha successo, di rimanere umili e desiderosi di apprendere da tutte le nuove persone che ci sarà dato di incontrare.

Nicholas Montemaggi, ovvero la meritocrazia esiste. Anche in Italia

Nicholas ha solo 25 anni. A sentirlo parlare in pubblico e chiaccherandoci insieme ne dimostra almeno un lustro di più. È solare, convinto delle sue scelte e consapevole delle sue capacitá. Eppure non si è montato la testa e non dimentica le umili origini – come le chiama lui – da cui proviene. La sua non è una famiglia ricca e con gli agganci giusti, e lui lo sa. Per questo inizia a lavorare all’età di 16 anni come bagnino e receptionist negli stabilimenti della riviera romagnola, si laurea entro i 3 anni previsti dal corso di studi e non prosegue con la specializzazione.

nicholas montemaggi

Nicolas Montemaggi, il giovane ideatore di #blogville

 Sono un figlio del turismo, dice scherzosamente per sottolineare le origini italo-tedesche, come se il turismo fosse inciso nel suo DNA.  E infatti studia da perito turistico, consegue la laurea per Interpreti e Traduttori, soggiorna un anno in l’Irlanda grazie al progetto Erasmus e nel frattempo inizia a collaborare con lo IAT di Cesenatico.
Poi entra nell’APT Emilia Romagna con un contratto a progetto. Suo il compito di curare la versione tedesca del sito, mettendo a frutto il bilinguismo di famiglia e i viaggi in Germania fatti fin dalla più tenera età. Il passaggio al settore social media è forse frutto delle predisposizioni tipiche della sua giovane età, ma l’arrivo del contratto a tempo indeterminato è dovuto sicuramente all’idea geniale di #blogville e all’impegno con cui l’ha curata.

Che cos’è #blogville e come è nata l’idea di questa “casa per blogger” nel cuore di Bologna?

Blogville Emilia Romagna è un progetto di promozione turistica che combina insieme le attività offline con quelle online attraverso il coinvolgimento di travel blogger internazionali. L’Apt dell’Emilia Romagna ha messo a disposizione per 9 mesi, a partire dal 2012, una base/appartamento a Bologna dalla quale oltre 120 blogger provenienti da tutto il mondo (Brasile, Cina, Usa, Canada, Australia, Uk, Germania, Francia, ecc.) sono andati alla scoperta in totale libertà del territorio regionale e di tutte le sue eccellenze, per poterlo promuovere in diretta sui principali social network ai propri fan e follower, e per poi poter pubblicare articoli riguardanti l’Emilia Romagna sui singoli blog di viaggio.
Il motto del progetto spiega anche il perché della base e della libertà:
eat, feel and live like a local in Italy!

L’idea è nata a fine 2011 a seguito del primo blogtour che abbiamo organizzato sul nostro territorio con travel blogger internazionali. Insieme ad uno dei partecipanti, Kash Bhattacharya – @budgettraveller, abbiamo incominciato a ragionare sul perché i blogtour non soddisfino in pieno le  necessità dei blogger e non diano la possibilità agli enti turistici di ottenere più contenuti e materiali di qualità da parte dei blogger coinvolti.
Due sono principalmente le problematiche che abbiamo riscontrato: la mancanza di libertà e la mancanza di tempo libero. La prima serve al blogger per scoprire e raccontare al meglio il territorio, il secondo per elaborare i contenuti (foto, video, ecc.) da pubblicare in diretta. Durante il piccolo blogtour di 4 giorni abbiamo notato che i contenuti migliori sono quelli nati nella mezza giornata libera che i blogger hanno avuto a disposizione. Ognuno ha un suo focus e target specifico e quindi questa mezza giornata ha permesso loro di concentrarsi effettivamente sui propri interessi e, soprattutto, su quelli dei propri lettori e fan.
Poi, a dicembre ,abbiamo indirettamente coinvolto Melvin Böcher – @traveldudes, incontrato per caso durante un evento in Italia. Tra una chiaccherata e l’altra, davanti a due birre in una tranquilla serata invernale, siamo tornati sulla questione “cosa poter fare per riuscire a far lavorare insieme al meglio blogger ed enti turistici, in modo da ottenere una promozione maggiore e più efficace del territorio?”. Abbiamo messo insieme tutti i pezzettini che fino a lì erano nella nostra testa e, a fine dicembre, il progetto era strutturato e scritto nero su bianco.

2. Come è andata questa prima esperienza per te, come persona, e per la destinazione che curi nella promozione turistica?

A livello personale l’esperienza mi ha preso molto, soprattutto a livello di testa e tempo. Il progetto è quasi come se fosse mio figlio e ci tengo a curarlo e a trattarlo bene, in modo che tutto funzioni per il meglio. Ci sono stati momenti difficili, come in tutti i progetti, ma le persone coinvolte (gli indigeni del territorio che hanno lavorato a stretto contatto con l’Apt e i partecipanti stranieri) e l’aria d’internazionalizzazione mi hanno caricato ogni giorno di più. Quindi sono riuscito a non mollare mai e a dare sempre il meglio a #blogville e all’Emilia Romagna.

Per quanto riguarda la destinazione, i risultati finora generati dal progetto sono stati molto soddisfacenti:
– una forte e maggiore presenza sui mercati stranieri online e sui social network. Ecco qualche numero aggiornato ad oggi: oltre 500 articoli pubblicati sui diversi blog, 700.000 visite sui diversi articoli pubblicati, 6.000 foto e video condivisi e milioni di impressions sui social network
– riscontri da parte degli enti locali e privati coinvolti all’interno del progetto che hanno avuto visite e prenotazioni a seguito di articoli pubblicati dai blogger
– blogger che condividono con noi (Apt) le mail dei propri lettori che, dopo aver letto gli articoli e i post sui social riguardo l’Emilia Romagna, hanno deciso di cambiare l’itinerario delle visite e delle attività da fare in Italia o hanno inserito l’Emilia Romagna all’interno dei loro futuri piani di viaggio in Europa e Italia.

3. Raccontaci un po’ come #blogville ha cambiato la tua vita e quali sogni o progetti hai ora nel cassetto

#Blogville ha sicuramente cambiato la mia routine di vita quotidiana e lavorativa, è un progetto che chiede e pretende tanto, ma non mi lamento affatto: quello che restituisce a livello di risultati e soddisfazione è inquantificabile!
Sogni e progetti nel cassetto ce ne sono molti, ma preferisco tenerli ancora per me …

E tu conosci qualche giovane che ce la sta facendo?
Se la risposta è affermativa, condividila nei commenti qui sotto. L’Italia ha bisogno di una sferzata di ottimismo e positività, e visto che la stampa ufficiale è sempre più attratta dai cattivi prognostici che dagli esempi vincenti, perchè non sfruttare la forza della rete per far emergere queste belle storie?

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14 commenti su “Quando la forza delle idee è più forte della crisi di lavoro

  1. Pingback: Per favore, chiamami pure turista | Viaggi e Baci

  2. Pingback: Qualche pillola di professionalità … | Viaggi e Baci

  3. Pingback: Dove si trova la felicità? | Luca Panzarella blog

  4. Roberta | Il senso gusto
    5 novembre 2013

    Ciao Monica
    arrivo al tuo blog tramite il blog di Aquolina (foodblog) e mi sono soffermata a leggere queste tre meravigliose storie di speranza e di creatività. Grazie per averle condivise e complimenti ai tre ragazzi per la forza e la perseveranza. L’invito che vorrei fare è quello di non pensare mai di essere troppo vecchi per provarci 🙂
    Buona giornata e ancora grazie

  5. ideedituttounpo
    30 ottobre 2013

    I 30 anni in più sono limitanti per moltissime ragioni, ma al di là di questo, come per qualsiasi altro tipo di idea e lavoro in Italia, oltre una certa età non puoi più essere preso in considerazione! Io mi auguro, anci auguro a lei, che mia figlia possa avere coraggio e intraprendenza per essere anche solo la metà di una di quelle menti lì!

    • viaggiebaci
      30 ottobre 2013

      Monica, oggi come oggi l’Italia è nera per tutti. Per chi ha 20 anni perchè non ha esperienza, per chi ne ha 30 perchè non può più essere apprendista, per chi ne ha 40, 50 e oltre perchè si è troppo vecchi …
      A me questi ragazzi sono piaciuti perchè dimostrano che un’idea vincente e il coraggio di perseguirla portano sempre da qualche parte. magari non ci si arricchisce, ma non si sta nemmeno seduti sul divano ad attendere i doni della provvidenza. Penso sia un ottimo messaggio anche per i nostri figli …

  6. LaraBadioli (@LaraBadioli)
    30 ottobre 2013

    Storie meravigliose: la positività e la creatività sono la nostra grande speranza. Guardare il mondo con questi occhi riempie il cuore di energia!

    • viaggiebaci
      30 ottobre 2013

      Non ci siamo conosciute e Rimini, ma so che anche tu eri in sala e quindi l’hai respirata a pieni polmoni come me

  7. viaggiebaci
    30 ottobre 2013

    grazie a te per essere passata a scoprirle

  8. Annalisa
    29 ottobre 2013

    Che belle storie! Avere 30 anni di meno…..

    • viaggiebaci
      30 ottobre 2013

      Beh! magari il prossimo articolo potrebbe riguardare chi ha 30 anni in più … tutto sta nell’idea!!!

  9. Alla ricerca di Shambala
    29 ottobre 2013

    grande Monica e grandi questi tre esempi di tre C, creatività, caparbietà, condivisione in rete di idee, sogni, e progetti lavorativi innovativi 🙂
    mi strapiace

  10. francesca
    29 ottobre 2013

    grazie Monica per averci regalato questo pezzettino di cose belle tutte italiane!

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Questa voce è stata pubblicata il 29 ottobre 2013 da in pensieri e parole, quattro chiacchere con ... con tag .

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