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Tai-Chi e la forza dirompente di un’onda

Ci sono onde e onde.
Onde che ci cullano, onde che ci guidano e onde che ci scaraventano brutalmente sugli scogli. La vita ce ne offre ogni giorno in abbondanza, sia fisicamente che in senso lato.

onde del mareE noi sempre lì a cercar di resistere, a tirar fuori tutta la forza pur di non smuoverci di un centimetro. Dalle nostre certezze, dal posto fisso, da ciò che ci dà sicurezza, che ci piace e, strano a dirlo, anche da ciò che ci fa soffrire. Perchè, in fondo, mettersi in viaggio è sempre una grande avventura e i rischi che ci aspettano sono potenzialmente più grandi delle certezze che ci lasciamo alle spalle. Se questo assioma vale per un banalissimo viaggio intorno al mondo, immagina un po’ cosa può voler dire quando il viaggio che si è deciso di intraprendere porta dentro a sè stessi

La strada per il mio viaggio interiore l’ho intravista molto tempo fa, ma ci ho impiegato più di 15 anni per capire dove e come imboccarla. Forse perchè quel primo indizio l’ho scovato a mia insaputa e, ironia della sorte, proprio durante un viaggio. Un viaggio di quelli veri, come se ne fanno tanti. Uno di quelli dove fai la valigia, prendi un aereo e ti ritrovi in un paese di cui capisci a malapena la lingua. Sapevo com’era fatta la sua bandiera, il nome della regina e dinastia bella, a che ora i sudditi mollavano tutto per prendere il tè. Ma non sapevo che lì, in un  parco di cui ora non ricordo più nemmeno il nome, avrei visto per la prima volta degli uomini vestiti di bianco muoversi lentissimamente sotto a un grande albero.

Tai-Chi

la pratica del Tai-Chi; credits: sports for all foundation

Ricordo lo stupore (chi sono?), la paura (saranno mica dei matti?), la curiosità (cosa stanno facendo?) e le risate. Si, anche le risate. Perchè vederli muovere così lentamente per poi cercare equilibri improbabili e fare mosse apparentemente senza senso, all’epoca mi faceva proprio ridere.
Lì, nel cuore della City e a pochi metri da stazioni in cui la gente corre a tutte le ore del giorno e della notte, c’erano uomini che se ne stavano fermi per un tempo che a me sembrava lunghissimo. Eppure, a guardarli bene, si muovevano. Si muovevano come cullati da un’onda, in perfetto equilibrio tra il prato all’inglese e un cielo incredibilmente azzurro per essere quello di Londra.

Non ho mai scoperto chi fossero e cosa stessero facendo, ma quell’incontro aveva fatto centro. Centro in un angolo recondito della mia mente, dove il ricordo si è depositato per oltre un decennio. Finchè mio fratello un bel giorno inizia a parlarmi di Tai-Chi. E’ una disciplina che non conosco e che non ho mai sentito nominare prima, ma mi basta ascoltare le sue parole al telefono per ritrovarmi lì. Su quel prato inglese …

So di cosa sta parlando e quel che mi racconta mi affascina assai. Mi informo per sapere se esistono dei corsi nella mia città, memorizzo due numeri sul cellulare e poi … non ne faccio più nulla. La vita sugli scogli è troppo bella e comoda, con le sue mille cose da fare sempre di fretta e le giornate in cui le ore sembrano non bastare mai, per lasciarsi andare all’onda lenta di un ricordo.

Poi arriva un’onda violenta, il grande tsunami della mia vita.
E’ un’onda anomala, che mi travolge e mi stravolge portandomi via proprio quel fratello. Un’onda che mi sconquassa dall’interno e mi strizza come un vecchio calzino.

onde sugli scogli
Mi ritrovo a riva come un naufrago, senza alcun punto di riferimento a cui aggrapparmi. Ogni certezza se ne è andata insieme a lui e la vita mi si mostra per quello che effettivamente è: CONTINUO CAMBIAMENTO.
Per mesi non riesco a farmene una ragione e continuo a chiedermi perchè. E intanto mi aggrappo sempre più forte a quello scoglio di dolore in cui ho trovato rifugio, provando un piacere quasi masochistico nel farmi sbalottare di qua e di là dalle ondate di dolore che sembrano divertirsi a prendersi gioco di me.

Finchè un bel giorno arriva a me l’invito di un’onda che non mi è nuova, ma che per la prima volta riesco a sentire e a seguire. E’ così che mi metto in Viaggio ed entro in una palestra con su scritto Scuola di Arti Marziali.
Io!
Io che ho sempre abborrito la violenza e che non ho mai immaginato che il Tai Chi, quella specie di danza dolcissima sepolta tra i ricordi della mia giovinezza, fosse un’arte marziale.
Mi iscrivo e poi passo mesi a chiedermi cosa sto facendo. A incazzarmi per quattro passi che non mi entrano in testa. A pensare e ripensare da che parte devo muovermi, quale braccio devo alzare, da che parte girare. A guardare il Maestro spostare, con quella che sembra essere la forza del pensiero, uno, due, tre uomini messi assieme. E intanto mi dico che io non ne sarò mai capace, che non sono una cintura nera di karate, che non vado lì per quello e che, in fin dei conti, a me interessa solo fare esercizio fisico e rilassarmi un po’.

Eppure c’è un sassolino che il Maestro lancia, lezione dopo lezione, nelle acque addormentate della mia mente. E una piccola onda che, da un punto indefinito del mio Io,  inizia a crearne altre che lentamente si espandono dentro e fuori di me, invadono la mia vita di tutti i giorni e propagano la loro energia positiva in tutto ciò che faccio e penso.
Quel piede che sembra così lontano da afferrare diventa di colpo facilmente raggiungibile. Toccare il pavimento con il naso, mentre me ne sto seduta a terra con le gambe divaricate, si trasforma in un obiettivo non solo possibile, ma raggiunto. Inizio a riconoscere le tensioni del corpo, a scoprire come dissolverle con il respiro, a riconoscere ed accettare i miei limiti per trovare il modo di superarli, a capire che posso andare ben più lontano di quello scoglio di certezze e rassicurazioni su cui i dolori della vita mi hanno bruttalmente gettato.

mare Lignano
A questo penso sabato, nel primo pomeriggio, durante la passeggiata sulla spiaggia quasi deserta di Lignano. Sono lì per uno stage intensivo di Tai Chi e il Maestro dedica l’intero week-end allo studio delle onde. Quelle che ognuno può generare dentro di sè e che sono la chiave di volta per capire come far scorrere il Chi, l’energia. Ce le mostra in azione con dimostrazioni che ho già visto mille volte.

E’ un’energia dirompente, che parte dal nostro centro e si manifesta senza alcun sforzo muscolare. Un’energia che ogni uomo ha in sè e di cui i più ignorano l’esistenza, mentre altri non sanno riconoscerla e usarla. Tra questi ultimi ci sono anch’io, che accolgo sempre con titubanza l’invito a ripetere quelle prove. Non so dove cercare l’onda dentro di me, come generarla, cosa farne, dove indirizzarla. E, ovviamente, la tentazione di cadere nel tranello del tanto io non ce la posso fare è sempre lì in agguato.
Finchè arriva una frase. Una frase in mezzo a tante:

Non dovete crederci. Dovete semplicemente smettere di NON crederci.
Invece di dire vai “più veloce”, dite “vai meno lento”; invece di “abbi più fiducia”, “abbi meno timore”. Non ditevi “devo credere di più in me stesso”, ma solo smettere di non credere nelle vostre possibilità.
Perchè il PIU’ implica uno sforzo, il MENO un rilassamento ed è qui la chiave di tutto.

E così, a forza di dai e dai, quel che mi sembrava impossibile è diventato possibile e me ne torno a casa felice di aver fatto un altro passo lungo questo bellissimo cammino.

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21 commenti su “Tai-Chi e la forza dirompente di un’onda

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  5. francesca
    28 novembre 2013

    che cosa sviluppa questo tipi di disciplina? Ti chiedo perchè non so niente a riguardo, non sono mai stata sportiva e ho sempre provato gli sport tradizionali come il nuoto o il ballo.
    Grazie =)

    • viaggiebaci
      29 novembre 2013

      cara francesca,
      il Tai-Chi nasce come arte marziale e migliaia di anni fa le guardie dell’imperatore cinese erano monaci taoisti che praticavano questa disciplina, considerata una delle più efficaci nel suo genere. Poi si accorsero che chi la praticava viveva mediamente più a lungo degli altri uomini e così la medicina cinese ha iniziato a studiarla e a capire i motivi per cui la sua pratica produce benessere fisico.
      Al giorno d’oggi viene praticata soprattutto per questo secondo motivo e devo dirti che io, in pochi anni, ho smesso di soffrire di mal di schiena e i cardiologi che mi hanno in cura da anni – che non sanno nulla a tal proposito – sono sorpresi dal miglioramento che ho avuto. Ma personalmente la cosa che apprezzo di più è il beneficio nella vita di tutti i giorni – in termini di positivià, energia, autostima, ecc – che la filosofia che ne sta alla base ha pian piano fatto crescere in me. Ne ho parlato anche qui: https://viaggiebaci.wordpress.com/2013/07/15/a-proposito-di-porte-che-si-chiudono-e-portoni-che-si-aprono/
      Ovviamente tutto sta nella bravura del maestro, e io in questo sono stata davvero fortunata. Non so dove vivi, ma se nella tua città c’è una palestra che aderisce alla associazione Makotokai, ti consiglio di provare lì: http://www.makotokai.com/ss_template.php?pagina=club&id_nav=3

  6. Chiara
    20 novembre 2013

    Monica, qusto tuo post capita a fagiolo…proprio oggi!!! E’ stato bellissimo leggerlo e voglio interpretarlo come un segno… 🙂 La frase finale, quella nel riquadro voglio stamparla e attaccarla alla parete qui in ufficio…per ricordarmi che se vivo sempre con la paura (paura di non farcela, paura di perdere qualcosa, paura di fare brutta figura) non farò mai un Grande Viaggio e nn mi sposterò mai dal mio scoglio…Grazie per questo post e chissà mai che quando avrò più tempo libero (leggi=figli più grandi…) non possa dedicarmi al tai chi…anni fa facevo yoga, ma l’ambiente mi era sembrato un po’ di fissati, invece che rilassarmi mi facevano venire l’angoscia e anche se mi piaceva lo yoga in sè ho abbandonato…magari il paragone con lo yoga nn c’entra nulla, ma mi è venuto in mente quando parlavi di respirazione che allontana anche i dolori fisici…anche a yoga me lo insegnarono e soprattutto quando feci yoga preparto…e in effetti funziona…io a volte mando via la cefalea con la respirazione yoga…
    Il Tai Chi si può iniziare a qualsiasi età? >Scusa x il post lungo….

    • viaggiebaci
      26 novembre 2013

      ciao Chiara,
      il tuo commento è molto azzeccato perchè, al di là di tutto, nella scelta di cosa fare nel tempo libero c’entra sempre molto anche come ci si sente in quell’ambiente e la bravura dell’insegnante. Io ho avuto la fortuna di trovare un ambiente in cui mi sento completamene a mio agio e questo ha contribuito molto a superare le varie difficoltà, perchè credimi che all’inizio la tentazione di mollare tutto perchè mi sembrava difficilissimo è stata molta …
      Per la domanda finale la risposta è SI … Figurati che con noi c’è un signore di 87 anni che lo ha scoperto qualche anno fa!!! Quindi coraggio … possono farcela davvero tutti e i benefici si sentono già ai primi mesi

  7. Norma
    19 novembre 2013

    Grazie per questi pensieri, è proprio quello che avevo bisogno di sentire in questo momento.
    Sono cose che sapevo già, ho praticato per anni il Karate (e sono cintura nera anche se solo primo dan) e la filosofia di base è più o meno la stessa, trovare il Chi, l’Energia dentro di te, ma l’avevo dimenticato.
    E tu me lo hai ricordato.
    Ciao
    Norma

    • viaggiebaci
      20 novembre 2013

      Ci sono cose nella vita che seppelliamo sotto strati di polvere e quando ci servono non siamo più capaci di trovarle. Ma sono sempre lì e basta dargli una rispolveratina per rimetterle in azione e risentirne gli effetti benefici. Felice di essere stata il tuo straccetto della polvere 😉
      PS: mio figlio fa karate da qualche anno e penso che si, la filosofia di base sia molto simile

  8. incostantericerca
    19 novembre 2013

    Bellissima riflessione. La frase evidenziata mi è entrata direttamente in testa, e devo riuscire a farla mia. Grazie

    • viaggiebaci
      19 novembre 2013

      Su di me ha avuto un effetto immediato, spero lo dia anche a te 🙂

  9. Daisy
    19 novembre 2013

    Monica dolcissima! sei una delle prime che ho scoperto qui su wordpress ma non sapevo di tuo fratello. Nonostante abbia letto tanti tuoi post passati, mi era sfuggito quello importantissimo. Non oso immaginare il tuo dolore. Non sai quanto mi dispiace! non lo sai… io ho quasi la stessa età di tuo fratello quando è morto. Non posso capire il perchè di questa cosa improvvisa. E tu Non devi mai farti delle colpe. So che sei cardiopatica e che hai affrontato una gravidanza contro tanti pareri medici. Me lo dicesti nel tuo 2° commento. Ma ciò non significa niente. Il destino di ognuno di noi è segnato, proprio come la storia che hai scritto nel post di tuo fratello. Magari tu non avrai mai problemi di nessun tipo…nonostante hai una patologia!! a tuo fratello il destino aveva deciso questo! sono tanto dispiaciuta!! posso solo sperare che nella tua vita, dolori del genere, non c’è ne siano più!! ❤ bacioni monica dolce!!! ❤

    • Daisy
      19 novembre 2013

      Dimenticavo: sono stra-felice dei tuoi cambiamenti e dei tuoi passi avanti!! ❤

    • viaggiebaci
      19 novembre 2013

      Ognuno ha i suoi problemi cara Daisy, fanno parte della vita come le moltissime gioie che ci arrivano lungo il cammino. L’importante è capire che fanno parte del gioco di vivere e non aggrapparsi solo a quelli, ma trovare il modo di superarli e non perdere mai la certezza che ogni cosa che ci capita è solo un momento di passaggio in quel grande cerchio che è la vita di ciascuno di noi.
      Io oggi non volevo focalizzare l’attenzione su mio fratello e sul mio dolore per la sua scomparsa, ma visto che lui è stato una tappa importante in questa mia presa di consapevolezza, non potevo certo non citarlo. Spero solo che nelle mie parole siano passati anche altri messaggi, ben più positivi di quelli legati al dolore 😉

      • Daisy
        19 novembre 2013

        Infatti ho sbagliato a commentarti in questo post. Questo commento era più adatto al post linkato! 🙂 Questo era focalizzato su altre cose…positive! e hai citato tuo fratello solo perchè è stato lui a portarti su “quella strada” e ad insegnarti quelle cose. 🙂 sei sempre chiara Monica! :-*

        • viaggiebaci
          20 novembre 2013

          Oh si, Daisy … questa volta hai fatto centro!
          Non sai quante volte l’ho sentito ripetere a tutti coloro che si lamentavano per dolori fisici o di altro tipo “un rimedio c’è e si chiama Tai-Chi” … 🙂

          • Daisy
            20 novembre 2013

            Solo che ora mi hai fatto venire la curiosità! ^_^ mi piacciono tutte queste cose…fuori comune!! 🙂

            • viaggiebaci
              26 novembre 2013

              Beh! se hai una scuola di Makotokai nelle vicinanze puoi sempre andare a provare bella mia … 😉

  10. Alla ricerca di Shambala
    19 novembre 2013

    Un post stupendo pieno di senso, di strada percorsa, di cadute e rimesse in piedi…un post che prima o poi sapevo sarebbe arrivato ed evidentemente questi 2 giorni ti hanno fatto sentire pronta per scriverlo. Lo condivido subito.

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Questa voce è stata pubblicata il 19 novembre 2013 da in pensieri e parole con tag .

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