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“I bambini sono cambiati”: la psicologia dei bambini dai 5 ai 10 anni

Gli educatori possono essere sicuri di aver raggiunto un grande risultato quando il bambino apre spontanteamente un libro e lo legge, non per obbligo, ma per il piacere di farlo. Da quel momento, come un naufrago che ha raggiunto la scialuppa di salvataggio, anzichè essere travolto dall’onda informe delle comunicazioni di massa, sarà libero di scegliersi una meta da seguire, secondo la propria rotta.

E’ questa una delle prime frasi che sottolineo nel libro I bambini sono cambiati, di Silvia Veggetti Finzi e Anna Maria Battistin. La sento particolarmente mia per l’amore che nutro per la lettura e per il tipo di educazione che sto cercando, con grande fatica, di dare a mio figlio.
La rileggo ora, a libro terminato, e scopro che dentro c’è molto più di quel che mi era apparso in un primo momento. Non si parla solo di amore per la lettura in questa manciata di righe scritte nei capitoli che trattano l’inizio dell’avventura scolastica, il delicato rapporto tra genitori e insegnanti nella seconda infanzia, le diverse vie di apprendimento, le problematiche che si celano alla base dell’insuccesso scolastico.
In questa frase è racchiuso il senso vero di tutto il libro, dedicato alla psicologia dei bambini tra i 5 e i 10 anni.

i bambini sono cambiati

C’è quel piacere di farlo che, inteso in senso lato e non solo in rapporto alla lettura, è il leitmotif di tutta l’infanzia. Un motivo che si intreccia intimamente alla curiosità tipica dei bambini nei loro primi anni di vita e che noi educatori, spesso inconsapevolmente, facciamo morire sul nascere. Per non sporcare. Per non fare brutte figure davanti a parenti e amici. Perchè non sappiamo cosa rispondere. O, molto più semplicemente, perchè non immaginiamo che dietro a dei semplici giochi e domande si stia già costruendo il futuro dei nostri figli e che il modo in cui noi ci rapportiamo ad essi influenzerà poi il loro approccio con la conoscenza, le nuove amicizie, i primi amori.

C’è poi quella massa a cui troppo spesso ci adeguiamo, invece di cercare una strada adatta ai bisogni veri del bambino.
Per comodità. Perchè così si è sempre detto e fatto, e non spetta certo a noi il compito di creare nuovi sistemi educativi.
Per paura. Quel timore recondito di essere diversi dagli altri e di vedere nostro figlio emarginato dal gruppo degli amichetti.
E per pigrizia. Perchè scegliere una meta propria e trovare gli strumenti per perseguirla è molto più difficile che lasciarsi trasportare dall’onda del così fan tutti.

E infine c’è quel bellissimo secondo la propria rotta. L’unico principio che genitori e insegnanti dovrebbero assumere a dogma nel momento in cui si apprestano ad educare, ovvero a tirar fuori le qualità uniche e irripetibili di un altro essere umano.
Solo che non sempre è facile capire come fare e il più delle volte è quasi impossibile, per noi genitori, immaginare quale sia la vera rotta per nostro figlio. Un po’ perchè lo vorremmo a immagine e somiglianza dei sogni che non siamo riusciti a realizzare, un po’ perchè non siamo capaci di leggere il senso vero che si cela sotto alle sue parole, a un suo gesto, a quelli che chiamiamo capricci, a una sua difficoltà. Questo libro ci aiuta a farlo, in modo semplice e con esempi in cui è davvero facile riconoscersi

Ecco perchè lo consiglio a tutte le mamme, i papà e gli insegnanti che vogliono cercare una rotta consapevole nell’educazione dei bambini in età scolare. Un periodo solo apparentemente tranquillo, posto com’è a separare “i capricci dei terribili due anni” e le pulsioni della fase edipica dalle turbolenze dell’adolescenza. In realtà gli anni della seconda infanzia rappresentano un periodo ricco di opportunità per porre rimedio alle questioni rimaste aperte nella fase precedente e per incanalare nella giusta direzione i problemi che potrebbero riemergere violentemente con la pubertà.
Nel libro si parla di scuola, da diversi punti di vista. Ma si analizzano anche i nuovi rapporti di amicizia, i tratti del temperamento e la formazione del carattere, i modi con cui aiutare i bambini a superare le difficoltà implicite nella timidezza, nell’aggressività e nella pigrizia, i rischi del bambino superdotato, i perchè del bullismo, delle bugie, dei piccoli furti, dei tic, delle manie, della pipì a letto e del mangiarsi le unghie. E infine si parla di sessualità, della formazione della propria identità e di come rispondere alle domande difficili che riaffiorano in questi anni.

E ora non ditemi che nessuno di questi argomenti ha mai fatto nascere in voi un perchè!

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6 commenti su ““I bambini sono cambiati”: la psicologia dei bambini dai 5 ai 10 anni

  1. Prisca
    23 maggio 2014

    Ciao! della stessa autrice ho sul comodino da un paio di anni A piccoli passi – la psicologia dei bambini dall’attesa ai cinque anni – e lo consulto spesso come promemoria e come una sorta di manuale!

  2. Pingback: “I bambini sono cambiati”: la psico...

  3. patrizia
    26 novembre 2013

    ciao Monica
    ero curiosa di leggere di questo libro, ma prima di leggere tutto il tuo post … l’ho ordinato! e adesso leggo il post
    grazie e buona serata Patrizia

    • viaggiebaci
      26 novembre 2013

      poi però fammi sapere che ne pensi …
      E’ una lettura impegnata, ma con il fatto che guardando l’indice si può andare direttamente alle domande che interessano è di facile consultazione in ogni momento. Sono sicura che troverai molti spunti di riflessione

  4. zuccherando
    26 novembre 2013

    Non uno ma mille di perchè o altri interrogativi nella mia mente di mamma di due bimbi da 5 a 10 anni!!!!!!! Grazie di aver segnalato questo belissimo libro! A volte bisogna prima lavorare su se stessi per essere davvero capaci di trasmettere e insegnare ai nostri bimbi ad affrontare le cose della vita, e non si deve essere mai troppo stanchi per farlo!

    • viaggiebaci
      26 novembre 2013

      Hai perfettamente ragione. E aggiungo che non bisogna mai lasciarsi sopraffare dalle mille cose che tutti son pronti a suggerire, ma trovare la via più adatta al proprio sentire e al proprio concetto di educazione …

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Questa voce è stata pubblicata il 26 novembre 2013 da in i miei libri con tag .

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