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Momenti sacri lungo le strade del mondo

Fa caldo, un caldo soffocante. Miraggi di pozze d’acqua all’orizzonte confermano la temperatura esterna: quarantatre gradi. Apriamo lo sportello della macchina e la prima sensazione è di essere arrivati alle porte dell’Inferno. Invece i cartelli che ci hanno condotti fin qui, lungo la strada che da Lisbona nel giro di qualche giorno ci porterà a Oporto, indicano che questa è la scorciatoia per il Paradiso.

Siamo a Fatima, uno dei santuari mariani più visitati al mondo. Costruito nel luogo in cui la Vergine Maria apparve ripetutamente a tre pastorelli, fu così caro a Papa Giovanni Paolo II da custodire il proiettile estratto dal suo corpo.
E’ il 2003, l’anno dell’estate più calda degli ultimi cento anni.
Il 13 agosto, per l’esattezza.

Ricordo esattamente la data, a distanza di oltre un decennio, perchè coincide con il giorno in cui la Madonna apparve per alcuni mesi di seguito a Lucia, Francisco e Giacinta, ma fino a poco prima di arrivare a Fatima non sapevo nemmeno che fosse in Portogallo. Non perchè non l’avessi mai sentita nominare o fossi ignara dell’esistenza del suo segreto. Semplicemente il mio viaggio in Portogallo ha tutt’altre finalità e io non sono una vera pellegrina.
Nelle chiese ci entro spesso, ma più da turista che da fedele. Eppure quel cartello lungo la strada mi ha proprio incuriosito e non resisto alla tentazione di compiere una deviazione.

Mi piacerebbe potervi dire che qui ho sentito qualcosa di diverso, che non trovo le parole per descrivere questa esperienza mistica, che è stata una tappa fondamentale nel mio cammino di fede.
Ma purtroppo non è così …

Me ne vado da Fatima con un senso di nausea che mi turba nel profondo. Più che un luogo di fede mi sembra il Gran Bazar delle Grazie.
Più è grande il favore che ti devo chiedere, cara Madonna, più grande il mazzo di ceri da acquistare e accendere: mi sembra questo il pensiero che turbina nelle menti delle migliaia di persone che si accalcano intorno a me. Lungo le scale, nel piazzale, davanti alle grate infuocate dove ogni minuto bruciano quintali di cera nella forma di braccia, gambe, cuori, pance e cervelli a misura naturale.

Nel mio cuore la sacralità del luogo brucia insieme a quelle fiamme e proseguo il mio cammino come se questa tappa non fosse mai esistita.
Peccato!
Peccato davvero. E’ sicuramente la più grande occasione persa dalla mia povera anima mortale.

Eppure lungo le strade del mondo ho sentito più volte il mio cuore battere ad un ritmo diverso.
Non so dire se sia questo il ritmo della fede. Sono semplicemente attimi in cui mi fermo e taccio.

Taccio e chino la testa con grande rispetto di fronte ad un uomo in preghiera, qualunque sia il nome del suo Dio e la latitudine del nostro incontro.

bambino in preghiera

Samir in un momento di preghiera all’uscita dal bosco, in Val Sella

Taccio e cerco risposte di fronte agli spettacoli della Natura e a quei misteri che da millenni si incarnano nelle sembianze di dei e figure mitologiche e ancor oggi ci fanno sentire insignificanti granellini di sabbia nella vastità del Creato.

chimera

lingue di fuoco che da migliaia di anni escono dal terreno e hanno ispirato il mito della Chimera

Taccio e alzo gli occhi al cielo davanti a una croce, una lapide, un monumeto sepolcrale, che non manco mai di cercare volutamente nel mio peregrinare per il mondo.

Jelling Bluetooth

il cimitero di Jelling, in Danimarca, colpisce più per la cura riservata ai defunti che per le pietre runiche dedicate a Aroldo I Bluetooth, che lo rendono sito Unesco

Sono questi i miei attimi di sacralità e non c’è paese al mondo, dal Mar Baltico all’Equatore, che non me ne abbia regalati di intensissimi.
Ora tocca a voi scegliere quale di questi tre vorreste ritrovare nel Tempio dei Viaggiatori la sera del 10 gennaio. Basta semplicemente indicare nei commenti qui sotto la foto che vi piace di più.

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22 commenti su “Momenti sacri lungo le strade del mondo

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  3. Monica
    8 gennaio 2014

    Non ho scritto, questa volta, ma almeno scelgo la tua foto.
    Tra l’altro di un argomento controverso che mi avrebbe messo davvero in difficoltà! Direi che per molto versi siamo molto simili per quello che riguarda le religioni: mai stata a Fatima, ma sono convinta che avrei avuto le tue stesse senzazioni come pure quelle di qualcun altro che ha partecipato e che ho letto adesso velocemente (ma farò il giro da tutte come sempre, mi ci vuole calma). Le religioni sono tutte uguali, i principi su cui si fondano sono i medesimi anche se perseguiti in modi diversi. Ognuno di noi ha la propria fede e io credo poco nelle “istituzioni terrene” della fede, qualunque essa sia, anche se a volte esistono eccezioni davvero particolari, persone davvero speciali, meritevoli di essere seguite, ascoltate e ammirate. Ma sono affascinata da questi “mondi” e da come in un modo o nell’altro ciascuna religione cerchi di trovare adepti. Detto questo, la foto che più mi affascina è la prima, Samir in preghiera davanti ad crocefisso, perchè per certi versi è la rappresentazione di un’utopia che forse sarebbe sperabile che un giorno si realizzasse… l’incontro e la convivenza di culture e religioni diverse. E anche se so che Samir deciderà da grande quale strada seguire, io lo vedo comunque come un messaggio di speranza!
    Ecco non ho fatto il mio post con foto, ma te ne ho scritto uno qui, adesso! E scusami ancora per averti fatto aspettare inutilmente!

  4. Tiziana Bergantin
    8 gennaio 2014

    Taccio e chino la testa davanti ai tuoi pensieri. Siamo in perfetta sintonia. Perdonami ma nemmeno questa volta ce l’ho fatta. Avevo preparato anche le foto ma che vuoi fare, è un periodo così. La foto di Samir è speciale. Un abbraccio

  5. robby
    8 gennaio 2014

    Samir in un momento di preghiera all’uscita dal bosco, in Val Sella questa è la foto che mi ha colpito di più, bello il paesaggio e poi bello vedere un bimbo pregare.

  6. federica
    8 gennaio 2014

    io voto la terza, perché anche a me piacciono i cimiteri… son stata molto colpita da quello acattolico a roma

  7. Strawberry
    7 gennaio 2014

    Sono d’accordo con te, ci sono omenti in cui l’anima rallenta il ritmo, come in “preghiera” e non è detto che questi momenti siano legati alla religiosità canonica…

    delle tue 3 belle foto voto la seconda, une vento naturale del genere è ricco di fascino e mistero e ci ricorda quanto facciamo parte di un mondo che sa ancora riservarci sorprese…

  8. luna
    7 gennaio 2014

    Voto la prima foto: un bimbo raccolto in preghiera è quanto di più sacro possa esistere.

  9. Patatofriendly
    7 gennaio 2014

    Io voto il fuoco da sempre simbolo di sacralità e per me entità affascinante e viva…
    🙂

  10. Alessandra
    7 gennaio 2014

    Ciao Monica, io scelgo la seconda! Sono affascinata da come gli esseri umani abbiano elaborato il loro senso del sacro a partire da fenomeni naturali.

  11. Alla ricerca di Shambala
    7 gennaio 2014

    io scelgo la preghiera i Samir e manco a farlo apposta oggi ho ripreso a scrivere sul blog e ho fatto un accenno a Fatima, concordo in pieno con te sull’eccesso di business.

  12. monicaalessia
    7 gennaio 2014

    Il periodo natalizio mi ha portata via da internet per passare molti momenti con famiglia e amici; così, ancora una volta priva di post con cui partecipare al meeting (questo mese molto, molto bello) eccomi almeno a votare per la foto di Monica. Scelgo quella di Samir che prega, perché nessuno sa avvicinarsi al sacro più di un bambino.
    Un abbraccio e felice anno nuovo a tutti.
    Monica

  13. vagabondele
    6 gennaio 2014

    ciao Monica,
    come sempre il tuo post è pieno di spunti di riflessione!
    Le immagini sono bellissime e dovendone scegliere una sola, opterei per la seconda!
    A presto
    Elena

  14. Bellissime parole…condivido in pieno il tuo pensiero su quei luoghi come Fatima o Medjugorije…ho trovato molta più sacralità in luoghi inaspettati che in certi luoghi della Fede…ad esempio davanti a una cascata, davanti alla forza della natura, davanti alla mia pancia con dentro mia figlia, davanti all’ecografo che mi faceva vedere il suo cuore battere nel mio, in una moschea sgarrupata a Jaice, davanti a una lapide solitaria in mezzo a un campo di papaveri…io voto la prima foto…la fede di un bambino…la più pura che ci sia.

  15. Norma
    6 gennaio 2014

    Allora, ho avuto anch’io la tua stessa sensazione per Fatima, avevo tante speranze e sono rimasta delusa, molto delusa, ha dato anche a me la sensazione che l’anima fosse solo commerciale.
    Ci sono andata una primavera di tanti anni fa, era un periodo particolare, era l’Aprile del 2003, era appena scoppiata la seconda guerra del Golfo, sono partita con il cuore pesante e speravo di trovare un po’ di conforto ma è stato solo un’illusione, non ho trovato niente che mi trafiggesse l’anima.
    Adoro i cimiteri, mi danno molte emozioni ma l’immagine che preferisco è quella dei fuochi, si manifestano dove e quando vogliono, è la natura che dà i suoi segni.
    Ciao
    Norma

  16. Liliana Monticone
    6 gennaio 2014

    Fatima… non ci sono mai stata ma credo assomigli un po’ a Lourdes da quel che racconti. Impatto tremendo e poi ancora peggio, ma andare alla grotta in piena notte e vedere tanti giovani là davanti a pregare in silenzio è davvero toccante.

    Per la foto ti direi la terza ma… voto la prima senza dubbio. Samir è bellissimo così assorto!!!

  17. acasadiclara
    6 gennaio 2014

    io scelgo la prima perchè è bello pregare anche se si è piccoli, qualsiasi sia il tuo dio. Ti do’ ragione: nei santuari quasi quasi vedi di più la commercializzazione del culto che il culto vero e proprio, ma bisogna riuscire ad andare oltre, anche se non è facile (lourdes mi ha fatto la stessa impressione) perchè anche l’ostentazione della fede può dar fastidio quasi di più della commercializzazione. Sono posti dall’energia molto intensa e molto positiva e poi aggiungo che ognuno ha il suo preferito. a me ad esempio piacciono solo alcuni se possibile di dimensioni minori(uno di questi è quello del post : La Verna). ad esempio a Medjugorie non ho voluto andarci quando siamo stati a Mostar. Con tutto il rispetto e l’affetto per chi ci va, preferisco altri luoghi. Discorso amplissimo che potremmo continuare per giorni!!!!!

  18. simona sacri
    6 gennaio 2014

    Io scelgo la seconda. Molto bello Monica, come sempre!!

  19. Antonella
    6 gennaio 2014

    Ciao Monica, molto belle e significative tutte e tre le fotografie, ma soprattutto mi hanno colpita le parole che hai scritto e che in buona parte condivido. Troppo spesso i grandi Santuari della fede sono ridotti a puro mercato e il sacro dimora in ben altri luoghi.

    Io scelgo la fotografia n.2, mi piace molto come fotografia e come idea di sacro.
    Un abbraccio.
    Antonella

  20. profpalmy
    6 gennaio 2014

    Io voto per Samir…

  21. Annalisa Guarelli Pedrina
    6 gennaio 2014

    Mi piace molto Samir che prega. E’ tenero.
    Mi dispiace per la tua brutta sensazione su Fatima, che io invece ho inserito nel mio post…ma ti capisco benissimo. Io per esempio ricordo a Lourdes la gente che comprava grosse taniche di plastica con la decalcomania della Madonna per riempirle di acqua santa e prima le risciacquava con la stessa acqua santa, gettandola nel tombino… Ciao ciao!

  22. Audrey
    6 gennaio 2014

    Ciao Monica,
    il mio preferito è senza ombra di dubbio il cimitero di Jelling, in Danimarca.
    Colpisce davvero tanto, in verità non sembra nemmeno un cimitero.
    Buona Epifania

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Questa voce è stata pubblicata il 6 gennaio 2014 da in il senso dei miei viaggi con tag .

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