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Tunisi: tour tra i meandri della memoria

Ecco! Da qui, ogni mattina, partivo a piedi con mio padre per andare a scuola.

Stiamo girovagando in macchina tra le strade del quartiere residenziale di Montfleury alla ricerca di un parcheggio per visitare la medina di Tunisi. Il nostro non sarà il classico tour tra i souk, con venditori di souvenir pronti a fermarci ad ogni passo e soste obbligate nei negozi di tappeti. Davanti a noi non c’è una guida con la bandierina colorata da tenere d’occhio per non perdersi.

porta tunisina

colori dell’anima …

Siamo solo noi tre: io, te e papà.
Per la prima volta insieme in quel labirinto di stradine coperte che si aggrovigliano intorno a Jemaa Zitouna, la Grande Moschea.
Non è la tua prima volta in Tunisia. Ci sei venuto a 3 mesi e tornato in un paio di altre occasioni.
Ma è la tua prima volta alla scoperta dei ricordi che si celano nei meandri del cuore di papà. Quei vicoli ciechi che si perdono tra i ricordi più dolci dell’infanzia e che i tuoi amichetti, nati nella stessa città dei loro genitori, danno per scontati.

minareto
La casa dove tuo padre è nato e vissuto con la sua famiglia prima di imbarcarsi all’inseguimento di un sogno, il giorno del suo diciottesimo compleanno. Non c’è più il grande albero di fico di cui parla sempre quando ne mangia uno e nell’aria non si sente il profumo del gelsomino in fiore. Eppure lui la riconosce al volo. Rallenta, ricorda chi abitava nelle case vicine, parla del colore del cancello. Mi lascia scendere dalla macchina per uno scatto* al volo e poi riparte.

Vuole portarti a scuola, la scuola dove ha imparato a leggere e scrivere. E’ su questi vecchi muri intonacati di bianco che sono appesi i primi ricordi della sua vita. Nomi di amici che faticano a venire a galla e volti di insegnanti sepolti sotto a tutto quello che è successo dopo.

scuola a Tunisi

nella scuola di papà

Per raggiungere l’ingresso c’è una stradina in discesa, fiancheggiata da una ringhiera che si fa sempre più alta. Tu subito ti ci arrampichi e lui, invece di invitarti a scendere, si gira e mi sussurra lo facevo anch’io ogni mattina.
Chiedo se possiamo entrare a dare un’occhiata ed è così che ti vedo fermo davanti alla porta della presidenza. Tu così simile a lui nei lineamenti e nelle espressioni. E’ un vero colpo al cuore …

Un uomo ci accompagna nel cortile interno, dove si affacciano le aule. Si sente una donna che, ad alta voce, scandisce parole incomprensibili per noi due. La voce proviene da una finestra spalancata, da cui si intravede un volto velato che ci scruta e tanti ragazzi con la testa china sui quaderni. Stanno facendo un dettato, ci spiega papà.

interno scuola araba

il cortile interno della scuola

E poi c’è la libreria di suo padre, tuo nonno. Quel negozietto nel cuore della medina che tante volte ci ha mostrato in una vecchia fotografia in bianco e nero. Quando mi ha portato qui per la prima e unica volta, quindici anni fa, era chiuso. Oggi lo troviamo aperto e, con grande sorpresa di tutti, dentro è rimasto tale e quale. Lo stesso bancone in legno, la vecchia scala per salire sul soppalco ormai in disuso. Solo che agli occhi di papà appare così piccolo. Incredibilmente piccolo. Quando ci venivo mi sembrava uno dei negozi più grandi del souk, non posso credere che sia davvero così minuscolo.

souk tunis

la libreria di nonno Nouri, nel cuore della medina

I mausolei della memoria sono stati onorati, le tappe imperdibili cancellate dalla lista. Ora siamo liberi di girovagare senza meta nel dedalo di viuzze della vecchia città araba. Liberi di perderci in una zona poco frequentata dai turisti e di alzare di tanto in tanto gli occhi al cielo per sbattere lo sguardo contro gli eleganti minareti disseminati intorno alla Zitouna. Parliamo di Aladdin e di Alì Babà mentre intorno a noi la vita prosegue con i ritmi di sempre. Il rumore di un martello si fonde con i ritmi della musica araba, il vociare dei commercianti si perde tra i fumi della chicha.

medina di Tunisi

a spasso per le zone non turistiche della medina

E’ durante questo girovagare che papà si ferma ed esclama: Mamma mia, è ancora qui! Quest’uomo vende ricotta sul suo carretto, in questo punto preciso del souk, da quando io ero bambino.
Poco dopo passiamo di fronte alla bottega del suo vecchio barbiere. La porta è spalancata e lui sta facendo la barba ad un uomo. Il papà entra e gli chiede: mi riconosci? L’uomo in camice bianco lo guarda e ci parla. Ma nulla. Poi papà dice ben Nouri  (cioè figlio di Nouri) e lui molla tutto e lo abbraccia. E’ visibilmente commosso sotto quel grande sorriso. E io con lui …

tunisini

il venditore di ricotta e il barbiere: incontri lungo il cammino …

Ecco, pulcino. Io ho mantenuto la promessa che ti ho fatto prima di scendere dalla macchina.
Ho scattato le foto, le ho riordinate e arricchite di ricordi ancora freschissimi.
Così, un domani, tu potrai tornare a Tunisi e raccontare tutto ai tuoi figli, senza il timore di non saper riconoscere esattamente la casa, il negozio e la scuola di tuo padre. Certo non sarà facile ritrovare la via per arrivarci, ma ti prego di non scordarre mai che

ho scelto per te un nome arabo perchè, in qualunque luogo del mondo sceglierai di vivere, tu possa sempre ricordare le origini di una parte del sangue che scorre nelle tue vene. Origini di cui dovrai essere sempre fiero, qualunque cosa ti diranno gli amichetti e qualunque piega prenderà il corso della Storia.

tunisi con bambini

eccoli i miei uomini … come non amarli?!?

* appena la trovo la carico, eh?!?

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29 commenti su “Tunisi: tour tra i meandri della memoria

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  10. robby
    20 gennaio 2014

    meraviglioso questo post. Si vede che è stato scritto col cuore.

  11. luna
    17 gennaio 2014

    Mi ero persa questo racconto e sono felice che tu l abbia citato nella ultime post.
    è splendido, ho girovagato per la medina insieme a voi e mi sono commossa.
    Siete bellissimi, voi tre.
    Tanti baci

  12. Pingback: Il Tempio dei Viaggiatori | Viaggi e Baci

  13. bianca
    16 gennaio 2014

    …..tutte le volte che vedo un’immagine,una foto o un souvenir di un colibri'(coliflor in spagnolo)mi ricordo di lei,la nonna colombiana di Lorenzo,il mio bambino….e tutti e tre insieme,io,papà Jorge e Lorenzo ricordiamo le meravigliose mattinate delle vacanze estive in sua compagnia,quando durante le lunghe e tranquille colazioni nel suo bellissimo giardino di un piccolo paese in Colombia vedevamo arrivare questo piccolo e velocissimo uccellino che subito si posava sui rossi fiori tropicali in un angolo vicino al muro…..e parliamo di lei,e ricordiamo tutte le vacanze trascorse in Colombia affinchè lei potesse conoscere il suo nipotino italo-colombiano…da tre anni lei non c’è piu’ ma rimangono per noi bellissimi ricordi di vacanze trascorse in sua compagnia…e per Lorenzo il ricordo del suo magnifico giardino dove è riuscito a muovere i primi passi e a correre a raccogliere i rossi frutti della pianta di caffè accompagnato dalla “abuela Adela “(nonna Adela)……….

    • viaggiebaci
      17 gennaio 2014

      che bei ricordi Bianca! Mi hai fatto venire la pelle d’oca e ti ringrazio per averli condivisi con noi…
      un bacio al tuo piccolo campione

  14. Antonella
    16 gennaio 2014

    Meraviglioso e commovente.
    Antonella

  15. Mammagiramondo
    16 gennaio 2014

    Appena smetto di piangere ritorno

  16. Alla ricerca di Shambala
    15 gennaio 2014

    Dare ai figli radici e ali. Radici per sapere dove è la loro casa, ali per poter volare via. Post meraviglioso.

    • viaggiebaci
      16 gennaio 2014

      Monica, questa la copio e incollo sulla mia pagina facebook: posso?

      • Alla ricerca di Shambala
        16 gennaio 2014

        ahahaha, fai pure ma per carità non citare mica me, qualche anno fa avevo letto un proverbio che parlava di questo, non ricordo se canadese o africano (son messa bene).

  17. simona sacri
    15 gennaio 2014

    Monica le tue parole mettono i brividi, ognuno di noi ha il suo “angolino della memoria” e tu raccontando quello di tuo marito mi hai fatto correre con i ricordi al “mio”, cosi’ distante eppure cosi’ simile… grazie, di cuore.
    Samir e’ un bimbo fortunato, prendendo il meglio di due culture cosi’ antiche e ricche, avra’, nella vita, una marcia in piu’!!
    Ti abbraccio, ancora emozionata…

    • viaggiebaci
      15 gennaio 2014

      Simona cara, perchè non ci racconti nel tuo blog il “tuo angolino”? Sono sicura che è memorabile …

      Ti ringrazio per l’augurio a Samir: credimi che davanti a certe sue domande certe volte è davvero difficile dare risposte che non mettano in risalto o cattiva luce una delle due culture e religioni … una vera e propria sfida!

  18. Francesca
    15 gennaio 2014

    Semplicemente meraviglioso questo post! Ci avete messo tutto il vostro cuore e io mi sono davvero commossa……

    • viaggiebaci
      15 gennaio 2014

      Grazie Francesca! E’ stata un’esperienza che mi ha toccato nel profondo e mi ritengo molto fortunata per averla potuta vivere

  19. Laura
    15 gennaio 2014

    I tuoi racconti mi fanno sempre emozionare….complimenti perche’ anche questa volta sei riuscita a trasmettere al prossimo le tue sensazioni…e’ un dono che pochi hanno….

    • viaggiebaci
      15 gennaio 2014

      Grazie Laura! E’ un complimento bellissimo …
      immagino solo quando lo leggerà mio figlio fra alcuni decenni 😉

  20. Annalisa Guarelli Pedrina
    15 gennaio 2014

    Che pagina di diario meraviglioso che hai scritto per Samir! Penso che sia stato bellissimo anche per suo padre ripercorrere il passato e rivedere i luoghi dell’infanzia. Condividere i ricordi, tramandare le usanze, dà pienezza alla vita.

    • viaggiebaci
      15 gennaio 2014

      Hai perfettamente ragione Annalisa: il passato è una cosa sacra e i ricordi sono l’unica cosa che ci mantengono in vita anche dopo la morte. E i bambini adorano sempre ascoltare le storie dei loro genitori e nonni, solo che qui erano conditi con ingredienti … “speziati”!

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Questa voce è stata pubblicata il 15 gennaio 2014 da in tra città e capitali, Tunisia con tag .

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