Viaggi e Baci

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“La casa trasparente” di Sabina Spada

Ci sono libri che non andrebbero letti.
O almeno non andrebbero letti da chi ha perso un fratello all’improvviso, in un tiepido venerdì di ottobre.

Non andrebbero letti da chi ha fatto la guardia per giorni e notti intere fuori dalla rianimazione dell’Ospedale di Bologna, pregando per un amore che rischia di essere falciato prima di aver dato i suoi frutti.
A dire il vero, non andrebbero letti nemmeno da chi per nove mesi si è coricata chiedendosi se avrà la fortuna di veder sorgere ancora il sole l’indomani.

Questo libro, in particolare, non andrebbe letto da chi conosce Sabina Spada. Da chi ha condiviso con lei la scrivania in una redazione milanese e qualche nostalgico ricordo di viaggi che stregano l’anima. Perchè chi la conosce sa che la tragica storia di Ilaria è concimata dalle lacrime di una storia simile. Una storia vera. La sua storia. E quella di una figlia che ha assistito alla morte del padre prima di poter comprendere cosa vuol dir morire.

Una resta madre e l’altra figlia, prostrate dallo stesso dolore, ma non vittime della medesima perdita. Ilaria ha perso il marito, Chiara il padre.

Eppure io La Casa Trasparente lo leggo tutto d’un fiato. Lo divoro nel corso di un piovoso week-end di febbraio, mentre Riadh è in Libia e Samir di là a giocare con il Lego.

Sabina Spada La casa Trasparente

Perchè piangi mamma?
Queste le uniche parole capaci di farmi rialzare lo sguardo da una manciata di pagine in cui il lutto viene vivisezionato pezzo per pezzo. Momento per momento. Attimo per attimo. Senza alcuna pietà …

Mi sembra di rivivere tutto. Ogni singolo istante di quel maledetto venerdì di ottobre. E delle ore, dei giorni, dei mesi a venire.
Già so cosa accadrà nella prossima pagina. Già immagino i mille pensieri che attanaglieranno il sonno di Ilaria. Conosco il sapore del pianto che l’assale all’improvviso, al solo sentire un odore o la nota di una canzone. Ho sperimentato sulla mia pelle quella forza apparente per cui in molti la ammirano …

Probabilmente chi le sta accanto, o anche chi la incrocia solo per pochi attimi, è stupito dalla forza che la spinge a buttarsi nelle cose dell’esistenza con inarrestabile energia, entusiasmo e il sorriso sulle labbra. Sembra che, per reagire alla tragedia, Ilaria stia viaggiando un po’ sopra le righe, con un’esaltazione probabilmente fuori luogo.

Ma non è soltanto una reazione opposta e contraria al sentimento della fine. E’ la scoperta di quello che può essere la vita, se vissuta con uno sguardo depurato e trasparente. Abbandonate le zavorre, affrontato il peggio che le potesse capitare, caricata sulle spalle la più pesante delle sofferenze, la donna ha automaticamente ridimensionato quelle che potevano sembrare difficoltà, quelle che potevano diventare robuste frustrazioni. Ma che, ormai, sono diventate semplici gradini da affrontare senza inutili fiatoni.

Limitandosi alla trama, La Casa Trasparente può sembrare tragico e senza via d’uscita. E invece no: è un bellissimo e appassionato inno alla vita!
Passo dopo passo, man mano che le correnti si placano e la protagonista riesce a intravedere in fondo a tanto dolore la ragione ultima della sua esistenza, anche Ilaria comprende che

La morte è utile. Serve ai vivi per portarli dove non riuscirebbero ad arrivare, se non vivessero la devastante perdita di una madre, di un amico, di un marito.
La morte di una persona cara aiuta i vivi a cambiare, a costruire eventi, a deviare la direzione della loro esistenza per portarli laddove altrimenti non riuscirebbero ad arrivare.

Molte volte mi sono ritrovata a pensare che la morte di mio fratello sia stata necessaria per la mia crescita personale. Che io non sarei IO se non avessi ricevuto quella telefonata che ha sconquassato la mia vita otto anni fa. Un pensiero di cui ho provato vergogna, che non ho mai osato confidare, che ho cercato sempre di affogare tra mille sensi di colpa. E che di colpo leggo qui, a pagina 164, come un messaggio mandatomi da lassù. Accompagnato da un altro, a corollario:

La morte non esiste, perchè non è che un passaggio, un cambiamento di stato. La morte esiste soltanto per i vivi, che ne percepiscono la portata traumatica, dolorosa, inspiegabile. Ma è necessaria e indispensabile perchè si compia quel progetto chiarissimo alla cui realizzazione concorrono tutti gli eventi dell’universo.

E ora, io, quel progetto lo conosco!

In libreria: Sabina Spada, La casa trasparente, Cairo Editore

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Un commento su ““La casa trasparente” di Sabina Spada

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Questa voce è stata pubblicata il 3 luglio 2014 da in i miei libri.

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