Viaggi e Baci

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Nostalgia?

Da qualche giorno sei in vacanza da solo. Non dai nonni o da altri amici, ma al campo scuola organizzato dall’oratorio del nostro paese. L’emozione prima della partenza è tanta, ma forse lo è ancor di più la voglia di partire senza mamma e papà. Tanto che il conto alla rovescia degli ultimi dieci giorni si trasforma in conto delle ore la sera prima della partenza.

Più volte ti ho sentito dire agli amichetti che bello! andiamo in vacanza da soli e potremo fare quello che vogliamo (lungi da me l’idea di anticiparti che non sarà proprio così!), ma sinceramente non mi aspettavo quel non vedo l’ora che arrivino le 4 perchè ogni tanto voi due siete proprio difficili da sopportare che pronunci serio serio quando ti ordiniamo di riordinare bene la tua cameretta.

La tua voglia di autonomia sta aumentando ogni giorno di più e non sarò certo io a tarparti le ali. Sei uno dei pochi bambini della tua età che già da un annetto ha iniziato a stare un po’ a casa da solo e il primo tra il tuo gruppo di amici che quest’anno è andato ai centri estivi non accompagnato da mamma o papà. Questo ti fa sentire molto importante e quando mi saluti nei tuoi occhi brilla una luce nuova …

Per me, invece, è un po’ diverso. E’ l’ennesima presa di coscienza – qualora ce ne fosse ancora bisogno! – che il tempo passa più in fretta di quello che vorrei e che fra un paio d’anni vorrai stare alla larga da noi, esseri nati nel secolo scorso. Per questo non mi sottraggo alla montagna di coccole che ancora vuoi la sera prima di addormentarti e la mattina quando arrivi sul lettone.
Sono contenta per te! Ti vedo crescere sereno, consapevole dei tuoi limiti e delle tue possibilità, determinato a raggiungere gli obiettivi prefissati e pronto ad incamminarti per la tua strada. Insomma, mi sembra che il mio compito educativo stia seguendo il suo corso senza grossi intoppi. Nonostante i litigi e le scenate che ogni tanto si scatenano in casa come fulmini a ciel sereno.

Martedì scorso era la serata designata per le chiamate a casa. Io non avevo intenzione di chiamarti, come avevamo stabilito di comune accordo prima della partenza. Se ho bisogno ti chiamo io, mi hai detto quando ti ho fatto presente che non potevamo sentirci tutte le sere … e infatti non mi hai mai chiamato!
Poi però mi chiama una mamma dicendomi che la sera prima gli animatori l’hanno avvisata che il tuo amichetto ha avuto una crisi di pianto e mi chiede di sentire da te come sta oggi. Così ti chiamo. Ti sento felice, tutto preso a raccontarmi della caccia al tesoro e della vittoria nei giochi del pomeriggio. Poi arriva la tua piccola bastardata

Io: come sta X?
Tu: bene bene. Solo Y sta male …
Io: Ah si? E cos’ha?
Tu: soffre di nostalgia
Io: e che cos’è la nostalgia?
Tu: è quando un bambino vuole tornare a casa o dalla mamma
Io: ah, ho capito! E anche tu soffri di nostalgia???
Tu: io no! … anzi … un pochino forse si! Ma del calcetto e della televisione, NON di voi due …

Ammetto che mi hai spiazzata! Penso di essere rimasta senza parole per qualche secondo, poi mi sono fatta una grande risata quando l’ho raccontato a papà …
La nonna dice che è tutto scritto nel tuo DNA, che non mi posso aspettare altro da mio figlio. E mi ricorda che quando alla tua età mi portava per tre settimane in colonia, mentre moltissimi bimbi piangevano io correvo a giocare senza salutarli. Poi, dieci minuti dopo, tornavo da loro e chiedevo: ma cosa ci fate ancora qui? perchè non siete ancora andati a casa?

Beh! corsi e ricorsi storici, direbbe qualcuno. Io questa storia della colonia l’ho sentita raccontare decine di volte, ma solo questa volta ne ho colto il senso profondo.

Ti aspetto per riabbracciarti stasera, pulcino mio!
Nonostante sia stata moooolto contenta di avere qualche giorno tutto per me e papà e sia pronta a farti ripartire da solo il mese prossimo, oggi il conto delle ore lo faccio io …

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21 commenti su “Nostalgia?

  1. Alessandra Granata
    26 luglio 2014

    Oddio… leggo solo ora… e posso immaginare con quanta trepidazione tu fossi là ad aspettarlo…
    Già, il tempo vola e me ne rendo conto anche perchè inizio davvero a far fatica a prendere il mio Rospetto in braccio, ma almeno ho la certezza che ho ancora qualche anno tutto per noi… anche se quest’anno, per la prima volta, farà una settimana con la sua nonna preferita (mia mamma) … 🙂 e devo ammettere che un po’ mi dispiace il pensiero di non averlo con noi, ma dall’altro lato sono anche contenta di riprendere a fare i fidanzati io e papà Ruggi!!! 🙂 ti faremo sapere ehhh
    Tante cocoole al tuo pulcino!!

    • viaggiebaci
      27 luglio 2014

      Adesso hai capito xchè ti ho riagganciato il telefono di brutto!!! 🙂
      Concordo su tutto, soprattutto sull’ultima frase: è bellissimo anche x noi avere di nuovo qualche giornata in esclusiva, dopo anni in cui siamo sempre venuti dopo le sue mille prioritá!
      Godetevi quei giorni: passano in super fretta 😉

  2. nadia
    26 luglio 2014

    piccoli uomini crescono…. e dire che trascorriamo un bel po di tempo ad insegnargli a camminare da soli, ad invitarli a fare da soli e ad essere autonomi… poi arriva quel giorno in cui si crede che sia troppo presto per lasciarli andare senza di noi e si spera che anche loro abbiano ancora il timore di non poter stare senza vederci …. e improvvisamente ci accorgiamo che loro sono cresciuti forse troppo in fretta, ed un senso d’impotenza ci pervade… gli abbiamo dato la vita, gli abbiamo insegnato a volare, ora iniziano a lasciare il nido e noi possiamo solo aspettare che tornino ogni tanto, come le rondini a primavera, e augurarci di aver fatto un buon lavoro e che la vita riservi sempre il meglio…

    • viaggiebaci
      27 luglio 2014

      Bellissime parole Nadia, che solo una mamma può scrivere e capire ❤

  3. Giacomo
    26 luglio 2014

    Non ha mai pianto, è vero, nè chiesto di voi. Ma aveva un grande sorriso quando ha riagganciato da quella telefonata!!

    • viaggiebaci
      27 luglio 2014

      Ah, grazie Giacomo! Avevo proprio bisogno di queste parole 🙂
      Anche xchè quando è rientrato, essendoci i suoi amichetti, non ha voluto darmi nemmeno un bacio ed ho dovuto aspettarele 9 di sera x la richiesta della prima “cocoletta” – come le chiama lui! 😉

  4. Io ho entrambe le realtà una che non resisterebbe lontana da me l’altra che non vede l’ora di liberarsi della mamma. Ti assicuro che non so quale mi renda più felice 😉

    • viaggiebaci
      26 luglio 2014

      Cara Giorgia,
      come ti capisco! io e mio fratello eravamo proprio così …
      Ai tempi della colonia, per esempio, io reagivo come detto nel post, lui piangeva initerrottamente per 3 giorni 😉

  5. Michela Menta e Rosmarino
    26 luglio 2014

    Monica hai scritto un post bellissimo.
    Maturo, consapevole, ricco di amore.
    Ti ammiro.

    Un abbraccio e te e Samir♥

  6. Tiziana
    25 luglio 2014

    Ma si guarda il mio finché era in casa non accettava nessuna coccola ora che è fuori (ormai da qualche annetto) ci sentiamo tutti i giorni e quando ci vediamo gli abbracci sono lunghi lunghi. 😍 Poteva anche buttarsi prima però

    • viaggiebaci
      26 luglio 2014

      ahahahahahah … mi fai morire Tiziana!
      e allo stesso tempo mi infondi speranza 🙂

  7. Annalisa Guarelli Pedrina
    25 luglio 2014

    Che bei ricordi mi hai fatto venire in mente! Anche Silvia è andata al mare con mia madre fin da piccola, ma la prova del nove è stato proprio il soggiorno estivo con la parrocchia: una bella esperienza che ha ripetuto varie volte. Come sempre gli apprensivi siamo noi genitori: loro stanno benissimo!

  8. Audrey
    25 luglio 2014

    Ti ammiro perchè nonostante le paure di ogni genitore e la voglia di vedere il proprio bimbo sempre piccolo (ho 31 e mi padre mi vede ancora come la sua bambina). Attenzione voglia naturale e spesso inconscia insita in quasi tutte le mamma; hai scritto una cosa stupenda “Non sarò di certo io a tarparti le ali” 😉

    • viaggiebaci
      25 luglio 2014

      Cara Audrey,
      mio padre mi chiama ancora “Monicuzza” come quando avevo 2 anni e questo la dice lunga …
      Però penso sia normale essere considerati sempre “piccoli” da chi ha 25-40 anni più di noi! 🙂

      L’importante, a mio avviso, è non opporsi al desiderio di autonomia dei figli, che a mio avviso inizia molto prima delle pretese di fare le vacanze da soli.
      Anzi, penso che vada assecondato fin dai primi mesi di vita e mi riferisco a quando vogliono mangiare con le proprie mani riducendo la casa in un macello, a quando tentano di scoprire il mondo rischiando di farsi male e via discorrendo …
      Loro devono imparare ad essere autonomi, ma la lezione più difficile è riservata a noi ed è quella di capire come e quando aprire le mani per permettergli di volare via dal nostro nido …

  9. Norma Ricaldone
    25 luglio 2014

    Il tempo passa davvero in fretta, mi sembra solo ieri che il mio bimbo era piccolo ed oggi è via, lontano.
    Non l’ho mai mandato nei campi estivi, veniva sempre via con noi, figurati che la prima volta che è andato via da solo aveva ben 17 anni, 3 settimana di un corso al Goethe Institute a Brema, non ti dico come ero a pezzi, ho sofferto della sindrome da nido vuoto per … una settimana, poi sono andata a trovarlo per qualche giorno ma con la scusa di visitare Brema (che poi era vero) e quando sono tornata ho cominciato ad apprezzare il fatto di lavorare meno in casa perché tutto era più in ordine.
    Monica è vero quello che dici sulla fase “non voglio che mi baci in pubblico”, arriverà anche quella “non voglio che mi baci” ma poi torna la voglia di baci ed abbracci in pubblico ed in privato.

    Ciao
    Norma

    • viaggiebaci
      25 luglio 2014

      Cara Norma, immagino che non sia stato facile separarsi dopo 17 anni di vita insieme …
      Io invece i primi 2 giorni senza di lui li ho fatti, per motivi di lavoro, quando Samir aveva 2 anni, facendo venire mia madre a casa mia mentre io ero a Firenze. Constatato che se l’è cavata alla grande, dall’anno successivo ho iniziato a mandarlo in vacanza per 1 o 2 settimane dai nonni, che ovviamente lo trattano come un principino! Lui si divertiva un sacco e io non ho impiegato molto a capire il bello di stare qualche giorno all’anno finalmente da sola …

      Insomma: quando parte, in fondo in fondo, io sono felice e, seppur lavorando, mi sembra quasi di essere in ferie!!!! Lo so che in molti mi considereranno una mamma snaturata, ma se so che lui sta bene e si diverte, non ho nessun senso di colpa a dire che respiro un po’ più libera anch’io!
      Poi sul fatto di averlo a vivere definitivamente all’estero è un altra storia, a cui mi dovrò abituare perchè c’è qualcosa in me che mi dice che andrà a finire più o meno così … forse sempre il famoso DNA! 😉

  10. lilianamonticone
    25 luglio 2014

    Come mi sembra di tornare indietro di qualche anno a leggere questo post quando è partita (anche lei ovviamente era la più piccola) e dopo più di una settimana non aveva ancora chiamato a casa una volta!

    Se ti può consolare ti posso dire questo: all’epoca per lei era una sfida con se stessa e la sua autonomia, oggi a 13 anni (ora è di nuovo in montagna con l’oratorio, sarà per questo che il post mi ha calamitato?), mi chiama tutte le sere. Un po’ lo fa per noi, ma in buona parte lo fa perché ha superato il voler dimostrare a tutti che è grande e autonoma (d’altronde ormai lo hanno capito anche i sassi!) ed è felice di condividere con noi la sua giornata e i suoi divertimenti, i racconti, magari qualche pettegolezzo,…

    Devo anche dire che le sue telefonate durano molto molto di più: riusciamo magari, tra mamma e papà, a raggiungere i 2 minuti! Una vittoria!!! 🙂

    • viaggiebaci
      25 luglio 2014

      Non ne ho dubbi Liliana! E so anche che arriverà la fase del “mi vergogno se mi baci in pubblico”, ma poi fra una ventina d’anni mi abbraccerà di nuovo …
      però certe tappe scandiscono proprio la sua crescita e solo ora riesco a capirle in maniera diversa da quando le vivevo dall’altra parte della barricata! 🙂

      • lilianamonticone
        25 luglio 2014

        Assolutamente sì! Ed è proprio questo il bello della vita!

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Questa voce è stata pubblicata il 25 luglio 2014 da in ipse dixit.

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