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In Asia con l’autista?

Mi è capitato spesso di sentire amici in procinto di partire per l’Oriente dire gli hotel li abbiamo prenotati on-line e poi abbiamo contattato un autista che ci accompagnerà per tutto il viaggio dove vogliamo noi. I racconti al rientro sono per lo più entusiasmanti. John, Liang o Vatteallapesca sono sempre delle persone fenomenali, gentili e disponibilissime. Conoscono un sacco di luoghi sconosciuti ai più e hanno ovunque cari amici e cugini che gestiscono ristoranti con l’aragosta appena pescata e super economica o semplici resort con bungalow in riva al mare.

Personalmente non mi era ancora mai capitata l’occasione di sperimentare il noleggio auto con conducente (come si chiamerebbe in Italia questo tipo di servizio) e prima di partire per Bali ho valutato a lungo questa soluzione. A suggerircela è stata Laraine, la proprietaria della “nostra” villa. A Bali c’è un traffico pazzesco, i motorini sorpassano da tutte le parti e non esistono indicazioni stradali – ci scrive un paio di settimane prima della partenza, aggiungendo i contatti di un’autonoleggio che usa da anni. I prezzi sono più che onesti e questo ci convince a prenotare una macchina con autista per i primi cinque giorni. Anche alla luce del fatto che la nostra villa è spersa tra le risaie e non ha un indirizzo da impostare sul satellitare.

il traffico a Denpasar

il traffico a Denpasar

Ci bastano un paio d’ore per capire che Laraine aveva ragione. Il traffico è decisamente intenso, lo stile di guida molto creativo e non solo mancano le indicazioni stradali, ma anche i cartelli in entrata e in uscita dalle città. Risultato: per sapere dove siamo dobbiamo sempre chiedere a Madè, il nostro autista, che spesso ci pensa e poi spara un nome. Forse a caso!
Grazie a lui, comunque, riusciamo ad arrivare sempre alla destinazione desiderata e soprattutto non dobbiamo lasciare la macchina a un paio di chilometri dal museo o dal tempio che vogliamo visitare. Madè ci accompagna fin davanti alla porta e poi ci ripassa a prendere ad un orario stabilito o quando lo chiamiamo al telefono. Questo ci fa risparmiare un sacco di tempo ed è sicuramente uno dei motivi per cui già al terzo giorno gli chiediamo di prolungare il suo servizio e di accompagnarci anche quando lasceremo la villa per fare il tour dell’isola. Il prezzo ovviamente raddoppia, visto che starà lontano da casa per alcuni giorni, ma noi potremo contare sulla sua presenza per 24 ore al giorno invece delle 8 ore concordate inizialmente.

L’altro motivo che mi spinge a convincere la mia dolce metà – insofferente all’idea di continuare a viaggiare a una media di 40 km all’ora – a prolungare il noleggio con autista è la possibilità di poter passare parecchio tempo in compagnia di una persona del luogo. Il che si traduce in un’infinità di domande sulla vita indonesiana e la religione induista, in interessanti discussioni che spaziano da aneddoti sulla sua famiglia alla politica del Sud-Est Asiatico, in lezioni di cucina balinese e quant’altro. E fin qui tutto bene …

Madè, il nostro autista

Madè, il nostro autista

Ma – come sempre – non è tutto oro ciò che luccica. Non ci impieghiamo molto, infatti, a capire che quel “dove vogliamo noi” in realtà è un “dove vuole lui. Ovvero ogni soluzione proposta per soddisfare le nostre richieste mira sempre allo stesso obiettivo: spennarci come polli!

Il primo giorno non ci avevo fatto molto caso. Ovunque andiamo lui ci accompagna fino alla biglietteria con la scusa di aiutarci ad entrare e poi, buono buono, se ne torna alla sua macchina. Ma che gentile! ho pensato inizialmente … come una turista alle prime armi.
Il giorno seguente chiediamo di andare al Museo di Denpasar e iniziano a sorgermi i primi dubbi. All’ingresso troverete una guida del museo – ci preannuncia lungo il tragitto – che saprà rispondere a tutte le tue domande, aggiunge guardandomi dallo specchietto retrovisore. E così sarà! Sembra messa lì giusto giusta per noi. Ci viene incontro sorridente, si inchina per salutarci e … spara la tariffa. Decisamente sproporzionata rispetto agli standard della vita locale. Glielo facciamo notare e proponiamo di dimezzare il prezzo. Da lì si apre una discussione in cui Madè, parlando in balinese, sembra fungere da traduttore, ma ci metterei la mano sul fuoco che il suo ruolo si spinge ben oltre …

La mano sul fuoco la metto senza paura di scottarmi anche alla luce di quello che è successo nei giorni seguenti. Qualche esempio?
In alcuni ristoranti quello che sembra essere il parcheggiatore in realtà è messo lì per prendere nota delle targhe delle macchine posteggiate. Quando chiediamo di noleggiare la barca per andare a vedere i delfini, il caro amico di Madè ce la propone a 100.000 idr, mentre ovunque costa 60.000. Facendo il giro delle città artigiane, che la guida descrive come paesini dove le botteghe si susseguono una dietro l’altra, ci ritroviamo puntualmente in enormi negozi dall’aspetto occidentale, con un paio di operai messi a lavorare davanti all’ingresso e il nulla tutt’intorno. Sia mai che decidiamo di confrontare i prezzi o gli oggetti prodotti. Lui ci accompagna sempre ovunque, si fa vedere e poi si risiede in macchina. Un’unica volta ci abbandona nel bel mezzo di una via trafficata dicendoci semplicemente siamo arrivati a Sukavati. Forse chiedendosi ancora cosa siamo venuti a fare fin lì. E’ la prima volta che dei turisti gli chiedono di andare a vedere gli artigiani che producono i personaggi per il teatro delle ombre e lui non ne conosce nemmeno uno. Solitamente tutti sono interessati alle botteghe di oro e argento, che lui tenta di propinarci in più occasioni e che noi puntualmente rifiutiamo.

lo scooter è sicuramente il mezzo di trasporto più diffuso a Bali

La lista degli esempi potrebbe andare avanti per ore, ma mi fermo qui. Aggiungo solo che, dopo avergli fatto presente più volte che non vogliamo le classiche cose per turisti, che vogliamo mangiare nei warung dove va lui, che  non siamo a Bali per fare shopping e che lavoriamo in campo turistico – e quindi certi trucchetti li conosciamo e LI DETESTIAMO, un bel giorno mi sento dire: non starete mica pensando che vi porto dove prendo una commissione, vero? Quello che vi propongo lo faccio solo per il vostro bene. Il mio capo è un caro amico di Laraine e io devo essere sicuro che non vi succeda nulla di male …
Bene! da quel momento gli imponiamo di fermarsi solo dove chiediamo noi. Quando scendiamo per cercare un hotel o un ristorante, ci vediamo costretti ad attuare una soluzione molto particolare. Cioè uno di noi va da un lato e l’altro nella direzione opposta, in modo che lui sia costretto a restare in macchina con Samir. Comunque il concetto di commissione dev’essere così radicato in questa cultura che il giorno in cui Madè si siede a tavola con noi in un ristorante a lui sconosciuto, a fine pranzo il cameriere si avvicina e lo invita ad andare in cassa … va beh, è una battaglia persa proprio in partenza!

Lavoro in campo turistico da tanti anni e ho girato decine di paesi in tutto il mondo, quindi la cosa non mi sorprende più di tanto. La cosa non mi darebbe nemmeno troppo fastidio se la commissione fosse tolta dal prezzo ufficiale e noi potessimo scegliere veramente dove andare. Quello che mi manda in bestia è ritrovarmi a pagare sempre il doppio di quello che pagherei presentandomi da sola e soprattutto il non poter andare sempre dove vogliamo noi perchè al posto di guida c’è seduto lui …

Quindi a chi mi chiederà se merita noleggiare un’auto con autista a Bali risponderò semplicemente che c’è sempre il rovescio della medaglia. E se dovessi tornare indietro, mi limiterei ai primi 5 giorni prenotati inizialmente e poi girerei l’isola per conto mio come abbiamo sempre fatto.

PS: inutile dire che quando, alla fine, gli abbiamo lasciato 500.000 idr di mancia (lui ne guadagna 2.400.000 al mese), è rimasto letteralmente a bocca aperta. Incapace forse di comprendere che per noi il problema non erano i soldi e che avremmo pagato volentieri una migliaia di rupie in più al giorno fin dall’inizio pur di poter essere davvero liberi di andare “dove vogliamo noi.

Buono a sapersi:

– Anche se il post può sembrare quello della classica turista insoddisfatta, non è assolutamente così. Semplicemente ho voluto fare un po’ di chiarezza – nel caso possa essere di aiuto a qualcuno – sui pro e contro di noleggiare una macchina con autista a Bali. Come ho detto, io lo rifarei e riutilizzerei anche lo stesso autista. Semplicemente non per tutta la vacanza, ma solo per visitare le destinazioni più trafficate

–  Madè è una persona splendida, che mi sento davvero di consigliare. E’ onesto, disponibile, gentile con i bambini e parla un buon inglese. Non ha un’indirizzo email, quindi per prenotare il suo servizio l’unico modo è quello di scrivergli un sms al numero +62 821 2525 8208 oppure passare attraverso il suo capo, Ngurah Raka, scrivendo a dicarrentalinfo@yahoo.co.id

– Ad agosto 2014 i prezzi che ci sono stati proposti sono:

  • noleggio auto al giorno (comprensivo di assicurazione): 200.000 idr per un’auto normale, 350.000 idr se si vuole il cambio automatico
  • noleggio auto con autista per 8 ore al giorno: 300.000 idr, circa 18 euro (supplemento per ogni ora supplementare: 25.000 idr)
  • noleggio auto con autista per tour di più giorni: 450.000 idr al giorno + circa 150.000 idr per l’alloggio dell’autista
  • i prezzi sopra elencati non includono il carburante; il costo di un pieno si aggira sui 15-20 euro

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7 commenti su “In Asia con l’autista?

  1. lillyslifestyle
    15 dicembre 2014

    Purtroppo è sempre così. Io sono appena tornata da un viaggio in Marocco con autista e lo avrei fucilato. Si era spacciato per guida, ma alla fine sapevo più io dopo le ore di ricerca su google che lui.
    Però in alcune situazioni è necessario avere un locale che guidi per lunghe distanze. Ho scoperto che il segreto è pianificare tutto e proporre noi hotel, ristoranti e attrazioni. 😉
    Complimenti per le foto.
    Un caro saluto e buon natale anticipato 😉

    • viaggiebaci
      16 dicembre 2014

      Come ti capisco! E’ proprio frustrante …
      Io sapevo bene dove volevo andare, tanto è vero che abbiamo fatto scoprire posti nuovi pure a lui. Penso che il segreto sia proprio questo, come dici tu!

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  5. Audrey
    17 ottobre 2014

    un post molto utile e interessante 😉
    buon week end a presto

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Questa voce è stata pubblicata il 16 ottobre 2014 da in Indonesia con tag .

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