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La vita è in diretta al mercato di Denpasar

Domani andremo a Denpasar, comunichiamo a Madè sul far della sera. Non è una decisione semplice visto che si tratta dell’ultimo giorno nella super villa tra le risaie di Bali e ognuno di noi vorrebbe impiegarlo in un modo diverso.
A Denpasar?, ci chiede esterrefatto il nostro autista. Ma cosa volete fare a Denpasar? A parte il Museo che avete già visto, non c’è proprio nulla per i turisti …
Lo dice così, con nonchalance. Ignaro che le sue ultime parole celano la chiave capace di mettere d’accordo tutti noi – o quasi.

mercato di Denpasar

La guida parla di un mercato coperto e chiediamo di essere portati lì. Non immaginiamo minimamente che ci ritroveremo nello stesso mercato in cui abbiamo gironzolato qualche giorno fa alla curiosa ricerca dei diversi tipi di frutta tropicale. 

Bali: contrattazioni al mercato di Denpasar

Eravamo tornati a casa belli soddisfatti, con un paio di borse rosa piene di manghi, papaya, carambole (frutto a forma di stella), salak (la cui buccia ricorda la pelle del serpente), litchi (o “ciliegie della Cina”) e mangostani (i miei preferiti).

frutta tropicale

L’unico frutto che non avevamo osato comprare, perchè in vendita solo già tagliato, è una specie di grossa anguria gialla dalla pelle ad aculei e grandi semi all’interno. Non ho ancora scoperto il suo nome e, se per caso tu lo sai, ti invito a scrivermelo nei commenti qui sotto. Per il sapore ci penserò la prossima volta …

Bali, mercato di Denpasar con frutta tropicale

come ad un’improbabile prossima volta ho rimandato l’assaggio delle delicatessen contenute in questi secchi. Non chiedermi di cosa si tratta perché non ne ho la più pallida idea. So solo che vengono servite in bicchieri di plastica con un cucchiaino … vuoi favorire?!?

Bali street food

Ripensandoci ora, in quel primo giro al mercato di Denpasar non mi ero minimamente resa conto che ci fosse anche una parte coperta, presa com’ero a catturare frammenti di vita quotidiana e quell’infinità di dettagli che la visita ai mercati stranieri sempre mi regala.

mercato in Indonesia

carne al mercato di Denpasar, a Bali

pesce al mercato di Denapasar, Bali

Una delle cose che mi stupisce inizialmente sono le venditrici di fiori. Donne di varie età, accovacciate per terra o appollaiate su improbabili sgabelli in legno. Una sta schiacciando un pisolino con la testa appoggiata al banco di lavoro; un’altra ha messo il bimbo a dormire su un ripiano in metallo sorretto dalle gambe del tavolo accuratamente ricoperto di fiori.
Rispetto ai nostri mercati, qui non ci sono piante in vaso e i fiori vengono venduti senza stelo. Spesso sono esposti in grandi cesti di foglie di palma intrecciata, ma capita di vederli raccolti anche dentro dei sacchi bianchi, uno per ogni colore. A quanto pare vengono venduti a peso e il loro scopo è quello di finire nei vassoi delle offerte votive che ogni buon balinese quotidianamente prepara ed espone nei luoghi che frequenta durante la giornata.
A guardar bene non si incontrano solo venditrici di fiori, ma anche venditrici di offerte votive, con i loro sacchi di cestini intrecciati ricoperti di fiori freschi esposti in un ordine quasi maniacale. Se penso che la maggior parte di queste donne arriva qui in scooter, con un numero imprecisato di figli a bordo, non smetterò mai di chiedermi come fa la merce ad arrivare intatta.

Bali, fiori e cestini per le offerte

Durante questa prima visita i miei occhi girano da un punto all’altro del mercato come palline impazzite all’interno di un flipper. Incapaci di soffermarsi su un solo oggetto, seguono curiosi gli odori che man mano si presentano al mio naso e i richiami di una lingua così incomprensibile da risultare a suo modo suadente. Ad un certo punto, però, c’è qualcosa che ipnotizza il mio sguardo …

donna con cesto in testa

E’ uno degli enormi cesti che barcollano ritmicamente sopra alla marea di teste che mi circondano. Non è un cesto pieno come gli altri, ma completamente vuoto. E a portarlo è una ragazzina, sui 14-15 anni. Non riesco a fotografarla. Per puro rispetto. Si è accorta della grossa macchina fotografica che mi pende al collo e degli scatti che faccio a destra e a manca. Evita di guardarmi negli occhi, eppure mi tiene sotto controllo nel suo girovagare. Ed è in quella manciata di attimi e di sguardi mal celati che mi rendo conto che forse lei non è qui per far la spesa.
La vedo passare da una bancarella all’altra, scambiare due parole con le donne intente a scegliere la merce migliore e poi dirigersi verso il banco successivo. Tra un passo e l’altro, uno sguardo fugace nella mia direzione. Quasi avesse capito cosa mi sta frullando per la testa …

Mi ritornano in mente le parole del ragazzo che ci ha fatto da guida al Bali Museum, qualche isolato da qui.
In passato le donne della casta più umile lavoravano al mercato come carrelli della spesa. In pratica il loro compito consisteva nel trasportare in testa la spesa fatta da altri. In cambio ne ricevevano una monetina bucata, che raccoglievano insieme alle altre in una specie di braccialetto, ancora visibile nelle teche del Museo di Denpasar.
Non saprò mai con certezza se, all’inizio del terzo millennio, questa ragazzina mantiene sé stessa o la propria famiglia con un lavoro di tal fatta, ma la sensazione di aver fatto centro è dura a morire. E forse questa manciata di attimi saranno gli ultimi a morire anche tra i ricordi della mia visita al mercato di Denpasar.

induismo: paramenti sacri

Ma torniamo a noi e alla parte interna del mercato, che tanto ha shockato Samir. L’avevo già raccontato qui, ricordi?!?
Mentre fuori è tutto un brulicare di attività legate ai prodotti freschi, siano essi frutta e verdura o polli e pesci esposti senza nessun riguardo per le norme igieniche più basilari, una gradinata conduce al mercato coperto, che si eleva su un paio di piani intorno ad una corte centrale.

ingredienti cucina balinese

Se si esclude un piccolo angolo dedicato a spezie, legumi, sementi e a dei piccolissimi pesciolini essiccati e puzzolenti, qui si trovano tutti gli articoli utilizzati dalla popolazione locale nella loro vita quotidiana. Dai paramenti sacri usati nelle numerose cerimonie religiose alle stoffe colorate per i sarong; dalle batterie da cucina ai cestini colorati per portare le offerte al tempio; dall’abbigliamento più o meno esotico a tutto, ma proprio tutto, l’occorrente per coltivare il riso.

Quale modo migliore per una vera full immersion nella cultura locale?

mercato coperto di Denpasar

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10 commenti su “La vita è in diretta al mercato di Denpasar

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  4. Ilaria - Just Read The World
    18 novembre 2014

    Ciao,
    Il frutto di cui parli, come ti hanno già indicato è il jackfruit. Ed è davvero ottimo. Soprattutto se consumato freddo. Ha il sapore del chewing-gum alla frutta. I semi si scartano, ovviamente.
    Comunque il mercato di Denpasar sembra davvero interessante. Vedrò di aggiungerlo al mio itinerario di viaggio, quando sarò a Bali.
    Grazie per averne parlato.
    Ilaria

    • viaggiebaci
      19 novembre 2014

      Grazie infinite Ilaria … è proprio quello che intendevo!
      Il mercato a mio parere merita, soprattutto perchè frequentato solo da locali. Quando ci andrai fammi sapere che ne pensi …

  5. alesprint
    18 novembre 2014

    Come al solito bellissime le foto e interessante l’articolo, anche io amo molto i mercati locali! (Il tuo frutto misterioso potrebbe essere una jaka, quelle che assaggiai io avevano un sapore non entusiasmante, ma è comunque una questione di gusti!)

    • viaggiebaci
      18 novembre 2014

      grazie ale, sapevo che qualche grande viaggiatore avrebbe risolto il mio mistero!
      Sicura xò che il nome del frutto si scriva proprio così? Mr google non lo riconosce e mi viene il dubbio che possa mancare qualche lettera …

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Questa voce è stata pubblicata il 18 novembre 2014 da in Indonesia, tra città e capitali con tag .

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