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Cerimonie al tempio: la pace dimora al cospetto degli Dei

Prima di partire per Bali avevo un unico, grande desiderio: poter assistere ad una vera cerimonia al tempio. Preferibilmente un rito di cremazione o un matrimonio, ma mi sarei accontentata volentieri anche di un odalan, ovvero il compleanno del tempio – per i balinesi più importante di quello personale. Queste sfarzose festività per la consacrazione del tempio si tengono ogni 210 giorni (un anno secondo il calendario locale), normalmente ne durano tre e coinvolgono tutto il villaggio in un tripudio di suoni, sapori e colori difficilmente assimilabile al concetto di Sacro per noi occidentali.

matrimonio balinese

le uniche coppie di sposi che vediamo da vicino sono al Museo di Bali a Denpasar!

Dato che queste feste si succedono le une alle altre praticamente senza interruzione, le probabilità di partecipare a questa cerimonia dai colori sfarzosi sono buone anche per i turisti, mi aveva rassicurato la guida letta prima della partenza.
Personalmente confidavo molto nel nostro autista per scoprire date, luoghi e misteri di eventi così lontani dalla nostra sensibilità religiosa, ma ci ho impiegato ben poco a capire che lui era molto più intenzionato a mostrarci altri aspetti della vita locale …

Pura Ulun Danau Batur

un angolo del tempio sul vulcano Batur

Immagina dunque la delusione che provo ogni qualvolta passiamo davanti a degli indizi di cerimonia in corso – tipo la torre per la cremazione accostata lungo la strada o gruppi di persone vestite a festa che sfilano davanti a una casa- e lui non solo non rallenta un po’, ma non accenna nemmeno a spiegarci cosa sta succedendo. Inutile dire che riuscirò a scoprirlo sempre ugualmente, bombardando di domande lui o qualche altra guida incontrata strada facendo. Però intanto la cerimonia è là e noi siamo già decine di chilometri più avanti! Peccato, davvero peccato …

tempio di Mengwi, Bali

l’unica fedele all’opera nello stupendo tempio di Mengwi

Le visite ai templi, invece, non mi deludono mai. Sono uno più bello dell’altro, per posizione, grandezza o decorazioni. Mi fermerei ore a fotografare gli splendidi dettagli decorativi. Ad ogni pietra ripasso mentalmente le nozioni di architettura apprese prima della partenza. Mi apposto in disparte per seguire curiosa i rituali di preghiera dell’unica fedele che ho la fortuna di incontrare al tempio di Mengwi.
Finchè un bel giorno …

Al tempio del vulcano Batur

Poi un bel giorno, dopo esserci alzati alle 5 del mattino per avvistare i delfini al largo di Lovina, aver fatto un paio d’ore di snorkeling e aver visitato l’unico tempio cinese di Bali, ci dirigiamo verso il Gunung Batur. E’ il secondo vulcano di Bali per altitudine e importanza religiosa, il primo a regalarci la sorpresa di un’autentica cerimonia balinese. Siamo arrivati fin quassù con l’intenzione di ammirare il sorgere del sole sul vulcano Batur, ignari di aver scelto la prima notte di luna piena per affrontare la scalata di 700 metri che ci porterà in cima alla caldera. La stanchezza è molta e tra una curva e l’altra gli occhi tendono a chiudersi. Poi di colpo, davanti ai nostri finestrini, sfilano gruppetti di uomini e donne in sarong e poco più in là intravediamo un tempio vestito a festa

cerimonie religiose Bali

i penjor, lunghe canne di bambu piegate e decorate, indicano la presenza di cerimonie sacre all’interno dei templi

E’ il Pura Ulun Danu Batur, uno dei templi più importanti dell’isola. Qui si venera Dewi Danu, la dea dei laghi e dei fiumi, importantissima nell’economia di un paese che vive di riso. La nostra guida parla di un complesso di nove templi dall’aspetto incompiuto ed edifici insolitamente semplici, per cui non l’avevo inserito tra le tappe della giornata. Eppure ai nostri occhi appare così:

ulun danau batur (2)

ulun danau batur (9)

ulun danau batur (23)Di colpo mi è chiara la funzione della miriade di ombrellini gialli, stoffe a quadrati bianchi e neri e decorazioni in foglie di palma trovate in vendita nella parte coperta del mercato di Denpasar. Se finora eravamo rimasti incantati davanti alla ricchezza delle decorazioni scultoree e alla complessità architettonica dei templi balinesi, ora è finalmente arrivato il momento di lasciarsi sedurre dai rituali di preghiera.

indù in preghiera a Bali

religione induista a Bali

induismo balinese
Ad accoglierci un gruppetto di fedeli che si accinge ad uscire dal tempio. Ognuno con il sarong bianco per coprire le ginocchia e il cestino delle offerte in mano. Prima di partire mi ero a lungo interrogata su che fine fanno le offerte di cibo per gli Dei una volta terminata la cerimonia.
Considerata la temperatura tropicale avevo escluso la possibilità che venissero lasciate marcire al tempio e avevo optato per un più plausibile se le mangerà qualcuno! Ma chi sarà mai questo qualcuno? I gatti e i cani randagi – numerosissimi a Bali, i poveri del villaggio o la casta dei bramini? La risposta è un po’ come la scoperta dell’acqua calda, di quelle che ti lasciano comunque stupita. Stupita di non esserci arrivata da sola.
Durante le cerimonie religiose ogni membro del villaggio porta la sua offerta di cibo agli Dei. Le divinità si nutrono solo della sostanza dei prodotti della terra offerti, lasciando ai fedeli la parte materiale da consumare in giornata con il resto della famiglia. Ecco spiegata la processione di uomini e donne in uscita dal tempio, ognuno con il suo cestino in mano.

Bali, offerte agli DeiNon diversa la logica che governa le offerte di cibo elegantemente disposto su piccoli cestini di foglie di palma intrecciati, che a Bali si incontrano davvero ovunque. Ai piedi di statue, sugli altari domestici, all’ingresso delle case, fuori dai negozi, agli incroci delle strade, vicino ai ponti, in riva al mare e naturalmente in ogni angolo dei grandi templi del villaggio. I balinesi le preparano ogni mattina, consapevoli che dopo gli Dei passeranno uccellini, cani, gatti, topi e tutti gli insetti del Creato. Il giorno dopo raccoglieranno gli avanzi e accompagneranno le preghiere del mattino con un altro cestino colmo di riso, fiori, decorazioni e a volte qualche caramella, un succo di frutta, una monetina bucata, un oggettino.
Inutile dire che in alcuni luoghi questi cestini restano anche più giorni e che, entrando in un tempio, è facile capire quante ore prima si è svolta la cerimonia.

offerte agli Dei, Bali

le offerte agli Dei

La cosa che mi stupisce di più in questo primo contatto vero con la religione induista è notare come all’interno dei templi la vita scorra in perenne equilibrio tra sacro e profano. Abituata a considerare i luoghi sacri come luoghi di silenzio e preghiera, entro nel tempio in punta di piedi. Quasi vergognandomi della macchina fotografica che mi pende al collo e titubante se usarla o meno.
Gli uomini e le donne che mi vengono incontro con le offerte in mano, invece, chiaccherano tranquillamente del più e del meno. Mentre ai piedi dei vari altari e sacrari c’è chi congiunge le mani, chi si inginocchia, chi si fa benedire con l’acqua, chi si cosparge la fronte di riso, a pochi metri di distanza altri fedeli scherzano tra loro, si rilassano all’ombra di un meru e addirittura smanettano con lo smartphone. E poi ci sono loro, vestiti di tutto punto e rigorosamente uguali …

meru dei templi induistiE’ un piccolo gruppo di anziani dai volti magicamente segnati dallo scorrere del tempo. Se ne stanno seduti a terra, sopra un tappeto blu. Le loro ciabatte poche spanne più in là. Vedendoli da lontano penso stiano facendo una preghiera comunitaria, ma quando mi avvicino capisco che stanno semplicemente vivendo. Mi guardo attorno e per la prima volta colgo in un luogo sacro solo manifestazioni di gioia e il sole che risplende sulla bellezza del Creato. Respiro a pieni polmoni per far entrare in me quel senso di pace e serenità che raramente mi è capitato di trovare al cospetto di uno o più Dei.

Buono a sapersi

  • a Bali i turisti possono entrare nella maggioranza dei templi, ma spesso l’area sacra centrale è riservata solo agli induisti
  • per visitare il tempio sia gli uomini che le donne devono obbligatoriamente indossare il sarong, legato con il selendamg – un pezzo di stoffa da legare intorno alla vita. Se ne sei sprovvisto, potrai noleggiarlo quasi sempre all’ingresso per poche rupie.
  • per i balinesi è importante entrare nel tempio con le gambe e le spalle coperte; nella parte superiore del corpo si possono indossare capi di vario tipo, ma non scollati
  • è proibito l’accesso alle persone con ferite sanguinanti e alle donne durante il ciclo mestruale
  • con discrezione è possibile scattare fotografie
  • è proibito salire sui muri  – i piedi sono considerati impuri – e superare con la testa l’altezza dei sacerdoti
  • fai attenzione a non calpestare inavvertitamente i cestini delle offerte: ce ne sono ovunque!
  • le cerimonie che scandiscono la vita individuale dei fedeli (limatura dei denti, matrimonio, cremazione) si svolgono solo in giorni propizi, rivelati di mese in mese dai bramini.
  • il plenilunio è considerato un giorno propizio, quindi sia il giorno precedente che quello successivo alla luna piena sarà facile poter assistere a una cerimonia induista
  • spesso le cerimonie religiose si accompagnano ad altre manifestazioni locali. A noi, per esempio, è capitato di assistere alle prove di un’orchestra gamelan la sera in questione e a una gara di danze il giorno seguente

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8 commenti su “Cerimonie al tempio: la pace dimora al cospetto degli Dei

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  3. Norma Ricaldone
    9 dicembre 2014

    Ma che bello!
    Complimenti per le foto, io mi considero una fotografa ma sono restia a fotografare le persone perché mi vergogno e sono consapevole di cosa mi perdo, se da grande voglio diventare fotografa forse devo pensare di diventare una fotografa naturalista.
    Molto interessante tutto l’articolo e con utilissimi consigli.
    Grazie Monica
    Ciao
    Norma

    • viaggiebaci
      10 dicembre 2014

      Anche io sono sempre un po’ titubante a fotografare le persone, ma alla fine sono le foto che mi piacciono di più. E i balinesi sono sempre così gentili e disponibili che ogni volta che gliel’ho chiesto mi hanno sempre detto di sì. Anzi a volte sono venuti loro a chiedermelo e mai in cambio di denaro. Un popolo fantastico, davvero!

  4. alesprint
    9 dicembre 2014

    Bellissime foto Monica e bellissimo e interessante il tuo post!

    • viaggiebaci
      10 dicembre 2014

      Grazie cara! Lì i luoghi e i colori sono talmente magici che riescono bene le foto perfino a una come me…

  5. Interessante e pieno di informazioni utili questo post! Grazie, ne farò tesoro.
    Tra l’altro le foto che lo accompagnano sono davvero belle: soprattutto l’ultima!! 🙂

    • viaggiebaci
      10 dicembre 2014

      Grazie Ilaria! Piano piano ce la farò a raccontare tutto, eh?!?! 😉

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Questa voce è stata pubblicata il 9 dicembre 2014 da in Indonesia con tag .

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