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“Beatus Ille” di Antonio Munoz Molina

Ho scoperto Antonio Munoz Molina per caso e, arrivata a una decina di pagine dalla fine di Beatus Ille, posso proclamarlo tranquillamente il mio autore rivelazione per il 2014. Non perchè lui sia una new-entry nel panorama editoriale italiano, ma semplicemente perchè non l’avevo mai sentito nominare prima e nessuna amica mi ha mai consigliato una sua opera. Se non fosse stato per l’imminente viaggio in Andalusia e il mio desiderio di calarmi nell’atmosfera locale già qualche settimana prima della partenza, probabilmente non sarei mai arrivata a lui. E invece ora mi accingo a infilare in valigia un’altro suo giallo – Plenilunio.

Il primo capitolo del libro mi ha lasciato inizialmente spiazzata, con le sue frasi lunghissime e i nomi dei personaggi che fatico a collegare tra loro. Devo rileggerlo il giorno seguente per poter proseguire nella lettura e riuscire a seguire gli improvvisi e continui salti spazio-temporali che sono un po’ la nota distintiva del romanzo.

Antonio Munoz Molina _ Beatus IlleNon capisco chi è il vecchio che parla in prima persona nelle pagine iniziali e a un certo punto arrivo perfino a dimenticarmi di lui. Poi ieri sera, dopo aver scoperto chi è l’assassino di Mariana e qual è stato il movente di una morte che per decenni si è creduta accidentale, eccolo di nuovo far capolino in cimitero offrendo inaspettatamente alla Verità mille altre possibilità.
La vicenda che avevo faticosamente ricostruito pagina dopo pagina, seguendo le versioni spesso discordanti di Manuel, Minaya e Jacinto Soana, svanisce di colpo e ogni tassello di questa complicatissima storia mi appare in tutta la sua illusoria, e a tratti pirandelliana, realtà.

Il libro, in perenne equilibrio tra saga familiare, saggio di guerra civile e appassionata storia d’amore, è scritto e tradotto in maniera magistrale, con descrizioni che spesso sfiorano la poesia. E poi c’è quel libro, Beatus Ille, attorno a cui ruota tutta la trama, rendendola sempre più misteriosa e coinvolgente. Quel libro che non è mai stato scritto o che è stato e verrà scritto più volte e a più mani.

Ha mai sperimentato l’impossibilità di scrivere? Non la goffaggine, nè la lentezza, nè le ore perse in cerca di una sola parola che forse si nasconde sotto alle altre, sotto quella fessura bianca nella carta, sotto un’altra parola che la sostituisce o la nega e che bisogna cancellare per sostituirla con la parola vera, quella indispensabile, unica. Non è la perdita del sonno alla ricerca di un aggettivo adeguato, o di un ritmo che sia allo stesso tempo più fluido e più segreto.

Inutile dire che nei prossimi giorni cercherò disperatamente Màgina, la cittadina immaginaria in cui è ambientato gran parte del romanzo, tra i pueblos blancos dell’Andalusia.

Ma lui ancora non conosce il tracciato delle strade di Màgina – lunghe strade medievali in cui non si intravede mai una fine, che curvano ad arco, in cui si indovina solo gradualmente la forma delle prossime case e si scopre una piazza quando ormai ci si è entrati – e volendo ripercorrere gli stessi passi di Solana in quella fosca alba di gennaio all’improvviso capisce di essersi perso nei vicoli che portano il nome di corporazioni e santi antichi …

Mi allontanerò dai classici itinerari turistici per spingermi fino a Ubeda (città natale dell’autore) con l’intento dichiarato di scoprire se esiste davvero una piazza con la statua del general Orduna e la grande casa bianca dalle finestre tonde illuminate fino a tarda notte. E poi, da ogni ponte sul Guadalquivir, farò vagare il mio sguardo tra le colline ondulate fino alle Sierre violacee che si profilano all’orizzonte, alla disperata ricerca di un casolare che possa assomigliare all’Isola di Cuba e riportarmi, anche solo per una manciata di secondi, tra le pagine di un libro che ho amato sopra ogni aspettativa.

Non importa che una storia sia vera o falsa, conta solo saperla raccontare.

E Antonio Munoz Molina questa storia l’ha saputa raccontare a meraviglia …

Nella mia libreria: Antonio Munoz Molina, Beatus Ille, 1986, Passigli Editori

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6 commenti su ““Beatus Ille” di Antonio Munoz Molina

  1. acasadiclara
    7 settembre 2016

    l’ho cercato adesso dopo esser stata a Ubeda. ma c’è solo in spagnolo (vabbeh) e in tedesco (doppio vabbeh). intriga anche me, continuerò a cercare

  2. Norma Ricaldone
    2 febbraio 2015

    Mi avevi proprio intrigato con questo libro, ho cercato di ordinarlo ma in libreria il commesso (un ragazzo molto giovane) sorridendo mi ha detto che lui non era ancora nato quando è stato scritto il libro, allora gli ho chiesto se vendevano libri di Tolstoi e mi ha detto di sì, allora gli ho chiesto se era già nato quando Tolstoi aveva scritto il libro …
    Insomma, morale della favola non l’ho ancora trovato…

    • viaggiebaci
      4 febbraio 2015

      Ahahahahahah … mi fai morire, Norma!!!! Troppo simpatica e arguta …
      Io l’ho preso in biblioteca: mi sa che è fuori edizione, perchè non c’è nemmeno in ebook.

  3. Pingback: I miei viaggi e quel tocco di … Serendipity! | Viaggi e Baci

  4. francycal
    18 dicembre 2014

    cara monica, anche io prima di un viaggio cerco sempre qualche libro da leggere per calarmi nell’atmosfere per paese che andrò a visitare. Di Antonio Munoz Molina non ho mai letto niente e a questo punto me lo segno per la prossima fuga in libreria;-)) Auguro a te e alla tua bella famiglia un buon viaggio e un felice Natale!!!! Con affetto Francesca

    • viaggiebaci
      1 gennaio 2015

      Cara Francesca, arrivo solo oggi e quindi ricambio i tuoi auguri con quelli di Buon Anno e visto che ci siamo di tante buone letture

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Questa voce è stata pubblicata il 17 dicembre 2014 da in i miei libri, Spagna con tag .

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