Viaggi e Baci

di viaggi, di libri e altre passioni

Viaggiare con i bambini: vediamo di mettere i puntini sulle i

Mi capita spesso di trovarmi in imbarazzo davanti a certi genitori quando rispondo alla domanda “dove siete andati di bello?”, indipendentemente dal fatto che la domanda termini con la parola nel week-end o la scorsa estate.
Se nel discorso subentrano parole quali mostre, musei, librerie, lunghe passeggiate, migliaia di chilometri in auto o nomi di paesi non europei, la reazione rischia di essere sempre la stessa: sorrisino di circostanza – in faccia non mi diranno mai tu sei pazza! – e pseudo-complimento. A cui subito si aggiungono una lista infinita di mase, quando e compagnia bella …

Piacerebbe molto anche a me, SE mio figlio non mi chiedesse ogni 5 minuti quanto manca.
Lo farò QUANDO il piccolo – che magari ha già 8-10 anni !- sarà in grado di capire quello che vedremo.
Vorrei andarci anch’io, MA con i bimbi non è troppo rischioso?
Che bello! PURTROPPO noi non ce lo possiamo permettere …

Capiamoci bene: l’imbarazzo non è tanto per la risposta che sto per dare (se faccio una cosa con mio figlio so che lui è pronto a farla o è arrivato il momento per insegnargli ad affrontarla e apprezzarla), ma per il modo in cui alcuni cercheranno di mascherare la propria disapprovazione davanti ai miei occhi.
Se la esternassero apertamente, potremmo almeno imbastire una bella discussione. Alla fine magari ognuno resta con la sua opinione iniziale (lungi da me il voler far cambiare idea agli altri!), ma potrei almeno dare la mia versione dei fatti. Che è più o meno quella che sto per dare qui, in risposta anche ai commenti che ho visto circolare nel web dopo la pubblicazione di post sullo stesso tema da parte mia e di altre mamme viaggiatrici.

La premessa alla base del discorso è una sola. Per me viaggiare è una Passione, con la P maiuscola. Se anche tu ne coltivi una, non ti sarà difficile capire il motivo per cui ci dedico tutto il tempo e il denaro di cui dispongo. Mi rendo conto che ci sono passioni, tipo l’uncinetto, che possono essere mantenute vive facilmente anche con la nascita di un figlio. Altre invece, come il viaggiare, richiedono magari degli aggiustamenti, ma non per questo devono essere accantonate per un decennio o lasciate morire.

E sai perché?

Semplicemente perché non c’è nulla di più bello e vitale che coltivare le proprie passioni. Una persona che rinuncia a tutto dopo essere diventata mamma o papà, con l’andare del tempo diventa insoddisfatta e trasferisce il suo malessere in famiglia, con risultati che lascio a te immaginare.
Inoltre non c’è niente di più educativo che insegnare con l’esempio ai nostri figli a coltivare una passione. Se ci pensi bene, il più delle volte la passione va a braccetto con il talento di una persona e coltivarla significa dar spazio alle abilità e ai desideri di realizzazione personale.
Coltivare una passione implica anche rinunce, sacrifici, scelte difficili a fronte delle grandi soddisfazioni che regala a risultato raggiunto. E’ un po’ il succo di quanto la vita riserverà ai nostri figli e vedere che anche mamma e papà affrontano difficoltà per raggiungere uno scopo che li rende felici non può essere altro che un ottimo insegnamento.
E per finire, sai dirmi cosa c’è di più bello che condividere le tue passioni con le persone che ami?

Ecco spiegato il motivo per cui io, fin da subito, ho deciso che avrei continuato a viaggiare anche con mio figlio. Naturalmente ho adattato certi aspetti organizzativi alle sue esigenze, ma non ho mai stravolto l’essenza del mio modo di viaggiare.
Quando l’abbiamo portato in Tunisia all’età di tre mesi, per esempio, abbiamo scelto di soggiornare in un villaggio dagli standard occidentali per essere sicuri di avere sempre a disposizione l’aria condizionata e un buffet da cui poter scegliere piatti non piccanti – all’epoca allattavo, ma non abbiamo rinunciato a partire.
Nelle vacanze successive abbiamo sostituito i viaggi itineranti che tanto amiamo con tappe più lunghe in poche città, ma non ci siamo costretti a una vacanza stanziale. Per un paio d’anni, ad agosto, abbiamo introdotto l’abitudine di prenotare gli alloggi prima della partenza, ma non abbiamo mai scelto family-hotel o villaggi con il Mini-Club.
L’abbiamo sempre portato con noi nei musei, nelle mostre d’arte, nei siti archeologici, nei parchi naturali, nelle calette non attrezzate, in lunghissimi viaggi in macchina e ne è sempre uscito sano e salvo. E noi con lui …

Ovviamente nei nostri programmi di viaggio hanno iniziato a far capolino anche Disneyland, Legoland e gli acquari. In alcune occasioni abbiamo scelto un piccolo museo con attività didattiche al posto di famosissime pinacoteche senza attività per bambini, ci siamo ritrovati carichi come muli per andare al mare, abbiamo scarrozzato il Mister nello zaino porta-bimbi e via di questo passo.
Oggi, all’età di 8 anni, ci segue ovunque con le sue gambe – magari lamentandosi perché io e suo padre siamo lenti come delle schiappe! – ed è lui il primo a chiedere quando andiamo al museo? Nell’ultimo viaggio, per la prima volta, non è stata programmata nessuna attività family-friendly e lui ha affrontato ugualmente ogni tappa con molta curiosità e il massimo entusiasmo.
Non è che lui sia più bravo o più intelligente di altri bambini, come qualcuno ha avuto l’ardire di ipotizzare. Semplicemente è cresciuto a pane e viaggi, scoprendo in prima persona quanto è bello e divertente girare per il mondo.
Perché tutto si può insegnare e imparare. Anche a viaggiare …

Torno dunque ai SE e ai MA riportati all’inizio dell’articolo. Nessun bambino può affrontare un viaggio di 1.000 km senza lamentarsi se nella sua vita si è sempre limitato ad andare da casa a scuola. Nessun bambino ti seguirà in un trekking di mezza giornata se l’hai sempre costretto a star seduto nel passeggino anche quando voleva scorrazzare a destra e a manca. Nessun bambino starà fermo immobile davanti a un quadro se qualcosa non cattura il suo interesse. Nessun bambino ha mai scritto il suo nome la prima volta che ha impugnato una penna …

Non esiste l’età giusta per fare un lungo viaggio in macchina, per andare in Africa o per capire un quadro di Picasso. Esiste solo un allenamento precedente, fatto di piccoli passi, grandi astuzie e tanta pazienza. E la profonda convinzione, nei genitori, che nel mondo ci sono ben pochi luoghi non adatti ai bambini. I bambini nascono e crescono ovunque. Perché non dovrebbe sopravvivere il tuo se lo allontani per un paio di settimane dall’ambiente domestico?

Non nego che viaggiare sia un rischio, ma nella vita di tutti i giorni è proprio tutto sicuro, sicuro? Da quel che ne so, gli incidenti sono all’ordine del giorno, le malattie pure e il rischio attentati è altissimo anche in Italia. Con questo non voglio dire che bisogna andare nei paesi in guerra o dove imperversa l’ebola, anzi. Dico solo che quella dei rischi mi sembra spesso una scusa che nasconde ben altre paure. Paure e conflitti che abbiamo dentro di noi e che, come sempre, tendiamo a vedere e percepire solo nell’altro e nel altrove.

Termino questa lunga disquisizione con una piccola considerazione di ordine economico.
Sono ben consapevole che molte famiglie faticano ad arrivare a fine mese e quello dei viaggi è il loro ultimo problema. Le parole che seguono non sono quindi rivolte a chi vive in effettive ristrettezze economiche, ma solo a chi pensa che bisogna essere ricchi per viaggiare.
Come dicevo sopra, viaggiare è una passione e per coltivarla sono disposta a fare dei sacrifici nella vita di tutti i giorni. Alcune rinunce non mi pesano assolutamente visto che riguardano aspetti, come la moda, che considero di poca importanza. Altre, invece, sono più difficili da accettare perché in ballo ci sono altre passioni, come la lettura e il desiderio di possedere un libro invece che prenderlo in prestito in biblioteca. Come sempre è tutta una questione di priorità e ognuno fa le proprie scelte. Bene sarebbe non giudicare quelle degli altri, soprattutto se non si conoscono i risvolti.

Nel mio caso, per esempio, immagino che alcuni viaggi possano sembrare mete da sceicchi. E se ti dicessi, invece, che in media non spendo mai più di quanto una famiglia di tre persone – come la mia – spende per una settimana in un villaggio all-inclusive in Italia ad agosto?
Certo, ci sono mete che al momento considero economicamente irrealizzabili, ma per fortuna il mondo è grande e qualche posticino alla nostra portata esiste ancora. E quando i tempi si fanno duri come in questi anni, basta solo aguzzare l’ingegno e far scorte di adattabilità. Sono nate così le nostre vacanze in tenda (presa in prestito da amici) e l’idea dello scambio casa. Esperienze, come sempre, graditissime anche al nostro piccolo viaggiatore. Alla faccia di chi pensa che viaggiare – o viaggiare senza soggiornare in un family-hotel, senza il parco giochi dietro all’angolo, senza la nursery nella porta accanto – non sia cosa per bambini …

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29 commenti su “Viaggiare con i bambini: vediamo di mettere i puntini sulle i

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  4. Anna Ligorio
    9 febbraio 2015

    Sono contenta che siamo in molti a condividere….ho sempre viaggiato con mio figlio, senza problemi e comunque basta vedere le famiglie di altre nazionalità che vanno ovunque con i figli, e soprattutto questi ultimi non spaccano…(meditate, gente, meditate). Anni fa avevamo proposto ad amici un viaggio in Usa, i bambini avevano 8 anni, e mi sono sentita dire no, attenzione, perchè il bambino senza determinati biscotti al mattino non poteva stare, e non aggiungo altro…
    naturalmente lo stile del viaggio va tarato anche su di lui, noi per esempio un viaggio l’abbiamo sbagliato e lui si è annoiato abbastanza…succede…

    Per contro amo fare viaggi ed esperienze senza figlio a carico, e luiè sempre stato abituato a stare con tutti..in linea generale dico che le paure sono solo nostre, io sono stata educata nello stesso modo e non smetterò mai di ringraziare i miei..
    Ti abbraccio, mi piaci molto!!!

    • michela
      9 febbraio 2015

      Continuate a commentare pensando solo alle vostre di situazioni, alle vostre di vite. Le famiglie sono diverse, i bambini pure… e ognuno li gestisce in base alle loro esigenze. I bambini, a mio parere, vengono al 1° posto e credo che viaggiare ovunque a qualsiasi età con qualsiasi bambino (intendo caratterialmente) è seguire le loro esigenze credo che avete perso il punto di partenza. Dovreste meditare perchè ripeto ci sono situazioni e situazioni, problemi di svariato genere. E smettiamola con “l’invidiare” sempre e comunque gli altri paesi europei come se noi Italiani siamo solo bravi a fare schifo!

      • viaggiebaci
        24 febbraio 2015

        Cara Michela, ovviamente ognuno commenta facendo riferimento alle proprie esperienze e ai propri figli. Tu per prima e mi sembra normale che sia così. Come fa uno a commentare facendo riferimento ad esperienze che non ha fatto o a pensieri che non sente suoi?
        Credimi che ho sempre tenuto ben presente le esigenze primarie di mio figlio e ho rinunciato senza pensarci due volte a molte cose che avrei fatto da sola, senza pentirmene minimamente. E sai perchè? Perchè viaggiare con lui e imparare a vedere il mondo attraverso i suoi occhi mi regala emozioni uniche, che nessuna esperienza fatta da sola mi ha mai fatto provare, per quanto strabiliante potesse essere.
        Non sono una che schifa l’Italia, ma quando vedo qualcosa di positivo negli altri paesi cerco di imparare la lezione e farla mia. E tutti gli stranieri che sono venuti in questi anni nel mio albergo mi hanno insegnato una bella lezione: viaggiare con i bambini si può fare!

    • viaggiebaci
      24 febbraio 2015

      Cara Anna, condivido in pieno le tue parole, soprattutto quando dici che lo stile del viaggio va tarato sulle esigenze e gli interessi dei più piccoli. Questo non vuol dire assecondarli in tutto e tanto meno ridursi a fare 15 gg tra parchi acquatici e parchi a tema. Sta a noi genitori seminare curiosità nei nostri bimbi e come sempre può capitare di commettere qualche errore nella scelta. Ma gli errori sono preziosi, perchè insegnano a non commetterli più ed ecco che anche quel viaggio sbagliato può diventare un’ottima occasione di crescita per entrambi.
      Felice di averti conosciuto

  5. Arianna
    7 febbraio 2015

    Io sono una fifona, perchè nella vita ho viaggiato poco, per motivi economici. Ora che me lo posso permettere, ogni tanto prendo coraggio e partiamo. Certo, non essendo abituati a viaggiare molto scegliamo mète vicine. Per ora con la bimba siamo andati a Barcellona e a Londra, niente di avventuroso. Ma anche così molti ci hanno guardato come alieni… come dici tu, disapprovazione… e poi le solite scuse “ma se succede qualcosa”, “ma se si ammala”, “ma tanto non capiscono nulla”…
    bè a tutti dico che se si ammalasse in viaggio ringraziando il cielo i medici sono ovunque, e che lei stessa è entusiasta di prendere l’aereo.
    Bello l’articolo ed è tutto verissimo, spero di avere sempre più coraggio e di essere sempre più avventurosa. Ogni viaggio ci arricchisce, ogni viaggio ci fa crescere. E ai bimbi si apre la mente, piccole grandi spugne!
    Bravi bravi bravi comunque!

    • viaggiebaci
      24 febbraio 2015

      Barcellona e Londra non sono per nulla mete vicine e dai commenti che hai ricevuto l’avrai capito anche tu. 😉 Sicuramente sono due città che offrono molto per i più piccoli ed è il modo migliore per iniziare a viaggiare con loro.
      Il tuo commento, cara Arianna, per me vale doppio proprio perchè tu non hai viaggiato da piccola e hai capito ugualmente che farlo con tua figlia arricchisce entrambe. Non mi resta che augurarti di farlo tutte le volte che puoi: la paura si combatte proprio facendo una cosa e scoprendo che in fin dei conti non c’è nulla di rischioso. Buoni viaggi a voi!

  6. Giulia
    5 febbraio 2015

    Finalmente mi rincuoro! Anche mio marito ed io prima di avere figli ci siamo orientati solo al medio-lungo raggio (Australia, Malesia, USA, Egitto, Tunisia, Grecia)…e abbiamo sempre pensato che anche con i figli avremmo dovuto continuare a viaggiare…ovviamente il tutto va un po ridimensionato e adattato…x esempio continuo a pensare che ci siano tante mete che con bambini piccoli si debbano evitare…ma come dici tu il mondo è grande…l’Europa è piena di luoghi da esplorare…e così i vari paesi che si affacciano sul mediterraneo e l’Italia stessa aggiungerei!
    Io non parlerei di passioni alle cui non si deve rinunciare (ad alcuni potrebbe sembrare un atteggiamento egoistico)…piuttosto di trasferire tali passioni ai figli educandoli al diverso e alle meraviglie di questo mondo!
    Ho una bambina di 3 anni e uno di quasi 3 mesi e non vedo l’ora di ricominciare ad esplorare con loro questo mondo!
    È vero, economicamente è impegnativo, ma xche ad esempio non alternare uno o due anni di viaggi “tranquilli” ad un viaggio più lontano? E cmq già organizzandosi da soli si può risparmiare su tante cose…
    Cmq evviva i viaggi…evviva viaggiare con i nostri piccoli esploratori!

    • viaggiebaci
      5 febbraio 2015

      Capisco quello che vuoi dire, tanto che ho aspettato gli 8 anni per portarlo per la prima volta in Estremo Oriente e se tornassi indietro lo rifarei. Abbiamo potuto fare cose che con lui più piccolo sarebbero state impossibili, lui ha fatto un sacco di domande sui templi e imparato moltissime cose e infine sono certa che sarà per lui un ricordo imperituro
      Fino all’anno precedente ci siamo sempre “limitati” all’Italia, l’Europa e il nord Africa e credimi che anche qui abbiamo ancora moltissimo da esplorare. L’importante non è la meta, ma andare e lo spirito con cui si parte e dalle tue parole mi sembra che tu abbia lo spirito giusto.
      Ti auguro di iniziare presto a far conoscere il mondo ai tuoi piccoli esploratori, anche perchè fino ai 2 anni molte cose non si pagano e quindi sarebbe ancora come muoversi in 3 😉
      Buoni viaggi!

  7. acasadiclara
    4 febbraio 2015

    lo sai eh che sono d’accordo su tutto eh!!!! e in questi giorni di inizio anno che nei gruppi di fb tutti chiedono consigli su dove portare i bambini, prevalentemente al mare, vicinissimo al mare, che neanche devo spostare la macchina, che mi facciano il cibo che voglio io, che me li tolgano di torno per un po’, che mi facciano riposare, che costino poco……ma sai quante volte vorrei rispondere come scrivi tu e come credo anche io. ti strizzo con un abbraccio fortissimo e quanto vorrei fare un viaggio insieme a voi!!!!

    • viaggiebaci
      5 febbraio 2015

      allora per fortuna che sono uscita da tutti i gruppi fb (a parte uno!), altrimenti il tono di questo post sarebbe stato decisamente polemico … 😉
      Capisco la necessità di regalarsi qualche momento di super relax e la condivido in pieno, lo sai, ma quando vedo genitori che lavorano dalla mattina alla sera e poi in vacanza sbolognano i figli ad altri per 12 ore al gg mi viene una tristezza che non ti dico!
      PS: per il viaggio, perchè no?!?!?

      • michela
        5 febbraio 2015

        Troppo semplicistico, egoistico ed anche utopistico. Ognuno vive realtà diverse e ha a disposizione denari e tempi diversi. La mia passione è lo sport (il tennis) , ma ho smesso perchè vedo mia figlia 3 ore al giorno e se, in quelle tre ore, vado a giocare a tennis, mi perdo le fasi della crescita di mia figlia, ma soprattutto io PREFERISCO STARE CON MIA FIGLIA CHE COLTIVARE UNA MIA PASSIONE. E poi bisogna anche non eccedere: viaggiare con tua figlia a 3 mesi in Tunisia mi sembra da irresponsabili. Potrebbe aspettare! Non deve per forza ricominciare a viaggiare subito… Il bambino non ha ancora i vaccini e già viene sballottato qua e là . Negli aeroporti affollati pieno di gente che respira e che magari ha l’inlfluenza. Ma come dicono che i bambini nei primi mesi devono stare all’aria aperta ed evitare i luoghi chiusi ed affollati (come grandi magazzini) e tu madre lo fai stare in aeroporto e sull’aereo per coltivare una tua passione. Scusatemi ma non sono assolutamente d’accordo !

        • viaggiebaci
          5 febbraio 2015

          Mi dispiace molto che tu abbia smesso completamente con il tennis, anche se – da mamma lavoratrice – ne comprendo le ragioni, che sono le stesse che mi spingono a portare mio figlio con me in giro per il mondo invece di lasciarlo con i nonni come spesso vedo fare. Magari potresti cercare un compromesso, tipo 2 partite al mese con lei come raccattapalle. So che non sarebbero le partite di prima, ma passereste del tempo insieme e lei potrebbe vedere con i suoi occhi quanto è brava la sua mamma. Poi magari, crescendo, potrebbe iniziare anche lei, sempre che la cosa le interessi ovviamente!
          Sul discorso aereo mi trovi solo parzialmente d’accordo. Anch’io nei primi mesi di vita ho accuratamente evitato i grandi magazzini, ecc, ma se invece che in un piccolo paesino vivessi in una grande città mi sarei trovata costretta a prendere la metro, che non è poi tanto diversa dall’aereo.
          Prima di partire ero un po’ titubante, più per il caldo che per le malattie (l’ho detto che le paure non sono uguali per tutti, ma nascono dentro a ognuno di noi) e ho chiesto consiglio al pediatra. Lui mi ha risposto “Signora, meglio quest’anno che il prossimo. Quando sono così piccoli i bimbi stanno dove li mette lei e se li mette sotto all’ombrellone saranno sempre all’ombra. Inoltre quando decide che inizia a far caldo e vuole andare in camera non farà fatica a portarcelo”. L’anno seguente, in Grecia, mi son detta: “Sante parole!”

  8. Nicoletta NavySeal Colomban
    4 febbraio 2015

    Ho trovato il tuo blog per caso e ne sono stata subito rapita. Non ho figli ma questo articolo potrei averlo scritto io! Complimenti, ti seguirò.

    • viaggiebaci
      4 febbraio 2015

      Ma che bello Nicoletta, grazie! Non sai quanto mi fa piacere il sostegno da parte di adulti che non hanno figli. Troppo spesso mi sono sentita dire “non faccio figli altrimenti poi non posso più viaggiare”: le tue parole valgono quindi il doppio!

  9. Alessandra Granata
    4 febbraio 2015

    Meraviglioso cara Monica!! Sei super!! E sai che condivido ogni singola parola!!! “Siete lenti” è uno spettacolo!!! Me lo sono troppo immaginato, lui che corre davanti a voi di 50 metri!!!
    Un mega bacio!!!

    • viaggiebaci
      4 febbraio 2015

      Hai immaginato male la scena cara Ale! E soprattutto non hai usato il termine corretto … lui, arrabbiatissimo e quasi in lacrime, ci ha definito proprio SCHIAPPE nei momenti in cui io e suo padre ci fermavamo con la lingua a terra mentre, a digiuno – erano le 4 del mattino -, cercavamo di affrontare i 700 metri di dislivello per vedere l’alba dalla cima del vulcano Batur, in Indonesia. Non sai quante me ne sono sentite ogni volta che qualcuno ci superava … e, ahimè!, sono stati parecchi! 🙂

  10. Madda
    3 febbraio 2015

    Parole Sante!!!!! Io non ho potuto viaggiare moltissimo in vita mia, i miei l’hanno sempre considerato un “plus” che non potevamo permetterci… ma questo senso di frustrazione lo sto eliminando piano piano da quando ho cominciato a guadagnare la mia libertà. E ora sto cercando di trasmettere questa “ricchezza” anche a mio figlio.
    A 4 mesi ha affrontato le prime 15 ore di macchina e ne siamo usciti indenni! Abbiamo patito molto di più un’ora di aereo, che per qualche tempo ci ha frenati dal volare ancora… ma poi ci siamo resi conto che in fondo era stata tutta colpa nostra: bastava attrezzarsi e adattarsi alle sue esigenze e poi…. un bel respirone, perche quando siamo stressati noi lo diventano anche loro!

    • viaggiebaci
      4 febbraio 2015

      La tua ultima frase contiene il nocciolo della questione. Nei primi anni di vita siamo noi a trasmettere ai nostri figli le gioie, l’entusiasmo, ma anche i timori e le paure e la loro reazione a ciò che proponiamo dipende moltissimo dal modo in cui noi lo viviamo nel nostro intimo.
      Per questo quando qualcuno mi chiede consigli su mete o esperienze da fare con i bambini non do mai la stessa risposta. Anzi, sì! Suggerisco sempre di iniziare con qualcosa che può piacere a tutti e non creare ansia a nessuno …

  11. noractravelog
    3 febbraio 2015

    Anche io non saprei quali altre parole usare, hai detto un po’ tutto quello che penso e a cui tengo. Sono in ansia per il mio futuro ruolo di donna che vuole continuare a essere viaggiatrice e indipendente, ma anche mamma. Non smetterò con la maternità, ma sono un po’ intimorita da se e quanto troverò sostegno su ciò, anche in famiglia. Sono felice che ci siano donne come te che me lo dimostrano 🙂 E felice di averti trovata.

    • viaggiebaci
      4 febbraio 2015

      Anche a me fa piacere averti conosciuta e sono già venuta a dare una sbirciatina a casa tua 🙂
      Ho aspettato molto ad avere un bimbo proprio perchè temevo che mi avrebbe limitato nelle mie passioni, ma a 8 anni di distanza posso dirti che è solo un pregiudizio che ci inculcano fin da piccoli. Con lui sono andata ovunque e grazie a lui ho imparato a vedere il mondo con altri occhi: giuro che non esiste un compagno di viaggio più divertente, più saggio e più entusiasta …
      La tua famiglia d’origine magari faticherà un po’ a capirlo, ma prima o poi se ne faranno una ragione. Credimi!

      • noractravelog
        4 febbraio 2015

        “giuro che non esiste un compagno di viaggio più divertente, più saggio e più entusiasta”. Che meraviglia di frase, mi ha scatenato mille sogni a occhi aperti! 🙂 I miei sono abituati a vedermi in giro, ho loro da una parte, il compagno in un’altra regione, e sono spesso in viaggio, anche da sola, per piacere o per lavoro. Ma la società e la gente intorno ci fanno sempre vedere il momento in cui poi si diventa mamme come quello in cui “tutto finirà, goditi ora i viaggi che dopo per un po’ non li fai più”. Ma anche no 🙂
        Grazie per il commento, anche io ho scoperto Terzani, dopo però essermi appassionata anche di Asia. Ho il suo libro “in Asia” proprio in lettura in questo periodo. Un abbraccio

        • viaggiebaci
          4 febbraio 2015

          Ma che bello! E’ il suo primo libro che ho letto e lo ricordo ancora molto bene. Mi aveva colpito la sua capacità di calarsi in pieno nel paese di cui narra e di vivere il viaggio dal di dentro invece che con gli occhi di un semplice turista. Me ne sono innamorata e poi li ho divorati tutti …

          PS: mi sa che dobbiamo farci sentire più forte e far capire ad altre potenziali mamme che quel “tutto finirà” non dipende dai figli, ma da quanto noi genitori siamo disposti a farci plasmare dai dettami del senso comune

  12. Valentina
    3 febbraio 2015

    Che bellissimo post Monica. Sarebbe da farci una presentazione 😉
    Mi trovi assolutamente concorde su tutto. Non c’è molto altro da aggiungere. Come sempre, quando leggo i tuoi post, è come se li avessi scritti io. Ma tu sei molto più brava di me. Ti abbraccio forte e non vedo l’ora di rivederti.

    • viaggiebaci
      4 febbraio 2015

      Ora non esageriamo: la maestra del family blogging sei tu, mia cara!
      Anch’io non vedo l’ora di rivederti e spero moooolto presto

  13. alesprint
    3 febbraio 2015

    Monica tu sai, perché un po’ mi conosci anche se solo virtualmente, quanto io sia d’accordo con te su ogni cosa che tu hai scritto! I miei figli ora sono due adulti che hanno il nostro stesso gusto di viaggiare. I bambini imparano dal comportamento dei genitori, qualunque cosa è bella se fatta con i genitori e le esperienze di viaggio anche se precocissime sono un’eredità che resta, molto più di quella materiale.

    • viaggiebaci
      3 febbraio 2015

      Ale, la tua ultima frase è in pratica il riassunto delle mie riflessioni. Invidio molto il tuo dono della sintesi … 😉

      PS: è vero che ancora non ci conosciamo, ma sapevo che avresti condiviso ogni parola. Per me tu sei un grande esempio, perchè sei andata ben oltre al concetto di vacanza all’estero in tempi in cui la maggior parte dei genitori italiani non andava portava i propri figli nemmeno a Jesolo …

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