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I profumi dei miei viaggi, tra Atlantico e Mediterraneo

“Il pesce quando puzza, puzza dalla testa” non è altro che la versione politico-burocratica del più intimo “come il pesce anche gli ospiti, dopo tre giorni, puzzano“.  Insomma, a quanto pare, non c’è nulla che possa rappresentare gli aspetti negativi di una relazione umana, pubblica o privata che sia, meglio della puzza del pesce. E in effetti il suo odore non è propriamente un profumino, soprattutto se proviene dai grandi sacchi di pesciolini essiccati esposti nella parte coperta del mercato di Denpasar
Ma se ti dicessi che a volte  l’odore di pesce può compiere miracoli? Credimi. L’ho sperimentato con le mie narici in un paio di occasioni, ritrovandomi di colpo in giro per il mondo proprio grazie alla sua ineguagliabile fragranza.

Il primo esempio che mi viene in mente è il profumino delle grigliate di pesce – e qui penso di non essere l’unica a considerarlo tale. Ricordo ancora molto bene quel Ferragosto, come se non fosse passato un decennio da quel momento. Siamo in Turchia. Ad Assos, precisamente. A colazione la proprietaria del B&B disegna su un pezzo di carta la mappa per raggiungere una spiaggia poco conosciuta e noi ci avviamo subito all’avventura. La strada si fa presto sterrata e dall’alto della collina appare una lunga baia, completamente deserta. Una sola barchetta in mezzo al mare e un’unica casupola ai bordi della spiaggia. Fermiamo la macchina per una foto di rito, ignari di essere diretti proprio lì.

Quando arriviamo la barchetta che vedevamo all’orizzonte si è appena avvicinata al molo e il pescatore sta contrattando con una vecchietta piccola piccola e intabarrata all’inverosimile, considerate le temperature locali. Stendiamo i teli sui ciottoli e nell’arco di qualche minuto la scena che ci si para davanti è questa:

Assos, Turchia

La pulitura del pesce appena pescato … altro che piani Haccp!

A ora di pranzo la scelta del locale in cui mangiare è obbligata e ci ritroviamo seduti sulla terrazza di quella casupola che avevamo visto dall’alto. A quanto pare è un locale aperto al pubblico, ma nessuno parla inglese e non esiste nemmeno un menu. Non ci resta che entrare con la signora della foto in cucina, aprire il frigo e ordinare puntando le dita sui pochi contenitori presenti.
Sappiamo che il pesce è freschissimo e il profumo che di lì a qualche minuto si alzerà dalla griglia si mescola con il sapore delicatamente speziato – non chiedetemi di cosa! – dell’insalata che ci viene servita come antipasto. Ecco! A distanza di tanti anni, quando sento odore di pesce alla griglia risento il sapore di quell’insalata buonissima. E rivedo anche i tre ombrelloni nella baia deserta davanti a me.

Un effetto simile mi capita quando compro il pesce al mercato del mio paese. Tre camioncini disposti a U all’esterno del castello e quella puzza inconfondibile che aleggerà in zona per il resto della giornata. L’odore è quello del pesce fresco, che viene alzato, mostrato, contrattato e infine sventrato. Ma la scena è pulita, ordinata, tutto sommato silenziosa. Ben diversa da quei mercati “improvvisati” del pesce che ho avuto la fortuna di vedere in alcuni porti durante i miei viaggi in Africa.
Il primo che mi viene in mente è quello sul molo in legno dell’isola di Sal, a Capo Verde, dove grossi tonni pinna gialla e un paio di enormi crostacei passano di mano in mano e vengono esibiti come trofei. Un altro è quello di Essaouira, in Marocco, che si svolge alle mie spalle mentre scatto questa foto:

Essaouira

La città di Essaouira vista dal porto dei pescherecci

La scena ha un sapore da girone dantesco. Nel porto alle mie spalle, stipato all’inverosimile di imbarcazioni azzurre simili a quelle della foto, è arrivato da poco un grande peschereccio nero e verde. Due tavole di legno fungono da rudimentale passerella tra la terraferma e l’imbarcazione, e uomini di ogni razza e dimensione vi si arrampicano senza alcun riguardo per le più rudimentali norme di sicurezza per andare a scaricare casse di plastica ricolme di pesce. Il rumore è frastornante e la confusione apparentemente totale, ma forse esiste un ordine intrinseco in questo alzarsi e abbassarsi di braccia che sfugge allo sguardo irregimentato di noi noi occidentali.
L’odore te lo lascio immaginare, tanto più che ovunque ci sono anziani, accovacciati a terra, intenti a districare montagne e montagne di reti da pesca. Eppure la scena è così affascinante, così lontana dal nostro modo di concepire una compravendita di cibo, così irresistibilmente d’altri tempi, che saliamo su un muretto e rimaniamo a lungo ad osservarla in silenzio.

E infine c’è lui, il piatto di ricci di mare che ci viene servito su dei tavolini traballanti lungo la strada verso Porto Cesareo, in Puglia.

ricci di mare

un unico scatto prima della grande abbuffata …

Ricorderò sempre la frenata e l’immediata ricerca di un parcheggio non appena vediamo due uomini attraversare la strada davanti a noi trasportando un’enorme bacinella azzurra traboccante di ricci di mare. Non è ancora ora di pranzo, ma noi ci fermiamo ugualmente.
Sono passati 11 anni da questa foto e altri 10 dalla prima volta che ho assaggiato i ricci di mare, ma è come se il tempo non esistesse. Mi basta rivedere questo piatto e mi ritrovo improvvisamene lì, in una piccola baia nei pressi di Tropea. All’epoca facevo l’animatrice nei villaggi turistici e un bel giorno Manuela, la mia compagna di stanza  di origini palermitane, riemerge dall’acqua chiedendo un coltello. Si tuffa di nuovo e risale con in mano un riccio di mare. Per la prima volta scopro che si possono mangiare e lo faccio lì, immersa nell’acqua fin sopra all’ombelico. Ci intingo dentro il dito e quel che sento è profumo di mare. Un profumo che ancora ritorna ogni volta che ne vedo uno …

E tu quali profumi associ ai tuoi viaggi? Hai tempo fino a mezzanotte per scegliere 3 foto e partecipare all’iniziativa #sensomieiviaggi lanciata questo mese da Norma.

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29 commenti su “I profumi dei miei viaggi, tra Atlantico e Mediterraneo

  1. federica
    12 marzo 2015

    il profumo del mare mi fa sognare, solo a nominarlo!

  2. robby
    8 marzo 2015

    ciao
    bel post. Belle fotografie. Mi ha affascinato la prima fotografia, la pulitura del pesce.

    • viaggiebaci
      9 marzo 2015

      Sicuramente lontana mille miglia dall’idea occidentale di “pulitura” …

  3. Silvia
    5 marzo 2015

    è verissimo Monica, anche a me il profumo del pesce ricorda la Turchia, comunque ho mangiato lì buonissimo pesce fritto, un abbraccio SILVIA

    • viaggiebaci
      9 marzo 2015

      Se lo dice una food-blogger come te, allora non ho più alcun dubbio. W la Turchia!

  4. Giorgia Mazzanti
    5 marzo 2015

    questo tuo post è fatto apposta per me! Tu la conosci la mia avversione per il pesce. Non lo mangio assolutamente ma cosa peggiore non posso sentire l’odore (che per me odore non è!) mi sento proprio poco bene. 😀 però ti ho letto con piacere anche in questo caso ;-). Un abbraccio

    • viaggiebaci
      9 marzo 2015

      Davvero? Sai che non lo sapevo …
      Comunque ti capisco, mi succede lo stesso con il vino. E sono friulana … no comment!

  5. una foto più bella dell’altra…ma la storia che mi ha affascinato di più è la prima!!! Come sempre riesci a trasportarmi con le parole dentro i tuoi viaggi!! Grazie!!

    • viaggiebaci
      9 marzo 2015

      Grazie Chiara! Quella giornata non la scorderò mai. Sotto certi aspetti è stata una tappa miliare nello sviluppo del mio modo di viaggiare …

  6. Audrey
    4 marzo 2015

    anche le tue foto, come le mie, sono legate al mare. Bellissima la seconda foto e molto caratteristica la prima, l’ultima è proprio pugliese ahuahauhaua
    a presto e buona serata

  7. luna
    4 marzo 2015

    Che taglio originale hgai dato al tuo post, Monica! In effetti, pensandoci, l odore di pesce è ilfilo conduttore di tanti viaggi. Che pranzo spettacolare deve essere stato quello della prima foto, in Turchia…veramente un’esperienza indimenticabile. Però anche quel piatto di ricci, presi, aperti e mangiati così, direttamente in mare…spettacolare!!
    Un bacione

  8. Tanta fame dopo questo profumatissimo post!

    • viaggiebaci
      9 marzo 2015

      Ma ce la faremo prima o poi una grigliatina insieme, vero Annalisa?

  9. alesprint
    4 marzo 2015

    Bellissimo Monica! Mi hai fatto venire in mente tanti bei ricordi del nostro Mediterraneo: dalla cernia appena pescata di un paesino di Creta cucinata per noi con salsa al limone, ai pescatori che tiravano a riva le reti sulla spiaggia di Savona al grido di “oh issa!”: mia madre comprava il pesce ancora guizzante sulla spiaggia stessa!

    • viaggiebaci
      9 marzo 2015

      Caspita! Un’Italia dal sapore turco che purtroppo è in via d’estinzione …

  10. antonella
    4 marzo 2015

    Ciao Monica, un articolo stupendo tutto giocato sulle sfumature di un unico odore…è stato davvero bello questo Senso dei miei Viaggi, ne sono usciti dei post grandiosi.
    Un abbraccio.
    Antonella

    • viaggiebaci
      9 marzo 2015

      Hai ragione, Antonella. Anche se ammetto che al mio entusiasmo iniziale poi si è sostituita la difficoltà di trovare foto adeguate all’idea che volevo trasmettere

  11. Elena
    4 marzo 2015

    Ecco ed ora come faccio?? uff uff… mi dovro’ tenere questa voglia di pesce, di salsedine, di mare e di esotico – che mix perfetto 🙂 – ancora per tantissimo tempo.. E se per qualche giorno dimenticassi i miei innumerevoli doveri per rifugiarmi in una piccola oasi di serenità?! ok ok continuo a sognare con le vostre esperienze!

    • viaggiebaci
      9 marzo 2015

      Non dirlo a me! Ho una voglia di partire che non ti dico …

  12. Norma Ricaldone
    4 marzo 2015

    Mamma mia, don dovevo leggerlo adesso durante l’intervallo del lavoro!
    Non ho mangiato e mi ha messo una fame terribile.
    Oltre agli odori che li hai descritti talmente bene da farmeli sentire, sento anche il sapore!
    Cosa non darei per una bella grigliata di pesce!
    I ricci li ho assaggiati tantissimi anni fa non mi ricordo neppure più dove e l’odore è intenso, il sapore? Come mangiare un pezzo di mare.
    Grazie per aver partecipato.
    Vado a sgranocchiare una merendina
    Ciao
    Norma

    • viaggiebaci
      9 marzo 2015

      Sigh …
      Vorrei tanto poterti dire “dai, vieni a pranzo da me!” 🙂

  13. rivivere un ricordo*

  14. Queste iniziative mettono in luce tanti bei ricordi del passato ^^ che bello leggere il senso dei viaggi attraverso l’olfatto (sarà che il mio funziona malissimo, ma quando leggo le sensazioni altrui, riconosco che è emozionante rivivedere un ricordo attraverso questo senso).

    p.s. l’odore di pesce lo percepisco 😀 eh ehe eh

    • viaggiebaci
      4 marzo 2015

      Ma dai? Non so perchè ma ti immaginavo come una persona dall’olfatto e dal tatto sovraffini …
      Comunque è vero, il potere dei ricordi è immenso ed estremamente fisico

      PS: l’altro giorno ho letto il tuo post sull’India e mi è piaciuto moltissimo. Non ti ho lasciato un commento perchè ero con lo smartphone e un po’ di fretta, ma volevo comunicarti tutta la mia stima per quello che hai fatto. All’età di 16 anni volevo anch’io andare in una missione in sud America e i miei genitori non mi hanno lasciato per motivi igienici: continua ad essere un gran rimpianto a distanza di molti anni e ancora oggi ogni tanto mi dico “quasi, quasi mollo tutto …”

      • E invece, ho un’olfatto che fa pena 😀 complici tante riniti allergiche.

        Grazie mille cara Monica per avermi scritto un commento sul mio articolo. Non ne avevo mai parlato così profondamente e complice l’iniziativa #unviaggiovintage, mi sono lasciata trascinare dai ricordi ^^ Io ancora oggi penso che da un giorno all’altro vorrei partire e ritornare a fare qualcosa di simile 🙂 abbiamo tutta la vita davanti, chissà in futuro un’esperienza a breve o lungo termine, non si può mai sapere cosa ci aspetta ^^

        • viaggiebaci
          9 marzo 2015

          Hai ragione! Solo che quando si diventa mamme le prospettive per un paio di decenni cambiano ed è più difficile mettere a repentaglio la propria vita per aiutare gli altri. Purtroppo, aggiungo.

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Questa voce è stata pubblicata il 4 marzo 2015 da in il senso dei miei viaggi.

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