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Parco Cappeller, la nuova Arca di Noè

Quando ero piccola avevo un libretto sulle ore della giornata in cui i due piccoli protagonisti, all’uscita di scuola, venivano accompagnati allo zoo. Nella mia mente di bambina questo significava che OGNI GIORNO, alle cinque (figuratevi che ancora me lo  ricordo!), quei due ci andavano. Non potete immaginare l’invidia …
Non so se è per questo che mi è rimasta la fissa degli zoo, ma ogni volta che ci vado mi sento tornare indietro … beh! diciamo di circa 30 anni.
Avere quindi il Parco Faunistico Cappeller a pochi chilometri da casa è senza dubbio un punto in più alla mia scelta di trasferirmi a vivere a Marostica. E’ un luogo speciale e Samir lo percepisce appena varcata la soglia, quando ad attenderci in posa c’è uno splendido esemplare di iguana. Quanto di più simile a un dinosauro un bambino possa sperare di trovare nel XXI secolo …

iguana

Wow! il primo incontro al Cappeller è con una specie di dinosauro in miniatura

Se poi all’interno dello stesso recinto ci sono anche dei cani della prateria, ovvero dei grossi roditori che vivono in America Settentrionale, e vostro figlio vi supplica da mesi per avere un topolino o criceto in casa, non è difficile immaginare che la felicità sprizzi alle stelle.
Qui ce ne sono solo un paio, ma pare che in Texas ne siano stati trovati 400 milioni in uno stesso posto. Si, si, avete letto bene: milioni! Ve lo immaginate trovarveli davanti tutti assieme?

zoo

il cane della prateria è quello in alto a sinistra: non è carino?

Passeggiando tra i viali alberati, magari in compagnia di nuovi amichetti come abbiamo fatto noi, salta subito all’occhio che il Parco Cappeller di Cartigliano non è il tipo di zoo che sognavo da bambina, ma una vera e propria Arca di Noè.

Parco Faunistico Cappeller

al Parco Cappeller in compagnia di Alessio e Leonardo

Bastano le dita dei nostri 3 giovani zoologi per contare gli animali che conosciamo già. La zebra, i pinguini, i serpenti, i canguri, le scimmie, l’ippopotamo, i daini, il cammello, le caprette …

capra

dar da mangiare alle caprette … che felicità!

Per il resto sono animali che non abbiamo mai visto prima, molti dei quali a rischio estinzione. Oppure animali che conosciamo nella forma classica e che qui ci stupiscono per qualche particolare. Come l’ippopotamo pigmeo, lungo poco più di un metro e mezzo e alto circa 80 cm, o le testuggini africane, cugine di quelle che vivono alle Galapagos, che con i loro 60 cm di lunghezza e circa 50 chili di peso ci fanno rimanere a bocca aperta.

testuggine africana

tartarughe giganti che pesano sui 50 kg

E poi ci sono loro: i protagonisti di due cartoni animati amati da tutti i bambini.  I lemuri di Madagascar, che al Cappeller emettono versi assordanti invece del ritmato mi piace se ti muovi, mi piace come muovi, e allora … muovi! e un animaletto che cattura la nostra attenzione con la sua posizione eretta e lo sguardo attento. Leggiamo che è un suricato, ma a noi sembra tanto Timon del Re Leone e alla fine scopriamo che è proprio così. Per mantenersi in piedi usa come punto di appoggio la coda, lunga poco meno della sua altezza. Questa posizione gli serve per mantenere i turni di guardia mentre i suoi compagni cercano cibo. Rapaci, sciacalli e gatti selvatici sono infatti i suoi peggiori nemici, mentre la puntura di uno scorpione per lui è come quella di una zanzara per noi.

Suricati e lemuri

Ma questi li conosciamo! Sono i protagonisti del Re Leone e Madagascar

E invece dei soliti pippistrelli, qui si possono ammirare quelli più grandi al mondo: le volpi volanti, la cui apertura alare arriva a un metro e mezzo di larghezza. Il grande mantello nero che si avvolgono intorno al corpo mentre se ne stanno beate a testa in giù fa impressione solo a vederlo … non vorrei davvero mai trovarmele davanti in piena notte ad ali spiegate! O forse si?

volpe volante

il mantello delle volpi volanti forse è più grande di quello di Batman … aiutoooooo!

Ma sono le scimmie gli animali che ci tengono più a lungo con il naso all’insù.
A cominciare dai gibboni, scimmie antropomorfe dell’Asia meridionale a rischio estinzione per l’elevato consumo alimentare della loro carne e l’abitudine di catturarli per farne animali da compagnia. Il loro caratteristico dondolare da un ramo all’altro, le buffe corse in piedi, gli scatti che arrivano alla velocità di 50 km all’ora ci regalano risate e gridolini di gioia.

gibbone

sono i gibboni gli animali che ci regalano le più belle risate della giornata

La tenerezza più grande la dobbiamo, invece, ad uno degli ultimi arrivati in casa Cappeller: un cucciolo di macaco reso. Lo ammiriamo inteneriti mentre viene allattato, abbracciato, trasportato sulla schiena e coccolato a più non posso dalla mamma, mentre il padre se ne sta a pisolare beati su un ramo qualche metro più in sù. Scenetta familiare, eh?!?!?

macaco

a lezione di coccole da un macaco

Ed è ovviamente davanti alle teche dei serpenti che esce tutto lo spirito di osservazione dei nostri maschietti,

pitone

qunat’è interessante studiare un pitone dal vivo

che nel resto della giornata si divertono a sperimentare i suggerimenti ludici indicati dai cartelloni didattici,

fenicotteri rosa

giochiamo a imitare i fenicotteri

a leggere e interpretare simpatiche descrizioni e curiosità,

Parco Cappeller a Cartigliano

ce la faremo a saltare più in là di un canguro? forse basta un po’ di allenamento …

ad ascoltare e interrogare una guida naturalistica di spessore internazionale: Valentina Cappio di The Family Company, che con i suoi bimbi Alessio e Leonardo ci tiene in allegria per tutta la giornata.

guida faunistica

Valentina Cappio nei panni della guida naturalistica: uno spettacolo da non perdere!!!

Informazioni pratiche:
Il Parco Faunistico Cappeller si trova a Cartigliano, in provincia di Vicenza e pochi chilometri dalla bella Marostica. Le informazioni su biglietti d’ingresso, orari e indicazioni per arrivare le potete trovare sul loro sito internet.
Il parco è dotato di diverse aree attrezzate per il pic-nic, ma dispone anche di due punti di ristoro interno. Le aree attrezzate sono inoltre fornite di scivoli, altalene e giochi vari per far scatenare le vostre piccole scimmiette.
Chi non concepisce uno zoo senza leoni, tigri e acquile reali, oppure vuole ripercorrere le tappe di evoluzione della specie sulle orme di Darwin, può visitare il Museo Cappeller, dove animali impagliati e scene ricostruite sapranno ammaliare grandi e piccini.

leone

uno degli animali impagliati presenti all’interno del Museo

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8 commenti su “Parco Cappeller, la nuova Arca di Noè

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  5. carlafamily
    28 luglio 2012

    Ciao cara Monica, Hai fatto foto davvero splendide.
    Ce n’è una poi che mi ha colpita…. anzi 2.
    Quella dell’iguana;qui ce ne sono tantissime e vivono, anche se nascoste, tra la gente, tra le abitazioni e i loro luoghi preferiti sono tra le pietre. Noi nella nostra casa, nel controsoffitto ne abbiamo come minimo 4 e non ti nascondo che all’inizio ci facevano molta paura perchè molto spesso lottano fra loro e sono alquanto rumorose.
    Io ormai gli urlo di smetterla (povera me!)
    Non lo diciamo a nessuno che sono qui nella nostra casa perchè qui le iguane se le mangiano.
    Poi la foto delle tartartugone; anche quelle sono comuni qui da noi soprattutto nelle coste quando vengono a deporre le uova, invadono praticamente le spiagge, sono viste indimenticabili.
    A presto, cara Monica.

    • viaggiebaci
      28 luglio 2012

      cara Carla, quando mi lasci un commento tu so che mi posso aspettare di tutto, ma questa volta sei proprio riuscita a stupirmi …
      Sai che non so se riuscirei a prendere sonno con un gruppo di iguane sopra la testa?!?!?

  6. The Family Company
    27 luglio 2012

    Una bellissima giornata, davvero! E grazie per la nomina di “guida internazionale”… fa tanto importante ;-)!! Bellissime foto, Monica. Soprattutto quella del cucciolo con mamma… a me non sono venute cosi bene, nonostante la Reflex!! eheheh!

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Questa voce è stata pubblicata il 27 luglio 2012 da in around Marostica, in compagnia degli animali, parchi a tema, Veneto con tag , , .

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