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Letterina a Babbo Natale. Da una mamma …

Caro Babbo Natale,
inizio chiedendoti scusa per il brutto pensiero che ho fatto ieri.
Giuro che non l’ho fatto per essere maleducata, ma non sono proprio riuscita a trattenermi. Quel Che palle! ancora Babbo Natale mi è uscito proprio d’istinto, vedendoti ovunque intorno a me.  So che tu sei buono e generoso e queste sono doti che anch’io, nel mio piccolo, cerco di trasmettere a mio figlio. Poi viaggi sempre e con tutti quei bei doni sulla slitta: come non amarti?
Però, in questi giorni, io non ce la faccio davvero più!
E che … beh! … si … ecco … Io sono letteralmente nauseata dalla presenza ossessionante della tua figura negli ultimi due mesi dell’anno.
Due mesi.
Si, si, hai letto bene. Fossero solo le 2 settimane precedenti la Vigilia, tutto avrebbe un altro sapore. Invece qui, in Italia, pandori e decorazioni natalizie iniziano a riempire gli scaffali dei supermercati mentre quei poveretti dei commessi sono ancora indaffarati a tirar via i lumini dei morti.

Lo so che non è colpa tua e giuro che quella frase l’ho solo pensata. Non l’ho detta a mio figlio, stai tranquillo!
E come potrei mai?
La ricordo anch’io quell’attesa trepidante, anche se ai miei tempi aspettavamo Santa Lucia il 13 dicembre e Gesù Bambino la notte di Natale.
E ricordo anche le lucine sfavillanti sull’albero, le statuine del presepe che per un paio di settimane prendevano il posto di bambole e barbie nei nostri giochi da bambini. Si, pensa un po’: in casa si faceva ancora il presepe …
Comunque la mia frase non ha nulla a che vedere con la perdita di religiosità di questa festa. Qui il discorso sarebbe ancora più lungo e io non mi reputo la persona migliore per affrontare l’argomento.
Quella frasetta mi è uscita perchè ora non solo hai invaso le strade e hai il monopolio della pubblicità, ma non esiste più nemmeno un blog che non parli di te. E inizio ad esserne stufa, anche se domani anch’io pubblicherò un post con la fatidica parolina Natale

Va beh! Lo so. Tra la frase con la parolaccia e questa confessione mi sono giocata l’ultima possibilità di trovare sotto l’albero quella bellissima macchina fotografica che sogno da tanto.
Pazienza!
Ma posso chiederti un altro regalino piccino piccino? Uno di quelli che non appesentiranno di un grammo la tua slitta stracarica di doni?

Ecco …

Orbene!

Ehm …

Si, dai!

Ok, coraggio! Sputo il rospo …

Vorrei che tu non fossi onnipresente. Ho faticato mezza vita a capire il concetto dell’Uno e Trino che non posso spendere l’altra metà a cercar di spiegare a mio figlio il concetto del Babbo Natale all’ennesima potenza. Perchè lui quando ti vede in un negozio e poi esce in strada e ti rivede e poi fa due passi e ti reincontra ancora mentre in fondo alla via sbuca un altro inconfondibile cappello rosso, certe domande se le fa. Anzi! Le fa a me …

Poi, per favore, cerca di arrivare per tempo. Non esistono sconti Advance Booking per chi viaggia su una slitta trainata dalle renne che vola nel cielo. Quindi fatti vedere per un paio d’ore alla Vigilia e finiscila lì. Il concetto dell’attesa è una cosa che i nostri bimbi hanno perso quasi del tutto e ci sono maree di psicoterapeuti che si sfregano le mani pensando al lavoro che questo darà loro domani. Almeno tu, che rappresenti l’unica festa dell’anno in cui un bambino aspetta ancora, per favore cerca di non arrivare prima.

Inoltre non essere egoista. Lascia un po’ di posto anche a San Nicolò, Santa Lucia e Gesù Bambino, quelle figure mitiche che per decenni qui da noi hanno distribuito doni a chi se li meritava.
Tanto, chiedere di far avere un solo dono ai propri figli è una battaglia persa in partenza …
Ma se almeno i nonni li facessero per San Nicolò, gli zii per Santa Lucia e i genitori per Natale, tutto filerebbe più liscio. Per i nostri bimbi, che avrebbero il tempo di godersi ogni singolo dono, e per quei poveri giocattoli, che verrebbero degnati di uno sguardo superiore a quella frazione di secondo che inevitabilmente accompagna la frenetica apertura di decine di pacchi.

E per finire, ti prego, cancella quelle paroline malefiche …
Se fai il bravo, di qua … Se fai il bravo, di là …
Ma possibile che in una società così evoluta non siamo ancora in grado di educare i nostri figli se non con premi e castighi, promesse e minacce?

Lo so, ho fatto la monella ieri a far quel pensierino e quindi non mi merito di essere accontentata con tutte queste richieste. In fin dei conti lo dico sempre anche a Samir: nella letterina di Babbo Natale si scrive un gioco solo, quello in cima alla lunghissima lista dei desideri compilata nel corso dell’anno.
Allora ok! Cancello tutto e ti chiedo solo questo:
Carica le mie richieste sulla tua bella slitta e sparpagliale un po’ qua e là nel tuo viaggio notturno intorno al globo. C’è tanta gente che ne avrebbe bisogno.

Grazie
Mamma Monica

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26 commenti su “Letterina a Babbo Natale. Da una mamma …

  1. berenice
    10 dicembre 2013

    Da noi in Umbria i regali li portava la Befana la notte tra il 5 e il 6 gennaio. Natale, invece, era la festa religiosa con la preparazione dell’albero e del presepe, l’attesa della mezzanotte con il canto del Tu scendi dalle stelle e la felicità di incontrare a messa i parenti e gli amici con cui scambiare gli auguri. Hai detto bene, manca l’attesa. E senza attesa ha meno sapore anche la festa.

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  6. erdematt
    30 novembre 2012

    Ciao Monica.
    A me hanno insegnato, sin da piccolo, a dare un valore alle cose.
    E ringrazierò di questo i miei genitori, i nonni e tutti coloro che mi han fatto diventare quello che sono.
    Ed essendo un curioso di natura al quale nessuno ha mai potuto dire di credere a qualcosa “perchè è così e basta”, ho sempre vissuto il Natale finchè ero legato alla religione Cristiana per la sua accezione religiosa, che non sarebbe male rispolverare, con tutte le metafore e le implicazioni del caso, sopratutto da raccontare ai nostri piccoli per renderci un pò conto anche noi di come si è diventati vanesi.
    E di Babbo Natale ho sempre apprezzato la storia intrinseca, l’invenzione e la diffusione legata al marchio col quale sono cresciuto e che produce LA bibita per eccellenza, tanto da farci fare 2 tesi di laurea quando avevo incarichi educativi…
    E poi le varie rappresentazioni cinematografiche, ed il rito della letterina che sapevi finire nelle mani del tuo, di babbo, com’ancora chiamiamo noi il nostro.
    Il resto è segno dell’inciviltà dei tempi che viviamo, e sinceramente non mi sorprende.
    E non mi dà fastidio, perchè dovremmo indignarci di tante altre cose molto più importanti che lasciamo scorrere come acqua che non del barbuto obeso venuto dal polo nord.
    Pace e bene…

  7. Francesca
    30 novembre 2012

    Io da bambina riceve o regali solo a S. Lucia, che era un momento magico… a Natale si festeggiava solo la nascita di Gesu’, senza regali. Ora mi son dovuta adeguare alle usanze della famiglia di mio marito e quindi i regali li porta anche Gesu’ bambino.
    Troppi regali! E’ veramente difficile far capire ai parenti che non devono eccedere… addirittura l’anno scorso mia suocera ha regalato a mia figlia unabambola, sapendo benissimo che gliel’ avevamo già presa noi (era il regalo che desiderava).
    La mia bimba, quando ha scartato la seconda bambola, ha fatto una faccia perplessa… lei la bambola l’aveva gia’ ricevuta ed era felicissima cosi’, non aveva bisogno di altro… ma vallo a spiegare agli adulti! – e poi se mia suocera mi fa il doppione anche quest’anno la strozzo.

  8. Annalisa
    30 novembre 2012

    Hai ragione su tutta la linea. Comunque qui a Verona si festeggia rigorosamente Santa Lucia, con campanello, asinello, castaldo e tutta la manfrina di preparare il fieno, il pane e il vino la sera del 12… Babbo Natale è per i grandi, se avanzano soldi!

  9. polimena
    30 novembre 2012

    E’ verò quello che dice Monica, panettoni a metà ottobre, orribili babbi natale che salgono sulle balconate e lucine quasi tutto l’anno. Però lo scorso anno siamo andati a trovare Babbo Natale….A FEBBRAIO! E non nella meta classica ma in uno sperduto villaggio al Polo Nord, Ivalo in Finlandia. E’ stata un’esperienza unica e irripetibile. La magia del Natale l’ho ritrovata tutta, in quella casetta in mezzo al bosco dipinta di rosso con Babbo Natale che attendeva i bambini (pochi, una decina in tutto) sulla soglia. E i miei figli che gli hanno portato un regalino per ringraziarlo di tutti i regali che faceva lui a Natale. Ero emozionata io, figuratevi il viso di tutti i bambini presenti 😉

    • Viaggi e Baci
      30 novembre 2012

      E’ una meta che non avevo mai preso in considerazione, ma da quando me l’hai raccontata e ho visto le foto, mi hai incuriosito così tanto che se non fosse pre i prezzi proibitivi avrei già prenotato …

      • polimena
        30 novembre 2012

        Vero, prezzi veramente alti. Tutto in Finlandia costa molto, dal panino alla semplice escursione con le renne. Però è una vacanza indimenticabile e nonostante i miei 40 annisuonatidatempo credo resterà per sempre nel mio cuore e in quello dei miei figli (che continueranno a credere a Babbo Natale anche a 20 anni!). Mi dispiace non poter postare un foto ma te la mando via email….

  10. Elena Valli
    30 novembre 2012

    Beh però vuoi mettere la magia di vedere arrivare Babbo Natale all’asilo? Però è vero ce ne sono troppi e Stefano ormai ha capito che quelli sono solo aiutanti di Babbo Natale e che quello vero se ne sta in Lapponia a preparare i regali per il giorno di natale. Però noi attendiamo anche Gesù Bambino che non porta i doni ma il dono della sua nascita quel giorno, per noi che siamo credenti.

    • Viaggi e Baci
      30 novembre 2012

      Anch’io alla fine a Samir l’ho spiegata così e l’arrivo del Grande Babbo all’asilo è un’esperienza bellissima. Solo che incontrandolo già da mille altre parti perde un po’ della sua magia …

      • Elena Valli
        30 novembre 2012

        Eh lo so. Ma forse per noi..per loro è sempre tutto un po’ magico

  11. Laura Merlo
    30 novembre 2012

    Monica ormai noi ci ridiamo su e ogni anno con i bambini facciamo il toto-babbo natale per indovinare in che data appariranno i 4 (QUATTRO!) poveri babbi (o babbei?) appesi al terrazzo dei nostri vicini. Questa volta erano già lì il 10 novembre :-O Per fortuna l’hanno capito anche i miei figli che quella è solo scena, La sostanza è un’altra. Completamente diversa, se non opposta.

    • Viaggi e Baci
      30 novembre 2012

      Oddio Laura! Qui si potrebbe pure scatenare una guerra fra condomini … ahahahahahah!

  12. simona
    30 novembre 2012

    Chapeau mia cara!! Io da piccola a Milano festeggiavo Gesù Bambino; era magico e non c’erano tante moine. La mattina del 25 mi alzavo e trovavo dei regali, punto. Qui a Brescia si festeggia S. Lucia, ho fatto fatica ad abituarmici, ma essendo già grande quando mi ero trasferita non l’ho mai festeggiate, finché ho dovuto fare i conti con i miei due bambini. Grazie a loro è diventato un momento magico che mi riporta al MIO Gesù Bambino, solo in una data diversa. Per Babbo Natale noi abbiamo cercato di dare risposte vaghe e lasciare un po’ tutto nel mistero proprio perchè questo SUO continuo apparire disorientava un po’ i bambini. I pacchettini in casa nostra arrivano sotto l’albero di giorno in giorno, non si sa a chi siano destinati e nemmeno come abbiano fatto ad arrivare lì. Si scartano la sera della vigilia (e questo no mi piace) perchè la maggioranza della famiglia (nonni, zii….. tutti quanti eh) ha deciso così nella notte dei tempi. Per i bambini è sicuramente meno magico della notte di S. Lucia ma anche vedere apparire pacchettini di giorno in giorno per loro ha un certo fascino, fa crescere la curiosità e lancia il “toto regalo”, Nel bene e nel male ci siamo adeguati alla società che cambia!! Baci Simo

    • Viaggi e Baci
      30 novembre 2012

      Già! L’abbiamo fatto tutti Simona …
      Il mio non è un essere contraria ai regali in tot, anzi … Imparare a donare è una cosa bellissima. Però sono contraria alle vagonate di cose che arrivano e che molto spesso i bimbi non hanno nemmeno il tempo di godere

  13. Lali
    30 novembre 2012

    Monella, monella…ma è vero!! Condivido!
    Premi e castighi è l’affermazione migliore, a mio avviso, di questo post…ma mi rendo conto che è così difficile farlo capire agli altri genitori e da applicare sempre – me per prima lo ammetto – soprattutto quando la stanchezza ha il sopravvento sulla lucidità!! Ma ci sono sempre spunti per migliorare se stessi e andare oltre i propri limiti, no?

    • Viaggi e Baci
      30 novembre 2012

      Si, Ale, sono la prima a fare una fatica bestia ad applicare questo concetto nell’educazione di mio figlio perchè noi siamo cresciuti così e invitabilmente tendiamo a replicare il modello educativo ricevuto. E se ci pensi viene incoraggiato proprio dalla festa a cui i banbini tengono di più e dalla scuola con i voti … insomma: un macello!

  14. mamma & co.
    29 novembre 2012

    Dico la verità. io non l’ ho mai detto a nessuno e, sinceramente , mi sento anche un pò in colpa nei confronti di mio figlio ma …. cavolo Monica, hai ragione! Non è possibile uno stress in questo modo … lungo due mesi: posso capire il commercio, l’ economia e tutto il circolo vizioso che ci gira intorno ma io basta, io non mi ci trovo in tutto questo tram tram speculativo che altro non porta se non stanchezza e corse all’ ultimo minuto per quel pensierino forzato che gradirei di più se fatto in un qualunque momento dell’ anno inaspettato!!!
    Ben venga l’ attesa di mio figlio per la preparazione del tanto agognato presepe ( che ci occupa metà sala), è un momento di condivisione e creatività familiare attorno a una bella tazza di cioccolato caldo… Quello è vero spirito natalizio, quella è gioia familiare!

  15. Monica
    29 novembre 2012

    come ho scritto sul Blog si Family Company anche io sono stata ispirata dai vostri due post… ma io sono una da Natale tutto l’anno!!!! Forse perchè essendo un pò “psicolabile” (passatemi il termine pesante) quello del Natale è l’unico momento in cui riesco ad essere un pò meno “schizzata”… forse per questo vorrei che fosse Natale tutto l’anno!!!

    • viaggiebaci
      29 novembre 2012

      mah! mi sa che la psciolabile schizzata sono io … tranquilla! So di essere in questo una voce del tutto fuori dal coro, ma se leggi bene tra le righe, ci sono degli spunti educativi non da poco! 🙂

      • polimena
        30 novembre 2012

        Sottoscrivo in toto. Figurati che pure i miei figli sono rimasti sfavorevolmente colpiti da un balcone addobbato di lucine natalizie il 30 ottobre!

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Questa voce è stata pubblicata il 29 novembre 2012 da in Natale, pensieri e parole con tag , , , .

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